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MARE FUORI

Nicolò Ambrosio

Created on May 4, 2023

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Transcript

DENTRO MARE FUORI

Mare Fuori, la criminalità tra i minori e le comunità

Mare Fuori (analisi, trama e personaggi)

Focus on Carmine Di Salvo

La Criminalità Giovanile

La Criminalità Giovanile in Campania

Le Comunità e gli IPM

Focus on NISIDA

ANALISI DELLA FICTION

Titolo: Mare Fuori Anno: 2020/2023 Genere: drammatico, sentimentale, adolescenziale Stagione: 3 Episodi: 36 Ideatore: Cristina Farina Regia: Carmine Elia, Milena Cocozza, Ivan Silvestrini Musiche: Stefano Lentini, Raiz, Matteo Paolillo Trama: la serie narra la vicenda di vari detenuti e di alcuni membri del personale dell'IPM di Napoli, liberamente ispirato al carcere di Nisida Personaggi: Paola Vinci, Massimo Esposito, Sofia Durante, Naditza, Filippo Ferrari, Carmine di Salvo, Ciro Ricci, Pino Pagano, Gianni, Edoardo Conte, Silvia Scacco, Rosa Ricci, Totò Ascione, Viola Torri, ... Ambientazione: Napoli Punto di vista: Focalizzazione zero, narratore onnisciente Sfasature temporali: ci sono analessi e la narrazione segue l'intreccio Lessico: gergo dei giovani napoletani, cioè il dialetto napoletano. Semplice e lineare per un'efficace comunicazione tra i giovani. Le tematiche: - Amicizia - Amore - Violenza - Tossicodipendenza - Vendetta - Sopraffazione - Pentimento - Amicizia e Desiderio di una vita migliore - Legge del branco dietro le sbarre. La serie inoltre è molto esplicita nella violenza verbale, fisica e psicologica, in una realistica e drammatica rappresentazione sempre sul sottile confine dell'eccesso per provocare emozioni forti.

Carmine Di Salvo " 'O Piecuro"

REATO: OMICIDO PRETERINTENZIONALE

Filippo " 'O Chiattill"

REATO: OMICIDIO COLPOSO

Ciro Ricci

REATO: OMICIDIO VOLONTARIO

Edoardo Conte

REATO:SPACCIO

Naditza

REATO: OLTRAGGIO A PUBBLICO UFFICIALE

Rosa Ricci

REATO: TENTATO OMICIDIO

Gianni "Cardiotrap"

REATO: FURTO AGGRAVATO

Pino Pagano " 'O Pazz"

REATO: OMICIDIO PRETERINTENZIONALE

Viola Torri

REATI: OMICIDIO VOLONTARIO

Silvia Scacco

REATO:POSSESSO DI SOSTANZE ILLECITE

Focus on CARMINE DI SALVO

Carmine è un adolescente appartenete ad una nota famiglia camorrista, proprio come Ciro Ricci, tuttavia lui è una persona gentile e di buon cuore, che odia la violenza e la prevaricazione tipiche del contesto in cui è nato. Sogna un futuro onesto insieme alla fidanzata Nina, con la quale lavora come parrucchiere in un salone; il suo desiderio di vivere una vita lontana dal crimine sembra però annullarsi quando, per difendere proprio quest’ultima da un tentativo di stupro, il ragazzo uccide Nazario Valletta, membro di un clan rivale della sua famiglia, pugnalandolo alla gola con delle forbici. Arrestato per omicidio preterintenzionale, Carmine viene recluso all’IPM. Soprannominato ‘o Piecuro (“la pecora" o “il codardo”) dentro e fuori il penitenziario, all'inizio assieme a Filippo è preso di mira da Ciro Ricci e dalla sua banda, ma si sforza di non cedere alle provocazioni. Lui e Nina diventano genitori in giovane età, infatti avranno una bambina a cui danno il nome di Futura.

All’interno dell’IPM conoscerà il comandante Massimo, sempre pronto a sostenerlo e ad aiutarlo, che finirà con il considerare come un padre e stringerà un fortissimo legame fraterno con Filippo, da lui considerato il primo vero amico mai avuto e che diventerà la sua spalla nel momento più difficile della sua vita, quando è distrutto e devastato psicologicamente a causa della morte di Nina e questa vicenda lo farà avvicinare anche a Pino e Gianni, con i quali diverrà poi ottimo amico. Carmine, seppur tentato di vendicarsi, decide di perdonare il colpevole, ovvero Totò, lasciando che la giustizia faccia il suo corso. In seguito, ormai divenuto più indipendente e maturo Carmine si impegna ad essere un buon padre per Futura e inoltre conosce Rosa Ricci, della quale dopo un inizio turbolento ed ostile si innamora, ricambiato, ma il loro sentimento è però ostacolato dalla faida tra le loro famiglie camorriste. Nella terza stagione il personaggio di Carmine è esploso, nella seconda stagione stava per compiere un assassinio, ma poi ha scelto di passare oltre senza rinnegare se stesso. Perché sta qui la grande forza del ragazzo: trovare costantemente valore nell'essere una persona che sceglie il bene al posto del male.

Mare fuori, una fiction RAI dal titolo suggestivo, con un duplice significato: il primo è proprio quello di evocare il ricordo del mare dietro alle sbarre, come si vede nella serie. Il secondo invece rappresenta la libertà e la forza a cui un detenuto può appigliarsi per andare avanti durante la detenzione. Mare Fuori è la voce di tutti i giovani ragazzi e ragazze che vivono questa reclusione forzata e che sono chiamati a riflettere sui propri errori, sulle proprie scelte sbagliate e sulle possibilità di redenzione che li aspettano una volta usciti, quando avranno una seconda possibilità. È la storia dell’adolescenza, così diversa per tutti loro e così simile al tempo stesso. Emozioni amplificate e spesso inesprimibili a parole oppure gesti impulsivi, sconsiderati e un po’ folli. Mare Fuori per descriverci due realtà diverse ci presenta due personaggi, Carmine Di Salvo, interpretato al suo meglio dallo stupendo Massimiliano Caiazzo, e Filippo Ferrari, interpretato da Nicolas Maupas I due ragazzi coetanei vengono arrestati lo stesso giorno e finiscono insieme in cella nell’IPM di Napoli. Carmine appartiene ad una famiglia camorrista napoletana dalla quale vorrebbe solo scappare, Filippo invece è un giovane pianista della Milano bene, destinato ad un promettente futuro e ad una brillante carriera da musicista. Tutť'attorno cè un vortice di ragazzi e ragazze finiti all'IPM con una propria storia. Una serie che dice al suo pubblico che c’è speranza di riscatto, come sostiene il personaggio di Massimo, Il comandante, interpretato da Carmine Recano, “le cose belle che ti aspettano fuori, non buttarle via”.

LA NOSTRA RECENSIONE

Mare fuori ci ricorda che il condannato non è il suo reato, e che in carcere, tanto più se minorile, bisogna guardare soprattutto avanti, in funzione della costruzione di una personalità più solida in positivo e di un futuro diverso Mare fuori, grazie a una scrittura efficace, punta molto sull’approfondimento psicologico e sulle motivazioni per cui i detenuti hanno commesso certi sbagli. Emerge così il ritratto di una generazione perduta, segnata dal contesto culturale in cui è cresciuta o dal singolo sfortunato episodio che condizionerà per sempre le loro vite. L’efficacia del racconto, infatti, non sta nel giustificare questi giovani, piuttosto nel messaggio che si può finire nel baratro di un penitenziario per una casualità ma anche per scelta. “Hai preso una decisione e devi assumertene le conseguenze”, ripete più volte la direttrice del carcere Paola Vinci. Mare Fuori non è la storia di una Napoli rassegnata o di una città che si è arresa. Bensì quella che, al contrario, anche nella peggiore delle circostanze e delle brutture della mafia, riesce a trasmetterci speranza. Da questo punto di vista, la sigla ha contribuito in gran parte a far girare la serie sui social e ad aumentare in maniera esponenziale in numero dei suoi spettatori. Nun te preoccupa’ guaglio’, ce sta o’ mar’ for’ ce sta o’ mar’ for’, ce sta o’ mar’ for’ Arret’ ‘e sbarr’, sott’ o’ ciel’ ce sta o’ mar’ for’ ce sta o’ mar’ for’, ce sta o’ mar’ for’ Non importa se siamo dietro le sbarre, ma c’è un unico cielo sotto cui possiamo unirci e soprattutto un orizzonte a cui rivolgere i nostri sguardi: il Mare è lì fuori che aspetta.

Criminalità minorile

La criminalità minorile è relativa all'insieme di comportamenti devianti e illegali, compiuti da persone minorenni. Questo fenomeno è in aumento, infatti nel 2021 i minorenni fermati sono stati più di trentamila; mentre nei primi sei mesi del 2022 sono stati quasi diciottomila.

CRIMINALITA' MINORILE IN CAMPANIA

In Campania e soprattutto nella provincia di Napoli la criminalità minorile rappresenta un grande problema sin dalla fine dell'800. La questione minorile è assai più densa, complessa e drammatica; sei differenze fanno di Napoli la capitale dell'Italia in questa categoria.
  • A Napoli il concetto di periferia non è geografico ma sociale.
  • A Napoli è difficile dividere la questione minorile con la più ampia questione criminale.
  • A Napoli la criminalità non è praticata dagli stranieri, bensì dagli indigeni.
  • Nelle altre città le forme violente si esercitano anche da parte di ragazzi provenienti da famiglie borghesi.
  • I reati tra minori a Napoli sono legati a rapine, estorsioni, uso d'armi e tanti omicidi.
  • A Napoli molto spesso il rapporto con la giustizia penale minorile si tramuta in continuità delinquenziale.

LE COMUNITA'

Spesso al carcere si preferiscono altre sanzioni e altre misure diverse come le comunità per minori. La comunità apre le sue porte anche a coloro che sono esterni(famiglia,amici o persone con cui hanno legami) in modo da ricreare un’atmosfera familiare senza andare a sostituirla. La differenza tra il carcere e la comunità è che in carcere impari solo ad aspettare e a convivere con persone estremamente pericolose; mentre nelle comunità si favorisce una crescita personale e si promuove una migliore qualità della vita. Inoltre nelle comunità si può entrare volontariamente e molto spesso vengono integrati in queste strutture minori stranieri e giovani con devianze.