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I PROMESSI SPOSI

Giorgia Giovoni

Created on April 27, 2023

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Transcript

GAZZETTA GIOVONI

EDIZIONE SPECIALE ASPRONI 30/04/2023

RUBRICA: UN TUFFO NELLA LETTERATURA

IL MANZONI E LE SUE DONNE

DISUGUAGLIANZE SOCIALI: PIAGA ANTICA E MODERNA

LUCIA E GERTRUDE, CHIAVI DI LETTURA DI UNA SOCIETÀ DI TRANSIZIONE

INDICE

I PROMESSI SPOSI, SUCCESSO PLANETARIO

DONNE NEL XVII SECOLO: UN BIVIO SENZA SCAMPO

GERTRUDE: Libertas est potestas vivendi ut velis

LUCIA: IDEALE DI UMILTÀ

I PROMESSI SPOSI:UN SUCCESSO PLANETARIO

I Promessi Sposi è un romanzo storico scritto da Alessandro Manzoni e pubblicato in tre diverse edizione tra il 1821 e il 1840. La vicenda è incentrata sulle vicende vissute da due giovinetti lombardi: Lorenzo Tramaglino e Lucia Mondella. Per poter convolare a nozze, superano una moltitudine di ostacoli posti nel loro cammino da una serie di personaggi.

PILLOLE DI LETTERATURA: Il romanzo storico è un'opera narrativa ambientata in un tempo passato, realizzata attraverso una precisa riproduzione delle usanze, dei luoghi e della cultura del periodo descritto.

DONNE NEL XVII SECOLO: UN BIVIO SENZA SCAMPO

Nel corso del Seicento, si potevano riconoscere disuguaglianze non solo tra donne e uomini, ma vi erano delle differenze anche tra le donne stesse, a seconda dello status sociale di appartenenza.

Le donne dei ceti meno abbienti non solo si occupavano della casa e dei figli, ma lavoravano fuori casa svolgendo le più svariate occupazioni: contadine, filatrici, venditrici...

Le donne aristocratiche venivano educate ad essere fedeli mogli e ottime madri, venivano istruite nella religione e nella vita erano costrette a scegliere: marito o convento.

LUCIA

IDEALE DI UMILTÀ

Lucia è la protagonista de I Promessi Sposi. I tratti caratteristici della sua personalità sono la timidezza, l'umiltà e la profonda religiosità. All'inizio dell'opera la sua tranquillità potrebbe essere scambiata come passività di fronte alle angherie di Don Rodrigo, in realtà nel corso della narrazione si svela essere una donna dal carattere forte, disposta a tutto pur di evitare che il male prevalga.

Si tratta della donna più vicina all'ideale dell'autore, poichè incarna perfettamente i valori cristiani di purezza, bontà d'animo e carità. La speranza e la fiducia riposta in Dio e nella Divina Provvidenza sono la chiave per poter superare le difficoltà dell'esistenza.

PILLOLE DI LETTERATURA: Lucia influenza positivamente molti dei personaggi del romanzo: essa rappresenta persino la prova di conversione dell'Innominato, che riesce a liberarsi delle tenebre dell'anima.

CAPITOLO II

"Lucia usciva in quel momento tutta attillata dalle mani della madre. I neri e giovanili capelli, spartiti sopra la fronte, con una bianca e sottile dirizzatura, si ravvolgevan, dietro il capo, in cerchi molteplici di trecce, trapassate da lunghi spilli d'argento, quasi a guisa de' raggi d'un'aureola. Oltre a questo, ch'era l'ornamento particolare del giorno delle nozze, Lucia aveva quello quotidiano d'una modesta bellezza, rilevata allora e accresciuta dalle varie affezioni che le si dipingevan sul viso: quel placido accoramento che si mostra di quand'in quando sul volto delle spose, e, senza scompor la bellezza, le dà un carattere particolare..."

GERTRUDE

"Libertas est potestas vivendi ut velis" (Marco Tullio Cicerone)

L'inquietudine dell'"infelice" figura manzoniana, che riversa su chi le sta attorno l'ira che ella avrebbe voulto scaricare sulla propria famiglia, è frutto di un male nè ricercato nè voluto. Manzoni prova compassione per Gertrude, ma allo stesso tempo la condanna per aver sempre scelto la strada del peccato, senza aver saputo sfruttare la sua inevitabile condizione.

La monaca di Monza è considerata il personaggio più affascinante de I Promessi Sposi; essa, costretta dalla famiglia a intraprendere il percorso della monacazione, rappresenta il simbolo della libertà negata e il crudele condizionamento sociale e familiare a cui le donne erano sottoposte.

PILLOLE DI LETTERATURA: La figura di Gertrude si ispira alla reale storia di Marianna de Leyva, nota come Suor Virginia, la cui storia legata alla relazione clandestina con Paolo Osio e ai presunti omicidi commessi, ha scandalizzato la società lombarda del Seicento.

CAPITOLO IX

"Due occhi, neri neri anch'essi, si fissavano talora in viso alle persone, con un'investigazione superba; talora si chinavano in fretta, come per cercare un nascondiglio; in certi momenti, un attento osservatore avrebbe argomentato che chiedessero affetto, corrispondenza, pietà; altre volte avrebbe creduto coglierci la rivelazione istantanea d'un odio inveterato e compresso, un non so che di minaccioso e di feroce: quando restavano immobili e fissi senza attenzione, chi ci avrebbe immaginata una svogliatezza orgogliosa, chi avrebbe potuto sospettarci il travaglio d'un pensiero nascosto, d'una preoccupazione familiare all'animo, e più forte su quello che gli oggetti circostanti. Le gote pallidissime scendevano con un contorno delicato e grazioso, ma alterato e reso mancante da una lenta estenuazione..."