L'ARTE DEL RICICLO
Opere d'arte realizzate con materiali di riciclo
06/10/18
Cos'è il riciclo?
La salvaguardia dell'ambiente
Il riciclo è il processo di trasformazione dei materiali di scarto in nuovi materiali o oggetti in modo che non finiscano nelle discariche o nell'oceano.
Questo processo è importante per la sostenibilità ambientale e anche per ridurre la quantità di rifiuti sul pianeta; invece di utilizzare nuove materie prime, il riciclo, mira a utilizzare solo ciò che è già stato creato: in questo modo, saranno di minori quantità i rifiuti e la plastica che finiranno nell'ambiente.
Arte e riciclo
Il contributo dell'arte nella salvaguardia dell'ambiente
Nel corso dei secoli, l'arte ha seguito e talvolta anticipato l'evoluzione e i cambiamenti delle diverse epoche, partendo dai graffiti dei nostri antenati primitivi, passando per le pitture rinascimentali fino ad arrivare alle avanguardie ispirate dalla tecnologia moderna. Alla luce di ciò, ci chiediamo se gli artisti contemporanei potessero rimanere indifferenti di fronte al problema dell'inquinamento. La risposta, ovviamente, è negativa. Infatti, a partire dal secolo scorso, molti artisti, spinti dal puro spirito estetico o da motivi ideologici, hanno affrontato il tema del riuso e del riciclo creativo dei rifiuti.
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Arte e rifiuti
Il rapporto tra i due nel corso del tempo
Il legame tra arte e rifiuti ha iniziato a svilupparsi nei primi anni del Novecento. Inizialmente, si trattava di gesti provocatori nei confronti dei movimenti artistici del passato, i quali erano concentrati esclusivamente sulla ricerca del bello. Artisti come Marcel Duchamp, Alberto Burri e Piero Manzoni hanno abbandonato la tradizionale pittura per utilizzare materiali e oggetti comuni, conferendo loro un nuovo scopo.
Negli anni '60, gli artisti hanno iniziato a esprimere una critica nei confronti della società consumistica che, a causa dell'industrializzazione, stava sempre più contribuendo allo spreco delle risorse. In particolare, gli artisti del movimento del Nuovo realismo francese si sono distinti in questo intento, creando opere che non erano solo semplici decorazioni, ma erano in grado di trasmettere forti messaggi alla società. Man mano che ci avviciniamo ai giorni nostri, diventa sempre più evidente l'importanza che la consapevolezza ambientale e la coscienza ecologica hanno assunto nel mondo dell'arte. Questo ha portato alla nascita di movimenti come la Trash Art (arte spazzatura) o Waste Art (arte dei rifiuti), in cui gli artisti utilizzano materiali di scarto per creare opere d'arte significative e stimolanti.
Alcune opere
The Japanese Bridge AfterMonet 81x81 cm, Jane Perkins
Murale ecologico 7x45m, Caracastappi di plastica, Oscar Olivares
Realizzate con materiali di riciclo
The Last Queen
cm 90×90 mixed media, Annarita Serra
The Bear 8x8m Bordalo II, Torino
The Great Wave After Hokusai cm 70x56, Jane Perkins
Avevo due sogni nella vita: lavorare con l’arte e salvare il mare. Ho scoperto che uno dei due mi aiuta a realizzare l’altro.
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Timeline
Pezzi di plastica, soldatini mutilati e consumati dal sale, palette del gelato, vecchie ceramiche preziose, decine di paia di jeans, audiocassette, cotton fioc colorati, scatolette di sardine, piume e addirittura ciucci dispersi e unghie finte: nel magazzino attiguo al piccolo laboratorio artistico di Annarita Serra si trova veramente di tutto; risultato di anni e anni di ricerca e raccolta di materiali, che qui vengono utilizzati come fossero colori per realizzare opere d’arte. ma prima di dedicarsi completamente all'arte passarono diversi anni:
È il 1999. Durante un viaggio di lavoro in Nuova Zelanda, Annarita rimane sbalordita dalla bellezza dei paesaggi neozelandesi. Una natura primordiale: tanto verde, cieli limpidi, mari e oceani vasti e suggestivi. Davanti a una simile meraviglia, dentro Annarita si riaccende qualcosa.
Tornata a Milano, prende una coraggiosa decisione: lascia il suo lavoro per intraprende la carriera di artista. Comincia a fare la rigattiera ambulante nei mercatini dell’antiquariato e ritorna a dipingere: vuole essere indipendente e guadagnarsi da vivere con la sua creatività.
Annarita decide di tornare per un periodo nella sua terra d’origine: la Sardegna. Una scelta dettata dalla voglia di riconnettersi con le proprie radici e ritrovare la propria identità, finché un giorno, durante una passeggiata sulla spiaggia, in una fredda giornata d’inverno, Annarita si trova davanti a una marea di plastica. L'artista in quel momento ha un’illuminazione e decide di raccogliere tutta quella plastica, tornando alla spiaggia ogni giorno con grandi sacchi che in poco tempo riempie fino all’orlo.
Infine, Annarita si decide a tornare a Milano con tutta la spazzatura raccolta: vuole usare la plastica per fare arte, assemblandola. Armata di viti, avvitatore, silicone, colla e martello comincia a dare forma alla sua creatività, potendo finalmente dedicarsi alla sua più grande passione.
"Le persone si incuriosivano e si avvicinavano per poi notare che si trattava di rifiuti. E quando scoprivano che quella che stavano guardano era plastica trovata sulle spiagge affermavano stupiti di non vedere mai tutti quegli scarti in giro. Eppure c’erano, c’erano eccome."
Annarita Serra
L'artista che difende il mare
Dopo aver approfondito un linguaggio pittorico più tradizionale, l'artista ritrova le sue radici in una ricerca volta a dare una nuova identità a materiali di recupero, con particolare attenzione alla plastica raccolta sulle spiagge della sua Sardegna. Annarita punta sull’utilizzo di oggetti frammentati e tracce di spazzatura, raggiungendo un impegno estetico intenso ed una energica, e insieme dolce, comunicabilità. L’artista, attraverso una bellezza mascherante, si fa testimone del silenzioso grido di aiuto di una natura sempre più contaminata.
Attraverso l'uso sapiente di oggetti di scarto ricomposti, l'artista crea opere che emanano un'intensa bellezza estetica e una comunicabilità energica, ma allo stesso tempo dolce. Le sue creazioni, seppur mascherate dalla loro bellezza, diventano testimoni del silenzioso grido di aiuto di una natura sempre più contaminata. L'artista dedica particolare attenzione al problema dell'inquinamento plastico che affligge i mari. Difatti molti dei suoi lavori (sia dipinti che sculture) sono realizzati utilizzando plastica raccolta sulle spiagge e ritraggono icone e personaggi famosi, trattati come vere e proprie pennellate. L'effetto ottenuto è un'immagine riconoscibile che cattura l'attenzione, ma solo avvicinandosi si scopre la composizione del materiale stesso: semplice plastica sputata dal mare.
L'insegnamento che Annarita vuole trasmettere attraverso la sua storia e la sua arte è che bisogna avere il coraggio di compiere scelte che possano migliorare la proria vita. L'artista insegna che la determinazione, la passione e l'amore sono motori in grado di spingere oltre i nostri limiti e verso la serenità. Ma soprattutto dimostra che la soluzione, che sia legata al pianeta o alla propria storia personale, non può semplicemente piovere dal cielo, ma risiede all'interno di noi stessi, ed è pronta ad essere liberata.
Marilyn Coke
cm 90 x 90 Lattine
The yellow wave
90x90cm plastica dal mare
Il Cappellaio Matto
cm 90×90 Plastica dal Mare
Digital Heart
cm 70×70 schede madre
Il Bel Paese
cm 100 x 100 Plastica dal Mare
Connection
cm 90 x 90 Schede madri PC
l'arte del riciclo
anna maria sellitto
Created on May 9, 2023
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L'ARTE DEL RICICLO
Opere d'arte realizzate con materiali di riciclo
06/10/18
Cos'è il riciclo?
La salvaguardia dell'ambiente
Il riciclo è il processo di trasformazione dei materiali di scarto in nuovi materiali o oggetti in modo che non finiscano nelle discariche o nell'oceano.
Questo processo è importante per la sostenibilità ambientale e anche per ridurre la quantità di rifiuti sul pianeta; invece di utilizzare nuove materie prime, il riciclo, mira a utilizzare solo ciò che è già stato creato: in questo modo, saranno di minori quantità i rifiuti e la plastica che finiranno nell'ambiente.
Arte e riciclo
Il contributo dell'arte nella salvaguardia dell'ambiente
Nel corso dei secoli, l'arte ha seguito e talvolta anticipato l'evoluzione e i cambiamenti delle diverse epoche, partendo dai graffiti dei nostri antenati primitivi, passando per le pitture rinascimentali fino ad arrivare alle avanguardie ispirate dalla tecnologia moderna. Alla luce di ciò, ci chiediamo se gli artisti contemporanei potessero rimanere indifferenti di fronte al problema dell'inquinamento. La risposta, ovviamente, è negativa. Infatti, a partire dal secolo scorso, molti artisti, spinti dal puro spirito estetico o da motivi ideologici, hanno affrontato il tema del riuso e del riciclo creativo dei rifiuti.
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Arte e rifiuti
Il rapporto tra i due nel corso del tempo
Il legame tra arte e rifiuti ha iniziato a svilupparsi nei primi anni del Novecento. Inizialmente, si trattava di gesti provocatori nei confronti dei movimenti artistici del passato, i quali erano concentrati esclusivamente sulla ricerca del bello. Artisti come Marcel Duchamp, Alberto Burri e Piero Manzoni hanno abbandonato la tradizionale pittura per utilizzare materiali e oggetti comuni, conferendo loro un nuovo scopo.
Negli anni '60, gli artisti hanno iniziato a esprimere una critica nei confronti della società consumistica che, a causa dell'industrializzazione, stava sempre più contribuendo allo spreco delle risorse. In particolare, gli artisti del movimento del Nuovo realismo francese si sono distinti in questo intento, creando opere che non erano solo semplici decorazioni, ma erano in grado di trasmettere forti messaggi alla società. Man mano che ci avviciniamo ai giorni nostri, diventa sempre più evidente l'importanza che la consapevolezza ambientale e la coscienza ecologica hanno assunto nel mondo dell'arte. Questo ha portato alla nascita di movimenti come la Trash Art (arte spazzatura) o Waste Art (arte dei rifiuti), in cui gli artisti utilizzano materiali di scarto per creare opere d'arte significative e stimolanti.
Alcune opere
The Japanese Bridge AfterMonet 81x81 cm, Jane Perkins
Murale ecologico 7x45m, Caracastappi di plastica, Oscar Olivares
Realizzate con materiali di riciclo
The Last Queen cm 90×90 mixed media, Annarita Serra
The Bear 8x8m Bordalo II, Torino
The Great Wave After Hokusai cm 70x56, Jane Perkins
Avevo due sogni nella vita: lavorare con l’arte e salvare il mare. Ho scoperto che uno dei due mi aiuta a realizzare l’altro.
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Timeline
Pezzi di plastica, soldatini mutilati e consumati dal sale, palette del gelato, vecchie ceramiche preziose, decine di paia di jeans, audiocassette, cotton fioc colorati, scatolette di sardine, piume e addirittura ciucci dispersi e unghie finte: nel magazzino attiguo al piccolo laboratorio artistico di Annarita Serra si trova veramente di tutto; risultato di anni e anni di ricerca e raccolta di materiali, che qui vengono utilizzati come fossero colori per realizzare opere d’arte. ma prima di dedicarsi completamente all'arte passarono diversi anni:
È il 1999. Durante un viaggio di lavoro in Nuova Zelanda, Annarita rimane sbalordita dalla bellezza dei paesaggi neozelandesi. Una natura primordiale: tanto verde, cieli limpidi, mari e oceani vasti e suggestivi. Davanti a una simile meraviglia, dentro Annarita si riaccende qualcosa.
Tornata a Milano, prende una coraggiosa decisione: lascia il suo lavoro per intraprende la carriera di artista. Comincia a fare la rigattiera ambulante nei mercatini dell’antiquariato e ritorna a dipingere: vuole essere indipendente e guadagnarsi da vivere con la sua creatività.
Annarita decide di tornare per un periodo nella sua terra d’origine: la Sardegna. Una scelta dettata dalla voglia di riconnettersi con le proprie radici e ritrovare la propria identità, finché un giorno, durante una passeggiata sulla spiaggia, in una fredda giornata d’inverno, Annarita si trova davanti a una marea di plastica. L'artista in quel momento ha un’illuminazione e decide di raccogliere tutta quella plastica, tornando alla spiaggia ogni giorno con grandi sacchi che in poco tempo riempie fino all’orlo.
Infine, Annarita si decide a tornare a Milano con tutta la spazzatura raccolta: vuole usare la plastica per fare arte, assemblandola. Armata di viti, avvitatore, silicone, colla e martello comincia a dare forma alla sua creatività, potendo finalmente dedicarsi alla sua più grande passione.
"Le persone si incuriosivano e si avvicinavano per poi notare che si trattava di rifiuti. E quando scoprivano che quella che stavano guardano era plastica trovata sulle spiagge affermavano stupiti di non vedere mai tutti quegli scarti in giro. Eppure c’erano, c’erano eccome."
Annarita Serra
L'artista che difende il mare
Dopo aver approfondito un linguaggio pittorico più tradizionale, l'artista ritrova le sue radici in una ricerca volta a dare una nuova identità a materiali di recupero, con particolare attenzione alla plastica raccolta sulle spiagge della sua Sardegna. Annarita punta sull’utilizzo di oggetti frammentati e tracce di spazzatura, raggiungendo un impegno estetico intenso ed una energica, e insieme dolce, comunicabilità. L’artista, attraverso una bellezza mascherante, si fa testimone del silenzioso grido di aiuto di una natura sempre più contaminata.
Attraverso l'uso sapiente di oggetti di scarto ricomposti, l'artista crea opere che emanano un'intensa bellezza estetica e una comunicabilità energica, ma allo stesso tempo dolce. Le sue creazioni, seppur mascherate dalla loro bellezza, diventano testimoni del silenzioso grido di aiuto di una natura sempre più contaminata. L'artista dedica particolare attenzione al problema dell'inquinamento plastico che affligge i mari. Difatti molti dei suoi lavori (sia dipinti che sculture) sono realizzati utilizzando plastica raccolta sulle spiagge e ritraggono icone e personaggi famosi, trattati come vere e proprie pennellate. L'effetto ottenuto è un'immagine riconoscibile che cattura l'attenzione, ma solo avvicinandosi si scopre la composizione del materiale stesso: semplice plastica sputata dal mare.
L'insegnamento che Annarita vuole trasmettere attraverso la sua storia e la sua arte è che bisogna avere il coraggio di compiere scelte che possano migliorare la proria vita. L'artista insegna che la determinazione, la passione e l'amore sono motori in grado di spingere oltre i nostri limiti e verso la serenità. Ma soprattutto dimostra che la soluzione, che sia legata al pianeta o alla propria storia personale, non può semplicemente piovere dal cielo, ma risiede all'interno di noi stessi, ed è pronta ad essere liberata.
Marilyn Coke cm 90 x 90 Lattine
The yellow wave 90x90cm plastica dal mare
Il Cappellaio Matto cm 90×90 Plastica dal Mare
Digital Heart cm 70×70 schede madre
Il Bel Paese cm 100 x 100 Plastica dal Mare
Connection cm 90 x 90 Schede madri PC