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Scetticismo

Martina Ferracin

Created on April 27, 2023

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Transcript

Lo Scetticismo

Valentina Filippi e Martina Ferracin

3AS

17 Maggio 2023

Filosofia

Index

1.

Lo scetticismo

2.

Le origini

3.

Lo scetticismo accademico

4.

Lo scetticismo neopirroniano

5.

T1

6.

T2

1. Lo scetticismo

Scetticismo

dal greco sképsis che significa "indagine", "ricerca", "percezione", "riflessione", "incertezza". Si sviluppa nel: IV secolo a.C. - II secolo a.C. nella Grecia antica E' l'orientamento filosofico secondo cui non è possibile ottenere una conoscenza oggettiva e pertanto l'indagine non può giungere a superare incertezza e il dubbio, formula però ipotesi e possibili argomentazioni. Lo scetticismo non è una scuola unitaria che segue una determinata dottrina ma è divisa internamente. Scettico quindi è colui che dubita di quel che sa, di quel che crede, di quel che gli viene detto. "Dubitare": sospendere il proprio giudizio e prenderesi del tempo per valutare, formare un proprio pensiero.

"Gli scettici procedevano rovesciando tutti i princìpi dalle varie sette, essi per conto i loro senza dimostrare iente dogmaticamente. Eliminavano lo stesso definire affermando "nulla noi definiamo", per evitare di dare con ciò una definizione" Diogene Laerzio, Vite dei filosofi, IX, 74

Riflettiamo...

Quindi, tutti i filosofi sono scettici perchè dubitano e criticano ?

Se pensamo ai filosofi in generale penseremo che anche loro possano esserre ritenuti scettici, anche loro infatti hanno cominciato a dubitare, criticare, valutare e poi formare un propto pensiero. Il criticare e il dubitare stanno infatti alla base della filosofia Esiste quindi un atteggiamento che è comune a tutti i filosofi. In particolare quando si parla di scetticisimo ci riferiamo ai filosofi che fecero della Skèpsis la questione cardine del filosofare. Gli scettici non ritengono possibile stabilire cosa sia vero e cosa invece falso. Il fine del filosofare è quello di vivere una vita per la loro felicità (eudaimonia).

2. Le origini

Le varie fasi dello scetticismo

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Lo scetticismo neopirroniano

Le origini dello scetticismo

Lo scetticismo accademico

Pirrone Timone

Arcesilao Carneade

EnesidemoAgrippa Sesto Empirico

2. Le origini

Il pirronismo : Pirrone

Pirrone nacque nel 356 a.C. a Elide, nel Peloponneso. Non lasciò scritti, le sue dottrine ci sono note grazie a Diogene Laerzio. Praticò l'afasia che consiste nell'annientare la parola per arrivare alla serenità e nell'indifferenza. Il comportamento ideale per lui si basa sul conseguimento dell'atarassia, l'imperturabilità che prevede il non farsi coinvolgere a livello sentimentale nelle situazioni, che comprota il raggiungimento della felicità (scopo ultimo della filosofia). Per lui non esistono cose buone o cattive in natura ⇒ sono gli uomini a rendere le cose buone o cattive. La realtà è per sua natura sfuggente, instabile, indeterminata e quindi essenzialmente inconoscibile "le cose sono ugualmente indifferenti, immisurabili e non discriminabili" termini chiave: AFASIA = è il silenzio, la rinuncia a parlare in modo affermativo di alcunché. Lo scettico non dice “le cose stanno così”, “questa è verità”. ATARASSIA= è l’assenza di turbamento, la tranquillità che deriva dalla consapevolezza dell’impossibilità del conoscere.

2. Le origini

Il suo successore: Timone di Fliunte

Secondo lui l’uomo per essere felice dovrebbe conoscere tre cose fondamentali:natura delle cosequale atteggiamento bisogna adottare verso di essequali sono le consegunze cìderivate d atale atteggiamento è impossibile conoscerle ⇒ l' unico atteggiamento possibile è non pronunciarsi = afasia

la natura delle cose

quale atteggiamento bisogna assumere

quali sono le cosneguenze derivate da tale atteggiamento

2. Le origini

La peculiarità dello scetticismo

Indagine fine a sè stessa Scopo è la felicità Conoscenza è impossibile.

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3. Lo scetticismo accademico

Arcesilao

Nel 265 a.C. la direzione della scuola passa nelle sue mani. Le fondamenta le ritroviamo già nella filosofia platonica nella quale si riteneva che il mondo sensibile fosse sfuggente,ingaannevole e inconoscibile. Condivide questa visione ma si rifiuta di considerare un mondo intelligibile situato al di la del mondo sensibile: l'inconscibilità del mondo sensibile segue l'impossiilità di qualsasi conoscenza. Egli ritiene che nessuna conscenza sia possibile in assoluto. Si rifiuta di scrivere opere e proporre tesi filosofiche. Discute solamente le tesi altrui mediante la dialettica: tecnica di argomentazione che è allo stesso tempo a favore e a sfavore della tesi facendo osservare come non vi siano modi per rifiutarla o accettarla . L'unico atteggiamento ragionevole è l'epochè: la sospensione del giudizio, non arriando ad una conscenza certa, invitano così a non esprimere opinioni. La pratica di quest'ultima è un modo per garantire l'infallibilità. Il saggio è contraddistinto da questa, quindi il saggio scettico non esprimendo opinioni ha la certezza di non sbagliare mai, è quindi infallibile

3. Lo scetticismo accademico

La polemica di Arcesilao contro i dogmatici

Arcesilao accende una polemica contri i dogmatici. -filosofi convinti che per mezzo della ricerca si riescano a raggiungere conoscenze fondate. Critica lo stoicismo: in particolare come ritenevano il criterio di verità. Egli nega che esistano conscenze infallibili, se come ci indicano gli stoici le conoscenze derivano dai sensi, è innegabile che questi per natura siano fallibili non offrendoci verità in alcun modo. Introduce il CRITERIO DI RAGIONEVOLEZZA rimiazzando il criterio di verità: non ambisce a stabilire cosa sia vero in assoluto, ma che cosa in una determinata sitiazione sia ragionevole credere Il saggio scettico deve credere all'aspetto che in quel contesto è meglio difendibile, in base a ciò che la vita pratica prospetta.

3. Lo scetticismo accademico

Carneade

Egli difende lo scetticismo di Arcesilao dalle obiezioni poste dagli stoici riguardo il criterio di verita. Il filosofo riporta al caso di sogni e allucinazioni: quando ci troviamo in queste situazioni crediamo di sapere come stanno in quel momento le cose e non riusicamo a capire che ci stiamo sbagliando. Questo episodio potrebbe quindi ripetrsi in ogni momento : ci porta a dire che non è possibile avere conscenze che siano del tutto infallibili e non ci viene presentato nemmeno un criterio per riconoscere ciò che è vero.

3. Lo scetticismo accademico

Introduzione del criterio di Persuasività

Carneade concorda con Arcesilao la necessità di eliminare il criterio di verità. Propone però una sua visone, diversa da Arcesilao: la posizione che è corretto prendere, in assenza di un criterio di vertà, è quella che appare ai nostri occhi più persuasiva e convincente. ci fornisce 3 indicatori su cui basarci: 1. Evidenza: una rappresentazione che mostra chiaramente l'oggetto risulta più persuasiva di una che lo presenta confusamente 2. Non Contraddittorietà: una rappresentaizone che non ne contraddice altre risulta più persuasiva di una i cui oggetti non lo sono 3. Esaminabiità: una rappresentazione i cui oggetti sono esaminabili è più persuasiva di una i cui oggetti non lo sono

3. Lo scetticismo accademico

Da Atene a Roma: il viaggio di Carneade

Il merito dell'ingresso dello scetticismo nella cultura romana è di Carneade. Venne invitato a Roma nel 156 a.C. come ambasciatore di Atene con Diogene per ottenere l'annullamento di una multa per aver saccheggiato una città dell’Attica. Questo fu il primo contatto autentico di Roma con la filosofia greca. Il filosofo lascia sue tracce a Roma fin da subito, il 1° giorno di visita tiene un discorso riguardo alla giustizia come forma di salvezza; elogia infatti la giustizia dei Romani. Nei giorni successivi, mediante il metodo dialettico di Arcesilao, Carneade tiene un discorso dove dimostra che la giustizia è incompatibile con la saggezza. Aggiunge che se i romani volessero essere giusti con coloro che hanno sottomesso dovrebbero ridare loro i beni. Pronunciato questo discorso lo espulsero dal Senato. Negli anni successivi la filosofia scettica si diffuse in modo progressivo a Roma, fino ad affermarsi come una forma di saggezza che antepone la vita pratica alle speculazioni teoriche.

5. Lo scetticismo neopirroniano

Sesto Empirico

concepisce la filosofia come uno sviluppo e un compimento dello scetticismo originario di pirrone Per lui il vero scetticismo richiede una ricerca continua che dimostri l'impossibilità della conoscenza e la necessità della sospensione di giudizio.

Le apparenze sono l’unica realtà non ingannevole di cui disponiamo → sostiene che non abbiamo nessuna ragione per trattare le apparenze come effetti delle cause le quali, senza apparire esse stesse, si manifesterebbero mediante le apparenze

afferma che noi non conosciamo le cose in sé, ma soltanto le sensazioni colte dall'intelletto che "velano" gli oggetti stessi

per lui le formulazioni scettiche«...si possono annullare da se stesse: circoscrivendo se stesse con le cose di cui si dicono; così le medicine purganti, non solo cacciano dal corpo gli umori, ma espellono anche se stesse insieme con gli umori.»(Sesto Empirico, Schizzi pirroniani, I,206)

5. Lo scetticismo neopirroniano

Lo scetticismo neopirroniano

Enesidemo di Cnosso

Afferma che nulla può essere conosciuto in modo certo, né mediante la sensazione, né mediante il pensiero. I due filosofi seguenti elencarono una serie di tropi per dimostrare ai dogmatici la necessità di sospendere il giudizio su ogni questione.

Scrisse dieci tropoi a favore della sospensione del giudizio.Sostiene che le differenze tra i sistemi percettivi degli esseri umani e degli animali rivelano che non c’è una verità oggettiva, ma soltanto una pluralità di punti di vista. Per lui le condizioni per una conoscenza vera sono tre:- che esista una certa stabilità dell'essere, in grado di fondare i primi principi, - che esista il legame causa-effetto, - che sia possibile una inferenza metafenomenica

Agrippa

Scrisse due tropi che derivano dall’analisi delle forme logiche del ragionamento: 1) regresso all’infinito = un ragionamento richiede delle premesse, che richiedono a loro volta per essere dimostrate premesse e così all'infinito→ unica via di uscita per lui = atteggiamento scettico di sospensione del giudizio 2) circolo vizioso = una dimostrazione giunge a una conclusione utilizzando una premessa, che però necessita per essere dimostrata la conclusione stessa. Non si produce quindi una conoscenza perchè per avere la certezza della conclusione occorre avere anche la certezza della premessa, ma quella della premessa si può avere soltanto a condizione di avere già la certezza

5. Lo scetticismo neopirroniano

GLI "SCHIZZI PIRRONIANI"...

Fu l’opera più importante per quanto riguarda lo scetticismo di Sesto Empirico. Egli arriva a definire logicamente impossibile l’imperturbabilità. In un certo senso si prende gioco della logica stessa, portandola all’assurdo e al caso. il termine epochè venne riferito alla «sospensione del giudizio». La sospensione del giudizio consisteva nel sospendere il proprio assenso non ai fenomeni (di per sé innegabili), ma al fatto che alle percezioni sensibili o a delle formulazioni arbitrarie di pensiero corrispondesse la verità ideale.Essendo il giudizio soggettivo contestabile, in quanto parziale, si sospende il giudizio. Sospeso il giudizio casualmente (in quanto i rapporti di causa-effetto sono criticati dagli scettici) si arrivava all'imperturbabilità o ataraxia. Per spiegare il rapporto casuale tra epoché e ataraxia il filosofo greco Sesto Empirico ricorreva alla metafora del pittore Apelle:

... come viene spiegata la relazione tra il termine epochè e ataraxia

«Dicono infatti che egli, avendo dipinto un cavallo e desiderando raffigurare nel quadro la schiuma della bocca del cavallo, ebbe così poco successo, che rinunciò e gettò contro l'immagine la spugna in cui detergeva i colori del pennello: e dicono anche che questa, una volta venuta a contatto con il cavallo, produsse una rappresentazione della schiuma. Anche gli scettici, dunque, speravano di impadronirsi dell'imperturbabilità dirimendo l'anomalia degli eventi sia fenomenici che mentali, ma, non essendo in grado di riuscirci, sospesero il giudizio; e a questa loro sospensione seguì casualmente l'imperturbabilità, come ombra a corpo.»

(Sesto Empirico, Schizzi pirroniani I,19-35)

Grazie!

Qualche Domanda?