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capacità condizionali

vincenzoviki98

Created on May 8, 2023

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Transcript

Le capacità condizionali eLa velocità

Cosa sono le capacità condizionali

Le capacità condizionali

Le CAPACITA’ CONDIZIONALI sono quelle capacità che necessitano di essere condizionate (allenate) con continuità per far sì che si migliorino o si mantengano nel tempo. Esse dipendono principalmente dalle qualità dell’apparato locomotore e dai processi fisiologici di produzione dell’energia. Le capacità condizionali sono: - F O R Z A - R E S I S T E N Z A - V E L O C I T A’ - F L E S S I B I L I T A

La forza

La forza

La FORZA è la capacità di vincere una resistenza grazie al lavoro espresso dai muscoli scheletrici. Tale resistenza può essere espressa dal peso del corpo, da una parte di esso oppure da un carico esterno. Ogni disciplina sportiva, così come ogni attività quotidiana, richiede in misura maggiore o minore questa qualità. Diversi sono i fattori che determinano la forza e tra questi i principali sono: - il VOLUME DEL MUSCOLO - la TIPOLOGIA DELLE FIBRE MUSCOLARI (fibre bianche, rosse, intermedie: ciò che maggiormente condiziona la forza è il numero di FIBRE BIANCHE) - la CAPACITA’ DI RECLUTAMENTO DELLE UNITA’ MOTORIE - la disponibilità delle risorse energetiche - la coordinazione muscolare, intesa come la capacità di far lavorare in sinergia i muscoli agonisti e quelli antagonisti al movimento La forza può manifestarsi in varie condizioni ed esprimersi in vari modi:

La resistenza

La resistenza

La RESISTENZA è la capacità di sopportare o di prolungare per il maggior tempo possibile un determinato sforzo, durante il quale si contrasta la fatica. In altre parole, la resistenza è la capacità di resistere alla stanchezza tollerando sforzi di media e lunga durata. La fatica è una forma di difesa dell’organismo attraverso la quale esso segnala che i limiti di sopportazione di uno sforzo sono stati superati o stanno per esserlo. La resistenza è strettamente legata: - alla volontà e ad altri FATTORI PSICOLOGICI; - ai meccanismi di consumo dell’energia e alla CAPACITA’ DI GESTIRE LE RISORSE ENERGETICHE in modo controllato e razionale. - alla coordinazione, al ritmo, all’efficacia del gesto. Allenando la resistenza, l’organismo si adatta alle maggiori richieste energetiche e innalza la soglia della fatica muscolare e psichica. Lo sviluppo della resistenza è in stretto rapporto con la funzionalità degli apparati cardiocircolatorio e respiratorio, che forniscono l’energia per sostenere un prolungato sforzo aerobico e anaerobico, e con la quantità di FIBRE ROSSE presenti nei muscoli. Il massimo incremento di questa capacità è quindi possibile, attraverso allenamenti specifici, solo quando questi due apparati si sono completamente sviluppati, ovvero a partire dai 12-13 anni. Si distinguono due tipi di resistenza: - la RESISTENZA GENERALE è la capacità di sopportare uno sforzo prolungato indipendentemente dal tipo di attività fisica svolta; - la RESISTENZA SPECIFICA è la capacità di sopportare uno sforzo prolungato di una specifica natura (ad esempio quello richiesto da una determinata disciplina sportiva)

La velocità

La velocità

La VELOCITA’ (o rapidità) è la capacità di eseguire un gesto nel minor tempo possibile. Sono quindi espressioni di velocità solo quei gesti che hanno tempi d’azione relativamente brevi (attivati dall’energia ottenuta con un meccanismo anaerobico alattacido). Lo sviluppo di questa qualità è strettamente legato: - a FATTORI NERVOSI (velocità e frequenza degli stimoli nervosi) - alla quantità di FIBRE BIANCHE contenute nei muscoli; - al buon sincronismo neuromotorio tra muscoli agonisti e antagonisti; - alla corretta tecnica esecutiva del gesto; - alla CONCENTRAZIONE e DETERMINAZIONE. Quando la velocità si protrae per più di 8-10 secondi, si parla di velocità resistente. La velocità comincia a svilupparsi molto presto, tra 1 e 6 anni, e ha il suo massimo sviluppo tra i 13 e i 15 anni. Il periodo migliore per sviluppare la velocità è dunque quello che procede la pubertà. Sono tre le componenti che caratterizzano l’espressione del gesto veloce: - VELOCITA’ DI REAZIONE : tempo minimo che intercorre da quando si riceve uno stimolo a quando compare la risposta motoria. Dipende da fattori nervosi che per molta parte sono determinati geneticamente, ma è comunque allenabile se correttamente stimolata ed allenata. Dalla nascita ai 25 anni il tempo di reazione diminuisce e raggiunge la sua migliore espressione ed efficienza fra i 18 e i 25 anni, poi ricomincia ad allungarsi progressivamente. - VELOCITA’ DI ESECUZIONE: tempo minimo impiegato per compiere un gesto veloce una volta avviata la risposta motoria. Questa componente della velocità entra in gioco immediatamente dopo della velocità di reazione. Dipende soprattutto dalla costituzione biochimica del muscolo scheletrico, in particolare dal tipo di fibre, dalla quantità di energia a pronto impiego di cui dispone e dalla qualità delle sue innervazioni. E’ inoltre determinata dall’ampiezza e dalla frequenza del gesto. L’ampiezza di un gesto dipende da fattori meccanici (la lunghezza delle leve), fisiologici (potenza ed elasticità muscolare) e tecnici (corretta esecuzione del gesto). La frequenza dipende dalla rapidità di esecuzione di gesti ritmici (per esempio nella corsa dalla rapidità con cui viene eseguita la sequenza dei passi). La velocità di esecuzione è fortemente legata a fattori genetici e l’allenamento può migliorarne solo in parte le prestazioni. Questa componente della velocità sì sviluppa in particolare dai 13 ai 16 anni, in relazione allo sviluppo della forza veloce che aumenta notevolmente nel periodo della pubertà. - VELOCITA’ GESTUALE (o di spostamento): tempo minimo impiegato per compiere un certo gesto o per percorrere una certa distanza. Questa componente della velocità può considerarsi come la somma delle precedenti due.

La velocità e l'atletica leggera

Tecnica di Corsa Come funziona la corsa veloce? La corsa, pur costituendo un gesto istintivo, nell'atletica acquisisce un'interpretazione tecnica sofisticata, complessa e ricca di sfumature, frutto della ricerca e del perfezionamento da parte dell'allenatore e dell'atleta, che può raggiungere velocità anche di 10-12m al secondo (36-43,2 Km/h) La tecnica della corsa veloce deve quindi raggiungere il compromesso tra gesto atletico e caratteristiche antropometriche dell'atleta, che applicherà la teoria del movimento sulle proprie peculiarità. La tecnica della corsa veloce nell'atletica leggera comprende due fasi: Fase di volo e Fase di appoggio

lavoro svolto da : vincenzo imbimbo e luigi romano