PRIMA GUERRA MONDIALE
YAHIA MAAROUF 3'B
MOTIVAZIONE
Ho scelto questo argomento perchè l'ho trovato molto
interessante. Si tratta del primo grande evento bellico
che ha coinvolto il mondo intero, anche l'Italia. Attraverso questo conitto gli uomini hanno compreso la crudeltà della guerra e ancora oggi noi ricordando e
studiando la Prima guerra mondiale ragioniamo su
come si possa evitare la guerra e costruire un futuro dI pace.
ARGOMENTI
IL FUTURISMO E LA GUERRA
UN ANNO SULL' ALTIPIANO
LA MUSICA DELLA PRIMA GUERRA MONDIALE
TIMELINE
EDUCAZIONE FISICA MILITARE
IL MOTORE A 4 TEMPI
I FRONTI IN GUERRA
OBIETTIVO 16 DALLA SOCIETA' DELLE NAZIONI ALL'ONU
DISTURBO POST TRAUMATICO DA STRESS
PRESENTAZIONE PERSONALE (SPAGNOLO)
TPRESENTAZIONE PERSONALE (INGLESE)
THIS IS ME
Hi, my name's Yahia Maarouf. I'm from Italy and I live in Maracalagonis . I'm 13 years old. and my birthday is on 7 October, I'm a student at the secondary school and my favourite subject is English. There are 6 people in my family: my parents, my grandad, my brothers and me. I would like to be a footballer because I like playing football, I like watching TV and sleeping. My favourite food is pizza and my favourite drink are pizza. My favourite day of the week is Friday because is the last school day. My favourite month is October because is my birthday. A place that I really like I find it is fun going to the beach.
TEMA PERSONAL (Spagnolo)
Yo soy bastante delgado y bastante alto tengo el pelo corto liso y negro , yo soy moreno y tengo los ojos marrones y la narìz pequeña. Soy tranquilo , reflexivo y divertido, vivo con mi padre , mi madre, mis hermanos y mi abuelo, vivo en un edificio bastante grande , bonito y un poco antiguo. Mi casa està en un pueblo y hay una cocina , dos dormitorios , un baño , un jardìn y un garaje. En mi tiempo libre me gusta ver la tele y tambien ver programas deportivos , porque mi deporte favorito es el fútbol. Me gustan coma la carne , la pasta , la fruta , la verdura y los huevos. Las asignaturas què me gustan màs son: historia , geografìa , inglès , tecnología y educaciòn fìsica. El proximo ano escolar voy al instituto Scano para estudiar informatica.
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28 giugno
25 DICEMBRE
24 MAGGIO
1914
1914
1915
1914
1915
7 MAGGIO
28 LUGLIO
Timeline
27 agosto
11 novembre
6 aprile
1916
1917
1918
1916
1917
24 ottobre
28 AGOSTO
Timeline
27 agosto
11 novembre
6 aprile
1916
1917
1918
1916
1917
24 ottobre
28 AGOSTO
TRIPLICE INTESA
TRIPLICE ALLEANZA
La Triplice alleanza fu un patto militare difensivo stipulato il 20 maggio 1882 a Vienna dagli imperi di Germania e Austria-Ungheria e dal Regno d'Italia. Inizialmente fu voluta principalmente dall'Italia desiderosa di rompere il suo isolamento dopo la conquista francese della Tunisia, alla quale anch'essa aspirava.
Con Triplice Intesa intendiamo un sistema di accordi tra Francia, Russia e Gran Bretagna stipulati tra la fine dell'Ottocento e il primo decennio del Novecento, che ha contribuito a definire il complesso sistema di alleanze alla vigilia della Prima Guerra Mondiale. Non si tratta di una vera e propria unione paragonabile alla Triplice Alleanza quanto piuttosto di una rete di singoli accordi bilaterali
GLI ESERCITI
Tanti strumenti d'offesa erano messi a disposizione di eserciti di dimensioni del tutto inedite. Nel 1914, solo in Europa, gli eserciti potevano contare su 3÷4 milioni di soldati, un numero destinato rapidamente a crescere. La mentalità dei comandi, e non solo di quelli, si rivelò però dapprima tutt'altro che disposta al cambiamento e alla modernità. I soldati italiani e francesi all'entrata in guerra non avevano in dotazione elmetti, almeno però gli Italiani indossavano divise grigio-verdi, mentre i transalpini mantennero per un po' ancora i tradizionali pantaloni rossi, che li rendevano facilmente individuabili. Un ministro francese aveva proposto di abbandonare le tinte vistose, ma aveva suscitato violente proteste.
STRATEGIE MILITARI
Non era solo l'organizzazione degli eserciti a essere arretrata: anche le strategie militari lo erano e si faticò non poco a mutare mentalità. Il conflitto si tramutò presto in una logorante guerra di posizione. Gli eserciti presidiavano le linee, riparati nelle trincee. Periodicamente, però, i generali li lanciavano in offensive condotte col metodo dell'assalto frontale. I soldati venivano scaraventati fuori dalle buche e costretti ad avanzare sotto il fuoco nemico, di cui erano facile bersaglio. Una strategia, questa, che causò perdite gravissime e garantì pochissimi vantaggi.
LA GUERRA SUI MARI
Le flotte inglese e tedesca si affrontarono senza esclusione di colpi. A essere attaccati erano i convogli militari, ma anche le navi mercantili, allo scopo di bloccare i rifornimenti. Nel febbraio 1917 la Germania decise di ricorrere per la prima volta ai sottomarini per ottenere il blocco totale del traffico navale nemico, civile e militare. Furono impiegati 398 sottomarini che affondarono 6.000 navi nemiche. Tale indiscriminata aggressività sui mari spinse però all'intervento nel conflitto gli Stati Uniti, che rompevano così una lunga tradizione di isolamento.
LA DISFATTA DI CAPORETTO
Erano le due del mattino del 24 ottobre 1917 quando con un violento bombardamento d'artiglieria diede inizio all'offensiva degli eserciti tedeschi e austro-ungarici per invadere la Valle dell'Isonzo, al confine tra l'Italia e l'attuale Slovenia. Ancora non lo si poteva sapere, ma quell'attacco, concentratosi nei pressi di Caporetto, si sarebbe rapidamente trasformato nella più grande catastrofe militare della storia italiana.
I MOTIVI DEL DISASTRO
In quel momento le strategie militari del Regio Esercito Italiano erano nella mani del Generale Luigi Cadorna, un uomo rigido, severo e ancora legato ad un modo piuttosto sorpassato di pensare la guerra.
Cadorna ed i suoi generali, pur avendo predisposto le postazioni difensive, non avevano preparato contromisure adeguate all'attacco nemico, schierando truppe poco addestrate all'uso dell'artiglieria, demotivate e con poche possibilità di comunicazione tra i vari reparti.
UN ANNO DOPO
Sorprendentemente però l'esercito, anche grazie alla competenza del generale Diaz, riuscì a rimettersi in sesto, tanto che, esattamente un anno dopo l'umiliante sconfitta (il 24 ottobre del 1918), i soldati italiani avrebbero dato inizio alla Terza battaglia del Piave, una grande contro-offensiva che sfocerà nella sbalorditiva riscossa di Vittorio Veneto, decisiva per decretare la sconfitta definitiva dell'Austria.
VITTORIO VENETO
Alle ore 15 del 4 novembre 1918 l'armistizio firmato a Villa Giusti (Padova) sancì la fine della Prima guerra mondiale. La battaglia di Vittorio Veneto, che portò alla resa dell'esercito austro-ungarico, rappresentò - e rappresenta ancora oggi - la grande rivincita dopo la disfatta di Caporetto. Anni dopo Indro Montanelli la definì "una ritirata che abbiamo disordinato e confuso", ma se anche avesse avuto ragione a sminuirla in tal modo, per gli italiani la battaglia di Vittorio Veneto era la rivincita dopo Caporetto, il riscatto nei confronti di chi diceva che l'esercito regio era incapace di battersi.
LE CONSEGUENZE, VINCITORI E PERDENTI
Germania e Austria si arresero e nel gennaio del 1919 a Parigi iniziò una conferenza di pace. Ai Paesi sconfitti furono imposte condizioni molto pesanti, sia sul piano delle perdite territoriali, sia su quello economico. L’impero d’Austria e quello ottomano furono smembrati; la Germania, oltre a perdere molti territori, fu costretta a pagare una enorme somma di denaro ai vincitori.
La nascita della Società delle Nazioni
Il disastro senza precedenti che era stata a tutti i livelli la Prima guerra mondiale (1914-1918) riuscì a far convergere diversi Paesi sulla necessità di creare un organismo sovranazionale per garantire il mantenimento della pace nel mondo ed evitare il ripetersi degli orrori della Grande guerra. Nel giugno 1918, durante le riunioni per il trattato di Versailles, fu creata a questo scopo la Società delle Nazioni. Così, il 15 novembre 1920 si tenne a Ginevra la prima assemblea, con la partecipazione di quarantadue Paesi.
EMILIO LUSSU UN ANNO SULL' ALTIPIANO
Nel periodo storico della Prima guerra mondiale si collocano molti autori importanti, che hanno dato voce, con i loro scritti, sia in prosa che in poesia, all’esperienza della guerra. Tra questi voglio parlare in primo luogo di uno scrittore sardo di nome Emilio Lussu. Di questo autore abbiamo letto due brani tratti da “Un anno sull’altipiano”. Da questi brani abbiamo scoperto che attraverso l’esperienza della guerra lo scrittore ha raggiunto la consapevolezza che la vita umana è inestimabile. Di seguito si riporta il brano e si evidenziano le frasi più importanti.
wow
UN' ANNO SULL' ALTIPIANO
Ambientato sull'altopiano di Asiago, è una delle maggiori opere della letteratura italiana sulla prima guerra mondiale . Il romanzo fu scritto tra il 1936 ed il 1937 in un sanatorio di Clavadel che è una frazione del comune svizzero di Davos. Racconta, per la prima volta nella letteratura italiana, l'irrazionalità e insensatezza della guerra, della gerarchia e dell'esasperata disciplina militare al tempo in uso. A lungo considerato una cronaca fedele degli avvenimenti risalenti al periodo passato da Lussu come ufficiale della Brigata Sassari , è stato successivamente oggetto di una sostanziale critica storiografica, che ne ha ridimensionato fortemente la valenza di cronaca di avvenimenti reali, riconducendolo al ruolo di romanzo storico.
VITA DI EMILIO LUSSU
Uomo politico, nato ad Armungia (Cagliari) il 4 novembre 1890. Valoroso combattente nella prima Guerra mondiale, fondò, al termine di questa, il Partito sardo d'azione, movimento democratico autonomista.
STUDI E SERVIZIO MILITARE
Dopo aver compiuto gli studi superiori presso il collegio salesiano di Lanusein e il liceo Terenzio Mamiani di Roma, nel 1915 Lussu si laureò in giurisprudenza a Cagliari. Nel periodo universitario assolse il servizio militare come ufficiale di fanteria, prima a Torino e poi a Cagliari.
LUSSU ENTRA IN GUERRA
Emilio era in primo luogo un militare, Ufficiale di fanteria nella Brigata Sassari, per la precisione nel 151° Reggimento fanteria. Prese parte alla prima guerra mondiale come Ufficiale di complemento, venne decorato diverse volte al valor militare e raggiunse il grado di Capitano.
LUSSU E LA LOTTA ANTIFASCISTA
Nel 1923, la federazione sarda dell ANC controllata da Lussu, aderì in blocco all'associazione repubblicana di ex-combattenti antifascisti Italia libera. Alle elezioni politiche dell'anno dopo, Lussu fu rieletto alla Camera dei deputati e fu in seguito tra i deputati della "secessione dell’ Aventino", nota forma di protesta messa in atto dall'opposizione parlamentare dopo il delitto Matteotti.
LUSSU E LA LOTTA ANTIFASCISTA
Nel 1923, la federazione sarda dell ANC controllata da Lussu, aderì in blocco all'associazione repubblicana di ex-combattenti antifascisti Italia libera. Alle elezioni politiche dell'anno dopo, Lussu fu rieletto alla Camera dei deputati e fu in seguito tra i deputati della "secessione dell’ Aventino", nota forma di protesta messa in atto dall'opposizione parlamentare dopo il delitto Matteotti.
LA CLANDESTINITA' A PARIGI
Dal confino, nel 1929, Lussu evase insieme a Carlo Rosselli e Francesco Fausto Nitti grazie all'aiuto di Gioacchino Dolci e del socialista Italo Oxilia che, con un motoscafo, li portò a Tunisi. Da Tunisi, i fuggitivi raggiunsero Parigi, dove Lussu scrisse un libro sugli avvenimenti di quel decennio (La catena) e Nitti narrerà l'avventurosa evasione nel libro Le nostre prigioni e la nostra evasione pubblicato in edizione italiana solo nel 1946 (del 1929 è la prima edizione in inglese col titolo di Escape)
MORTE E SEPOLTURA
Dopo il 1968, per motivi di salute, si ritirò dalla vita politica attiva. Nella vecchiaia operosa scrisse importanti pagine di storia, fra le quali quelle dedicate alla vicenda del Partito d'Azione, e mantenne sempre il contatto con l'isola natia, dei cui problemi discusse fino all'ultimo. Morì a Roma nel 1975
Film: 1917
Questo film rappresenta pienamente il senso della Grande guerra: la paura dei soldati, l’impossibilità di fermarsi, il rischio di morire, l’eroismo. Il film era parte del nostro percorso di Educazione Civica: un cineforum sui diritti umani. La visione del film ci ha permesso di approfondire la conoscenza della Grande Guerra, conoscere la specificità dell’anno 1917 all’interno del primo conflitto mondiale, conoscere il significato della guerra di trincea. La visione del film ci ha fatto comprendere la retorica militarista, ci ha fatto riflettere sull’assurdità della guerra, ci ha reso
consapevoli dell’importanza della pace.
Info
I FRONTI
FRONTE ITALIANO
FRONTE BALCANICO
Il fronte italiano, comprende l'insieme delle operazioni belliche combattute tra il Regno d'Italia e i suoi Alleati contro le armate di Austria-Ungheria e Germania nel settore delimitato dal confine con la Svizzera e dalle rive settentrionali del golfo di Venezia, parte dei più ampi eventi della prima guerra mondiale.
La campagna balcanica della prima guerra mondiale fu combattuta tra gli Imperi centrali e gli Alleati tra l'estate del 1914 e il 1918. Può essere considerata l'insieme di tutte le campagne che si svolsero nella penisola balcanica
FRONTE OCCIDENTALE
FRONTE ORIENTALE
Il fronte orientale si aprì nell'agosto 1914 con l'invasione russa della Prussia orientale, nel quale si scontrarono da una parte: Germania, Austria-Ungheria, Bulgaria e delle truppe ottomane di supporto, mentre dall'altra si schierò l'impero russo, a cui si unì per poco tempo la Romania.
Il fronte occidentale fu il teatro dell'inizio delle operazioni della prima guerra mondiale. Il fronte si aprì nell'agosto 1914 quando l'esercito tedesco invase il Lussemburgo e il Belgio occupando poi importanti zone minerarie industriali della Francia nordorientale.
DISTURBO POST-TRAUMATICO DA STRESS
Attacchi terroristici, guerre, bombe, incidenti aerei, stermini di massa ma anche terremoti, inondazioni e altri tragici eventi: c’è un fil rouge che collega tutte queste situazioni. L’effetto sulla salute mentale delle vittime, dei sopravissuti e delle loro famiglie e conoscenze. Lo stress post-traumatico (Post Traumatic Stress Disorder, PTSD), è infatti una forma di disagio mentale che si sviluppa in seguito a esperienze fortemente traumatiche.
COSA SUCCEDE AL CERVELLO DURANTE LA GUERRA
In generale, vivere in una guerra significa essere sottoposti in maniera costante a una situazione di imminente minaccia alla sopravvivenza, in cui i circuiti nervosi della paura e dello stress sono cronicamente attivi. Il reclutamento di questi circuiti è una risposta adattativa e funzionale del cervello alle esperienze di pericolo, tuttavia una loro intensa e ricorrente attivazione può comportare delle modificazioni strutturali nell’architettura cerebrale fino a sfociare, in alcuni casi, nella manifestazione di comportamenti maladattativi e psicopatologie.
COME CAMBIA IL VISO DOPO 4 ANNI DI GUERRA Nel 1941 Evgeny era un giovane uomo che stava iniziando la propria carriera artistica quando la Germania attaccò l’Unione Sovietica e dovette arruolarsi nell’esercito. Quattro anni dopo la differenza dell’aspetto del suo volto è impressionante. Un viso magro e stanco, con rughe profonde e uno sguardo turbato: l’aspetto è di un uomo completamente cambiato dopo aver assistito a 4 anni di una guerra senza regole nel fronte orientale.
IL FUTURISMO E LA PRIMA GUERRA MONDIALE
Il Futurismo è stato uno dei movimenti artistici più politicizzati del ventesimo secolo: in esso si fusero ideologie artistiche e politiche al fine di dare impulso ad un rinnovamento che interessasse non solo l'Italia, ma l' Europa intera.
La rapidissima crescita industriale e la diffusione delle nuove tecnologie avevano catturato l'attenzione di un gruppo di giovani artisti ribelli, che rifiutavano, tra l'altro, le convenzioni accademiche fino ad allora riconosciute.
OTTO DIX
Otto Dix è stato un pittore tedesco, esponente di spicco della "Neue Sachlichkeit". Dipinse le sue opere più note durante gli anni della fragile Repubblica di Weimar, incentrate su temi forti e rappresentati con crudezza: la guerra e la morte al fronte, i reduci storpi nelle città del dopoguerra, le deformità, il rapporto tra eros e morte, oltre a numerosi ritratti e gli autoritratti che realizzerà con costanza per tutta la vita.
GEORGE GROSZ
Grosz nacque nel luglio del 1893 a Berlino e si avvicinò alla pittura in modo significativo a seguito degli eventi bellici della prima guerra mondiale. Il particolare clima creato dalla guerra andò sviluppando in Grosz una nuova ed originale espressività. Egli coglie tutto l'orrore della carneficina che si sta consumando sui campi di battaglia in Europa e ne dà un'implicita rappresentazione nei suoi quadri. Milioni di soldati proletari vanno arricchendo con il loro sacrificio latifondisti, fornitori di grano e grandi produttori d'armi, come i Krupp in Germania, muoiono in silenzio nel fango delle trincee, o tra i compagni poco prima caduti in un assalto.
MARIO SIRONI
Mario Sironi è stato un pittore italiano, fra gli iniziatori del movimento artistico del Novecento nel 1922 a Milano. È stato anche scultore, architetto, illustratore, scenografo e grafico. Negli anni Trenta ha teorizzato e praticato il ritorno alla pittura murale.
ZANG TUMB TUMB DI F.T. MARINETTI
Zang Tumb Tumb è un’opera del poeta Filippo Tommaso Marinetti. Il poeta, che era uno dei principali artisti futuristi, pubblica questa composizione nel 1914.
Il testo si ispira all’assedio di Adrianopoli durante la guerra bulgaro-turca ma è composto da parole in libertà, eliminando articoli, avverbi e congiunzioni.
Oltre a caratteri di grandezza diversa, nella composizione sono presenti moltissime onomatopee.
LA MUSICA DELLA PRIMA GUERRA MONDIALE
Le canzoni tedesche della prima Guerra mondiale furono soprattutto delle marce militari, come la famosa Argonnerwaldlied ("Canzone della foresta delle Argonne") e la più triste Wildgänse rauschen durch die Nacht ("Le oche selvatiche sfrecciano sibilando nella notte").
A COSA SERVIVA LA MUSICA NELLA PRIMA GUERRA MONDIALE ?
A volte osannavano la figura del soldato e la Patria, altre volte raccontavano aneddoti della vita da campo. I canti di guerra, intonati durante le lunghe ed estenuanti marce sulle montagne e nei rifugi erano un antidoto contro il freddo e la stanchezza.
Wildgänse rauschen durch die Nacht
La canzone originale, Wildgänse rauschen durch die Nacht (Le oche selvatiche corrono nella notte) è un poema di guerra di Walter Flex. Fu pubblicato nel 1917 nel suo libro di poesie Im Felde zwischen Nacht und Tag (Sul campo di battaglia, tra il giorno e la notte). La poesia faceva già parte del suo romanzo del 1916 Der Wanderer zwischen beiden Welten (The Wanderer Between Two Worlds).
I testi sono diventati popolari grazie a un adattamento di una canzone creata da Robert Götz. La melodia di Götz esisteva già nel 1916, ma la canzone Les Oies Sauvages è stata resa popolare dal suo uso all'interno del movimento Wandervogel / Bündische Jugend alla fine degli anni 1920. I testi tragici forniscono un interessante contrasto con la melodia. A parte il suo uso nelle confraternite National Studentenverbindung , è una canzone tradizionale negli eserciti austriaco e tedesco.
I MEZZI DELLA PRIMA GUERRA MONDIALE
Gli eserciti potevano ora contare sui veicoli a motore, usati per trasportare truppe, ma che, in versione corazzata, potevano anche essere adoperati in battaglia. Aveva fatto poi la sua comparsa l'aviazione, sfruttata per ricognizioni, bombardamenti, assalti: alcuni degli eroi del conflitto, Francesco Baracca, il Barone Rosso, furono proprio piloti d'aeroplani. Anche le forze navali si erano nel frattempo trasformate: erano adesso disponibili il sottomarino e navi molto più agili e specializzate.
IL MOTORE A 4 TEMPI
1’ Fase AspirazioneIl pistone che si trova inizialmente nel punto piu’ alto, detto punto morto superiore
(PMS), scende verso il basso e, attraverso la valvola di aspirazione che in quel momento viene aperta, aspira la miscela di gas di benzina e aria (20 parti d’aria e 1 di benzina).La fase di aspirazione termina quando il pistone giunge al punto morto inferiore (PMI).
2’ Fase Compressione La valvola di aspirazione si chiude e il pistone, risalendo verso il PMS, poiche’ spinto dalla biella, comprime la miscela aria-benzina nella camera di scoppio posta all’ estremita’ del cilindro.
3 FASE
4 FASE
3’ Fase Scoppio-espansioneLa candela fa scoccare la scintilla di accensione. La miscela s’incendia, aumenta repentinamente il proprio volume spingendo il pistone verso il PMI. La fase di espansione e’ l’unica attiva del ciclo.
4’ Fase Scarico La valvola di scarico si apre e il pistone risale spingendo all’esterno i gas combusti.
Quando arriva al PMS, la valvola di scarico si chiude ; quasi contemporaneamente si apre la valvola di aspirazione e il ciclo ricomincia da capo.
Storia: la ginnastica militare come sviluppo della forza morale di un soldato
La ginnastica militare, piuttosto praticata in epoca classica, tornò in auge in Europa solo nel corso del XVIII secolo, soprattutto in Germania e in Francia.
Nel 1850 il Ministero della Guerra sardo dichiarava obbligatori, fra gli esercizi militari, anche quelli ginnici, ritenendo che il solo allenamento alle marce e alla corsa non fossero più sufficienti alla preparazione individuale al combattimento.
Inizialmente l’educazione fisica del soldato e dell’ufficiale fu limitata a quelle istruzioni complementari come la scherma, il tiro, l’equitazione e il nuoto, che non costituivano la base essenziale della ginnastica militare.
OBIETTIVO 16 AGENDA 2030
L’obiettivo numero 16 degli Obiettivi per lo Sviluppo Sostenibile è dedicato alla promozione di società pacifiche ed inclusive, e si propone inoltre di fornire l’accesso universale alla giustizia, e a costruire istituzioni responsabili ed efficaci a tutti i livelli.
DALLA SOCIETA' DELLE NAZIONI ALL' ONU
Istituita dopo la seconda guerra mondiale con l'obiettivo di prevenire futuri conflitti, ha sostituito l'inefficace Società delle Nazioni. Il processo che ha portato alla sua fondazione iniziò il 25 aprile 1945, quando i rappresentanti di 50 governi si incontrarono a San Francisco per una conferenza iniziando a redigere la Carta delle Nazioni Unite, poi approvata il 26 giugno dello stesso anno ed entrata in vigore il 24 ottobre successivo, la data di inizio ufficiale delle attività.
ELABORATO 1^ GUERRA MONDIALE DI YAHIA MAAROUF 3^B
Yahia Maarouf
Created on May 9, 2023
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PRIMA GUERRA MONDIALE
YAHIA MAAROUF 3'B
MOTIVAZIONE
Ho scelto questo argomento perchè l'ho trovato molto interessante. Si tratta del primo grande evento bellico che ha coinvolto il mondo intero, anche l'Italia. Attraverso questo conitto gli uomini hanno compreso la crudeltà della guerra e ancora oggi noi ricordando e studiando la Prima guerra mondiale ragioniamo su come si possa evitare la guerra e costruire un futuro dI pace.
ARGOMENTI
IL FUTURISMO E LA GUERRA
UN ANNO SULL' ALTIPIANO
LA MUSICA DELLA PRIMA GUERRA MONDIALE
TIMELINE
EDUCAZIONE FISICA MILITARE
IL MOTORE A 4 TEMPI
I FRONTI IN GUERRA
OBIETTIVO 16 DALLA SOCIETA' DELLE NAZIONI ALL'ONU
DISTURBO POST TRAUMATICO DA STRESS
PRESENTAZIONE PERSONALE (SPAGNOLO)
TPRESENTAZIONE PERSONALE (INGLESE)
THIS IS ME
Hi, my name's Yahia Maarouf. I'm from Italy and I live in Maracalagonis . I'm 13 years old. and my birthday is on 7 October, I'm a student at the secondary school and my favourite subject is English. There are 6 people in my family: my parents, my grandad, my brothers and me. I would like to be a footballer because I like playing football, I like watching TV and sleeping. My favourite food is pizza and my favourite drink are pizza. My favourite day of the week is Friday because is the last school day. My favourite month is October because is my birthday. A place that I really like I find it is fun going to the beach.
TEMA PERSONAL (Spagnolo)
Yo soy bastante delgado y bastante alto tengo el pelo corto liso y negro , yo soy moreno y tengo los ojos marrones y la narìz pequeña. Soy tranquilo , reflexivo y divertido, vivo con mi padre , mi madre, mis hermanos y mi abuelo, vivo en un edificio bastante grande , bonito y un poco antiguo. Mi casa està en un pueblo y hay una cocina , dos dormitorios , un baño , un jardìn y un garaje. En mi tiempo libre me gusta ver la tele y tambien ver programas deportivos , porque mi deporte favorito es el fútbol. Me gustan coma la carne , la pasta , la fruta , la verdura y los huevos. Las asignaturas què me gustan màs son: historia , geografìa , inglès , tecnología y educaciòn fìsica. El proximo ano escolar voy al instituto Scano para estudiar informatica.
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28 giugno
25 DICEMBRE
24 MAGGIO
1914
1914
1915
1914
1915
7 MAGGIO
28 LUGLIO
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27 agosto
11 novembre
6 aprile
1916
1917
1918
1916
1917
24 ottobre
28 AGOSTO
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27 agosto
11 novembre
6 aprile
1916
1917
1918
1916
1917
24 ottobre
28 AGOSTO
TRIPLICE INTESA
TRIPLICE ALLEANZA
La Triplice alleanza fu un patto militare difensivo stipulato il 20 maggio 1882 a Vienna dagli imperi di Germania e Austria-Ungheria e dal Regno d'Italia. Inizialmente fu voluta principalmente dall'Italia desiderosa di rompere il suo isolamento dopo la conquista francese della Tunisia, alla quale anch'essa aspirava.
Con Triplice Intesa intendiamo un sistema di accordi tra Francia, Russia e Gran Bretagna stipulati tra la fine dell'Ottocento e il primo decennio del Novecento, che ha contribuito a definire il complesso sistema di alleanze alla vigilia della Prima Guerra Mondiale. Non si tratta di una vera e propria unione paragonabile alla Triplice Alleanza quanto piuttosto di una rete di singoli accordi bilaterali
GLI ESERCITI
Tanti strumenti d'offesa erano messi a disposizione di eserciti di dimensioni del tutto inedite. Nel 1914, solo in Europa, gli eserciti potevano contare su 3÷4 milioni di soldati, un numero destinato rapidamente a crescere. La mentalità dei comandi, e non solo di quelli, si rivelò però dapprima tutt'altro che disposta al cambiamento e alla modernità. I soldati italiani e francesi all'entrata in guerra non avevano in dotazione elmetti, almeno però gli Italiani indossavano divise grigio-verdi, mentre i transalpini mantennero per un po' ancora i tradizionali pantaloni rossi, che li rendevano facilmente individuabili. Un ministro francese aveva proposto di abbandonare le tinte vistose, ma aveva suscitato violente proteste.
STRATEGIE MILITARI
Non era solo l'organizzazione degli eserciti a essere arretrata: anche le strategie militari lo erano e si faticò non poco a mutare mentalità. Il conflitto si tramutò presto in una logorante guerra di posizione. Gli eserciti presidiavano le linee, riparati nelle trincee. Periodicamente, però, i generali li lanciavano in offensive condotte col metodo dell'assalto frontale. I soldati venivano scaraventati fuori dalle buche e costretti ad avanzare sotto il fuoco nemico, di cui erano facile bersaglio. Una strategia, questa, che causò perdite gravissime e garantì pochissimi vantaggi.
LA GUERRA SUI MARI
Le flotte inglese e tedesca si affrontarono senza esclusione di colpi. A essere attaccati erano i convogli militari, ma anche le navi mercantili, allo scopo di bloccare i rifornimenti. Nel febbraio 1917 la Germania decise di ricorrere per la prima volta ai sottomarini per ottenere il blocco totale del traffico navale nemico, civile e militare. Furono impiegati 398 sottomarini che affondarono 6.000 navi nemiche. Tale indiscriminata aggressività sui mari spinse però all'intervento nel conflitto gli Stati Uniti, che rompevano così una lunga tradizione di isolamento.
LA DISFATTA DI CAPORETTO
Erano le due del mattino del 24 ottobre 1917 quando con un violento bombardamento d'artiglieria diede inizio all'offensiva degli eserciti tedeschi e austro-ungarici per invadere la Valle dell'Isonzo, al confine tra l'Italia e l'attuale Slovenia. Ancora non lo si poteva sapere, ma quell'attacco, concentratosi nei pressi di Caporetto, si sarebbe rapidamente trasformato nella più grande catastrofe militare della storia italiana.
I MOTIVI DEL DISASTRO
In quel momento le strategie militari del Regio Esercito Italiano erano nella mani del Generale Luigi Cadorna, un uomo rigido, severo e ancora legato ad un modo piuttosto sorpassato di pensare la guerra. Cadorna ed i suoi generali, pur avendo predisposto le postazioni difensive, non avevano preparato contromisure adeguate all'attacco nemico, schierando truppe poco addestrate all'uso dell'artiglieria, demotivate e con poche possibilità di comunicazione tra i vari reparti.
UN ANNO DOPO
Sorprendentemente però l'esercito, anche grazie alla competenza del generale Diaz, riuscì a rimettersi in sesto, tanto che, esattamente un anno dopo l'umiliante sconfitta (il 24 ottobre del 1918), i soldati italiani avrebbero dato inizio alla Terza battaglia del Piave, una grande contro-offensiva che sfocerà nella sbalorditiva riscossa di Vittorio Veneto, decisiva per decretare la sconfitta definitiva dell'Austria.
VITTORIO VENETO
Alle ore 15 del 4 novembre 1918 l'armistizio firmato a Villa Giusti (Padova) sancì la fine della Prima guerra mondiale. La battaglia di Vittorio Veneto, che portò alla resa dell'esercito austro-ungarico, rappresentò - e rappresenta ancora oggi - la grande rivincita dopo la disfatta di Caporetto. Anni dopo Indro Montanelli la definì "una ritirata che abbiamo disordinato e confuso", ma se anche avesse avuto ragione a sminuirla in tal modo, per gli italiani la battaglia di Vittorio Veneto era la rivincita dopo Caporetto, il riscatto nei confronti di chi diceva che l'esercito regio era incapace di battersi.
LE CONSEGUENZE, VINCITORI E PERDENTI
Germania e Austria si arresero e nel gennaio del 1919 a Parigi iniziò una conferenza di pace. Ai Paesi sconfitti furono imposte condizioni molto pesanti, sia sul piano delle perdite territoriali, sia su quello economico. L’impero d’Austria e quello ottomano furono smembrati; la Germania, oltre a perdere molti territori, fu costretta a pagare una enorme somma di denaro ai vincitori.
La nascita della Società delle Nazioni
Il disastro senza precedenti che era stata a tutti i livelli la Prima guerra mondiale (1914-1918) riuscì a far convergere diversi Paesi sulla necessità di creare un organismo sovranazionale per garantire il mantenimento della pace nel mondo ed evitare il ripetersi degli orrori della Grande guerra. Nel giugno 1918, durante le riunioni per il trattato di Versailles, fu creata a questo scopo la Società delle Nazioni. Così, il 15 novembre 1920 si tenne a Ginevra la prima assemblea, con la partecipazione di quarantadue Paesi.
EMILIO LUSSU UN ANNO SULL' ALTIPIANO
Nel periodo storico della Prima guerra mondiale si collocano molti autori importanti, che hanno dato voce, con i loro scritti, sia in prosa che in poesia, all’esperienza della guerra. Tra questi voglio parlare in primo luogo di uno scrittore sardo di nome Emilio Lussu. Di questo autore abbiamo letto due brani tratti da “Un anno sull’altipiano”. Da questi brani abbiamo scoperto che attraverso l’esperienza della guerra lo scrittore ha raggiunto la consapevolezza che la vita umana è inestimabile. Di seguito si riporta il brano e si evidenziano le frasi più importanti.
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UN' ANNO SULL' ALTIPIANO
Ambientato sull'altopiano di Asiago, è una delle maggiori opere della letteratura italiana sulla prima guerra mondiale . Il romanzo fu scritto tra il 1936 ed il 1937 in un sanatorio di Clavadel che è una frazione del comune svizzero di Davos. Racconta, per la prima volta nella letteratura italiana, l'irrazionalità e insensatezza della guerra, della gerarchia e dell'esasperata disciplina militare al tempo in uso. A lungo considerato una cronaca fedele degli avvenimenti risalenti al periodo passato da Lussu come ufficiale della Brigata Sassari , è stato successivamente oggetto di una sostanziale critica storiografica, che ne ha ridimensionato fortemente la valenza di cronaca di avvenimenti reali, riconducendolo al ruolo di romanzo storico.
VITA DI EMILIO LUSSU
Uomo politico, nato ad Armungia (Cagliari) il 4 novembre 1890. Valoroso combattente nella prima Guerra mondiale, fondò, al termine di questa, il Partito sardo d'azione, movimento democratico autonomista.
STUDI E SERVIZIO MILITARE
Dopo aver compiuto gli studi superiori presso il collegio salesiano di Lanusein e il liceo Terenzio Mamiani di Roma, nel 1915 Lussu si laureò in giurisprudenza a Cagliari. Nel periodo universitario assolse il servizio militare come ufficiale di fanteria, prima a Torino e poi a Cagliari.
LUSSU ENTRA IN GUERRA
Emilio era in primo luogo un militare, Ufficiale di fanteria nella Brigata Sassari, per la precisione nel 151° Reggimento fanteria. Prese parte alla prima guerra mondiale come Ufficiale di complemento, venne decorato diverse volte al valor militare e raggiunse il grado di Capitano.
LUSSU E LA LOTTA ANTIFASCISTA
Nel 1923, la federazione sarda dell ANC controllata da Lussu, aderì in blocco all'associazione repubblicana di ex-combattenti antifascisti Italia libera. Alle elezioni politiche dell'anno dopo, Lussu fu rieletto alla Camera dei deputati e fu in seguito tra i deputati della "secessione dell’ Aventino", nota forma di protesta messa in atto dall'opposizione parlamentare dopo il delitto Matteotti.
LUSSU E LA LOTTA ANTIFASCISTA
Nel 1923, la federazione sarda dell ANC controllata da Lussu, aderì in blocco all'associazione repubblicana di ex-combattenti antifascisti Italia libera. Alle elezioni politiche dell'anno dopo, Lussu fu rieletto alla Camera dei deputati e fu in seguito tra i deputati della "secessione dell’ Aventino", nota forma di protesta messa in atto dall'opposizione parlamentare dopo il delitto Matteotti.
LA CLANDESTINITA' A PARIGI
Dal confino, nel 1929, Lussu evase insieme a Carlo Rosselli e Francesco Fausto Nitti grazie all'aiuto di Gioacchino Dolci e del socialista Italo Oxilia che, con un motoscafo, li portò a Tunisi. Da Tunisi, i fuggitivi raggiunsero Parigi, dove Lussu scrisse un libro sugli avvenimenti di quel decennio (La catena) e Nitti narrerà l'avventurosa evasione nel libro Le nostre prigioni e la nostra evasione pubblicato in edizione italiana solo nel 1946 (del 1929 è la prima edizione in inglese col titolo di Escape)
MORTE E SEPOLTURA
Dopo il 1968, per motivi di salute, si ritirò dalla vita politica attiva. Nella vecchiaia operosa scrisse importanti pagine di storia, fra le quali quelle dedicate alla vicenda del Partito d'Azione, e mantenne sempre il contatto con l'isola natia, dei cui problemi discusse fino all'ultimo. Morì a Roma nel 1975
Film: 1917
Questo film rappresenta pienamente il senso della Grande guerra: la paura dei soldati, l’impossibilità di fermarsi, il rischio di morire, l’eroismo. Il film era parte del nostro percorso di Educazione Civica: un cineforum sui diritti umani. La visione del film ci ha permesso di approfondire la conoscenza della Grande Guerra, conoscere la specificità dell’anno 1917 all’interno del primo conflitto mondiale, conoscere il significato della guerra di trincea. La visione del film ci ha fatto comprendere la retorica militarista, ci ha fatto riflettere sull’assurdità della guerra, ci ha reso consapevoli dell’importanza della pace.
Info
I FRONTI
FRONTE ITALIANO
FRONTE BALCANICO
Il fronte italiano, comprende l'insieme delle operazioni belliche combattute tra il Regno d'Italia e i suoi Alleati contro le armate di Austria-Ungheria e Germania nel settore delimitato dal confine con la Svizzera e dalle rive settentrionali del golfo di Venezia, parte dei più ampi eventi della prima guerra mondiale.
La campagna balcanica della prima guerra mondiale fu combattuta tra gli Imperi centrali e gli Alleati tra l'estate del 1914 e il 1918. Può essere considerata l'insieme di tutte le campagne che si svolsero nella penisola balcanica
FRONTE OCCIDENTALE
FRONTE ORIENTALE
Il fronte orientale si aprì nell'agosto 1914 con l'invasione russa della Prussia orientale, nel quale si scontrarono da una parte: Germania, Austria-Ungheria, Bulgaria e delle truppe ottomane di supporto, mentre dall'altra si schierò l'impero russo, a cui si unì per poco tempo la Romania.
Il fronte occidentale fu il teatro dell'inizio delle operazioni della prima guerra mondiale. Il fronte si aprì nell'agosto 1914 quando l'esercito tedesco invase il Lussemburgo e il Belgio occupando poi importanti zone minerarie industriali della Francia nordorientale.
DISTURBO POST-TRAUMATICO DA STRESS
Attacchi terroristici, guerre, bombe, incidenti aerei, stermini di massa ma anche terremoti, inondazioni e altri tragici eventi: c’è un fil rouge che collega tutte queste situazioni. L’effetto sulla salute mentale delle vittime, dei sopravissuti e delle loro famiglie e conoscenze. Lo stress post-traumatico (Post Traumatic Stress Disorder, PTSD), è infatti una forma di disagio mentale che si sviluppa in seguito a esperienze fortemente traumatiche.
COSA SUCCEDE AL CERVELLO DURANTE LA GUERRA In generale, vivere in una guerra significa essere sottoposti in maniera costante a una situazione di imminente minaccia alla sopravvivenza, in cui i circuiti nervosi della paura e dello stress sono cronicamente attivi. Il reclutamento di questi circuiti è una risposta adattativa e funzionale del cervello alle esperienze di pericolo, tuttavia una loro intensa e ricorrente attivazione può comportare delle modificazioni strutturali nell’architettura cerebrale fino a sfociare, in alcuni casi, nella manifestazione di comportamenti maladattativi e psicopatologie.
COME CAMBIA IL VISO DOPO 4 ANNI DI GUERRA Nel 1941 Evgeny era un giovane uomo che stava iniziando la propria carriera artistica quando la Germania attaccò l’Unione Sovietica e dovette arruolarsi nell’esercito. Quattro anni dopo la differenza dell’aspetto del suo volto è impressionante. Un viso magro e stanco, con rughe profonde e uno sguardo turbato: l’aspetto è di un uomo completamente cambiato dopo aver assistito a 4 anni di una guerra senza regole nel fronte orientale.
IL FUTURISMO E LA PRIMA GUERRA MONDIALE
Il Futurismo è stato uno dei movimenti artistici più politicizzati del ventesimo secolo: in esso si fusero ideologie artistiche e politiche al fine di dare impulso ad un rinnovamento che interessasse non solo l'Italia, ma l' Europa intera. La rapidissima crescita industriale e la diffusione delle nuove tecnologie avevano catturato l'attenzione di un gruppo di giovani artisti ribelli, che rifiutavano, tra l'altro, le convenzioni accademiche fino ad allora riconosciute.
OTTO DIX
Otto Dix è stato un pittore tedesco, esponente di spicco della "Neue Sachlichkeit". Dipinse le sue opere più note durante gli anni della fragile Repubblica di Weimar, incentrate su temi forti e rappresentati con crudezza: la guerra e la morte al fronte, i reduci storpi nelle città del dopoguerra, le deformità, il rapporto tra eros e morte, oltre a numerosi ritratti e gli autoritratti che realizzerà con costanza per tutta la vita.
GEORGE GROSZ
Grosz nacque nel luglio del 1893 a Berlino e si avvicinò alla pittura in modo significativo a seguito degli eventi bellici della prima guerra mondiale. Il particolare clima creato dalla guerra andò sviluppando in Grosz una nuova ed originale espressività. Egli coglie tutto l'orrore della carneficina che si sta consumando sui campi di battaglia in Europa e ne dà un'implicita rappresentazione nei suoi quadri. Milioni di soldati proletari vanno arricchendo con il loro sacrificio latifondisti, fornitori di grano e grandi produttori d'armi, come i Krupp in Germania, muoiono in silenzio nel fango delle trincee, o tra i compagni poco prima caduti in un assalto.
MARIO SIRONI
Mario Sironi è stato un pittore italiano, fra gli iniziatori del movimento artistico del Novecento nel 1922 a Milano. È stato anche scultore, architetto, illustratore, scenografo e grafico. Negli anni Trenta ha teorizzato e praticato il ritorno alla pittura murale.
ZANG TUMB TUMB DI F.T. MARINETTI
Zang Tumb Tumb è un’opera del poeta Filippo Tommaso Marinetti. Il poeta, che era uno dei principali artisti futuristi, pubblica questa composizione nel 1914. Il testo si ispira all’assedio di Adrianopoli durante la guerra bulgaro-turca ma è composto da parole in libertà, eliminando articoli, avverbi e congiunzioni. Oltre a caratteri di grandezza diversa, nella composizione sono presenti moltissime onomatopee.
LA MUSICA DELLA PRIMA GUERRA MONDIALE
Le canzoni tedesche della prima Guerra mondiale furono soprattutto delle marce militari, come la famosa Argonnerwaldlied ("Canzone della foresta delle Argonne") e la più triste Wildgänse rauschen durch die Nacht ("Le oche selvatiche sfrecciano sibilando nella notte").
A COSA SERVIVA LA MUSICA NELLA PRIMA GUERRA MONDIALE ?
A volte osannavano la figura del soldato e la Patria, altre volte raccontavano aneddoti della vita da campo. I canti di guerra, intonati durante le lunghe ed estenuanti marce sulle montagne e nei rifugi erano un antidoto contro il freddo e la stanchezza.
Wildgänse rauschen durch die Nacht
La canzone originale, Wildgänse rauschen durch die Nacht (Le oche selvatiche corrono nella notte) è un poema di guerra di Walter Flex. Fu pubblicato nel 1917 nel suo libro di poesie Im Felde zwischen Nacht und Tag (Sul campo di battaglia, tra il giorno e la notte). La poesia faceva già parte del suo romanzo del 1916 Der Wanderer zwischen beiden Welten (The Wanderer Between Two Worlds). I testi sono diventati popolari grazie a un adattamento di una canzone creata da Robert Götz. La melodia di Götz esisteva già nel 1916, ma la canzone Les Oies Sauvages è stata resa popolare dal suo uso all'interno del movimento Wandervogel / Bündische Jugend alla fine degli anni 1920. I testi tragici forniscono un interessante contrasto con la melodia. A parte il suo uso nelle confraternite National Studentenverbindung , è una canzone tradizionale negli eserciti austriaco e tedesco.
I MEZZI DELLA PRIMA GUERRA MONDIALE
Gli eserciti potevano ora contare sui veicoli a motore, usati per trasportare truppe, ma che, in versione corazzata, potevano anche essere adoperati in battaglia. Aveva fatto poi la sua comparsa l'aviazione, sfruttata per ricognizioni, bombardamenti, assalti: alcuni degli eroi del conflitto, Francesco Baracca, il Barone Rosso, furono proprio piloti d'aeroplani. Anche le forze navali si erano nel frattempo trasformate: erano adesso disponibili il sottomarino e navi molto più agili e specializzate.
IL MOTORE A 4 TEMPI
1’ Fase AspirazioneIl pistone che si trova inizialmente nel punto piu’ alto, detto punto morto superiore (PMS), scende verso il basso e, attraverso la valvola di aspirazione che in quel momento viene aperta, aspira la miscela di gas di benzina e aria (20 parti d’aria e 1 di benzina).La fase di aspirazione termina quando il pistone giunge al punto morto inferiore (PMI).
2’ Fase Compressione La valvola di aspirazione si chiude e il pistone, risalendo verso il PMS, poiche’ spinto dalla biella, comprime la miscela aria-benzina nella camera di scoppio posta all’ estremita’ del cilindro.
3 FASE
4 FASE
3’ Fase Scoppio-espansioneLa candela fa scoccare la scintilla di accensione. La miscela s’incendia, aumenta repentinamente il proprio volume spingendo il pistone verso il PMI. La fase di espansione e’ l’unica attiva del ciclo.
4’ Fase Scarico La valvola di scarico si apre e il pistone risale spingendo all’esterno i gas combusti. Quando arriva al PMS, la valvola di scarico si chiude ; quasi contemporaneamente si apre la valvola di aspirazione e il ciclo ricomincia da capo.
Storia: la ginnastica militare come sviluppo della forza morale di un soldato
La ginnastica militare, piuttosto praticata in epoca classica, tornò in auge in Europa solo nel corso del XVIII secolo, soprattutto in Germania e in Francia. Nel 1850 il Ministero della Guerra sardo dichiarava obbligatori, fra gli esercizi militari, anche quelli ginnici, ritenendo che il solo allenamento alle marce e alla corsa non fossero più sufficienti alla preparazione individuale al combattimento. Inizialmente l’educazione fisica del soldato e dell’ufficiale fu limitata a quelle istruzioni complementari come la scherma, il tiro, l’equitazione e il nuoto, che non costituivano la base essenziale della ginnastica militare.
OBIETTIVO 16 AGENDA 2030
L’obiettivo numero 16 degli Obiettivi per lo Sviluppo Sostenibile è dedicato alla promozione di società pacifiche ed inclusive, e si propone inoltre di fornire l’accesso universale alla giustizia, e a costruire istituzioni responsabili ed efficaci a tutti i livelli.
DALLA SOCIETA' DELLE NAZIONI ALL' ONU
Istituita dopo la seconda guerra mondiale con l'obiettivo di prevenire futuri conflitti, ha sostituito l'inefficace Società delle Nazioni. Il processo che ha portato alla sua fondazione iniziò il 25 aprile 1945, quando i rappresentanti di 50 governi si incontrarono a San Francisco per una conferenza iniziando a redigere la Carta delle Nazioni Unite, poi approvata il 26 giugno dello stesso anno ed entrata in vigore il 24 ottobre successivo, la data di inizio ufficiale delle attività.