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Il Duomo di Monreale
Giulia Savona
Created on May 5, 2023
Tra storia e leggenda, pianta, facciata, interni, esterno, iconografie, chiostro.
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Transcript
Duomo di Monreale
- Piantina
Facciata ed esterno
Storia
Piantina completa e interni
Facciata Ingresso 2
Controfacciata
Parete laterale 1
Controfacciata
PIANTA E INTERNI L’edificio è a pianta a croce latina commissa, lunga 102 metri e larga 40, a tre navate separate da due file di nove colonne ciascuna, tutte di granito ad eccezione di una, la prima rispetto all’ingresso principale, che è di marmo cipollino: le colonne provengono da edifici romani, così come i capitelli con immagini di Cerere e di Proserpina tre foglie d’acanto e cornucopie. L’immensa navata centrale, tre volte più ampia delle due laterali, culmina nella grande abside maggiore coperta da una breve volta a ogiva, mentre le altre due absidi sono sovrastate da una semicupola. La copertura del presbiterio è caratterizzata da due volte a crociera (negli spazi laterali) e una a botte (in quello centrale). Il resto della chiesa ha soffitti lignei policromi. Nel 1811 un incendio bruciò parte del soffitto ligeo e l’organo e danneggiò alcune tombe, fra cui quella di Guglielmo I e II. La decorazione musiva si estende per 6.340 metri quadrati, ed è la più vasta d’Italia: l’hanno realizzata, probabilmente tra il 1180 e il 1190, squadre di mosaicisti bizantini affiancati da maestranze di altre scuole, gli uni e gli altri adeguandosi però ad un progetto di profonda unità poetica che rispetta una sua precisa logica sia nelle tappe figurative sia dal punto di vista teologico-dogmatico, con i tanti momenti dell’Antico e del Nuovo Testamento che culminano nell’abside centrale con la suggestiva visione del Cristo Pantokrator. Le iconografie (lette da sinistra verso destra e dall’alto verso il basso) mostrano la storia della salvezza, dai momenti della Creazione alle scene di Adamo ed Eva, di Caino e Abele, di Noè e dell’Arca, della torre di Babele, di Sòdoma e Gomorra, dell’annuncio della venuta del Cristo, della sua nascita, dei suoi miracoli, della sua morte e della sua resurrezione, degli apostoli e della loro missione.
CHIOSTRO Il chiostro quadrato di circa 50 metri per lato, di impostazione araba, aggiunto tra il 1176 e il 1189, si trova sul lato destro del Duomo e ospita 208 colonnette binate che sorreggono archetti acuti. La ricchezza dell’ornamentazione di basi, tori, fusti e capitelli, variamente scolpiti o intarsiati con pietre policrome, offre uno straordinario panorama del raffinato cosmopolitismo raggiunto degli artisti della Sicilia normanna. Le colonnine, incise, dipinte, intarsiate a mosaico policromo o ornate da ricchi bassorilievi, presentano capitelli fortemente differenziati, alcuni, come quello con l’Acrobata, scolpiti sotto l’influsso della scultura romanica francese. In un angolo, in un piccolo recinto quadrangolare, delimitato da tre arcate per lato, è presente al centro una fontana, la cui acqua sgorga da una colonnina arabeggiante, a fusto con forma di tronco di palma, dal disegno stilizzato.
FACCIATA ED ESTERNO La facciata è chiusa tra due torri angolari. Una di queste è una torre campanaria (più bassa poiché è stata abbattuta da un fulmine nel 1807) in cui campeggia un grande orologio con scritto “tuam nescis”, ovvero “non conosci la tua (ora)”. Fra le due torri è presente un portico realizzato nel 1770 per sostituire quello originario, crollato, dotato di tre arcate a tutto sesto, una balconata e un motivo ad archi ogivali intrecciati con intarsi policromi di vario disegno. Nel portale riccamente decorato si apre la grande porta in bronzo di Bonanno da Pisa, datata 1186, a due battenti divisi in quarantadue formelle che illustrano episodi del Vecchio e del Nuovo Testamento. Quattro formelle in basso ospitano coppie di leoni e di grifi. È presente un altro portico (realizzato tra il 1546 e il 1562 da Gian Domenico e Fazio Gagini) e un’altra porta in bronzo (realizzata nel 1190 da Barisano di Trano, con due battenti e 14 riquadri in ciascuna imposta) nel lato settentrionale. Le scene della porta in bronzo riguardano la vita di Gesù (3), scene di battaglia, vita dei santi, animali, tralci vegetali e rosoni. Le tre absidi, viste dall’esterno, appaiono completamente decorate dalle membrature architettoniche ottenute dall’incrocio di archi ciechi ogivali di diversa altezza, e vivacizzate dai contrasti di colore forniti dal calcare bruno-dorato del fondo absidale, dal tufo lavico grigio nero (proveniente dal Vesuvio) delle nervature decorative e dai laterizi rossi usati per le fasce orizzontali.
La Creazione
Miracoli di San Castrense
Eva tentata dal serpente
12
Creazione di Eva
10
Presentazione di Eva ad Abramo
11
Isacco, Esaù e Giacobbe
35
Il riposo del creatore
Abramo e i tre angeli
29
Rebbecca all'abbeveratoio
33
Creazione dell'arca
22
Matrimonio di Isacco
34
Isacco benedice Giacobbe
36
Distruzione di Sòdoma
Maledizione di Caino
19
Vergine con il Bambino
Costruzione della Torre di Babele
28
La decollazione di San Paolo
Uccisione di Abele
18
L'angelo e Giacobbe
39
Uscita degli animali dall'arca
25
San Paolo in trono
Rebecca e Giacobbe
37
Guarigione della donna curva
Creazione dei pesci e degli uccelli
Crocifissione di San Pietro
Peccato originale
13
Noè incaricato di costruire l'arca
21
Il SIgnore ordina ad Abramo di sacrificare Isacco
31
Lamech uccide Caino
20
Facciata
Facciata ed esterno
Ebbrezza di Noè
26
Piantina completa
Piantina e interni
Chiostro
Il sogno di Giacobbe
38
Cacciata dall'Eden
15
Sacrificio di Isacco
32
Lot e i due angeli
Rimprovero dell'Eterno
14
Ospitalità di Abramo
30
Sacrificio di Caino e Abele
17
I santi Cassio e Casto davanti all'Imperatore
Madonna in trono
Martirio dei santi Cassio e Casto
Separazionedelle acque
Entrata degli animali
23
San Pietro in trono
Diluvio Universale
24
Adamo nel Paradiso terrestre
Adamo introdotto nel Paradiso terrestre
Pantocratore
Creazione degli astri
Il patto dell'arcobaleno
27
Creazione della terraferma
Fatiche di Adamo ed Eva
16
Moltiplicazione dei pani e dei pesci
Creazione degli animali e dell'uomo
TRA STORIA E LEGGENDA Costruito a partire dal 1172 per volere di Guglielmo II d'Altavilla, re di Sicilia dal 1166 al 1189. Secondo la leggenda, Guglielmo II il Buono si sarebbe addormentato sotto un carrubo, colto da stanchezza, mentre era a caccia nei boschi di Monreale. In sogno gli apparve la Madonna, a cui era molto devoto, che gli rivelò il segreto di una “truvatura” con queste parole: “Nel luogo dove stai dormendo è nascosto il più grande tesoro del mondo: dissotterralo e costruisci un tempio in mio onore”. Dette queste parole, la Vergine scomparve e Guglielmo, fiducioso della rivelazione in sogno, ordinò che si sradicasse il carrubo e gli si scavasse intorno. Con grande stupore venne scoperto un tesoro in monete d'oro che furono subito destinate alla costruzione del Duomo di Monreale. Per la realizzazione degli interni furono chiamati maestri mosaicisti greco-bizantini (“i mastri di l'oru”).