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Architettura razionalista

Crissy

Created on May 7, 2023

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Transcript

«Tra il passato nostro e il nostro presente non esiste incompatibilità. Noi non vogliamo rompere con la tradizione: è la tradizione che si trasforma, assume aspetti nuovi, sotto i quali pochi la riconoscono.»

ARCHITETTURA RAZIONALISTA

Progetto per Storia dell'Arte, maggio 2023.

La nascita del movimento moderno

L’ultima importante esperienza architettonica prebellica era stata quella dell’Art Nouveau; anche quest'ultima, però, era scaturita in un vuoto accademismo. Ecco dunque che costruire un edificio in stile Art Nouveau non è assolutamente indice di maggior modernità che co- struirne uno in stile neogotico o neorinascimentale.

All’indomani della Prima guerra mondiale l’Europa si trova a dover ricostruire non solo se stessa ma an- che quel sistema di valori e di riferimenti ideali indi- spensabili per la sopravvivenza e lo sviluppo di una società civile. Quest'opera coinvolge in particolare modo l'architettura.

Stazione ferroviaria Santa Maria Novella, Firenze

Palazzo di città, Pescara

Elemento chiave per l'espansione urbanistica di Pescara nei primi del 900.

Considerata una dei capolavori del razionalismo italiano.

International style

sono sviluppate, anche in questo caso si avranno sviluppi diversi in funzione dei differenti Paesi e delle varie culture di riferimentoi. I principali elementi ricorrenti, comuni a tutte le esperienze architettoniche del Razionalismo europeo e statunitense, saranno soprattutto:
L'esperienza razionalista degli anni Venti riparte dunque proprio da Loos e da quei gruppi di avan- guardia che, soprattutto in Germania, avevano già avviato stimolanti esperienze di ricerca e di progettazione con l’impiego dei moderni materiali da costruzione e delle nuove tecnologie a essi connesse.
  • La sempre più chiara identità tra forma e funzione
  • l’utilizzo di volumi semplici e ben definiti;
  • la preponderanza della linea e degli angoli retti
  • l'abolizione di ogni decorazione superflua
  • lo studio della standardizzazione (elementi sempre uguali tra loro).
Questo ricco repertorio di esperienze maturate in Europa prima della Grande guerra trova naturale confluenza nella successiva stagione razionalista, che verrà più comunemente identificata anche come International Style. Analogamente a tutte le esperienze di avanguardia che si

L'architetto austriaco Adolf Loos si era scagliato con forza contro l’ornamento fine a se stesso, da lui definito addirittura un «delitto». Le riflessioni di Loos rappresentano un punto di svolta per l’architettura europea: nel periodo fra le due guerre si svilupperanno, infatti, diverse forme di sperimentazione,

convenzionalmente comprese sotto l’ampia definizione di Movimento moderno, che, bandito ogni decorativisimo, faranno della funzionalità e del rigore razionale i propri principali strumenti progettuali

L'esperienza artistica del Bauhaus

Al suo interno sono rappresentate tutte le tendenze della moderna ricerca artistica: dalla pittura alla scultura, dalla grafica all'architettura, dall'urbanistica fino all'industrial design. In quest'ultimo campo vengono poste le basi per le produzioni industriali di arredi e oggetti d'uso di grande qualità artistica e formale. Il successo che il Bauhaus aveva riscosso indispettì addirittura gli ambienti accademici locali.

Il Bauhaus rappresenta il più alto e significativo momento di sviluppo del Razionalismo tedesco. Fu fondato nel 1919 a Weimar dall’architetto, designer e urbanista Walter Gropius. esso incarnò il simbolo stesso della rinascita umana e morale della Germania nel bre- ve e intenso periodo intercorrente tra la sconfitta della Prima guerra mondiale e il devastante avven- to della dittatura nazista. È una vera e propria scuola pubblica, con una forte frequentazione femminile (rara al tempo), in cui ciascuno porta le proprie esperienze, insegna e impara, secondo una concezione culturale fondata sull'esperienza pratica e sul confronto.

Tali punti sono:1. I piloti; 2. Il tetto giardino; 3. La pianta libera; 4. La finestra a nastro; 5. La facciata libera. I piloti sono dei piccoli pilastri in calcestruzzo armato, la loro funzione è quella di sollevare l'abitazione dal terreno. Il tetto giardino non rende più necessarie le falde pendenti per far defluire l'è acque piovane. La pianta libera lascia al progettista la possibilità di organizzare gli spazi in ogni piano, senza ricalcare necessariamente quelli del piano sottostante, come era invece necessario fare negli edifici in muratura tradizionale. La finestra a nastro rivoluziona l'aspetto delle facciate: il suo sviluppo orizzontale (come quello della facciata libera) è reso possibile dall’uso dei solai in calcestruzzo armato e dal conseguente alleggerimento delle pareti che non svolgono più alcuna funzione statica.

Le Corbusier: i cinque punti dell'architettura

Oltre ad essere un operoso progettista, Le Corbusier è anche uno dei primi teorici dell'architettura contemporanea.a lui si deve l'organizzazione del primo Congresso Internazionale di Architettura Moderna, tenutosi nel 1928 in Svizzera. Già nel 1923 aveva pubblicato "Verso un’architettura", un fondamentale saggio-manifesto nel quale enunciava quelli che, secondo lui, avrebbero dovuto essere i cinque punti per una nuova architettura del XX secolo.

terrazza ad "L". Un'ulteriore rampa, infine, conduce alla copertura piana del tetto-giardino. Nel complesso la costruzione appare come un assemblaggio di volumi geometrici puri, assoluta- mente estraneo all’ambiente circostante, dal quale emerge con voluta e singolare chiarezza. La logica progettuale di Le Corbusier, del resto, sta proprio in questo suo

creare gli ambienti dall’interno, pla- smandoli sulle esigenze di chi dovrà in seguito fru- irne, senza interessarsi più di tanto dei rapporti con l’esterno. L'architetto, però, si mostra consapevole che se un'architettura obbedisce con rigore razionale a tutte le necessità formali ad essa connesse, non può essere in contrasto con il paesaggio circostante.

esilissimi pilotis a sezione circolare. Partendo dal basso, vi è un portico coperto sotto al quale si può accedere direttamente in macchina. Dal portico si accede al primo piano mediante due rampe inclinate e una scala a chiocciola di servizio. Dal grande soggiorno rettangolare, con ampie finestre a nastro, si accede ad una singolare

Villa Savoye

Nella "Villa Savoye", costruita in Francia tra il 1929 e il 1931, Le Corbusier mostra di aver già messo in atto i suoi 5 punti riguardanti l'architettura moderna. La costruzione, di soli due piani, è di pianta quadrata e si regge su degli

Wright, la casa sulla cascata

L'inserimento nell’ambiente risulta armonioso, in quanto la struttura non si presenta come un corpo estraneo, costituito da un volume chiuso e definito. Essa mette in evidenza una serie di piani che si intersecano e si accavallano nello spazio, proten- dendosi nel vuoto, sopra la cascata e fra la vegetazione circostante. Secondo le regole dell’architettura organica, gli spazi interni sono estremamente liberi. Centro dell’intero edificio è l’enorme soggiorno vetrato. Gli arredi sembrano sorgere dalla struttura stessa: il pavimento è della stessa pietra dello sperone di roccia estrerno e il soffitto e buona parte degli affissi sono di pietra naturale.

L'opera più notevole e conosciuta fra tutte quelle realizzate da Wright è senza dubbio "la casa sulla cascata", costruita in Pennsylvania nel 1936. Sorge direttamente su uno sperone di roc- cia, nel punto in cui il torrentello Bear precipita per alcuni metri creando una cascata naturale. La costruzione è realizzata tramite l'utilizzo dei semplici materiali del luogo (soprattutto pietra per le strutture e legno per gli interni). Le tecnologie utilizzate per le parti a balzo in calcestruzzo armato sono, invece, avanzatissime.

Museo Guggenheim, New York

percorso pressoché infinito, senza un inizio e una fine precisi. Il Guggenheim Museum è costruito appunto intorno a una grande rampa elicoidale che si avvita verso l'alto dilatandosi fino a sbocciare in un’ampia, luminosa cupola vetrata. La sezione espositiva vera e propria si snoda lungo le pareti spiraliformi, sul,e quali sono appesi i vari dipinti. È un modo nuovo e rivoluzionario di essere museo. La penetrazione luminosa è parte non secondaria dell’interscambio tra forma e contenuto.Nel suo insieme il Guggenheim Museum rappresenta il testamento artistico e umano di Wright.

L'ultima opera di Wreight rappresenta uno dei capolavori indiscussi dell'architetto statunitense. Si tratta del Solomon R. Guggenheim Museum, costruito lungo la Fifth Avenue, nel cuore della New York residenziale, proprio di fronte a Central Park. Realizzato tra il 1943 e il 1959, fu commissionato dal collezionista e mecenate statunitense di origine svizzera Solomon Robert Guggenheim. Nel progettare l'edificio Wreight, che morì prima di vederlo ultimato, partí dall'osservazione di una conchiglia. La spirale, infatti, è una forma semplice e complessa al tempo stesso: semplice in quanto è costituita da un unico piano che si ritorce su se stesso; complessa perché suggerisce un

Museo Guggenheim di Venezia

Museo Guggenheim di Bilbao

Il razionalismo italiano

Tra la fine degli anni venti e gli indizi degli anni trenta si afferma il fenomeno del razionalismo italiano. È considerato una declinazione nazionale del movimento moderno. Tra i protagonisti del razionalismo italiano si ricordano i membri del Gruppo 7. Il collettivo inizió ad operare nel 1926, annoverando, tra gli altri, architetti della scuola

di Milano come Luigi Figini, Gino Pollini e Giuseppe Terragni. Ad essi si deve la definizione della nuova "Architettura razionalista". Le sue radici ideali si trovano nell'antica architettura romana classica (con il De architectura di Vitruvio) e nel Rinascimento, ma anche nell'architettura di impronta illuminista.

Urbanistica fascista

Il panorama culturale dell’architettura italiana tra le due guerre è estremamente complesso e contraddittorio. Per consolidare sia il consenso interno sia il proprio prestigio internazionale, il regime fascista promuove massicce iniziative di carattere architettonico e, soprattutto, urbanistico. Si ridisegnano intere aree urbane, si costruiscono nuovi edifici pubblici e monumenti, si creano nuovi quartieri residenziali ed industriali, fino alla fondazione di nuove città come Littoria, Pomezia, Guidonia e Aprilia. Alcune di queste opere rappresenta interventi di grandi rilievo, come l'EUR a Roma.

Inoltre, per dare un aspetto monumentale a piazza San Pietro, vengono abbattuti gli antichi borghi, che rappresentavano una testimonianza storica ma anche artistica. Questa tipologia di interventi veniva esaltato dalla propaganda fascista come il miglior modo per risolvere i problemi urbanistici: demolendo le abitazioni del centro storico si costringevano gli abitanti più poveri a spostarsi in periferia, in modo da allontanarli dal nuovo centro "elegante".

Arborea, Sardegna

La chiesa del Santissimo Redentore

Lo stile di questa architettura è certamente un mix di influenze e contaminazioni. Il tetto a capanna, la grande navata absidata, lo slanciato campanile sembrerebbero alludere al romanico, ma il liberty irrompe fortemente. All'interno contiene due opere di grande pregio: il mosaico sottostante all'altare e la grande pala d'altare, realizzata fa Filippo Figari. Figari fu una figura importante nell’arte sarda della prime metà del XX secolo e la grande pala, dedicata al miracolo della moltiplicazione dei pani e dei pesci, lo dimostra.

Arborea è certamente rappresentativa di quel fenomeno delle Città di Fondazione realizzatosi durante il Fascismo. Arborea (fino al 1944 Mussolinia di Sardegna) colpisce in particolare per la capacità di coniugare l’architettura razionalista con il liberty e l'eclettismo. Ad operarvi principalmente gli architetti: Carlo Avanzini, Giovan Battista Ceas, Flavio Scano e Giovanni Bianchi, al quale si deve il progetto della Chiesa del Santissimo Redentore. Proprio questa chiesa è il cuore della cittadina.

Palazzo di città, Pescara

che colloca, nel punto di incontro dei due corpi, la torre campanaria. L'ingresso principale, situato all'interno della elle, è preceduto da un ampio scalone ed è sormontato da una scritta in pietra portante il nome del palazzo. Gli interni del palazzo mantengono lo stile monumentale che caratterizza l'opera di Pilotti. La Sala Aternum (luogo dell'identità della città) è un ricco contenitore di reperti antropologici, allestiti grazie al contributo del Museo delle Genti d'Abruzzo, l'Archivio di Stato e la Soprintendenza Archeologica

Costruito nel 1935 da un progetto di Vincenzo Pilotti, l'edificio rappresenta uno degli esempi più emblematici dell'architettura razionalista di regime in città. Unitamente a piazza Italia, esso forma il principale luogo architettonico di Pescara. Originariamente, la realizzazione del Palazzo di Città prevedeva, vicino al fiume, un imbarcadero pensato appositamente da D'Annunzio per i suoi viaggi in idrovolante. Fino all'avvento della seconda guerra mondiale, inoltre, la torre civica era sormontata dalla scritta in ferro «duce». Il palazzo si sviluppa su tre livelli, seguendo una pianta a forma di elle

Stazione Santa Maria Novella, Firenze

La Stazione attuale fu costruita negli anni trenta, in pieno periodo fascista, dal cosiddetto Gruppo Toscano guidato dall’architetto Giovanni Michelucci. Santa Maria Novella, però, non rientra nello stile dell’architettura del ventennio mussoliniano, essendo oggi annoverata tra le opere più importanti del cosiddetto razionalismo italiano, il cui obiettivo principale era quello di ricercare un equilibrio fra struttura e funzionalità di un’opera. Si racconta che la stazione di Michelucci fu fortemente voluta da Mussolini, il quale, osservando dall’alto il progetto

della stazione, vi scorse una somiglianza con il fascio littorio, simbolo della sua dittatura. Tale somiglianza era ovviamente casuale. Degli anni bui del fascismo resta al binario 8 una targa che ricorda il treno su cui l’8 marzo 1944 salirono più di mille ebrei: deportati nei campi di concentramento, non fecero mai più ritorno. Sempre in quel periodo fu costruita sul lato destro della stazione la Palazzina Reale, la quale, come ci spiega il nome, doveva ospitare la famiglia reale durante le sue soste in città. Oggi Santa Maria Novella rimane un vero e proprio capolavoro dell’architettura del novecento.

Istituto di fisica, Roma

Torviscosa, Friuli Venezia Giulia

Palazzo delle poste, Roma

La casa del fascio, Como

La Casa del Fascio a Como (1932) è un'architettura di Giuseppe Terragni il cui primo progetto risale al 1928. Da alcuni critici è definita "il capolavoro del razionalismo italiano". Dal 2022 è sede del Museo del Razionalismo Italiano.

Nel 1932 il concorso per la realizzazione dell'opera fu vinto dall'architetto Mario Ridolfi. L'edificio è caratterizzato dalla sua doppia curvatura e rappresenta una delle opere più interessanti dell'architettura razionalista italiana.

Nell'edificio di Giuseppe Pagano il tema razionale è controllato e prevale l'aspetto funzionalista. Nell'edificio è bandita ogni forma di monumentalismo, ma anche di ricerca formale, come invece avvenne nella casa del Fascio di Terragni.

Il centro storico di Torviscosa e il grande stabilimento industriale costituiscono una città aziendale che la fanno rientrare tra le città di fondazione nel periodo fascista.

Palazzo della civiltà italiana

La storia del Palazzo è legata strettamente a quella dell’EUR. Infatti, dopo l’assegnazione a Roma dell’Esposizione universale del 1942, il governo italiano intese cogliere l’occasione per celebrare in tale data il ventennale del regime fascista e per sviluppare l’urbanizzazione della città. La commissione esaminatrice promosse il progetto di Giovanni Guerrini, Ernesto Lapadula e Mario Romano, ideatori di questo palazzo di forma cubica. Inizialmente, ogni facciata presentava 77 archi, ma, in fase di realizzazione, vennero diminuiti a 54.

Il palazzo della Civiltà Italiana, noto anche come palazzo della Civiltà del Lavoro, è un edificio monumentale che si trova a Roma nel moderno quartiere dell’EUR. La sua costruzione iniziò nel luglio 1938 e fu inaugurato, benché incompleto, nel 1940; i lavori si interruppero nel 1943 per poi essere ultimati nel dopoguerra. L’edificio è a pianta quadrata e si presenta come un parallelepipedo a quattro facce uguali, con struttura in cemento armato. Presenta 5e archi per ogni facciata e, grazie alla sua composizione, inizió ad essere chiamato "Colosseo quadrato".

un quartiere in un unico edificio, lungo un chilometro. Era un progetto ambizioso che voleva elevarsi dalla mediocrità dei tentativi precedenti di edilizia popolare, una “lezione” di architettura moderna. La morte di Fiorentino, però, fece rimanere l'opera incompiuta. Molti inquilini entrano a lavori non completati: vi sono numerosi piani ancora in costruzione , ascensori

non funzionanti. Nell’83, 700 famiglie, sloggiate dall’edificio, vi si accampano di fronte, creando una baraccopoli infestata da pidocchi e malattie a causa della scarsa igiene. Dopo numerosi stupri di minori ed omicidi, e a causa della pessima immagine creata dalla stampa, si inizia a parlare di demolizione. Nonostante tutto ciò, il Corviale è ancora lì.

Gli alloggi sarebbero stati divisi in cinque unità, compresa una piazza d’ingresso. L’idea era quella di integrare residenze e servizi e fornire spazi e contesti per le attività extrascolastiche, con un intero piano di servizi, centri sportivi e un teatro.L'intento dell'architetto, Mario Fiorentino, era quello di realizzare

Il Corviale, Roma

Il progetto del Corviale avrebbe previsto una grande unità abitativa con cinque spazi verdi, tre blocchi relativi ai servizi di base e un piano d’ingresso corredato da botteghe di artigiani, studi professionali ed ambulatori medici.

Il lato "B"

Riqualificazione

Un gruppo di cittadini, con l'ausilio di un drone, ha provato a documentare la condizione di quello che chiamano "il lato B" del Corviale. Il video mostra che tutto questo patrimonio pubblico e privato di aree verdi che ben potrebbe incorniciare il nucleo di abitazioni è stato trasformato in una voluminosa discarica a cielo aperto dove si accumulano baracche, roulotte, e costruzioni improprie in un mare di rifiuti di ogni genere: isole, macchine demolite, frigoriferi, amianto.

Dopo anni di proposte, fra cui l'abbattimento e varie idee di riqualificazione, nel 2008 l'Ater e la Regione Lazio hanno presentato un "piano di rinascita" composto in due interventi: il primo, detto "Km Verde" prevede la completa ristrutturazione del quarto piano, con l'abbattimento di ciò che esiste e la ricostruzione di 103 nuovi alloggi; i lavori sono iniziati a gennaio del 2019 e sono tuttora in corso. Il secondo è il progetto vincitore del concorso internazionale Rigenerare Corviale del 2015: prevede il fidisegno dello spazio carrabile e pedonale. Dell'edificio, inoltre, vengono modificati gli accessi che passano da cinque a ventisette.

Che cosa ha portato questa struttura al degrado?

Un destino simile a quello del Corviale è toccato anche ad altri progetti, come le Vele o lo ZEN. Le Vele di Scampia, soprannominate dagli abitanti “mostri”, si trovano nella periferia Nord di Napoli. In realtà quegli edifici, divenuti sede di spaccio e malavita, nascevano con l’intento di rievocare l’identità culturale e sociale di Napoli. Oggi la situazione è drammatica anche nel quartiere dello Zen.. Tonnellate di rifiuti giacciono lungo le strade a marcire e, con il caldo atroce, possiamo ben dire che siamo di fronte ad una vera emergenza sanitaria

e, in assenza di altro, di accamparono proprio nei dintorni dell'edificio. Secondo la mia opinione, il vero problema della costruzione del Corviale riguarda le modalità in cui è stato portato avanti il progetto iniziale. Mi permetto di pensare che una delle cause maggiori sia stata l'inefficienza della rapidità con cui doveva essere ultimato il lavoro. Forse, non lasciare in "loop" la costruzione non avrebbe causato un'occupazione clandestina e, di conseguenza, non avrebbe portato al degrado al quale assistiamo oggi.

Come già precedentemente citato, il Corviale rimase incompiuto a causa della morte del suo architetto. Probabilmente proprio in questo si deve vedere una delle cause che ha portato, negli anni successivi, al suo degrado. Infatti, l'edificio vide il suo progetto originale interrotto per diverso tempo e ciò ha fatto pensare alle famiglie bisognose di poter occupare gli appartamenti non ancora terminati. Il grande problema nacque nel momento in cui, deciso di ultimare il progetto, vennero mandate via tutti coloro che ormai si erano stanziati lí. Inevitabilmente, queste persone necessitavano un posto per vivere

Informazioni

  • https://www.adgblog.it/2013/01/17/la-stazione-di-santa-maria-novella/
  • https://it.wikipedia.org/wiki/Stazione_di_Firenze_Santa_Maria_Novella
  • https://it.wikipedia.org/wiki/Palazzo_di_Citt%C3%A0_(Pescara)
  • https://travelitalia.com/it/pescara/palazzo-di-citta/
  • https://it.wikipedia.org/wiki/Razionalismo_italiano
  • Manuale: Itinerario nell'Arte, volume 5
  • https://viaggipiu.info/2018/10/02/arborea-visita/
  • https://www.skuola.net/storia-arte/moderna-contemporanea/urbanistica-fascista.html
  • https://www.metroitalia.info/roma/esplora/detail.php?id=qsxS87PUyyxNdx0VSCk
  • https://www.romatoday.it/zone/arvalia/corviale/corviale-discarica-area-verde-denuncia-.html
  • https://www.palermotoday.it/social/segnalazioni/degrado-rifiuti-quartiere-zen-2-comitati-civici.html

Foto

  • https://it.wikipedia.org/wiki/Razionalismo_italiano
  • https://it.wikipedia.org/wiki/File:Palazzo_di_Citt%C3%A0,_Pescara_%282%29.jpg
  • https://primapescara.altervista.org/il-palazzo-di-citta-le-sale-del-governo-cittadino/
  • https://www.arborea1956.com/storia/
  • https://instantdesign.it/riedizioni-mobili-bauhaus-il-design-arredamento-e-per-tutti/
  • https://www.artesvelata.it/villa-savoye-le-corbusier/
  • https://fondoambiente.it/luoghi/collezione-peggy-guggenheim?fxm=collezione-peggy-guggenheim-venezia-ve
  • https://www.venividivici.us/architettura/leur-la-roma-del-fascismo/
  • https://www.romatoday.it/zone/arvalia/corviale/corviale-discarica-area-verde-denuncia-.html
  • https://ilsicilia.it/lo-zen-e-bellissimo-morto-col-coronavirus-larchitetto-che-lo-progetto-video/

Grazie per l'attenzione!

Cristina Di Loreto 5ªA