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pigmalione e galatea
Marta Anni
Created on May 8, 2023
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Transcript
PIGMALIONE E GALATEA
quando l'amore trasforma...
Le Metamorfosi, Ovidio. X libro, v.v. 243-297.
"e per l'opera sua concepì amore"
Pigmalione avendole viste condurre una vita colpevole, disgustato dai vizi che la natura 245 diede in così gran numero all’indole femminile, visse a lungo celibe senza moglie, privo di compagna di letto. Nel frattempo scolpì con arte mirabile il candido avorio, e gli diede una forma con cui non può nascere nessuna donna, e per l'opera sua concepì amore
Quas quia Pygmalion aevum per crimen agentis viderat, offensus vitiis quae plurima menti 245 femineae natura dedit, sine coniuge caelebs vivebat thalamique diu consorte carebat. Interea niveum mira feliciter arte sculpsit ebur formamque dedit, qua femina nasci nulla potest; operisque sui concepit amorem.
Pigmalione e Galatea, Laurent Pecheux, 1784, Hermitage Museum, San Pietroburgo
"l'aspetto è quello di una ragazza vera, e diresti sia viva"
250 l’aspetto è quello di una ragazza vera, e diresti sia viva e, se non ostacolasse la deferenza, voglia muoversi, a tal punto l’arte che nell'arte si cela. E' sorpreso e prova nel petto fuoco per il corpo finto. Spesso avvicina le mani per tastare se sia 255 carne o avorio, e neanche allora ammette che sia avorio.
250 Virginis est verae facies, quam vivere credas,et, si non obstet deferenza, velle moveri; ars adeo latet arte sua. Miratur et haurit pectore Pygmalion simulati corporis ignes. Saepe manus operi temptantes admovet, an sit 255 corpus an illud ebur; nec adhuc ebur esse fatetur.
Pigmalione e Galatea, Laurent Pecheux, 1784, Hermitage Museum, San Pietroburgo
"la bacia e crede di essere a sua volta baciato"
La bacia e crede di essere a sua volta baciato,le parla, la tocca e crede che le sue dita s’imprimano sulle membra, e teme che premendo restino lividi.
Oscula dat reddique putat loquiturque tenetqueet credit tactis digitos insidere membris et metuit, pressos veniat ne livor in artus;
Francesco Astiaso Garcia, italo-spagnolo, è pittore, fotografo, laureato all'Accademia delle Belle Arti di Roma
"se voi potete tutto, fate che sia mia moglie"
270 Era venuto il giorno della festa di Venere,celebrata in tutta Cipro, e le giovenche dalle ampie corna dorate erano cadute, colpite nel candido collo; fumavano gli incensi e Pigmalione, compiute le offerte, rimase in piedi e disse con voce esitante: 275 “Se voi potete tutto, fate che sia mia moglie”, (e non osò dire “la ragazza d’avorio”,) ma disse “qualcuna che somigli a quella di avorio ”.
270 Festa dies Veneris tota celeberrima Cyprovenerat et pandis inductae cornibus aurum conciderant ictae nivea cervice iuvencae turaque fumabant; cum munere functus ad aras constitit et timide: "Si di dare cuncta potestis, 275 sit coniunx, opto" (non ausus "eburnea virgo" dicere) Pygmalion "similis mea" dixit "eburnae."
Pigmalione e Galatea, Louis Gauffier, 1797, Manchester Art Gallery
"si gettò sul letto a baciarla e gli parve che si riscaldasse"
280 Tornato a casa, corre a cercare la statua della sua fanciulla,si gettò sul letto a baciarla, e gli parve che si riscaldasse. Di nuovo la bacia, le tocca il petto, e l’avorio toccato s’ammorbidisce dalla sua durezza e cede alle dita come la cera d’Imetto 285 s’ammorbidisce al sole e, trattata dal pollice, si piega in molte forme e con l’uso diventa usabile.
280Ut rediit, simulacra suae petit illa puellaeincumbensque toro dedit oscula; visa tepere est. Admovet os iterum, manibus quoque pectora temptat; temptatum mollescit ebur positoque rigore subsidit digitis ceditque, ut Hymettia sole 285 cera remollescit tractataque pollice multas flectitur in facies ipsoque fit utilis usu. e diviene adatta allo stesso uso
“Pigmalione e Galatea” Ernest Normand, 1881
Pigmalione e Galatea, Jean-Léon Gérôme, 1890, olio su tela, Museo d'arte metropolitana, New York
"vide insieme al cielo colui che la ama"
Mentre si stupisce e gioisce dubbioso e teme di ingannarsipiù e più volte l’innamorato tocca i suoi sogni.Era un corpo: sotto il pollice le vene toccate pulsano (saltano). 290 Allora l’eroe di Pafo pensò le parole più piene per rendere grazie alla dea, e intanto con le sue labbra preme quelle altre labbra finalmente vere, e la ragazza sentì i baci che e vengono dati e arrossì e, sollevando alla luce lo sguardo timido, vide insieme al cielo colui che la ama.
Dum stupet et dubie gaudet fallique veretur, rursus amans rursusque manu sua vota retractat; corpus erat; saliunt temptatae pollice venae. 290Tum vero Paphius plenissima concipit heros verba quibus Veneri grates agat; oraque tandem ore suo non falsa premit; dataque oscula virgo sensit et erubuit timidumque ad lumina lumen attollens pariter cum caelo vidit amantem.
La versione scultorea di Geromè,1891, oggi al castello Hearst
CARATTERISTICHE OVIDIANEPRESENTI NELLA METAMORFOSI
-> metamorfosi esaltativa tramite il tatto -> processo conservativo della trasformazione -> invocazione alla divinità -> traformazione del corpo atraverso l'uso di similitudini
-> il principio è quello della pluralità dei temi
- tema mitico
- argomento amoroso, in tutte le sue sfumature e accezioni
- rievocazione di tradizioni e culture
"ut Hymettia sole cera remollescit"
"Festa dies Veneris tota celeberrima Cypro venerat"
effetto pigmalione
"la profezia che si autoavvera"
+ info
Frankenstein e la tendenza umana di creare altre creature
Da Ovidio a Frankenstein...In un'epoca in cui si assiste anche al perfezionamento delle intelligenze artificiali, un salto indietro tra storia e letteratura ci fa riflettere su quanto radicato sia da sempre negli uomini il desiderio di dare vita ad altre creature
film di James Whale, Frankestein, 1931
libro di Mary Shelley, "Frankestein", 1818
Pinocchio (walt disney 1940)
Una manifestazione culturale del mito di Pigmalione si trova nel racconto popolare intitolato “le avventure di Pinocchio. Storia di un burattino”, scritto dall’italiano Carlo Collodi nel 1882, e successivamente adattato al grande schermo dalla Disney.