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GOAL 12

Selma Addgham

Created on May 8, 2023

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Transcript

GOAL 12 AGENDA 2030

Per consumo e produzione sostenibili si intende la promozione dell’efficienza delle risorse e dell’energia, di infrastrutture sostenibili, così come la garanzia dell’accesso ai servizi di base, a lavori dignitosi e rispettosi dell’ambiente e a una migliore qualità di vita per tutti. La sua attuazione contribuisce alla realizzazione dei piani di sviluppo complessivi, alla riduzione dei futuri costi economici, ambientali e sociali, al miglioramenti della competitività economica e alla riduzione della povertà. Il consumo e la produzione sostenibile puntano a «fare di più e meglio con meno», aumentando i benefici in termini di benessere tratti dalle attività economiche, attraverso la riduzione dell’impiego di risorse, del degrado e dell’inquinamento nell’intero ciclo produttivo, migliorando così la qualità della vita.

L'ITALIA E IL GOAL 12

A causa dell’indisponibilità di dati per l’anno 2021, l’indice composito del Goal 12 a livello italiano è calcolato fino al 2020. Si evidenzia un andamento positivo lungo tutta la serie storica analizzata, in particolare, tra il 2010 e il 2020, la quota di rifiuti urbani differenziati aumenta di circa 28 punti percentuali, passando da 35,3 nel 2010 a 63 nel 2020. Nello stesso periodo quasi raddoppia la circolarità della materia, passando da 11,5% a 21,6%, mentre il tasso di riciclaggio passa dal 31% al 51,4%. Inoltre, tra il 2019 e il 2020 i rifiuti prodotti pro-capite passano da 503,4 a 488,5 kg/per abitante. La lista completa degli indicatori di base sui quali sono costruiti gli indicatori compositi nazionali è consultabile qui.

TRAGUARDI

12.2 Entro il 2030, raggiungere la gestione sostenibile e l’utilizzo efficiente delle risorse naturali 12.3 Entro il 2030, dimezzare lo spreco alimentare globale pro-capite a livello di vendita al dettaglio e dei consumatori e ridurre le perdite di cibo durante le catene di produzione e di fornitura, comprese le perdite del post-raccolto 12.4 Entro il 2020, raggiungere la gestione eco-compatibile di sostanze chimiche e di tutti i rifiuti durante il loro intero ciclo di vita, in conformità ai quadri internazionali concordati, e ridurre sensibilmente il loro rilascio in aria, acqua e suolo per minimizzare il loro impatto negativo sulla salute umana e sull’ambiente 12.5 Entro il 2030, ridurre in modo sostanziale la produzione di rifiuti attraverso la prevenzione, la riduzione, il riciclo e il riutilizzo 12.6 Incoraggiare le imprese, in particolare le grandi aziende multinazionali, ad adottare pratiche sostenibili e ad integrare le informazioni sulla sostenibilità nei loro resoconti annuali 12.7 Promuovere pratiche sostenibili in materia di appalti pubblici, in conformità alle politiche e priorità nazionali 12.8 Entro il 2030, accertarsi che tutte le persone, in ogni parte del mondo, abbiano le informazioni rilevanti e la giusta consapevolezza dello sviluppo sostenibile e di uno stile di vita in armonia con la natura 12.a Supportare i Paesi in via di sviluppo nel potenziamento delle loro capacità scientifiche e tecnologiche, per raggiungere modelli di consumo e produzione più sostenibili

Il turismo può funzionare da volano per la crescita economica, migliora la qualità vita, protegge l’ambiente, preserva il patrimonio culturale e può garantire la pace. Per sfruttare le opportunità offerte in ciascuno dei settori sopra citati bisognerà coordinare le parti interessate e superare le sfide che il sistema turismo impone, prima fra tutte la necessità di sviluppare un modello di business solido e stabile. Nel mondo sono tante le iniziative degne di nota che dimostrano quanto il turismo possa contribuire allo sviluppo sostenibile. Nella zona montuosa del Ladakh, in India, il progetto «Global Himalayan Expedition» è un'iniziativa con un forte impatto sociale che sfrutta il turismo e la tecnologia per fornire energia pulita, educazione digitale, connettività, accesso e opportunità di creazione di mezzi di sussistenza alle comunità montane remote.

Ci sono altri aspetti che possono aiutarci a fotografare e valutare la situazione attuale rispetto alla produzione e al consumo responsabile. Uno di questi, particolarmente significativo, è lo spreco alimentare. Un terzo del cibo prodotto per il consumo umano viene perso o gettato come rifiuto, mentre solo una piccola parte viene riciclata. Questo dato è ancora più negativo se consideriamo che la produzione di cibo comporta anche uno spreco delle risorse utilizzate per produrlo, gestirlo e trasportarlo. Lo spreco di cibo nei Paesi ad alto e medio reddito è legato soprattutto alle abitudini alimentari, poco attente al risparmio o al riciclo. Nei Paesi a basso reddito, invece, il fenomeno della perdita di beni alimentari è in gran parte dovuta alla cattiva organizzazione e gestione della filiera produttiva e distributiva.

INIZIATIVA DELL'ONU

La FAO nel 2015 ha lanciato l’iniziativa “SAVE FOOD: Global Initiative on Food Loss and Waste Reduction” per la riduzione dei rifiuti alimentari. In questo ambito sono stati avviati numerosi progetti tra cui quello che mira a ridurre le perdite alimentari dopo la raccolta nella filiera orticola a Timor Est. I piccoli imprenditori agricoli del territorio sono stati formati alle buone pratiche di trasformazione, confezionamento ed etichettatura dei loro prodotti. A loro si è offerta un’opportunità per migliorare il business e, al tempo stesso, si è innescato un processo virtuoso per la limitazione degli sprechi nella catena produttiva (15% di dispersione alimentare in meno). Tra i progetti avviati dal Programma delle Nazioni Unite per lo Sviluppo (UNDP) va segnalato quello avviato in Costa Rica per rendere sostenibile la coltivazione dell’ananas il cui rapido sviluppo (è il maggior produttore mondiale) ha avuto un impatto ambientale e sociale negativo. L’UNDP ha finanziato un sistema produttivo cui partecipano oltre 50 organizzazioni. Il progetto promuove “la produzione e il commercio responsabile, equo e in linea con le pratiche che tutelano l’ambiente, la comunità e i consumatori”. E nelle aziende uomini e donne lavorano con pari diritti e pari retribuzioni.