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AREA ANTROPOLOGICA LAB

Ilaria D.

Created on May 6, 2023

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Transcript

Lab. di didattica dell'area antropologica

Ilaria Dusi

Per chi?

la classe

L'attività è pensata per una classe reale, cioè quella in cui lavoro. Sono una classe seconda composta da 19 studenti, 14 ragazze e 5 ragazzi, tutti appartenenti a famiglie di origine straniera. Molte di queste famiglie non vivono in condizioni economiche agiate e in genere hanno contatti solo con persone della stessa nazionalità. Molti studenti non conoscono il centro di Brescia e in genere la loro vita sociale non oltrepassa i confini del quartiere di residenza.

Lo studente

PUNTI DI DEBOLEZZA

PUNTI DI FORZA

- fragilità cognitiva (diagnosi di disabilità intellettiva lieve, dal profilo disomogeneo: fragilità soprattutto nel problem solving, nel ragionamento visuospaziale e nella memoria di lavoro) - scarsa capacità di tollerare la frustrazione- span attentivo ridotto- tendenza a stancarsi e a stufarsi molto facilmente- atteggiamento oppositivo abbinato a provocazioni- scarsa motivazione all’apprendimento

- interesse per i contenuti didattici non scolastici/curricolari- interesse per il Medioevo- storia e geografia sono le discipline verso le quali manifesta più disponibilità - passione per lo sport, i giochi di movimento, le attività in squadra con i compagni prediletti

La classe

BARRIERE

FACILITATORI

- lo studente ha delle amicizie molto strette con due compagni di classe e va d'accordo anche con altri tre - la classe è piuttosto comprensiva rispetto alle difficoltà comportamentali dello studente - in generale la classe è abbastanza unita

- la classe è molto complessa, cinque - fra studenti e studentesse - si avvalgono di pdp per svantaggio socioeconomico e culturale - diversi, pur essendo nati in Italia, non parlano correttamente l'italiano - la classe è molto rumorosa e la motivazione all'apprendimento molto bassa

Finalità

conoscere e usare I punti cardinali

Il mio studente è perfettamente in grado di muoversi in maniera autonoma entro spazi noti e fa da solo il percorso casa-scuola o quello casa-oratorio (dove passa la maggior parte del tempo libero). Non sa collocare, tuttavia, i punti cardinali su una carta, nè usarli nella realtà per orientarsi.

L'attività pensata si lega ai seguenti traguardi per lo sviluppo delle competenze, secondo le Indicazioni nazionali:

Lo studente si orienta nello spazio e sulle carte di diversa scala in base ai punti cardinali e alle coordinate geografiche; sa orientare una carta geografica a grande scala facendo ricorso a punti di riferimento fissi. Conosce aspetti del patrimonio culturale italiano e dell’umanità e li sa mettere in relazione con i fenomeni storici studiati.

Geografia

Storia

Perchè serve?

Oggi

La conoscenza dei punti cardinali è uno dei fondamenti della disciplina geografia (vedi anche i traguardi riportati nella pagina precedente); collateralmente serve anche in storia (come si fa, altrimenti, a leggere nella maniera corretta le carte geostoriche, a collocare gli avvenimenti nello spazio, a fare comparazioni sincroniche?).

Progetto di vita

Cosa farà il mio studente se dovessero chiamarlo per un colloquio di lavoro e lui non sa arrivare all'azienda? E se dovesse trovare lavoro ad es. in un'impresa di pulizie, dove deve recarsi in tre-quattro posti nella stessa mattinata? Mi riesce difficile pensare di riuscire a spostarsi in un luogo non noto senza saper usare i punti cardinali. Spero anche che nel futuro abbia le possibilità di uscire dal suo quartiere, almeno di girare la provincia e la regione. Come fai a spostarti se non hai consapevolezza di dove sei? Se sbagli treno e finisci a Padova, come fai a tornare a casa se non sai se Brescia è a est o ad ovest? E se ti si spegne il telefono? E se non sai leggere le carte in Google Maps?

Medium temperature

Best month

RH

Rainiest

October

37ºC

120

January

Descrizione dell'attività

orienteering in giro per il centro, sui luoghi storici di brescia

L'attività è pensata per la classe, ma per motivi di sicurezza ed organizzativi non viene svolta da tutta la classe in contemporanea, ma in gruppi da tre studenti per volta. L'attività si svolge nel centro di Brescia. Un insegnante accompagna la squadra di studenti. Il suo compito è quello di sorvegliarli ed evitare situazioni di pericolo; dovrebbe limitare al minimo l'intervento nell'attività. All'inizio dell'attività, al gruppo viene consegnata una mappa del centro di Brescia predisposta dall'insegnante e una bussola. Sulla carta sono segnati: - la partenza (con uno specifico simbolo); - i punti di controllo (con un altro simbolo), numerati. I ragazzi devono raggiungere i punti di controllo indicati, nell'ordine in cui sono disposti. L'insegnante si assicura che i punti di controllo siano visitati nell'ordine corretto, nel rispetto delle regole del gioco. Ogni volta che raggiungono un punto di controllo, l'insegnante dà alla squadra una breve scheda informativa sul luogo in cui si trovano.

Descrizione dell'attività

I ragazzi hanno massimo tre ore di tempo per completare il percorso. L'orario di completamento delle varie squadre viene registrato, a mo' di torneo. Se almeno una squadra riuscirà a completare il percorso entro un limite posto, si farà una festa in classe. Le tappe dell'orienteering sono pensate al fine di allacciare un collegamento con gli argomenti affrontati in storia ed in generale approfondire la conoscenza della città in cui si vive, infatti sono disposte secondo l'ordine cronologico dei fatti storici che le riguardano: 1. Capitolium (I secolo d.C.) 2. Chiesa di San Salvatore (Museo di Santa Giulia, VIII secolo) 3. Duomo vecchio (XI secolo) 4. Chiesa di San Faustino in Riposo (XII secolo) 5. Broletto (fine XII secolo) 6. "El mostasù dele cosere" (leggenda sull'assedio del 1311) 7. Piazza della Loggia (aperta nel Quattrocento) e la statua della Lodoiga (Cinquecento)

7. Curt dei Pulì (attestazione del 1588) 8. Teatro Grande, prima sede dell'Accademia degli erranti di Brescia (1643) 9. Biblioteca Queriniana (1747) 10. Albergo del Gambero (soggiorno di Napoleone, 1796) 11. I segni di proiettile sull'abside del Duomo nuovo (1848)

Esempio di scheda informativa

el mostasù dele cosere

Il nome è in dialetto bresciano e significa "il faccione delle Cossere", perchè ci troviamo all'angolo fra Contrada delle Cossere e Corso Mameli. Non si sa da dove provenga questo faccione, nè chi l'abbia scolpito e perchè non abbia il naso. Secondo la leggenda popolare, fu l'imperatore Enrico VII di Lussemburgo a tagliare il naso alla statua. Nel 1311 i guelfi bresciani cacciarono i ghibellini dalla città, allora Enrico VII mise Brescia sotto assedio. L'imperatore era furioso e dopo aver preso la città giurò di distruggere le mura e di tagliare il naso a tutti i bresciani. Un inviato del papa, alla fine, lo convinse a punire i cittadini con una semplice multa, così l'imperatore sfogò la rabbia tagliando il naso a tutte le statue della città.

Come faccio a sapere che ha imparato?

L'insegnante segue le squadre e osserva gli studenti mentre l'attività è in corso, perciò basta la semplice osservazione per accorgersi se e come lo studente è riuscito a usare la bussola e ad usare la mappa per orientarsi e trovare i punti di controllo.

Come realizzo l'inclusione?

Attività dell'alunno e attività della classe

L'attività si svolge in gruppi da tre proprio per evitare di far sentire troppo soli e sperduti gli studenti. L'insegnante dovrebbe limitare al minimo il proprio intervento e agire soprattutto in funzione di controllo (controllare che tutti a turno usino bussola e carta, controllare che i ragazzi si sforzino di trovare la strada autonomamente senza chiedere ai passanti, ecc.). Non sono stati progettati specifici adattamenti, perchè l'attività in sè è identica sia per la classe che per lo studente. Quello che cambia è solo l'atteggiamento dell'insegnante: quando sarà il turno della squadra dello studente, l'insegnante dovrà assicurarsi che lui partecipi senza delegare il lavoro agli altri, incoraggiandolo a prendere la bussola e a leggere la carta. Potrà dargli dei suggerimenti sull'uso della bussola, se proprio non si riesce a venirne a capo, ma anche in questo caso vale l'indicazione di intervenire il meno possibile.

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Autovalutazione

Percorso di apprendimento personale attraverso le proposte del laboratorio

Ho molto apprezzato il laboratorio perchè mi ha dato molti suggerimenti operativi e riferimenti concreti per il lavoro in classe. Personalmente, ho poca esperienza nell'insegnamento e quindi provo un po' di apprensione all'idea di prendere in carico, nel futuro prossimo, uno/una studente/essa in situazione di gravità, perchè appunto il mio repertorio di attività-materiali è piuttosto sguarnito. Perciò mi ha fatto piacere che il laboratorio si concentrasse su quel tipo di casi e in generale su attività che riguardano le dimensioni generali delle discipline antropologiche e l'autonomia della persona, piuttosto che concentrarsi sulla semplificazione dei testi o la loro riduzione. Adesso ho un po' meno ansia, perchè so che davanti a qualunque situazione comunque non brancolerò nel buio.

Osservazioni rispetto al lab.

criticita'

punti di forza

- grande quantità di suggerimenti ed esempi concreti per il lavoro in classe - non si fossilizza su aspetti contenutistici-disciplinari ma riguarda aspetti e dimensioni più generali della mente - si concentra sulle situazioni di gravità, che poi sono quelle che generano più apprensione negli insegnanti inesperti - guarda alla scuola con realismo

- purtroppo è capitato nel periodo dell'anno in cui ero più stanca, nel giorno della settimana in cui ero più stanca - troppo corto (ma questo è un problema di tutti i laboratori) - poca interazione, in alcuni momenti

Grazie!