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Roma barocca
jessica gugliuzzo
Created on May 1, 2023
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Transcript
ROMA BAROCCA
CHIESA DI SANT'ANDREA AL QUIRINALE
AUTORE : progettata da Gian Lorenzo Bernini, su commissione di Papa Alessandro VII Chigi e del cardinale Camillo Pamphilj. LUOGO : situata alla sinistra di Via del Quirinale, di fronte alla Manica Lunga del Palazzo del Quirinale. DATA DI REALIZZAZIONE : 1658 - 1670. DESCRIZIONE : La Chiesa venne eretta in corrispondenza di un'analoga chiesa del Cinquecento per il Noviziato dei Gesuiti, sempre intitolata a Sant'Andrea a Monte Cavallo. Preceduta da una scalinata semicircolare e da un protiro curvilineo sorretto da due colonne, la semplice facciata a un solo ordine è inquadrata da lesene e coronata da timpano, ornato dal grande stemma del cardinale Pamphilj, che ne finanziò la realizzazione.
Adorno di marmi policromi, stucchi e dorature, l’interno è a pianta ovale. Le cappelle radiali sono arretrate in modo da non interrompere il ritmo continuo dell'ovale e l’impressione di grande respiro spaziale. La cupola con lanterna, decorata con cassettoni dorati e figure in stucco, genera una molteplicità di sorgenti di luce che determinano effetti di illuminazione.
La chiesa di San Carlo alle Quattro Fontane, soprannominata San Carlino, fu costruita da Francesco Borromini per il piccolo convento dei Trinitari Spagnoli. È dedicata a Carlo Borromeo e deve la sua qualifica “alle quattro fontane” al nome nella piazza adiacente, incrocio di due strade trafficate, dove ogni angolo è occupato da una fontana. È sia il primo che l’ultimo dei lavori di Borromini, da quando lo iniziò nel 1638 ma finì la facciata soltanto nel 1667, anno della sua morte. Questa chiesa è un’opera originale, costruita su una pianta ellittica, come quella seguita dal suo architetto rivale, Gian Lorenzo Bernini, per costruire la vicina chiesa di Sant’Andrea al Quirinale. Tuttavia, qui il piano è volutamente razionale e complesso, a differenza di quello del Bernini. Facciata di San Carlino Facciata di San Carlino Sulla facciata si alternano concavità e convessità, colonne e frontoni, con originalità inventate da Borromini come le balaustre. Sopra il portale d’ingresso, una statua di San Carlo Borromeo, realizzata da Antonio Raggi, è incorniciata da due cherubini le cui ali coprono la statua. L’interno fu cominciato nel 1638, 30 anni prima della facciata. La sua forma è ovale, coperta da una cupola ellittica. Le colonne corinzie seguono la forma ondulata delle pareti che ospitano graziose cappelle. La somiglianza architettonica con la facciata è volontaria: alternando concavità e convessità, strutture geometriche complesse, tra cui triangoli e simboli della Trinità. La cupola misura 25,80 per 16,25 metri, è decorata da un complesso ornamento con nidi d’ape, da forme svariate di esagoni, ottagoni e croci. Nella lanterna, un simbolo dello spirito santo è dentro il triangolo che simboleggia la Trinità. Il disegno della decorazione del pavimento è simile a quello della cupola. Il piccolissimo chiostro rettangolare, più precisamente ottagonale, è uno dei più originali di Roma. Borromini ci sviluppò magistralmente l’illusionismo barocco, volendo dare l’impressione di uno spazio molto più ampio, con un risultato armonioso.
CHIESA DI SAN CARLO ALLE QUATTRO FONTANE
LUOGO
AUTORE
Deve la sua qualifica “alle quattro fontane” al nome della piazza adiacente, incrocio di due strade, dove ogni angolo è occupato da una fontana.
Costruita da Francesco Borromini per il piccolo convento dei Trinitari Spagnoli e dedicato a San Carlo Borromeo.
DENOMINAZIONE
DATA DI REALIZZAZIONE
Borromini iniziò i lavori nel 1638 ma finì la facciata soltanto nel 1667, anno della sua morte.
Soprannominata San Carlino.
DESCRIZIONE : Questa chiesa, costruita su una pianta ellittica e con una forma ovale, presenta delle colonne corinzie che seguono la forma ondulata delle pareti che ospitano graziose cappelle.Sopra il portale d’ingresso, una statua di San Carlo Borromeo è incorniciata da due cherubini le cui ali coprono la statua. La cupola ellittica è decorata da un complesso ornamento con nidi d’ape, da forme svariate di esagoni, ottagoni e croci. Nella lanterna, un simbolo dello Spirito Santo è dentro il triangolo che simboleggia la Trinità.
CHIESA DI SANT'IVO ALLA SAPIENZA
AUTORE : Francesco Borromini, per volontà di papa Urbano VIII.LUOGO : Palazzo della Sapienza, all’estremità est del cortile porticato che l’architetto Giacomo Della Porta aveva costruito all’inizio del secolo. DATA DI REALIZZAZIONE : 1642-60. DESCRIZIONE : La piccola chiesa si configurò come cappella dell’Università di Roma. L’edificio non sembra avere una vera e propria facciata, giacché il suo prospetto corrisponde alla grande esedra concepita da Della Porta e continua il motivo dominante e ininterrotto delle arcate consecutive.
La pianta di Sant’Ivo è centrale ma dalla geometria complessa, perché ottenuta compenetrando due triangoli, in modo da ottenere un motivo stellare a sei punte. Borromini realizzò un interno straordinariamente continuo e omogeneo, ritmato da una sequenza di pilastri giganti scanalati.
Di grande suggestione è l’effetto prodotto dalla luce che si riflette sui muri candidi e comunica un senso di intensa spiritualità.
La cupola sembra subire un processo costante di espansione e di contrazione; la forma della cupola non viene rivelata all’esterno grazie ad un tiburio sormontato da un tetto a gradinate e formato da curvature ornate da lesene corinzie. La sfera sormontata dalla croce non è appoggiata sulla lanterna, ma resta sospesa sopra una struttura metallica.
CHIESA DEI SANTI LUCA E MARTINA
DATA DI REALIZZAZIONE E AUTORE : nel 1588 papa Sisto V affidò la costruzione all’Università dei Pittori di San Luca. I lavori furono poi ripresi nel 1635 e terminati nel 1664, grazie al ritrovamento delle reliquie di santa Martina e a Pietro Berrettini da Cortona, Principe dell’Accademia, che aveva ottenuto dal cardinale Barberini il sistemare a sue spese la cappella funeraria nella chiesa inferiore. LUOGO : Foro Romano.
DESCRIZIONE : La facciata di travertino, è leggermente convessa nel mezzo. La cupola poggia su un tamburo circolare diviso da paraste in otto sezioni, con finestre a timpano e cornici decorate con l’ape, simbolo araldico dei Barberini.
L’interno con colonne ioniche ha un’insolita pianta a croce greca, mentre la chiesa inferiore è riccamente decorata da marmi policromi e ornamenti di bronzo.
CHIESA DI SANTA MARIA DELLA VITTORIA
LUOGO
AUTORE
Situata all’incrocio tra via XX Settembre e largo di Santa Susanna.
Il progetto fu affidato all’architetto Carlo Maderno.
DENOMINAZIONE
DATA DI REALIZZAZIONE
Deve il suo titolo alla vittoria dell'esercito cattolico contro i Boemi nella battaglia della Montagna bianca, l’8 novembre 1620, per via dell'immagine di Maria che un cappellano delll'esercito aveva al collo.
Edificata tra il 1608 e il 1620.
L’Estasi di Santa Teresa d’Avila
CAPPELLA CORNARO
Realizzata da Gian Lorenzo Bernini tra il 1647 e il 1653 su commissione del cardinale Federico Cornaro.
Per decorare l’altare venne scelto l’Estasi di Santa Teresa. Teresa d’Ávila, una santa cinquecentesca e figura tra le più significative della Controriforma cattolica, aveva fondato l’ordine dei carmelitani scalzi ed era stata testimone di fenomeni soprannaturali.
Bernini inquadrò l’opera con una grande cornice architettonica, trasformando lo spazio della cappella in un teatro.
Nella scultura, in marmo e bronzo dorato, la santa appare sospesa a mezz’aria su una nuvola con gli occhi socchiusi, la bocca semiaperta e le braccia abbandonate. Un serafino sorridente le scosta appena un lembo dell’ampia tunica, ed è pronto a trafiggerle il cuore con un dardo dorato.
BASILICA DI SANTA MARIA DEL POPOLO
AUTORE : La chiesa ebbe un nuovo aspetto barocco grazie a Gian Lorenzo Bernini, su commissione di Alessandro VII. LUOGO : Piazza del Popolo, vicino alla Porta.
DATA DI REALIZZAZIONE : fondata nel XV secolo, modificata nel XVII secolo.DESCRIZIONE : La pianta è a croce latina con tre navate, a modello delle chiese cistercensi. L’altare maggiore fu costruito nel 1627.
Cappella CeRASI
Crocifissione di San Pietro
Sulla parete sinistra della cappella, è presente la seconda versione della Crocifissione di San Pietro.Al centro, San Pietro viene issato sulla croce a testa in giù, non ritenendosi degno di morire come Cristo. Non c'è un rapporto gerarchico tra le figure : tutti sono protagonisti del martirio, ognuno con il suo ruolo. Lo sfondo non illuminato dalla luce mette in risalto i soggetti, evidenziando la drammaticità del momento.
La cappella Cerasi è la prima cappella del transetto sinistro, vicino all’altare. Conserva due capolavori ad olio su tela di Caravaggio : la Crocifissione di San Pietro e la Conversione di San Paolo, dipinte intorno al 1601.
Le tele furono commissionate da Tiberio Cerasi, tesoriere di papa Clemente VIII.
CONVERSIONE DI SAN PAOLO
Sulla parete destra, la Conversione di Paolo. A Saulo, persecutore dei Cristiani, sulla via di Damasco appare il Cristo che gli ordina di diventare suo seguace. Saulo è raffigurato a terra con gli occhi chiusi, accecato dalla luce divina; nella scena è anche presente il cavallo di Saulo, tenuto da un anziano palafreniere. Il cavallo simboleggia l'irrazionalità e il peccato, mentre il vecchio palafreniere la Ragione. La luce, simbolo della Grazia divina, dissolve la tenebra del peccato.
CHIESA DI SAN LUIGI DEI FRANCESI
LUOGO
AUTORE
Situata nel rione Sant’Eustachio, a pochi passi da piazza Navona e dal Pantheon.
Fondata dal cardinale Giulio dei Medici e completata da Domenico Fontana, su disegno di Giacomo della Porta.
DENOMINAZIONE
DATA DI REALIZZAZIONE
Chiamata anche Chiesa Nazionale Francese.
Iniziata nel 1518, fu completata nel 1589.
CAPPELLA CONTARELLI
Nel 1599, il cardinale Del Monte procurò a Caravaggio la decorazione della cappella, l'ultima della navata sinistra, acquistata nel 1565 dal francese Mathieu Cointrel, italianizzato in Matteo Contarelli. Le due grandi tele commissionate furono :
- La Vocazione di San Matteo (figura 1), in una taverna seicentesca ricorda il momento in cui Gesù convinse Matteo, un ebreo che faceva l’esattore delle tasse, a seguirlo per diventare suo apostolo.
- Il Martirio di San Matteo (figura 2) ha un carattere brutale che lo rende più simile a un assassinio che a un martirio. L’esecuzione del santo è ambientata all’interno di una struttura architettonica che ricorda quella di una chiesa.
PALAZZO FARNESE
La facciata, in mattoni con cantonale in travertino, si articola su tre piani e le 13 finestre per piano presentano un'apparecchiatura dentellata. Nella parte sinistra della facciata si presenta una decorazione geometricamente definita a losanghe. La parte destra della facciata è invece meno curata, infatti le losanghe ben definite sono poche.
Ad Annibale Carracci si devono gli affreschi dello studio privato Camerino Farnese, 1595-1597, e della Galleria, 1597-1607, realizzati inizialmente insieme al fratello Agostino.
Si passa all'interno tramite un vestibolo a tre navate coperte da volta a botte e separate da colonne di ordine dorico in granito rosso. La decorazione interna è raffinata.
Morte di Paolo III, il Palazzo passa a suoi discendenti. Con Elisabetta Farnese, ultima discendente diretta e sposa di Filippo V di Spagna, il Palazzo entra a far parte della famiglia Borbone.
Poco dopo l’Unità d’Italia, l’Ambasciatore di Francia, il marchese di Noailles, ottiene da Francesco II, re delle Due Sicilie, di affittare il Palazzo per ospitare l’ambasciata.
Il Palazzo viene acquistato dalla Francia.
1936
1549
1589
1861
1875
1911
1513
Termine lavori grazie all’intervento, nel corso dei decenni, di quattro architetti di fama, tra cui Sangallo il Giovane e Michelangelo.
Il Palazzo è ricomprato dallo Stato Italiano. Lo Stato francese e quello italiano firmano un accordo sull’affitto reciproco delle ambasciate nelle due capitali.
Inizio costruzione, su richiesta del cardinale Alessandro Farnese.
L’École française de Rome, sarà ospitata al secondo piano del Palazzo.
AFFRESCHI DELLA GALLERIA
Si trova al primo piano del Palazzo e fu commissionata a Carracci dal Cardinale Odoardo Farnese, negli ultimi anni del XVI secolo. Gli affreschi della volta rappresentano figurazioni mitologiche sensuali che celebrano l’onnipotenza dell’amore; ciò sembrò quasi uno scandalo per la residenza di un Cardinale. Tutte le scene celebrano la potenza dell’amore attraverso il mito e ognuna si basa in buona parte sulle Metamorfosi di Ovidio. Annibale Carracci lasciò i lavori nel 1605, per contrasti col Cardinale ma anche per motivi di salute. Gli affreschi furono completati dai suoi allievi (Domenichino, Sisto Badalocchio e suo nipote Antonio Carracci) ma il tema cambiò radicalmente, tornando alla metafora del trionfo della virtù sul vizio ed alle imprese della famiglia Farnese.
La Galleria Farnese è una loggia coperta situata sul lato del Palazzo che dà verso Via Giulia e il Tevere e fu realizzata da Giacomo Della Porta, su progetto del Vignola. Si tratta di un ambiente piuttosto stretto (circa sei metri) e lungo (poco più di venti metri).
PALAZZO BARBERINI
Oggi sede della Galleria Nazionale d’Arte Antica insieme a Palazzo Corsini, si conservano oltre 5000 opere d'arte dal Duecento al Settecento. Il palazzo fu costruito con molti materiali presi dal Colosseo. Nel 1625, papa Urbano VIII (Maffeo Barberini) acquistò per i nipoti una villa sul colle Quirinale, già della famiglia Sforza, per farne una sede di rappresentanza al casato. A essere incaricato della sua progettazione fu Carlo Maderno, che realizzò una struttura ad ali aperte, collegando la vecchia villa a una nuova ala, così il palazzo ebbe una forma ad “H”. Sulla facciata porticata si innalza una finta loggia vetrata. A questo ambiente si accede attraverso una scala a pozzo quadrato, progettata da Bernini, da un lato, e dalla scala elicoidale a pianta ovale, disegnata da Borromini.
IL TRIONFO DELLA DIVINA PROVVIDENZA
Il fulcro del palazzo è il salone di rappresentanza : la grande volta fu affrescata da Pietro da Cortona con il Trionfo della Divina Provvidenza, animato da scene che simboleggiano il buon governo e le virtù del papa e della sua famiglia.
Nel 1949, lo stato Italiano acquisì il palazzo per utilizzarlo come sede della Galleria Nazionale d’Arte Antica. Nel 1953 viene aperta la nuova sede della galleria con capolavori come l'Annunciazione di Filippo Lippi, la Fornarina di Raffaello e Giuditta e Oloferne di Caravaggio.
G GIUDITTA E OLOFERNE
AUTORE : Caravaggio, su commissione del cardinale Del Monte.DATA DI REALIZZAZIONE : 1599. DESCRIZIONE : Per il ruolo di Giuditta ha posato la cortigiana Fillide Melandroni. Lei finge di volersi alleare con il nemico e uccide con una lama arrotondata il generale Oloferne, dopo essere stata accolta nell’accampamento con un fastoso banchetto. Giuditta è così una giovane ebrea che salva il suo popolo dall’esercito assiro. Il volto di Oloferne è invece un autoritratto del pittore. Egli ha gli occhi allucinati e la bocca spalancata, come se stesse lanciando un ultimo urlo prima di morire. Il drappo è colorato con un rosso intenso, che dona teatralità alla scena e amplifica il gesto dell’attacco a sorpresa. Il quadro non è incompleto : si tratta di una caratteristica dello stile di Caravaggio, per far si che l'attenzione ricada sui protagonisti.
VILLA BORGHESE
La Villa Borghese "fuori Porta Pinciana", all'interno della quale è situata la Galleria, sorse intorno a un iniziale possedimento della famiglia fino alla costituzione di un immenso parco. La rapida ascesa dei Borghese, di origine senese, nel contesto romano, culminò nell'elezione a pontefice di Camillo che, con il nome di Paolo V, avviò numerosi interventi urbanistici.
AUTORE : Giovanni Vasanzio.DATA DI REALIZZAZIONE : 1607-1613. DESCRIZIONE : La leggerezza della struttura garantiva il perfetto inserimento nel contesto naturale, mentre la luminosità della facciata riproduceva all'esterno la ricchezza delle opere contenute. A partire dal 1770 la Villa fu sottoposta a un radicale rinnovamento dell'apparato decorativo, promosso da Marcantonio IV Borghese, sotto la direzione dell'architetto Antonio Asprucci.
APOLLO E DAFNE
AUTORE : Gian Lorenzo Bernini. DATA DI REALIZZAZIONE : 1622- 1625 POSIZIONE : Sala 3, Galleria Villa Borghese. MATERIALE : Marmo di Carrara. ALTEZZA : 243 metri. DESCRIZIONE : Apollo è raffigurato nell’atto di correre e il panneggio, che gli copre i fianchi e la spalla sinistra, accompagna il suo movimento. Egli, giunto al termine dell’inseguimento, poggia la mano sinistra sul corpo di Dafne. La ninfa, subito bloccata nella sua fuga con le braccia protese in alto e il volto che tenta di volgersi all’indietro, ha già mutato i suoi piedi in radici e le mani e i capelli in fronde di alloro. Soggetto è la favola di Ovidio tratta dalle Metamorfosi, l'opera infatti rappresenta il momento culminante della trasformazione di Dafne in albero di alloro.
IL BALDACCHINO DI SAN PIETRO
AUTORE : Papa Urbano VIII ha commissionato la sua costruzione a Gian Lorenzo Bernini. DATA DI REALIZZAZIONE : 1624-1633.LUOGO : all’interno della basilica di San Pietro in Vaticano, dove si trova la tomba di San Pietro.ALTEZZA : 28,5 metri. DESCRIZIONE : Si tratta di un innovativo ciborio barocco, un elemento architettonico che sovrasta l’altare maggiore nelle chiese. Inizialmente si credeva che per realizzare l’opera vennero asportati e fusi gli antichi bronzi del Pantheon; ciò ispirò il celebre modo di dire : “ciò che non fecero i barbari, fecero i Barberini” per sottolineare la forte ambizione della famiglia che, per autocelebrarsi con la realizzazione di monumenti spettacolari, si concedeva spese enormi senza fermarsi davanti a nulla. Le colonne tortili, ognuna composta da tre rocchi e raffiguranti le fasi di un parto, si uniscono alla trabeazione per mezzo di quattro dadi di origine brunelleschiana. Sulla cima fu posizionato il globo con la croce, sempre per celebrare i Barberini.
caratteristica forma ellittica all’imponente colonnato di Gian Lorenzo Bernini che, commissionato da papa Alessandro VII Chigi, si compone di 284 colonne disposte radialmente su quattro file.1656-1667 più di 40mila metri cubi di travertino trasportati da Tivoli via terra o tirati da cavalli lungo le sponde del fiume: con i suoi portici colonnati, simbolizza l’abbraccio universale della Chiesa. Nel progettare il colonnato, si giocò con le illusioni ottiche, sensazione di movimento e di alternanza tra pieni e vuoti. La piazza è dominata dalla maestosa Basilica di San Pietro. L’interno custodis.
LA CATTEDRA DI SAN PIETRO
DESCRIZIONE
Al centro si trova il trono in bronzo dorato, al cui interno è situata la cattedra lignea. Quattro colossali statue in bronzo sono rappresentate nell'atto di sorreggere la cattedra, che pare librarsi su nuvole di stucco dorato.
AUTORE
Gian Lorenzo Bernini, su commissione di Alessandro VII.
LUOGO
Nell’abside, all’interno della Basilica Vaticana.
DATA DI REALIZZAZIONE
1666.
Sopra il trono, in una raggiera di stucchi dorati contornata da angeli, si trova un finestrone in alabastro raffigurante una colomba, simbolo dello Spirito Santo.
PIAZZA E COLONNATO DI SAN PIETRO
AUTORE : Gian Lorenzo Bernini, sotto commissione di papa Alessandro VII.DATA DI REALIZZAZIONE : 1656-1667. DESCRIZIONE : La piazza e il colonnato dovevano servire ad accogliere i fedeli che si recavano in pellegrinaggio alla tomba dell’apostolo Pietro. La piazza è suddivisa in un'area trapezoidale e in una ovale; mentre il colonnato presenta una forma ellittica e si compone di 284 colonne, di ordine dorico, disposte radialmente su quattro file. Le fontane sono poste simmetricamente al centro dei due emicicli del colonnato. Inoltre, sono stati utilizzati più di 40mila metri cubi di travertino, trasportati da Tivoli.
L'Obelisco Vaticano, fatto collocare al centro della piazza da Sisto V, è uno di quelli egiziani trasportati a Roma al tempo di Caligola. Scolpito nel granito rosso, con il basamento e la croce raggiunge quasi 40 metri.