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il pescatore Fabrizio De And
SIMONE CANTONI
Created on May 8, 2023
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Transcript
1940-1999
FABRIZIO DE andré
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IL PESCATORE
Cantoni Simone, Cosentino Tommaso, Guerra Jacopo, Ruti Elia
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Fabrizio De André, concerto di Sarzana 29/08/1981
L'AUTORE
Fabrizio De André è stato un cantautore italiano, considerato uno dei più importanti e influenti della musica italiana. Nato nel 1940 e morto nel 1999, le sue liriche affrontano temi sociali, politici e personali. De André ha mescolato elementi di folk, blues e rock nelle sue composizioni, creando un suono unico e distintivo.
LA CANZONE
La canzone "Il pescatore" di Fabrizio De André è stata pubblicata nel 1970 ed è una delle sue canzoni più famose. Narra la storia di un anziano pescatore che si addormenta al tramonto e viene sorpreso da un assassino affamato che gli chiede del cibo. Senza esitazione, il pescatore gli offre da mangiare. In seguito, arrivano alcuni gendarmi per interrogare il pescatore sull'assassino, ma lui non risponde.
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Fishing Man-Royo Liu
LA STRUTTURA
STROFE
Il testo è composto da 8 strofe raggruppabili in coppie.
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VERSI
I vesi sono decasillabi ad eccezione del terzo verso di ogni strofa dispari endecasillabo.
SPECULARITà
Il testo è speculare dal momento che: la prima e lultima, e la seconda e la penultima strofa, risultano specchiate.
The Fischer-Donald Crowser
LA PRIMA E SECONDA STROFA
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STRUTTURA
FIGURE RETORICHE
All'ombra dell'ultimo sole S'era assopito un pescatore E aveva un solco lungo il viso Come una specie di sorriso Venne alla spiaggia un assassino Due occhi grandi da bambino Due occhi enormi di paura Eran gli specchi di un'avventura
All'ombra dell'ultimo sole S'era assopito un pescatore E aveva un solco lungo il viso Come una specie di sorriso Venne alla spiaggia un assassino Due occhi grandi da bambino Due occhi enormi di paura Eran gli specchi di un'avventura
LA TERZA E QUARTA STROFA
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STRUTTURA
FIGURE RETORICHE
E chiese al vecchio: "Dammi il pane Ho poco tempo e troppa fame" E chiese al vecchio: "Dammi il vino Ho sete e sono un assassino" Gli occhi dischiuse il vecchio al giorno Non si guardò neppure intorno Ma versò il vino e spezzò il pane Per chi diceva ho sete e ho fame
E chiese al vecchio: "Dammi il pane Ho poco tempo e troppa fame" E chiese al vecchio: "Dammi il vino Ho sete e sono un assassino" Gli occhi dischiuse il vecchio al giorno Non si guardò neppure intorno Ma versò il vino e spezzò il pane Per chi diceva ho sete e ho fame
LA QUINTA E SESTA STROFA
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STRUTTURA
FIGURE RETORICHE
E fu il calore di un momento Poi via di nuovo verso il vento Davanti agli occhi ancora il sole Dietro alle spalle un pescatore Dietro alle spalle un pescatore E la memoria è già dolore È già il rimpianto d'un aprile Giocato all'ombra di un cortile
E fu il calore di un momento Poi via di nuovo verso il vento Davanti agli occhi ancora il sole Dietro alle spalle un pescatore Dietro alle spalle un pescatore E la memoria è già dolore È già il rimpianto d'un aprile Giocato all'ombra di un cortile
LA SETTIMA E OTTAVA STROFA
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STRUTTURA
FIGURE RETORICHE
Vennero in sella due gendarmi vennero in sella con le armi chiesero al vecchio se lì vicino fosse passato un assassino Ma all'ombra dell'ultimo sole s'era assopito il pescatore e aveva un solco lungo il viso come una specie di sorriso
Vennero in sella due gendarmi vennero in sella con le armi chiesero al vecchio se lì vicino fosse passato un assassino Ma all'ombra dell'ultimo sole s'era assopito il pescatore e aveva un solco lungo il viso come una specie di sorriso