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DONNA NEL MEDIOEVO
Giosuè Scebba
Created on May 5, 2023
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Transcript
LA DONNA NEL MEDIOEVO
LA CONDIZIONE DELLA DONNA DURANTE IL MEDIOEVO
A lungo si è creduto che la donna nel Medioevo ricoprisse esclusivamente un ruolo subalterno all’uomo, che fosse un soggetto privo di riconoscimento sociale e di diritti, destinata solamente a vivere e a realizzarsi di fronte al focolare della propria casa, costretta a subire soprusi e a esistere solo in quanto moglie e madre.
Diritti e condizione sociale
La donna nel lavoro
Il matrimonio
Giovanna D'Arco:la puLZELLA francese
Giovanna d'Arco è stata un'eroina francese, venerata come santa dalla Chiesa cattolica. Ridiede alla Francia parte del territorio caduto in mano agli Inglesi durante la Guerra dei Cent'anni, contribuendo a risollevarne le sorti , guidando vittoriosamente le armate francesi contro quelle inglesi.
Il discorso a Re Carlo
La morte
Gli altri scontri
La Battaglia di Orlèans
La gioventù
La Cattura
LA DONNA NELLA RELIGIONE
La donna nella storia del cristianesimo ha ricoperto una serie di ruoli, in particolare nell'ambito del monachesimo. Fino in epoca contemporanea, le donne erano escluse dai ministeri episcopali e clericali in alcune chiese cristiane; di contro, un numero significativo di donne ha esercitato la sua influenza sulla vita della chiesa a partire dalle contemporanee di Gesù, passando per sante.
Con l'eccezione delle chiese orientali, ad oggi nella maggior parte delle confessioni le donne rappresentano la maggioranza dei praticanti delle funzioni religiose del cristianesimo.
COSA E' CAMBIATO OGGI?
Se Giovanna d’Arco fosse vissuta oggi probabilmente l’avremmo considerata , come nel medioevo, una pazza e l’avremmo allontanata dalla società come in parte fecero al tempo.
Ma allora perché se ne parla ancora oggi?
Statua in memoria di Giovanna D'arco a Parigi
COSA E' CAMBIATO OGGI?
Oggi si parla di Giovanna d’Arco poiché esempio modello che ancora oggi ispira a non fermarsi alla prima sconfitta, anche se pesante, ma rialzarsi per continuare la propria battaglia per raggiungere uno scopo. Che potesse essere “particolare”, non c’era dubbio, ma c’è anche da dire che sino ad oggi sono sempre state le menti poco ordinarie a “fare la storia”, nel campo della letteratura, così come nel campo della fisica o della filosofia. Sicuramente oggi le donne vengono viste diversamente, anche se per la reale uguaglianza c’è ancora tanta strada da compiere. Quindi la vicenda di Giovanna D’Arco voleva e vuole, inaspettatamente, essere stimolo per quel tempo e per oggi affinché, ricordando Giovanna come la “Pulzella”, si possa far di tutto per raggiungere il traguardo della propria gara.
" NON E' LIBERO UN POPOLO CHE NE OPPRIME UN ALTRO" -Karl Marx
IL FENOMENO DELLA CACCIA ALLE STREGHE
Cause antropologiche
Condanna della stregoneria
Vittime
La caccia alle streghe è un fenomeno che nasce nel VI secolo e si diffonde sopratutto in Europa. Consisteva nella persecuzione delle donne che venivano accusate di stregoneria , essa causò in Europa 50 mila morti. La Caccia alle streghe affonda le proprie radici in una società superstiziosa, che aveva la neccesità di trovare un capro espiatorio di alcune disgrazie come la carestia e la peste. Le donne venivano accusate di avere legami con il diavolo e di praticare incantesi malvagi. Generalmente, l’accusa di stregoneria era rivolta nei confronti di donne, spesso anziane e vedove, o comunque non sposate. Le donne non coniugate erano soggetti facilmente attaccabili, donne che apparivano non conformi o non integrate all’interno della comunità.