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Don Pino Puglisi PRESENTATION

Lucia Cirino

Created on April 28, 2023

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Transcript

don pinopuglisi

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index

infanzia e adolescenza

attività sacerdotale

insegnamento scolastico

l'assassinio

l'indagini e i processi

alla luce del sole

memoria e causa di beatificazioni

onorificienze

01

L'infanzia e adolescenza

Nacque il 15 settembre 1937 a Brancaccio, quartiere periferico di Palermo, da una famiglia modesta; il padre Carmelo era un calzolaio e la madre Giuseppa Fana era una sarta. Nel 1953, a 16 anni, entrò nel Seminario arcivescovile di Palermo.

Attività sacerdotale

Il 1º ottobre 1970 venne nominato parroco a Godrano,che in quegli anni era interessato da una feroce lotta tra due famiglie mafiose. L'opera di evangelizzazione del prete riuscì a far riconciliare le due famiglie. Il 29 settembre 1990 venne nominato parroco della chiesa di San Gaetano, nel quartiere Brancaccio di Palermo, in cui la criminalità organizzata esercitava il proprio controllo tramite i fratelli Graviano, legati a Totò Riina e Leoluca Bagarella: qui incominciò la lotta antimafia di padre Giuseppe Puglisi.

+info

06

Alla luce del sole

Alla luce del sole è un film del 2005 diretto da Roberto Faenza. È la storia di don Giuseppe Puglisi, detto "Pino" (interpretato da Luca Zingaretti), il parroco assassinato da Cosa Nostra a Palermo nel quartiere Brancaccio il giorno del suo 56º compleanno, il 15 settembre 1993.

di cosa parla il film?

...

  • Don Pino Puglisi, sacerdote cinquantenne dall’animo mite e dallo sguardo luminoso, torna nel quartiere Brancaccio, dov’è nato, per assumere l’incarico di parroco nella chiesa di San Gaetano.
  • A Palermo, il sacerdote don Pino Puglisi, si accorge ben presto di una dura verità: i bambini della zona sono coinvolti nella mafia e molti di loro hanno dei genitori mafiosi.
  • Il sacerdote cerca di cambiare la situazione, invitandoli ad andare a scuola, in chiesa e a non rubare. Nonostante ai bambini piaccia andare a trovare don Puglisi alla parrocchia, dove spesso trascorrono il loro tempo a giocare; i genitori non sembrano apprezzare molto gli insegnamenti del prete.

di cosa parla il film?

...

  • Nel frattempo, don Puglisi manda dei messaggi chiari ai mafiosi di Palermo, facendo dei discorsi nella piazzetta della chiesa, ma nessuno lo ascolta. Chiede ai cosiddetti uomini d'onore di presentarsi "alla luce del sole" e di non agire nell'ombra.
  • Viene assassinato per la strada da un gruppo di mafiosi che lo hanno seguito in automobile. Quando lo trovano, il sacerdote pronuncia le sue ultime parole, ''Vi aspettavo", poco prima di morire.
  • Al funerale sono presenti tutti i bambini della parrocchia, che lasciano un pensiero per lui sopra la bara.

il padre nostro

sia santificato il tuo nome

padre nostro

che sei nei cieli

venga il tuo regno

Don Puglisi non si preoccupa del suo buon nome, dell’approvazione altrui, della possibile notorietà. Il sacerdote palermitano si cura che sia santificato un nome solo: quello di Dio. Nè suo, nè di coloro che hanno a che fare con la mafia.

Con sensibilità spirituale e poetica, il sacerdote organizza momenti speciali per i ragazzi, come ad esempio la veglia alle stelle. Vuole che imparino a riconoscere la bellezza che è ovunque e che reca l’impronta del Creatore.

L’attenzione di don Pino è rivolta prima di tutto ai più piccoli, ai bambini. Come alternativa a un modello di paternità violenta eautoritaria, propone un modo diverso di essere padre dei piccoli che lo circondano.

Nel suo servizio pastorale, don Puglisi ha la ferma certezza nel compiersi del Regno di Dio e s’impegna perché l’invocazione della preghiera divenga realtà.

il padre nostro

Sia fatta la tua volontà, come in cielo così in terra

dacci oggi il nostro pane quotidiano

Rimetti a noi i nostri debiti, come anche noi li rimettiamo ai nostri debitori

non ci abbandonare alla tentazione

La tentazione più forte è quella della resa, di ritirarsi nel privato, di pensare solo a se stessi e alla propria incolumità. È quello che consigliano a don Pino i suoi collaboratori, sinceramente preoccupati. Lui continua ad agire senza paura e il suo omicidio avviene di domenica pomeriggio, il 15 di settembre, in una piazza circondata da palazzine popolari. Ci sono le finestre aperte, gente sui balconi: ma nessuno testimonia. Tutti si ritirano. Il cadavere del sacerdote rimane solo, per terra, tra macchine che accelerano rapide per non intromettersi, pedoni spaventati che cambiano strada e tende chiuse in fretta.

A Brancaccio il problema del pane quotidiano è grave e urgente: nella povertà la mafia attecchisce in modo profondo. Don Pino dà vita al Comitato Intercondominiale e fa raccogliere più di mille firme così da far udire ai politicanti la voce dei più umili. L’unica risposta che ottengono è l’invito ad “avere pazienza”. Puglisi porta pazienza fino a quando avviene la strage di Capaci, in cui trova la morte il giudice Giovanni Falcone.

L’azione di don Puglisi non piace ai Graviano e agli altri boss locali. Cominciano i tentativi di intimidazione: il furgone dato alle fiamme davanti alla chiesa, le minacce al diacono Gregorio, l’aggressione e il crudele pestaggio dello stesso sacerdote. Malgrado i lividi e la sofferenza profonda, don Pino torna a prendere la parola celebrando in piazza e li invita ad uscire "alla luce del sole", non ad agire sotto sotto.

Di fronte ai dubbi, alle domande, ai perché, don Puglisi non ha tutte le risposte, ma crede che la volontà del Padre è quella presentata dal Vangelo, ed è premurosa bontà verso i piccoli e i poveri. Per questo rifiuta le tante offerte di denaro da parte di famiglie mafiose e modifica le abitudini consolidate per la festa del santo patrono.

il padre nostro

AMEN

Ma liberaci dal Male

Per interrompere la spirale di odio e violenza, per mettere fine al Male, don Puglisi si rende testimone di Cristo fino in fondo, fino a dare la vita. E la sua vita, fermata con un colpo di pistola, non gli è rubata, non gli è sottratta: è donata. Al punto che il suo esecutore, Salvatore Grigoli, testimoniando al processo, racconterà del sorriso con cui don Pino ha accolto i suoi assassini, salutandoli con un: “Vi aspettavo”.

Roberto Faenza sceglie di affidare il commiato del film proprio al sorriso di don Puglisi, rivolto al “signor Carmelo”, il piccolo scassinatore di autoradio che ha scelto di cambiare la sua vita dopo aver conosciuto il volto del Padre rivelatogli da don Pino.

memorie

+info

21 ottobre

21 marzo

scuole e premi

15 settembre 1999

Il 15 settembre 1999 l'allora arcivescovo di Palermo, il cardinale Salvatore De Giorgi, aprì ufficialmente la causa di beatificazione proclamandolo Servo di Dio.

è il giorno di commemorazione in occasione della giornata della memoria e dell'impegno di Libera, associazione contro le mafie di Don Luigi Ciotti

A don Pino sono intitolate diverse scuole, una delle quali a Palermo, e il premio letterario "Ricordare Padre Pino Puglisi" istituito nel 2011 dal Centro Padre Nostro fondato da don Pino Puglisi il 16 luglio 1991

La Chiesa ne ricorda la memoria il 21 ottobre, giorno del suo Battesimo.

beatificazione

Il 28 giugno 2012 papa Benedetto XVI, durante un'udienza ha concesso la promulgazione del decreto di beatificazione per il martirio in odium fidei.Il 15 settembre dello stesso anno, Paolo Romeo, arcivescovo di Palermo, ha reso noto la data della cerimonia di beatificazione di padre Pino Puglisi, di fatto avvenuta il 25 maggio 2013.

Nel successivo mese di ottobre, lo stesso prelato ha firmato il decreto che autorizza la traslazione del corpo di don Pino Puglisi dal cimitero di Sant'Orsola alla cattedrale di Palermo.

spostamento e beatificazione

La traslazione è avvenuta il 15 aprile 2013, dopo la ricognizione canonica della salma, durante la quale è stata prelevata parte di una costola, poi usata e venerata come reliquia durante il rito di beatificazione. Le spoglie sono state collocate ai piedi dell'altare nella cappella dell'Immacolata Concezione, in un monumento funebre che ricorda una spiga di grano. Il significato di tale monumento è tratto dal Vangelo: «Se il chicco di grano, caduto in terra, non muore, rimane solo; se invece muore, produce molto frutto» (Gv, 12,24)

MedagliE d'oro al valor civile (alla memoria)

«Per l'impegno di educatore delle coscienze, in particolare delle giovani generazioni, nell'affermare la profonda coerenza tra i valori evangelici e quelli civili di legalità e giustizia, in un percorso di testimonianza per la dignità e la promozione dell'uomo. Sacrificava la propria vita senza piegarsi alle pressioni della criminalità organizzata. Mirabile esempio di straordinaria dedizione al servizio della Chiesa e della società civile, spinta fino all'estremo sacrificio. 15 settembre 1993 - Palermo»

26 agosto 2015

grazie

PER L'ATTENZIONE!

L'assassinio

Pino Puglisi è stato un uomo che ha dedicato la sua vita alla lotta contro la mafia, una figura coraggiosa e determinata che ha deciso di sfidare il potere criminale senza mai voltarsi indietro. Purtroppo, il suo impegno è stato stroncato dall'assassinio, avvenuto il 15 settembre 1993, per mano della mafia. L'assassino di Pino Puglisi era un sicario della cosca mafiosa di Brancaccio, un quartiere di Palermo. L'uomo, di cui non si conosce il nome, è stato condannato all'ergastolo per l'omicidio del giudice antimafia. Pino Puglisi è stato ucciso perché rappresentava un pericolo per la mafia. La sua attività di denuncia e di lotta contro il crimine organizzato metteva in pericolo gli interessi delle cosche mafiose, che hanno deciso di eliminare fisicamente l'uomo. L'assassinio di Pino Puglisi rappresenta un episodio tragico della storia italiana, un attacco alla libertà e alla democrazia. Il suo coraggio e la sua determinazione devono essere ricordati come un esempio di impegno civile e di lotta contro il male. Oggi, a distanza di tanti anni, la memoria di Pino Puglisi continua a vivere grazie alle tante iniziative di commemorazione e di sensibilizzazione sulla lotta alla mafia. La sua morte non è stata vana, ma ha contribuito a rafforzare la consapevolezza della necessità di combattere il crimine organizzato e di difendere i valori della giustizia e della legalità.

I processi

Dopo l'assassinio di Don Pino Puglisi le autorità italiane hanno condotto un' indagine dettagliata per identificare i responsabili del delitto. Le indagini hanno portato all' identificazione dei membri del clan mafioso Graviano, che avevano commissionato l' omicidio. Il lavoro degli inquirenti è stato ostacolato dalle forme di intimidazione e corruzione messe in atto dalla mafia, ma ciò non ha impedito di seguire tutti i fiumi investigativi. Le testimonianze dei collaboratori di giustizia e le prove raccolte sul luogo del delitto hanno permesso di ricostruire la dinamica dell' attentato e di individuare i mandanti del delitto. Il successo delle indagini ha portato alla condanna dei responsabili, dimostrando la determinazione del sistema giudiziario italiano a lottare contro la criminalità organizzata e difendere la legalità. L'omicidio di Don Pino Puglisi ha rappresentato uno dei punti di svolta nella lotta contro la mafia, testimoniando l' impegno e il coraggio di coloro che lottano per un' Italia libera dalla criminalità organizzata.

Gli insegnamenti e la carriera scolastica

La carriera da insegnante di don Pino Puglisi è stata un elemento fondamentale per comprendere la sua attività sociale e pastorale. Era un insegnante di scuola elementare e la sua esperienza lo ha portato a sviluppare un pensiero originale e a creare un metodo pedagogico innovativo basato sulla cultura, sull' educazione alla legalità e alla cittadinanza. L' approccio di Don Pino era incentrato sull' apertura alla società, alla realtà circostante, alla partecipazione attiva e al dialogo tra le diverse identità sociale. Il suo obbiettivo era quello di educare i giovani affinché diventassero adulti attivi e consapevoli, dotati di senso critico e di impegno verso la collettività. La sua attività di insegnante è stata arricchita dal suo impegno sociale e culturale, volto alla costruzione di un tessuto sociale libero dalla mafia e basato sulla giustizia sociale. Don Pino ha usato la sua conoscenza e la sua autorità morale per guidare i suoi studenti verso una vita più autentica e consapevole , dando così un importante contributo alla lotta contro la cultura dell' illegalità e dell' oppressione.