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ARISTOTELE, il continuo..

OLGA OPROMOLLA

Created on May 5, 2023

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Transcript

ARISTOTELE

Il continuo...

INIZIAMO!

INDICE

5. Scienze Poietiche

1. Logica

6. L'etica

2. Quadrato degli opposti

3. Sillogismo

7. Amicizia

4. Scienze Pratiche

8. Virtù

La logica

costituisce il mezzo di cui si servono tutte le scienze, perché non ha un oggetto specifico di indagine. L'insieme dei trattati aristotelici di logica fu denominato fin dall'antichità Organon, "strumento": il titolo si deve probabilmente ad Alessandro d'Afrodisia (II-II secolo d.C.), uno dei più importanti commentatori degli scritti aristotelici.

Le ricerche di logica in Aristotele si sono consolidate insieme a quelle di metafisica. La logica ha come oggetto la struttura della scienza in generale, che è infatti la stessa struttura dell'essere. Ecco perché tra metafisica e logica c'è un rapporto necessario.

Aristotele in effetti non usa mai neanche il termine logica: indica questa materia come "analitica", la scienza della dimostrazione. Il termine "logica" è posteriore: probabilmente fu coniato da Zenone, il fondatore della scuola stoica. Poiché non studia nessuna regione ontologica in particolare, la logica non è una scienza. Tuttavia Aristotele è il primo filosofo che le riconosce il carattere di una disciplina specifica.

ARISTOTELE

I TERMINI

I termini sono tutti quegli elementi semplici che costituiscono un discorso. Esiste dunque una corrispondenza tra livello ontologico e livello logico: in pratica un ente (livello ontologico) è adeguatamente espresso dal termine che lo indica e dal concetto che lo rappresenta (livello logico). Il concetto, infatti, è semplicemente il significato della parola cui corrisponde. Considerati singolarmente, i termini/concetti non possono essere né veri né falsi.

discorso dichiarativo

C è possibile costruire una serie di proposizioni che possono essere distinte dal punto di vista della qualità e della quantità: 1. secondo qualità, le proposizioni possono essere affermative o negative. 2. secondo quantità, le proposizioni possono essere: • universali, quando il soggetto indica un genere, e ciò che l'enunciato dice riguarda la totalità degli individui, ad esempio, "tutti gli uomini sono stolti"; • particolari, il giudizio enunciato riguarda solo alcuni individui che il genere comprende: "qualche uomo è stolto"; • singolari, quando il soggetto indica un individuo, ad esempio "Socrate è stolto".

La logica si occupa esclusivamente del discorso dichiarativo, di quel discorso cioè volto ad affermare o a negare qualcosa a proposito di un soggetto. Aristotele prende in considerazione solo le proposizioni apofantiche, ovvero le proposizioni descrittive, le uniche che possono essere vere o false.

IL QUADRATO DEGLI OPPOSTI

Combinando tra loro la qualità e la quantità, si ottengono quattro tipi principali di proposizione, che tradizionalmente si contrassegnano con quattro vocali, tratte dai verbi Adfirmo e nEgO:

si possono crearsi quattro tipi di proposizione, costruirono il celebre quadrato delle opposizioni. Le proposizioni sono tra loro:

( • contraddittorie se si escludono a vicenda: la verità dell'una esclude la verità dell'altra, e viceversa ; dunque necessariamente una sarà vera e l'altra falsa come avviene, per esempio, tra "tutti gli uomini sono stolti" e "qualche uomo non è stolto".

(A) universale affermativa: "tutti gli uomini sono stolti",

(E) universale negativa: "nessun uomo è stolto";

• contrarie se possono essere entrambe false, ma non possono essere entrambe vere; come avviene tra "tutti gli uomini sono stolti" e "nessun uomo è stolto";

(I) particolare affermativa: "qualche uomo è stolto"

(O) particolare negativa: "qualche uomo non è stolto".

• subcontrarie.

• subalterne

SILLOGISMO

Una singola proposizione non costituisce un discorso, così come un singolo giudizio non è un ragionamento. Per ottenere un ragionamento, infatti, è necessario ricavare da proposizioni tra loro collegate una proposizione nuova e conseguente. Per Aristotele, dunque, il sillogismo è quel ragionamento in cui, date due premesse, segue necessariamente una conclusione. Nelle tre proposizioni sono contenuti tre termini: il termine maggiore, il termine minore, il termine medio. Quest'ultimo, che è comune alle due premesse, costituisce la chiave del ragionamento:

il termine medio, infatti, è quello che collegando le premesse consente di pervenire alla conclusione

Il termine maggiore si trova sempre nella premessa maggiore e costituisce sempre il predicato della conclusione;

il termine medio si trova sempre e solo nelle due premesse

Tre tipologie di sillogismo

Tutti gli uomini sono animali.

Aristotele distingue tre diversi tipi di sillogismo, detti figure. Aristotele afferma il primato della prima figura che, a suo avviso, è la forma perfetta del sillogismo anche perché è quella più propria delle scienze . In epoca medievale fu aggiunta una quarta figura nella quale il termine medio è predicato nella premessa maggiore, ed è soggetto nella minore

Tutti gli animali sono esseri viventi

Tutti gli uomini sono esseri viventi

Probabilmente Aristotele non si rese conto della portata rivoluzionaria di tale operazione, ma di fatto fu questa che gli consentì di essere il fondatore della logica formale e di enunciarne per primo alcune leggi.

SILLOGISMO SCIENTIFICO, DIALETTICO E ERISTICO

3. Sillogismo eristico: ha l'obiettivo di convincere l'uditorio, ma lo fa ingannando. Si basa su premesse che sembrano vere (gli endoxa), ma che in realtà non lo sono. Può anche ostentare una necessità di connessioni tra enunciati che è solo apparente, grazie all'uso ambiguo di un termine. Questo tipo di sillogismo è un sofisma o un "sillogismo apparente". È utilizzato nella retorica dagli eristi, che mirano a vincere una disputa verbale, e dai sofisti, che cercano la vittoria per fini di lucro.

1. Sillogismo scientifico o dimostrazione: ha come obiettivo la conoscenza vera della realtà. Questo tipo di sillogismo si basa su premesse che sono vere.

2. Sillogismo dialettico: fornisce strumenti per ottenere vantaggio in una discussione. Muove da premesse generalmente accettate, che non devono necessariamente essere vere, ma sono probabili e degne di fiducia.

In sintesi, Aristotele ha analizzato diversi tipi di ragionamento, compresi quelli scientifici, dialettici ed eristici, riconoscendo che i loro scopi e le loro premesse possono variare.

ARISTOTELE

PLATONE

VS

famiglia di medici principalmente teorico- scientifici scritti di carattere divulgativo e scritti destinati all'insegnamento le idee descrivono le essenze immanenti delle cose l'essere è uno solo e si configura come un insieme di enti condivide sostanzialmente la concezione di Platone: la filosofia, in quanto ricerca dei principi ultimi, è il supremo ideale di vita e guida l'intera vita pratica

faniglia aristocratica principalmente politico-educativi scritti di carattere divulgativo in forma di dialogo le idee sono realtà trascendenti sono causa e criterio del giudizio delle cose dualismo ontologico la ricerca filosofica è ciò che rende la vita degna di essere vissuta e il sapere deve essere speso a vantaggio dell'uomo

  • origine sociale
  • interessi
  • opere
  • concezione delle idee
  • concezione dell'essere
  • concezione della filosofia

PRINCIPI PRIMI

Ogni scienza ha i propri principi specifici perché indaga su un particolare genere di enti. Non è possibile spostarsi da un genere all'altro durante una dimostrazione, ad esempio utilizzando definizioni matematiche per studiare la fisica Tuttavia, ci sono principi comuni a molte discipline, come il principio "sottraendo uguali da uguali si ottengono uguali", che vale sia per i numeri che per le grandezze geometriche.

Aristotele individua tre principi anapodittici che sono comuni a tutto il sapere e danno significato a qualsiasi discorso, sia esso un confronto di opinioni o una dimostrazione. Uno di questi principi è il principio di identità, che afferma che ogni soggetto è uguale a se stesso, ad esempio "A è A".

SCIENZE PRATICHE E POIETICHE

Aristotele suddivide le scienze in tre categorie principali: teoretiche, pratiche e poietiche. Le scienze teoretiche sono quelle che cercano di comprendere la realtà attraverso l'osservazione e la ragione. Esse includono la filosofia naturale, che studia la natura e le sue leggi, e la matematica, che analizza le proprietà dei numeri e delle figure. Queste scienze si occupano principalmente della conoscenza per il suo stesso valore e mirano a scoprire la verità. Le scienze pratiche, invece, sono orientate all'azione e si concentrano sul comportamento umano e sull'etica. Aristotele le divide ulteriormente in etica e politica. L'etica si occupa dell'individuo e del modo in cui deve condurre una vita virtuosa, in armonia con il bene comune. La politica, invece, riguarda l'organizzazione della comunità e la creazione di un sistema giusto e equo per il bene di tutti i cittadini.

Infine, le scienze poietiche sono le scienze dell'arte e della produzione. Esse comprendono discipline come la poesia, la pittura, la scultura e l'architettura. Queste scienze si concentrano sulla creazione di opere d'arte e di manufatti, utilizzando la creatività e le abilità manuali dell'artista o dell'artigiano. Secondo Aristotele, tutte e tre queste categorie di scienze sono importanti per una comprensione completa dell'universo e del ruolo dell'essere umano al suo interno. Le scienze teoretiche ci forniscono la conoscenza della realtà, le scienze pratiche guidano il nostro comportamento etico e politico, mentre le scienze poietiche ci permettono di esprimere la nostra creatività e bellezza attraverso l'arte e la produzione.

ETICA

L'etica di Aristotele, è basata sulla sua concezione di virtù e felicità. Secondo Aristotele, il fine ultimo della vita umana è la realizzazione della felicità o eudaimonia, che può essere raggiunta attraverso la pratica delle virtù. Per Aristotele, le virtù sono abitudini morali che si acquisiscono attraverso l'educazione e la pratica costante. Esistono due tipi di virtù: le virtù morali e le virtù intellettuali. Le virtù morali riguardano le azioni e le disposizioni emotive, come la generosità, la giustizia, il coraggio . Le virtù intellettuali, invece, riguardano le facoltà razionali e intellettuali, come la saggezza e la prudenza. Secondo Aristotele, la virtù è il risultato di un equilibrio tra eccesso e difetto.

Inoltre, Aristotele sostiene che la felicità non può essere raggiunta attraverso la ricerca del piacere o del potere, ma solo attraverso la pratica delle virtù. Aristotele sostiene che l'individuo non può raggiungere la felicità isolandosi dagli altri, ma solo attraverso la partecipazione attiva nella vita sociale e politica. La virtù, quindi, ha un valore intrinseco, ma anche uno scopo sociale. In conclusione, l'etica di Aristotele si basa sulla ricerca della felicità attraverso la pratica delle virtù morali e intellettuali. La felicità, secondo Aristotele, non è un obiettivo egoistico, ma si realizza solo all'interno di una comunità virtuosa.

L'amicizia è un anima dimorante in due corpi, un cuore che abita due anime.

AMICIZIA

Per Aristotele, l'amicizia (philía) è un valore fondamentale e un'importante componente della vita buona. Egli considerava l'amicizia come un bene in sé e come uno dei fattori che contribuiscono alla felicità e al benessere umano. Secondo Aristotele, ci sono tre tipi di amicizia, che differiscono per le ragioni per cui le persone si legano tra loro: 1. Amicizia basata sull'utilità: Questo tipo di amicizia si forma quando le persone si uniscono per ottenere un vantaggio reciproco, 2. Amicizia basata sul piacere: Questa forma di amicizia si sviluppa quando le persone si attraggono reciprocamente per il piacere che provano nella compagnia dell'altro. Tuttavia, questo tipo di amicizia può essere instabile, poiché si basa sulla soddisfazione personale che deriva dalla relazione. .

3. Amicizia basata sulla virtù: Secondo Aristotele, questa è la forma più elevata di amicizia. Si forma quando le persone si uniscono in virtù del reciproco rispetto e ammirazione per le virtù morali dell'altro. È una forma di amicizia basata sulla bontà e sulla volontà di agire per il bene dell'altro. Per Aristotele, l'amicizia basata sulla virtù è la più preziosa, in quanto si fonda sulla reciprocità del bene e sulla condivisione delle virtù morali. L'amicizia, secondo Aristotele, è un elemento essenziale per la vita umana e contribuisce alla realizzazione della felicità e del benessere individuale e collettivo. Essa consente alle persone di sviluppare relazioni significative, di condividere gioie e dolori, e di crescere insieme nella virtù.

Aristotele è ricordato soprattutto per le sue concezioni logiche e ontolo-giche, mentre gli studi naturalistici, e in particolare quelli biologici, sono spesso trascurati. E strano, perché forse è proprio nella biologia che ha ottenuto i risultati più durevoli. Un grande studioso di Aristotele, Mario Vegetti, ha paragonato il suo ruolo nella biologia a quello di Euclide nella geometria: tutti e due non crearono una nuova scienza, ma ne definirono l'organizzazione concettuale.

GOSSIP aristotelici

Aristotele mangiava le cicale? Sembrerebbe proprio di si. Aristotele, per esempio, doveva esser piuttosto abituato a consumare piatti di cicale se si sentiva di affermare che sono più prelibate quando si trovano allo stato di crisalide, prima dell'ultima muta. E che le cavallette femmine siano una prelibatezza quando sono piene di uova è scritto nella Historia animalium. Insomma, noi abbiamo aggiunto solo il miele.

virtù

Aristotele distingue due tipi di virtù: la virtù etica e la virtù dianoetica. La virtù etica (o morale) riguarda le azioni e le disposizioni abituali che riguardano il carattere e il comportamento delle persone Aristotele identifica diverse virtù etiche, come la generosità, la coraggio, la moderazione, la pazienza e la giustizia. La virtù dianoetica (o intellettuale) riguarda invece la sfera della ragione e della conoscenza. Queste virtù si sviluppano attraverso l'apprendimento e la riflessione razionale. Aristotele sostiene che l'intelletto è una parte essenziale dell'essere umano e che la coltivazione delle virtù intellettuali è fondamentale per il raggiungimento della felicità.

La virtù dianoetica comprende virtù come la saggezza, la comprensione, la prudenza e la scienza. Secondo Aristotele, le virtù etiche e dianoetiche non possono essere separate l'una dall'altra, ma sono interconnesse e si influenzano reciprocamente. Le virtù etiche richiedono una buona guida razionale, mentre le virtù dianoetiche si realizzano pienamente solo quando sono messe in pratica attraverso azioni etiche. In altre parole, l'equilibrio tra le virtù etiche e dianoetiche è essenziale per condurre una vita felice e virtuosa.

GRAZIE PER L'ATTENZIONE!