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Il ciclo germanico di De Petris Emanuele

Emanuele De Petris

Created on May 4, 2023

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Il ciclo germanico

Il cantare dei Nibelunghi

I temi e le leggende dei popoli germanici, che hanno le radici nel mondo mitologico dei Vichinghi, vengono raccolti nel Canto dei Nibelunghi, composto intorno al XIII secolo in lingua tedesca medievale. Si tratta di un poema epico ambientato nel leggendario regno dei Nibelunghi e nelle terre del Centro-Nord Europa, il cui protagonista è l'eroe Sigfrido.

L'opera comprende circa 9000 versi ritmati raccolti in 2379 strofe di quattro versi ciascuna.

La leggenda

Nei miti nordici si parla dei Nibelunghi o “figli della nebbia”: si immaginava che essi fossero nani laboriosi e che nelle tenebre del sottosuolo scavassero metalli e pietre preziose, accumulando un imponente tesoro. Un terribile drago custodiva queste ricchezze, vomitando fuoco contro chiunque osasse avvicinarsi… Da queste leggendarie premesse nasce il poema che, preso il titolo e l’avvio dal nome dei Nibelunghi, narra le avventure e la morte dell’eroe Sigfrido e la tremenda strage con cui la sposa Crimilde ne vendica l’uccisione.

La trama

Il poema può essere diviso in due parti:

  • Nella prima parte si narrano le imprese del principe Sigfrido, il suo amore per Crimilde principessa dei Burgundi, il matrimonio con lei e infine la morte dell’eroe a opera del traditore Hagen e di Brunilde, sposa di un fratello di Crimilde.
  • Nella seconda parte Crimilde, dopo aver sposato Attila, re degli Unni, si prepara alla vendetta. Invitati i fratelli e il loro seguito alla corte del marito, li fa sterminare durante un banchetto.

In quest’opera si affrontano temi simili a quelli dei romanzi cavallereschi, in primo luogo l’amore e le imprese eroiche; molto spazio è riservato inoltre alla descrizione della lussuosa vita nelle corti. Vi si ritrovano molti dei valori pagani propri di quelle genti: vi hanno perciò grande importanza sentimenti come l’odio e il desiderio di vendetta.

La storia di Sigfrido

Sigfrido, protagonista del poema, è un principe figlio di un re della regione del basso Reno.

Egli è già stato protagonista di imprese eroiche: ha conquistato un tesoro immenso che apparteneva al popolo dei Nibelunghi, ha sottratto al nano Alberico un cappuccio magico che rende invisibile chi lo indossa e ne moltiplica le forze, e ha ucciso un drago il cui sangue lo ha reso invulnerabile.

Ora, affascinato dalla straordinaria bellezza di Crimilde, sorella di Gunther re dei Burgundi, si reca alla sua corte.

Tra Sigfrido e Crimilde nasce l’amore e quando Gunther chiede l’aiuto dell’eroe per conquistare Brunilde, regina d’Islanda, Sigfrido accetta a condizione che il re burgundo gli conceda la mano della sorella. Grazie al cappuccio fatato di Alberico, Sigfrido, divenuto invisibile, aiuta Gunther a superare le prove alle quali Brunilde sottopone coloro che aspirano alla sua mano.

Si celebrano così due matrimoni: tra Crimilde e Sigfrido, tra Brunilde e Gunther. Ma nella prima notte di nozze Brunilde respinge il marito e gli lega insieme mani e piedi, appendendolo a una parete e lasciandolo in quella condizione fino al mattino. Ricorrendo di nuovo all’aiuto di Sigfrido, Gunther riesce a piegare l’ostilità della sposa.

Sigfrido torna nella sua terra con Crimilde. Alcuni anni più tardi essi sono invitati a una festa di corte nel regno dei Burgundi. Fra le due regine, divise da sentimenti di superbia e di rivalità, nasce una lite, nel corso della quale Crimilde afferma che Sigfrido godette per primo dell’amore di Brunilde. Dell’odio e della collera di quest’ultima approfitta il vassallo Hagen, che convince Gunther a eliminare Sigfrido per vendicare l’offesa e per impadronirsi del suo regno. Sigfrido è ucciso a tradimento, durante una caccia, dallo stesso Hagen, venuto a conoscenza dell’unico punto vulnerabile del suo corpo.