DISCORSO sULLA POLITICA e sull'etica HOBBES, LOCKE e SPiNOZA
Teorie sulla politica,sullo stato e sull'etica
Creatori: Salvati Davide, Damian di Marco, Matteo Caffaro
04/05/2023
"bellus omnium contra omnes"
Thomas hobbes
POLITICA DI THOMAS HOBBES
Il pensiero politico di hobbes si basa su un geometrismo politico, per lui la politica deve essere infatti una scienza deduttiva, quindi una costruzione teorica che parte da dei principi primi che lui individua come evidenti e certi; I postulati dai quali Hobbes parte per la sua riflessione sono due, il primo è che tutti gli esseri umani sono animati da un desiderio naturale di godere di ogni bene, il secondo è che sono accomunati da una ragione naturale che li spinge all'autoconservazione da morte violenta. Il primo postulato esclude che l’uomo sia un animale politico, questo perchè gli uomini non si uniscono per amore naturale ma per beneficio, ogni associazione parte da un bisogno reciproco o dall'ambizione. L'origine delle società piu durature è la ricerca dei propri interessi ed il timore reciproco, le cause di esso sono: l’uguaglianza naturale delle persone che hanno possibilità di darsi la morte a vicenza e la volontà naturale di godere di beni messi a disposizione dalla natura. Questa volontà di nuocersi per assicurarsi i beni fa si che lo stato di natura sia una condizione di guerra di tutti contro tutti, tuttavia lo stato di natura per Hobbes comunque rimane una pura ipotesi razionale, infatti crede in uno stato di natura parziale, che diviene totale sono in 3 casi: nelle guerre civili, nelle società primitive e nei rapporti tra gli stati sovrani.
LA LEGGE NATURALE E I PRECETTI
La guerra di tutti contro tutti nello stato di natura nasce da quello che hobbes chiama diritto naturale, che coincide con il diritto di tutti su tutto: consiste nella totale mancanza di leggi che regolano i rapporti tra esseri umani, Hobbes afferma che ogni uomo è lupo per un’altro. Per uscire da questa situazione di abbrutimento la ragione fornisce all’uomo alcuni suggerimenti che vanno poi a costituire la legge naturale, questa indica all’uomo alcuni precetti fondamentali utili a sottrarlo alla sua condizione di vita precaria. I precetti sono tre:
il primo ordina di cercare la pace, il secondo prescrive di rinunciare al diritto di tutti su tutto e il terzo obbliga ad osservare i patti effettuati. Queste leggi naturali non vanno intesi come principi assoluti ma solo come regole di prudenza per l’autoconservazione dell’uomo e per la vita civile.
L'ASSOLUTISMO DI HOBBES
Queste regole non c’è garanzia che vengano rispettate nello stato di natura, ciò che sancisce il passaggio da stato di natura a stato civile è il trasferimento del potere illimitato ,tramite un patto(visione contrattualistica), ad un solo sovrano o comunque ad una sola persona giuridica che prende tutte le volontà delle persone, questo sovrano ha potere assoluto su tutti i sudditi e viene configurato da Hobbes come Leviatano.Lo stato di hobbes si configura come un assolutismo politico in cui la volontà sovrana costituisce l’unica suprema fonte di diritto. Il contratto stipulato tra gli uomini è irreversibile e unilaterale e il sovrano non è coinvolto in alcun modo nel patto.
Inoltre il potere sovrano è indivisibile poichè dividendolo le parti si limiterebbero. Il giudizio di bene e male viene affidato completamente allo stato e i cittadini non hanno parola, infatti il sovrano è sciolto da qualsiasi volontà dei cittadini, qui troviamo la parte giuspositivistica della dottrina di hobbes, che fa in modo tale che sia la legge ad istituire la morale. C’è da ricordare che però lo stato ha un limite, infatti non può andare contro al diritto alla vita del cittadino e se viene violato questo il ruolo del sovrano decade e si torna allo stato di natura.
L'etica di Hobbes
Hobbes ritiene che le valutazioni morali siano puramente soggettive e che non ci sia nulla di buono e cattivo in senso assoluto.
Per Hobbes, è bene ciò che si desidera e si ama ed è male ciò che si odia e si rifugge, quando nell'uomo si creano desideri opposti si crea uno stato di dubbio che sfocia in deliberazione, questo processo termina con l'atto della volontà che decide se agire o meno.
La volontà mette temporaneamente a tacere i dubbi e le incertezze che sono tuttavia destinate a tornare poichè all'uomo non è permesso raggiungere uno stato di quiete ,non esiste per l'uomo un sommo bene o un fine ultimo, poichè per essere tale una volta raggiunto non si dovrebbe desiderare altro.
Per hobbes l'unica libertà che possiede l'uomo è quella di azione, e non possiede quella del volere in quanto la volontà è causata da altro(dalle cose desiderate), e in quanto sia libertà che azione sono determinate da queste cause le azioni umane non sono libere ma necessarie.
COPERtina del: de homine, opera sull'etica di hobbes
"Dove non c'è legge, non c'è libertà."
John LOCKE
POLITICA DI John Locke
Locke fu il fondatore del Liberismo, scrisse i "Due trattati sul governo": Il primo destinato a confutare le tesi assolutistiche di Robert Filmer, mentre il secondo che contiene la teoria dello Stato liberale e l'affermazione dell'esistenza di un legge di natura che concide con la ragione.Con questo secondo trattato destrive lo stato di natura una condizione di uguaglianza di tutti gli uomini, al contrario di hobbes, è un'uguaglianza di diritti e non di forza. Nello stato di natura ogni uomo è libero, ovvero gode di un Diritto naturale, cioè il diritto alla vita, alla libertà ed alla proprietà. Al contrario di Hobbes, secondo Locke gli uomini vivono pacificamente nello stato di natura, questo perchè, poichè l'uomo è dotato di ragione, agisce secondo una legge naturale che suggerisce ad ogni individuo di risperrati i diritti naturali di se stesso e quelli atrui. L'istituto fondamentale dello stato di natura è la proprietà, è riconducibile al godere della proprietà individuale, dunque ogni uomo è limitato unicamente dalla propria persona. Per Locke poi la vita sociale non sussiste dall'autorià politica ma per lui è un diritto naturale che lo stato non può violare, ma che deve tutelare e difendere.
Stato e libertà
Tuttavia Locke si rende conto che a causa dell'ignoranza e della malvagità di alcuni individui lo stato di natura è debole e necessica di una società civile.Locke e Hobbes hanno in comune il presupposto contrattualistico, ovvero gli uomini trovano un comune accordo che va a determinare il passaggio dallo stato di natura allo stato civile. Per non violare i diritti naturali Locke pone l'ideale liberale allo Stato Minimo(al contrario di hobbes che sfrutta uno stato massimo). Poichè Locke ha una visione ottimistica e impone la sua fiducia nella natura umana, ritiene che il contratto con cui gli uomini istituiscono il potere sovrano sia bilaterale, dunque la sovranità appartiene al popolo che a proprio vantaggio trasferisce il potere di promulgare le leggi a chi governa (Potere Legislativo). Accanto al potere legislativo c'è il potere esecutivo(che vigila sull'esecuzione delle leggi) e a quello federativo (Si occupa delle relazioni internazionali). Secondo locke il popolo ha il diritto di difendersi contro gli stessi legislatori nel caso di violazioni alle leggi naturali revocando la delega al potere costituito, così da riprendesi la libertà originaria e provvedere con l'istituzione di un nuovo potere legislativo. Locke spiega la libertà dell'uomo nello stato di natura(ovvero che è libero), e lo spiega anche nello stato civile, cioè che l'individuo rimane libero poichè Liberamente si sottomento ad un potere che esige il suo consenso.
Difesa della tolleranza
Locke scrisse la "Lettera sulla tolleranza" dove spiega la sua idea di separazione tra stato e chiesa e il diritto al pluralismo religioso.Per Locke lo stato è una società di uomini costituita per conservare e promuovere solamente i beni civili. Invece la chiesa è una libera società di uominiche si riuniscono spontaneamente per onorare pubblicamente Dio nel moso in cui credono sarà accettato alla divinità, per ottenere la salvezza dell'anima. Locke li divide così da assicurare l'uguaglianza civile di tutti i cittadini indipendentemente dalla religione. Al contrario per la Chiesa, essa ha il diritto di espelle dalla propria comunità coloro che mostrano di avere credenze incompatibili con i suoi principi, tuttavia la scomunica non deve interferire con i suoi diritti civili e non deve trasformarsi in una diminuzione dei diritti civili dello stesso comunicato.
Gnoseologia
Locke trae da Cartesio il punto di partenza per la sua indaggine sull'intelletto umano.L'oggetto della nostra conoscenza sono le idee che secondo Locke derivano solamente dall'esperienza ed esse non possono essere innate. Alla base della nostra conoscienza troviamo le idee semplici, ovvero quelle idee non scomponibili in altre idee. Le idee semplici si suddividono in idee di sensazione se derivano dal senso esterno ed idee di riflessione se derivano dal senso interno. Troviamo poi le idee complesse che sono la semplice combinazione di più idee semplici. Tra l'altro secondo Locke nel ricevere le idee semplici lo spirito ha una funzione passiva mentre ha una funzione attiva per poterle riorganizzare, e questa attività attiva dello spirito da luogo a idee complesse ed a idee generali. Locke suddivide le idee complesse in idee di sostanza (idee di diò che è percepito come sussistente di per sè), idee di modo (Idee della manifestazione accidentale di sostanza) e idee di relazione (messa a confronto di più idee istituendone un rapporto). La formazione di idee generali non rispondo ad una realtà effettiva ma sono formate per astrazione dalla percezione di oggetti simili che sono i meri segni di gruppi di oggetti.
forme di conoscenza
Innanzitutto per Locke l'esperienza non è conoscenza, ma essa consiste del riconoscimento di un accordo o di un disaccordo tra le idee.Locke riconosce due tipi di conoscenza: conoscenza intuitiva (quando l'accordo di due idee è riconosciuto immediatamente), conoscenza dimostrativa (quando l'accordo è riconosciuto attraverso l'uso di idee intermedie che vanno a costruire <<Prove>>, creando una catenza di conoscenze intuitive, portando così la possibilità di errore). Ma se lo spirito ha a che fare solamente con idee, in che modo può arrivare a conoscere una realtà differente da quella delle idee? Locke risponde con l'utilizzo di tre ordini di realtà: L'Io (tornando a cartesio, io penso, quindi dubito e non posso dubitare di star dubitando), Dio (rielabora la prova casuale della trdizione) e le Cose(l'essere umano non ha altro mezzo per vanire a conoscienza se non la sensazione attuale). Infine Locke afferma un terzo tipo di conoscenza, ovvero la conoscenza probabile, ovverro la forma di conoscenza dove non si afferma la verità attraverso la sua evidenza ma attraverso esperienze passate o tesimonianze altrui.
"Non c’è speranza senza paura, e paura senza speranza."
Spinoza
La Politica
La dottrina di Spinoza, esposta nel trattato politico e nel trattato teologico politico, è orientata al realismo.Ciò si avvicina al pensiero di Thomas Hobbes di applicare il metodo geometrico all'analisi dei rapporti umani. Inoltre, come Hobbes, Spinoza parla di un ipotetico stato di natura nel quale il diritto di ciascun individuo coincide con il suo potere, dato che dalla natura egli riceve tanto diritto quanto la sua forza. In questo stato, quindi, ognuno è soggetto al diritto o alla forza degli altri individui ed ognuno ha il diritto di respingere questa violenza e questa condizione determina uno stato di guerra di tutti contro tutti.
La società civile
Dato che ogni uomo non può provvedere pienamente alle proprie necessità senza l’aiuto altrui, ecco che nasce un comune accordo tra uomini e quindi una società civile.
Dall’associazione di molti individui deriva un diritto più forte di quello altrui che appartiene a ciò che si chiama governo. Inoltre il diritto dello stato non annulla il diritto dei singoli ma lo limita e comunque i vantaggi dello stato civile sono tali che la ragione consiglia a ciascuno di sottomettersi alle regole. Spinoza però non ritiene che il diritto dello stato sia assoluto o illimitato, infatti dice che lo stato non può esistere e conservarsi senza la presenza di leggi. Infatti il suo limite è determinato da quelle leggi. In altri termini, lo stato è sottomesso alle leggi nello stesso senso in cui i vi è sottomesso l’essere umano, cioè che è obbligato a non distruggere se stesso.
La libertà di pensiero
L’organizzazione politica di Spinoza aveva il fine ultimo di garantire la libertà di pensiero e dunque della ricerca filosofica. Secondo Spinoza lo stato non può privare i diritti degli uomini e la facoltà che deve essere custodita più gelosamente è la facoltà di pensare e giudicare liberamente. Su questa facoltà non è possibile esercitare nessuna forma di costrizione, i governi possono tenere a freno la lingua degli uomini ma non il loro pensiero, del resto per Spinoza il fine della società civile è la tutela della libera natura dell’uomo.
Nella sua opera il fine è quello di garantire libertà delle passioni, religiosa e politica.
L'etica
Per Spinoza l’essere umano è una manifestazione naturale, pertanto le sue azioni obbediscono a regole fisse e necessarie secondo un rigoroso geometrismo morale: studio delle azioni e delle emozioni umane condotto con matematica obiettività. Spinoza dunque sviluppa una dettagliata analisi delle emozioni umane non giudicandole ma vuole solo comprenderne i loro meccanismi.
Come prima cosa dà una definizione di affetti: sono le emozioni in genere dalle quali la potenza d’agire del corpo stesso è accresciuta o diminuita.
Dunque per Spinoza gli affetti sono modificazioni corporee e nascono dallo sforzo di autoconservazione di tutti gli esseri.
azioni, passioni e virtù
Per Spinoza la libertà umana consiste nell’usare la ragione per comprendere le emozioni e non lasciarsi travolgere da esse.Spinoza distingue gli affetti in
- azioni: affetti che nascono in noi da idee chiare, quindi che possiamo dominare
- passioni: affetti di cui abbiamo un'idea oscura o confusa.
Azioni e passioni corrispondono rispettivamente alla libertà e schiavitù dell’uomo secondo il significato di virtù: l’agire secondo le leggi della propria natura che coincide con lo sforzo di autoconservazione. Infine, l’uomo è libero ed agisce virtuosamente quando conosce adeguatamente le cose e quando ne ha un’idea chiara.
gnoseologia
Nella conoscenza Spinoza indica tre gradi: Il primo: coincide con la percezione sensibile e con l’immaginazione. Si tratta di una conoscenza prescientifica che non riconosce i nessi causali tra le cose; sul piano etico, questo grado, corrisponde alla condizione in cui l’essere umano è schiavo delle passioni. Il secondo: si deve alle ragioni ed alle idee comuni. Questo tipo di conoscenza considera le cose nei loro rapporti causa-effetto e nel loro ordine necessario; il suo equivalente etico è la vita secondo la virtù. Il terzo: si basa sull’intelletto ed è una sorta di intuizione che arriva a cogliere l’Uno nei molti ed i molti nell’Uno. Cioè, il terzo grado si identifica con la consapevolezza dell’unicità della metafisica di Spinoza, ossia la visione dell’unicità della sostanza e dello scaturire di tutte le cose in Dio e da Dio.
Team
Creatori: Damian Di Marco, Matteo Caffaro, Davide Salvati
POLITICA Hobbes, Locke, Spinoza
Damian Di Marco
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DISCORSO sULLA POLITICA e sull'etica HOBBES, LOCKE e SPiNOZA
Teorie sulla politica,sullo stato e sull'etica
Creatori: Salvati Davide, Damian di Marco, Matteo Caffaro
04/05/2023
"bellus omnium contra omnes"
Thomas hobbes
POLITICA DI THOMAS HOBBES
Il pensiero politico di hobbes si basa su un geometrismo politico, per lui la politica deve essere infatti una scienza deduttiva, quindi una costruzione teorica che parte da dei principi primi che lui individua come evidenti e certi; I postulati dai quali Hobbes parte per la sua riflessione sono due, il primo è che tutti gli esseri umani sono animati da un desiderio naturale di godere di ogni bene, il secondo è che sono accomunati da una ragione naturale che li spinge all'autoconservazione da morte violenta. Il primo postulato esclude che l’uomo sia un animale politico, questo perchè gli uomini non si uniscono per amore naturale ma per beneficio, ogni associazione parte da un bisogno reciproco o dall'ambizione. L'origine delle società piu durature è la ricerca dei propri interessi ed il timore reciproco, le cause di esso sono: l’uguaglianza naturale delle persone che hanno possibilità di darsi la morte a vicenza e la volontà naturale di godere di beni messi a disposizione dalla natura. Questa volontà di nuocersi per assicurarsi i beni fa si che lo stato di natura sia una condizione di guerra di tutti contro tutti, tuttavia lo stato di natura per Hobbes comunque rimane una pura ipotesi razionale, infatti crede in uno stato di natura parziale, che diviene totale sono in 3 casi: nelle guerre civili, nelle società primitive e nei rapporti tra gli stati sovrani.
LA LEGGE NATURALE E I PRECETTI
La guerra di tutti contro tutti nello stato di natura nasce da quello che hobbes chiama diritto naturale, che coincide con il diritto di tutti su tutto: consiste nella totale mancanza di leggi che regolano i rapporti tra esseri umani, Hobbes afferma che ogni uomo è lupo per un’altro. Per uscire da questa situazione di abbrutimento la ragione fornisce all’uomo alcuni suggerimenti che vanno poi a costituire la legge naturale, questa indica all’uomo alcuni precetti fondamentali utili a sottrarlo alla sua condizione di vita precaria. I precetti sono tre: il primo ordina di cercare la pace, il secondo prescrive di rinunciare al diritto di tutti su tutto e il terzo obbliga ad osservare i patti effettuati. Queste leggi naturali non vanno intesi come principi assoluti ma solo come regole di prudenza per l’autoconservazione dell’uomo e per la vita civile.
L'ASSOLUTISMO DI HOBBES
Queste regole non c’è garanzia che vengano rispettate nello stato di natura, ciò che sancisce il passaggio da stato di natura a stato civile è il trasferimento del potere illimitato ,tramite un patto(visione contrattualistica), ad un solo sovrano o comunque ad una sola persona giuridica che prende tutte le volontà delle persone, questo sovrano ha potere assoluto su tutti i sudditi e viene configurato da Hobbes come Leviatano.Lo stato di hobbes si configura come un assolutismo politico in cui la volontà sovrana costituisce l’unica suprema fonte di diritto. Il contratto stipulato tra gli uomini è irreversibile e unilaterale e il sovrano non è coinvolto in alcun modo nel patto. Inoltre il potere sovrano è indivisibile poichè dividendolo le parti si limiterebbero. Il giudizio di bene e male viene affidato completamente allo stato e i cittadini non hanno parola, infatti il sovrano è sciolto da qualsiasi volontà dei cittadini, qui troviamo la parte giuspositivistica della dottrina di hobbes, che fa in modo tale che sia la legge ad istituire la morale. C’è da ricordare che però lo stato ha un limite, infatti non può andare contro al diritto alla vita del cittadino e se viene violato questo il ruolo del sovrano decade e si torna allo stato di natura.
L'etica di Hobbes
Hobbes ritiene che le valutazioni morali siano puramente soggettive e che non ci sia nulla di buono e cattivo in senso assoluto.
Per Hobbes, è bene ciò che si desidera e si ama ed è male ciò che si odia e si rifugge, quando nell'uomo si creano desideri opposti si crea uno stato di dubbio che sfocia in deliberazione, questo processo termina con l'atto della volontà che decide se agire o meno.
La volontà mette temporaneamente a tacere i dubbi e le incertezze che sono tuttavia destinate a tornare poichè all'uomo non è permesso raggiungere uno stato di quiete ,non esiste per l'uomo un sommo bene o un fine ultimo, poichè per essere tale una volta raggiunto non si dovrebbe desiderare altro.
Per hobbes l'unica libertà che possiede l'uomo è quella di azione, e non possiede quella del volere in quanto la volontà è causata da altro(dalle cose desiderate), e in quanto sia libertà che azione sono determinate da queste cause le azioni umane non sono libere ma necessarie.
COPERtina del: de homine, opera sull'etica di hobbes
"Dove non c'è legge, non c'è libertà."
John LOCKE
POLITICA DI John Locke
Locke fu il fondatore del Liberismo, scrisse i "Due trattati sul governo": Il primo destinato a confutare le tesi assolutistiche di Robert Filmer, mentre il secondo che contiene la teoria dello Stato liberale e l'affermazione dell'esistenza di un legge di natura che concide con la ragione.Con questo secondo trattato destrive lo stato di natura una condizione di uguaglianza di tutti gli uomini, al contrario di hobbes, è un'uguaglianza di diritti e non di forza. Nello stato di natura ogni uomo è libero, ovvero gode di un Diritto naturale, cioè il diritto alla vita, alla libertà ed alla proprietà. Al contrario di Hobbes, secondo Locke gli uomini vivono pacificamente nello stato di natura, questo perchè, poichè l'uomo è dotato di ragione, agisce secondo una legge naturale che suggerisce ad ogni individuo di risperrati i diritti naturali di se stesso e quelli atrui. L'istituto fondamentale dello stato di natura è la proprietà, è riconducibile al godere della proprietà individuale, dunque ogni uomo è limitato unicamente dalla propria persona. Per Locke poi la vita sociale non sussiste dall'autorià politica ma per lui è un diritto naturale che lo stato non può violare, ma che deve tutelare e difendere.
Stato e libertà
Tuttavia Locke si rende conto che a causa dell'ignoranza e della malvagità di alcuni individui lo stato di natura è debole e necessica di una società civile.Locke e Hobbes hanno in comune il presupposto contrattualistico, ovvero gli uomini trovano un comune accordo che va a determinare il passaggio dallo stato di natura allo stato civile. Per non violare i diritti naturali Locke pone l'ideale liberale allo Stato Minimo(al contrario di hobbes che sfrutta uno stato massimo). Poichè Locke ha una visione ottimistica e impone la sua fiducia nella natura umana, ritiene che il contratto con cui gli uomini istituiscono il potere sovrano sia bilaterale, dunque la sovranità appartiene al popolo che a proprio vantaggio trasferisce il potere di promulgare le leggi a chi governa (Potere Legislativo). Accanto al potere legislativo c'è il potere esecutivo(che vigila sull'esecuzione delle leggi) e a quello federativo (Si occupa delle relazioni internazionali). Secondo locke il popolo ha il diritto di difendersi contro gli stessi legislatori nel caso di violazioni alle leggi naturali revocando la delega al potere costituito, così da riprendesi la libertà originaria e provvedere con l'istituzione di un nuovo potere legislativo. Locke spiega la libertà dell'uomo nello stato di natura(ovvero che è libero), e lo spiega anche nello stato civile, cioè che l'individuo rimane libero poichè Liberamente si sottomento ad un potere che esige il suo consenso.
Difesa della tolleranza
Locke scrisse la "Lettera sulla tolleranza" dove spiega la sua idea di separazione tra stato e chiesa e il diritto al pluralismo religioso.Per Locke lo stato è una società di uomini costituita per conservare e promuovere solamente i beni civili. Invece la chiesa è una libera società di uominiche si riuniscono spontaneamente per onorare pubblicamente Dio nel moso in cui credono sarà accettato alla divinità, per ottenere la salvezza dell'anima. Locke li divide così da assicurare l'uguaglianza civile di tutti i cittadini indipendentemente dalla religione. Al contrario per la Chiesa, essa ha il diritto di espelle dalla propria comunità coloro che mostrano di avere credenze incompatibili con i suoi principi, tuttavia la scomunica non deve interferire con i suoi diritti civili e non deve trasformarsi in una diminuzione dei diritti civili dello stesso comunicato.
Gnoseologia
Locke trae da Cartesio il punto di partenza per la sua indaggine sull'intelletto umano.L'oggetto della nostra conoscenza sono le idee che secondo Locke derivano solamente dall'esperienza ed esse non possono essere innate. Alla base della nostra conoscienza troviamo le idee semplici, ovvero quelle idee non scomponibili in altre idee. Le idee semplici si suddividono in idee di sensazione se derivano dal senso esterno ed idee di riflessione se derivano dal senso interno. Troviamo poi le idee complesse che sono la semplice combinazione di più idee semplici. Tra l'altro secondo Locke nel ricevere le idee semplici lo spirito ha una funzione passiva mentre ha una funzione attiva per poterle riorganizzare, e questa attività attiva dello spirito da luogo a idee complesse ed a idee generali. Locke suddivide le idee complesse in idee di sostanza (idee di diò che è percepito come sussistente di per sè), idee di modo (Idee della manifestazione accidentale di sostanza) e idee di relazione (messa a confronto di più idee istituendone un rapporto). La formazione di idee generali non rispondo ad una realtà effettiva ma sono formate per astrazione dalla percezione di oggetti simili che sono i meri segni di gruppi di oggetti.
forme di conoscenza
Innanzitutto per Locke l'esperienza non è conoscenza, ma essa consiste del riconoscimento di un accordo o di un disaccordo tra le idee.Locke riconosce due tipi di conoscenza: conoscenza intuitiva (quando l'accordo di due idee è riconosciuto immediatamente), conoscenza dimostrativa (quando l'accordo è riconosciuto attraverso l'uso di idee intermedie che vanno a costruire <<Prove>>, creando una catenza di conoscenze intuitive, portando così la possibilità di errore). Ma se lo spirito ha a che fare solamente con idee, in che modo può arrivare a conoscere una realtà differente da quella delle idee? Locke risponde con l'utilizzo di tre ordini di realtà: L'Io (tornando a cartesio, io penso, quindi dubito e non posso dubitare di star dubitando), Dio (rielabora la prova casuale della trdizione) e le Cose(l'essere umano non ha altro mezzo per vanire a conoscienza se non la sensazione attuale). Infine Locke afferma un terzo tipo di conoscenza, ovvero la conoscenza probabile, ovverro la forma di conoscenza dove non si afferma la verità attraverso la sua evidenza ma attraverso esperienze passate o tesimonianze altrui.
"Non c’è speranza senza paura, e paura senza speranza."
Spinoza
La Politica
La dottrina di Spinoza, esposta nel trattato politico e nel trattato teologico politico, è orientata al realismo.Ciò si avvicina al pensiero di Thomas Hobbes di applicare il metodo geometrico all'analisi dei rapporti umani. Inoltre, come Hobbes, Spinoza parla di un ipotetico stato di natura nel quale il diritto di ciascun individuo coincide con il suo potere, dato che dalla natura egli riceve tanto diritto quanto la sua forza. In questo stato, quindi, ognuno è soggetto al diritto o alla forza degli altri individui ed ognuno ha il diritto di respingere questa violenza e questa condizione determina uno stato di guerra di tutti contro tutti.
La società civile
Dato che ogni uomo non può provvedere pienamente alle proprie necessità senza l’aiuto altrui, ecco che nasce un comune accordo tra uomini e quindi una società civile. Dall’associazione di molti individui deriva un diritto più forte di quello altrui che appartiene a ciò che si chiama governo. Inoltre il diritto dello stato non annulla il diritto dei singoli ma lo limita e comunque i vantaggi dello stato civile sono tali che la ragione consiglia a ciascuno di sottomettersi alle regole. Spinoza però non ritiene che il diritto dello stato sia assoluto o illimitato, infatti dice che lo stato non può esistere e conservarsi senza la presenza di leggi. Infatti il suo limite è determinato da quelle leggi. In altri termini, lo stato è sottomesso alle leggi nello stesso senso in cui i vi è sottomesso l’essere umano, cioè che è obbligato a non distruggere se stesso.
La libertà di pensiero
L’organizzazione politica di Spinoza aveva il fine ultimo di garantire la libertà di pensiero e dunque della ricerca filosofica. Secondo Spinoza lo stato non può privare i diritti degli uomini e la facoltà che deve essere custodita più gelosamente è la facoltà di pensare e giudicare liberamente. Su questa facoltà non è possibile esercitare nessuna forma di costrizione, i governi possono tenere a freno la lingua degli uomini ma non il loro pensiero, del resto per Spinoza il fine della società civile è la tutela della libera natura dell’uomo. Nella sua opera il fine è quello di garantire libertà delle passioni, religiosa e politica.
L'etica
Per Spinoza l’essere umano è una manifestazione naturale, pertanto le sue azioni obbediscono a regole fisse e necessarie secondo un rigoroso geometrismo morale: studio delle azioni e delle emozioni umane condotto con matematica obiettività. Spinoza dunque sviluppa una dettagliata analisi delle emozioni umane non giudicandole ma vuole solo comprenderne i loro meccanismi. Come prima cosa dà una definizione di affetti: sono le emozioni in genere dalle quali la potenza d’agire del corpo stesso è accresciuta o diminuita. Dunque per Spinoza gli affetti sono modificazioni corporee e nascono dallo sforzo di autoconservazione di tutti gli esseri.
azioni, passioni e virtù
Per Spinoza la libertà umana consiste nell’usare la ragione per comprendere le emozioni e non lasciarsi travolgere da esse.Spinoza distingue gli affetti in
- azioni: affetti che nascono in noi da idee chiare, quindi che possiamo dominare
- passioni: affetti di cui abbiamo un'idea oscura o confusa.
Azioni e passioni corrispondono rispettivamente alla libertà e schiavitù dell’uomo secondo il significato di virtù: l’agire secondo le leggi della propria natura che coincide con lo sforzo di autoconservazione. Infine, l’uomo è libero ed agisce virtuosamente quando conosce adeguatamente le cose e quando ne ha un’idea chiara.gnoseologia
Nella conoscenza Spinoza indica tre gradi: Il primo: coincide con la percezione sensibile e con l’immaginazione. Si tratta di una conoscenza prescientifica che non riconosce i nessi causali tra le cose; sul piano etico, questo grado, corrisponde alla condizione in cui l’essere umano è schiavo delle passioni. Il secondo: si deve alle ragioni ed alle idee comuni. Questo tipo di conoscenza considera le cose nei loro rapporti causa-effetto e nel loro ordine necessario; il suo equivalente etico è la vita secondo la virtù. Il terzo: si basa sull’intelletto ed è una sorta di intuizione che arriva a cogliere l’Uno nei molti ed i molti nell’Uno. Cioè, il terzo grado si identifica con la consapevolezza dell’unicità della metafisica di Spinoza, ossia la visione dell’unicità della sostanza e dello scaturire di tutte le cose in Dio e da Dio.
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