GUERRE PUNICHE e le conquiste del mediterraneo
Presentazione di: bajrami esjona de vincenzi gioiaTrubia Aurora
indice
1. PRIMA GUERRA PUNICA
2. SECONDA GUERRA PUNICA
4. CONQUISTE DEL MEDITTERRANEODALLA SPAGNA ALLA GRACIA
3. TERZA GUERRA PUNICA
La prima guerra punica è stato un conflitto, prevalentemente navale, durato 23 anni, tra l’emergente potenza di Roma e l’antico impero cartaginese. Le due superpotenze si scontrarono all’inizio del III secolo a.C, per ottenere la supremazia del Mare Mediterraneo.
La guerra fu combattuta prevalentemente nelle acque della Sicilia e in Nord Africa. Dopo enormi perdite da entrambe le parti, e alcuni dei più grandi scontri navali della storia, (battaglia di Mylae, battaglia di Akragas, Battaglia di Capo Ecnomo, battaglia delle isole Egadi) i cartaginesi vennero sconfitti e Roma si impose come potenza egemone del Mediterraneo.
2 guerra punica
Dopo la sconfitta subita nella Prima guerra punica, Cartagine venne fortemente penalizzata dalla perdita dei domini siciliani, dalla fine del monopolio dei commerci marittimi e dalle indennità di guerra imposte da Roma. L'oligarchia dei mercanti e degli armatori, capeggiata dalla potente famiglia dei Barca, che guidava la politica di Cartagine, intraprese allora una politica di espansione in Spagna, attratta dalle ricchezze minerarie e dalle risorse umane, utili nel caso di un nuovo conflitto con Roma.
Fu stipulato tra romani e cartaginesi il cosiddetto «trattato dell'Ebro», che fissava come limite all'espansione punica il fiume Ebro, nella parte nord-orientale della penisola.
La marcia fu massacrante e costò gravi perdite di uomini e animali. Egli decise di evitare altre battaglie in campo aperto e di puntare invece su una tattica di logoramento del nemico, con azioni di guerriglia che ne disturbassero la marcia e i rifornimenti. Ma era un modo di combattere estraneo alla tradizione romana, che suscito forti resistenze e valse al dittatore il soprannome spregiativo di Temporeggiatore.
Cosi, scaduto il semestre della dittatura, ripresero il sopravvento i sostenitori dello SContro aperto con Annibale, ma il 2 agosto del 216 a.C. l'esercito romano, subì una tremenda sconfitta a Canne, in Puglia.
Dopo Canne, l'esercito cartaginese, pur reduce da quattro vittorie, era stanco e logorato, e non trovò tra gli italici un supporto sufficiente, la maggior parte della federazione romana rimase però compatta e fedele a Roma.
I cartaginesi finirono per trascorrere a Capua cinque anni, dal 216 al 211 a.C. Intanto nel 212 a. Anche re Filippo V di Macedonia si schierò con Annibale e dichiarò guerra a Roma, e Roma strinse alleanze con inemici della Macedonia in Grecia e nel Mediterraneo orientale. Dunque, sia nella penisola sia fuori dalla penisola, la strategia di Annibale di allargare il fronte dei nemici di Roma non ottenne i risultati sperati.
Nel 211a.C Capua venne rasa al suolo dai Romani e Annibale fu costretto a ritirarsi piùa sud. L'anno seguente venne affidato al giovane Publio Cornelio Scipione il comando dell'esercito di Spagna: nel 206a.C. Scipione espulse completamente i Cartaginesi dalla regione. L'anno prima, un contingente punicoinviato a sostegno di Annibale e guidato da suo fratello Asdrubale era stato annientato nella battaglia del Metauro (207a.C.).
Rientrato in Italia, Scipione convinse il senato al portare la guerra in Africa;
nel 203 a.C. La vittoria definitiva su Annibale ebbe luogo il 18 ottobre del 202 a.C. Le condizioni di pace per Cartagine furono durissime: - la cessione a Roma della Spagna e la rinuncia a ogni possedimento fuori dall'Africa. La subordinazione al consenso di Roma su qualunque iniziativa di politica estera.
La terza guerra punica fu l'ultima delle tre guerre combattute fra le due grandi potenze del Mediterraneo,
Cartagine e Roma e avvenne fra il 149 a.C. E il 146 a.C.
Il popolo romano era diviso in due partiti diversi quello a favore di Scipione è quello di Marco porcio Catone
il censore il primo era a favore della guerra per l'espansione dei territori mentre secondo invece no.
Il pretesto per un terzo conflitto contro Cartagine fu quello di dichiarare guerra nel 149 a.c. al Re Numida
Massimissa perché era proibito conquistare territori senza il consenso di Roma.
Si avviò quindi un’attività militare verso Cartagine da Scipione Emiliano che riuscì a distruggere Cartagine
nel 146 a.c e a farla provincia romana.
La terza guerra punica si concluse con la vittoria dei romani.
Cartagine fu distrutta e cosparsero di sale il suolo in modo da rendere sterile il terreno ad indicare che non sarebbe più dovuto nascere niente in quel territorio.
i Cartaginesi furono fatti schiavi e il territorio della città nel 146 a.C. divenne la prima provincia romana in Africa.
Venne dato il nome Africa e la sua capitale si chiamò Utica.
Le guerre puniche
Grazie per la vostra attenzione!
Presentazione: Le guerre puniche
Esjona Bajrami
Created on May 6, 2023
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GUERRE PUNICHE e le conquiste del mediterraneo
Presentazione di: bajrami esjona de vincenzi gioiaTrubia Aurora
indice
1. PRIMA GUERRA PUNICA
2. SECONDA GUERRA PUNICA
4. CONQUISTE DEL MEDITTERRANEODALLA SPAGNA ALLA GRACIA
3. TERZA GUERRA PUNICA
La prima guerra punica è stato un conflitto, prevalentemente navale, durato 23 anni, tra l’emergente potenza di Roma e l’antico impero cartaginese. Le due superpotenze si scontrarono all’inizio del III secolo a.C, per ottenere la supremazia del Mare Mediterraneo.
La guerra fu combattuta prevalentemente nelle acque della Sicilia e in Nord Africa. Dopo enormi perdite da entrambe le parti, e alcuni dei più grandi scontri navali della storia, (battaglia di Mylae, battaglia di Akragas, Battaglia di Capo Ecnomo, battaglia delle isole Egadi) i cartaginesi vennero sconfitti e Roma si impose come potenza egemone del Mediterraneo.
2 guerra punica
Dopo la sconfitta subita nella Prima guerra punica, Cartagine venne fortemente penalizzata dalla perdita dei domini siciliani, dalla fine del monopolio dei commerci marittimi e dalle indennità di guerra imposte da Roma. L'oligarchia dei mercanti e degli armatori, capeggiata dalla potente famiglia dei Barca, che guidava la politica di Cartagine, intraprese allora una politica di espansione in Spagna, attratta dalle ricchezze minerarie e dalle risorse umane, utili nel caso di un nuovo conflitto con Roma. Fu stipulato tra romani e cartaginesi il cosiddetto «trattato dell'Ebro», che fissava come limite all'espansione punica il fiume Ebro, nella parte nord-orientale della penisola.
La marcia fu massacrante e costò gravi perdite di uomini e animali. Egli decise di evitare altre battaglie in campo aperto e di puntare invece su una tattica di logoramento del nemico, con azioni di guerriglia che ne disturbassero la marcia e i rifornimenti. Ma era un modo di combattere estraneo alla tradizione romana, che suscito forti resistenze e valse al dittatore il soprannome spregiativo di Temporeggiatore.
Cosi, scaduto il semestre della dittatura, ripresero il sopravvento i sostenitori dello SContro aperto con Annibale, ma il 2 agosto del 216 a.C. l'esercito romano, subì una tremenda sconfitta a Canne, in Puglia. Dopo Canne, l'esercito cartaginese, pur reduce da quattro vittorie, era stanco e logorato, e non trovò tra gli italici un supporto sufficiente, la maggior parte della federazione romana rimase però compatta e fedele a Roma.
I cartaginesi finirono per trascorrere a Capua cinque anni, dal 216 al 211 a.C. Intanto nel 212 a. Anche re Filippo V di Macedonia si schierò con Annibale e dichiarò guerra a Roma, e Roma strinse alleanze con inemici della Macedonia in Grecia e nel Mediterraneo orientale. Dunque, sia nella penisola sia fuori dalla penisola, la strategia di Annibale di allargare il fronte dei nemici di Roma non ottenne i risultati sperati.
Nel 211a.C Capua venne rasa al suolo dai Romani e Annibale fu costretto a ritirarsi piùa sud. L'anno seguente venne affidato al giovane Publio Cornelio Scipione il comando dell'esercito di Spagna: nel 206a.C. Scipione espulse completamente i Cartaginesi dalla regione. L'anno prima, un contingente punicoinviato a sostegno di Annibale e guidato da suo fratello Asdrubale era stato annientato nella battaglia del Metauro (207a.C.).
Rientrato in Italia, Scipione convinse il senato al portare la guerra in Africa; nel 203 a.C. La vittoria definitiva su Annibale ebbe luogo il 18 ottobre del 202 a.C. Le condizioni di pace per Cartagine furono durissime: - la cessione a Roma della Spagna e la rinuncia a ogni possedimento fuori dall'Africa. La subordinazione al consenso di Roma su qualunque iniziativa di politica estera.
La terza guerra punica fu l'ultima delle tre guerre combattute fra le due grandi potenze del Mediterraneo, Cartagine e Roma e avvenne fra il 149 a.C. E il 146 a.C. Il popolo romano era diviso in due partiti diversi quello a favore di Scipione è quello di Marco porcio Catone il censore il primo era a favore della guerra per l'espansione dei territori mentre secondo invece no. Il pretesto per un terzo conflitto contro Cartagine fu quello di dichiarare guerra nel 149 a.c. al Re Numida Massimissa perché era proibito conquistare territori senza il consenso di Roma. Si avviò quindi un’attività militare verso Cartagine da Scipione Emiliano che riuscì a distruggere Cartagine nel 146 a.c e a farla provincia romana.
La terza guerra punica si concluse con la vittoria dei romani. Cartagine fu distrutta e cosparsero di sale il suolo in modo da rendere sterile il terreno ad indicare che non sarebbe più dovuto nascere niente in quel territorio. i Cartaginesi furono fatti schiavi e il territorio della città nel 146 a.C. divenne la prima provincia romana in Africa. Venne dato il nome Africa e la sua capitale si chiamò Utica.
Le guerre puniche
Grazie per la vostra attenzione!