DEMOCRAZIA E CITTADINANZA nella grecia antica
maPPA
LINEA DEL TEMPO
Periodo ELLENISTICO
Periodo CLASSICO
Periodo ARCAICO
323 A.C .
480 A .C .
600 A .C .
31 A.C .
le poleis
01
le poleis = citta' stato
L'Antica Grecia non è uno stato unitario ma un insieme di città indipendenti, autonome, sparse in tutto il Mediterraneo.
+ INFO
COSA univa le poleis?
Poi c'è la «grecità» (to Hellenikòn), la comunanza di sangue e di lingua, di santuari e
riti sacri, di usi e costumi simili
ERODOTO, sTORIE, viii 144.2
La nostra città [Atene] (...) ha fatto sì che il nome di Elleni designi non più la stirpe, ma il modo di pensare, e che siano chiamati Elleni non quelli che hanno la nostra stessa
origine, ma quelli che hanno in comune con noi la nostra cultura.
ISOCRATE, PANEGIRICO, 50
come era strutturata una polis?
α'
struttura urbanistica
β'
religione
γ'
cittadini greci
δ'
DEMOCRAZIA
DIVINITA' E MITOLOGIA
Per religione greca si intende l'insieme di credenze, miti, rituali, culti, teologie. I Greci erano POLITEISTI, cioè veneravano tanti dei. Ogni dio ha diverse caratteristiche e ogni città greca ha la sua divinità protettrice. Gli antichi greci, con la loro infinita immaginazione, crearono i miti per spiegare quasi ogni elemento della condizione umana.
Come spiegare l'esistenza del male?
IL VASO DI PANDORA
CHI ERANO I CITTADINI GRECI
CITTADINI greci
Cosa vuol dire essere CITTADINI?
Un CITTADINO è chiunque abiti in città o risieda in una città. Si chiama cittadino anche chi appartiene a uno Stato (cioè a una comunità politica, a una nazione), e per questa sua condizione è soggetto ad alcuni doveri e gode di alcuni diritti
ATENE
SPARTA
Polis democratica governata dal popolo
Polis oligarchica governata da due re
societa' spartana
ASSE MBLEA
EFORI
SPARTIATI
GHERUSìA
PERIECI
2 RE
ILOTI
societa' ATENIESE
AEROPAGO
9 ARCONTI
PENTACOSIOMEDIMMI
HIPPEIS
ASSE MBLEA
ELIEA
BOULE'
ZEUGITI
TETI
COS'è LA DEMOCRAZIA?
Demos
Potere al POPOLO
Kratòs
+ INFO
GLI ESCLUSI
DONNE
SCHIAVI
ESCLUSI
METECI
10%
CITTADINI
I PADRI DELLA DEMOCRAZIA ATENIESE
CLISTENE
SOLONE
PERICLE
STIPENDIO PER I NULLATENENTI
ABOLIZIONE SCHIAVITU' PER DEBITI
ISONOMIA
Tutto il paese, era nelle mani di poche persone; e se i poveri affittuari non pagavano la pigione, rischiavano di essere ridotti in schiavitù e i loro figli con essi. La loro stessa persona veniva ipotecata ai loro creditori, un’usanza che sopravvisse fino al tempo di Solone, che fu il primo a comparire come capo del popolo. Ma la parte più dura e amara della condizione delle masse era il fatto che esse non partecipavano agli uffici esistenti in base alla costituzione. Allo stesso tempo erano scontenti di ogni altro aspetto della loro sorte; poiché, per parlare in generale, non avevano parte né partecipavano a nulla.” (Costituzione degli ateniesi, II)
SOLONE
riteneva un DOVERE di ogni cittadino interessarsi agli affari pubblici e privava del diritto di voto l’uomo che rifiutava di prendere parte alla vita politica. Secondo la sua concezione, la LIBERTA' INDIVIDUALE dovesse essere inserita all’interno dell’INTERESSE PUBBLICO.
LE RIFORME
istituzione boule assemblea di 500 membri a sorteggio senza distinzione di classe sociale
ostracismo per aspiranti tiranni
nuova distribuzione dei cittadini nelle tribù in base alla residenza e non alla parentela
LA RIFORMA DI PERICLE
Compenso per tutti coloro che ricoprivano una carica politica
MISTHOS
Fu introdotto per incentivare la partecipazione alla vita pubblica permettendo anche ai cittadini più poveri di poter partecipare effettivamente alla vita politica diventando quindi veramente un CITTADINO.
Cosa vuol dire essere cittadini
Per i Greci voleva dire partecipare alla vita politica della città condividendone le regole del gioco. Ma non bastava solo creare una legge perché' tutti potessero partecipare, bisognava anche creare le condizioni adatte affinché tutti avessero veramente la possibilità di partecipare. Oggi condividiamo ancora lo stesso pensiero, non è cambiato molto: anche per noi uomini e donne moderni essere cittadini di uno Stato vuol dire condividerne le regole, avere dei diritti ma anche dei doveri.
LA COSTITUZIONE
SUBTITLE HERE
Qual è per noi la carta madre, quella su cui è stata costruita l'Italia come la conosciamo oggi?
LA COSTITUZIONE
La Costituzione italiana è stata approvata il 27 dicembre 1947. Le tre copie originali del documento firmato dall’allora Capo dello Stato provvisorio Enrico De Nicola sono conservate presso l'Archivio storico della Presidenza della Repubblica e presso l'Archivio centrale dello Stato. L'originale della Costituzione è esposto al pubblico in visita al Palazzo del Quirinale.
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Su quale supporto è scritta la nostra Costituzione?
CARTA
Oggi le leggi vengono scritte sulla carta e pubblicate nella Gazzetta ufficiale della Repubblica italiana, una sorta di contenitore che contiene appunto tutti gli atti normativi pubblicati in Italia. Una legge per entrare in vigore deve essere infatti stata pubblicata nella Gazzetta ufficiale
MA IN GRECIA?
I Greci dove scrivevano le leggi?
PIETRA (EPIGRAFI)
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siete pronti a divertirvi?
Facciamo un gioco. Dovete fondare una nuova scuola primaria nella vostra città, scrivete in gruppo le regole della vostra scuola ideale. Lo scopo della scuola è sempre però lo stesso: insegnare agli studenti a vivere nella società dando loro gli STRUMENTI per COMPRENDERE ciò che succede e PARTECIPARE attivamente alla vita democratica.
Svolgimento: ogni gruppo è un'Assemblea costituente. Avete un'ora di tempo per scrivere le 10 regole fondamentali per il funzionamento della scuola seguendo la traccia. Le regole devono essere coerenti con lo scopo della scuola. Dopodichè un membro del gruppo scriverà le regole spiegando anche perchè quella regola è importante. Un secondo membro del gruppo potrà scegliere un altro gruppo da cui andare per sbirciare le regole pensate da quel gruppo. Avrà solo 5 minuti per leggerle e sceglierne una da aggiungere alle regole del proprio gruppo. Un altro membro avrà invece il compito di leggere le regole a tutta la classe. Nel caso di gruppi con più di 3 alunni, 2 avranno il compito di leggere le regole.
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Ecco la traccia
1. Organizzate la settimana di scuola: quali materie si insegnano e per quante ore al giorno. 2. Prevedete anche dei laboratori di approfondimento da fare durante l'anno scolastico, anche per questo scrivete di che cosa si occuperanno i laboratori, quanto dureranno e a cosa serviranno. 3. Le classi sono omogenee di età oppure miste? Chi è che fa la lezione? (maestri e maestre, genitori, esperti...) . 4. Il momento del pasto come fuziona? 5. Pensate anche agli spazi sia all'interno che all'esterno della scuola (dove fanno lezione gli alunni? fuori c'è un giardino, un orto, sono previste aule laboratorio?...). 6. Regole di comportamento Discutete con il gruppo e trovate insieme le regole, in caso di disaccordo dovete trovare un sistema "democratico" per scegliere la regola.
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grazie
emancipazione degli schiavi debitori
Dal discorso funebre di Pericle come ricordato da Tucidide, II, 37
e per quanto riguarda poi la povertà, se qualcuno può apportare un beneficio alla città, non viene impedito dall'oscurità della sua condizione. Inoltre viviamo liberamente come cittadini nell'occuparci degli affari pubblici (...) Trattando le faccende private, dunque, senza offenderci, a maggior ragione, per timore, non commettiamo illegalità nelle faccende pubbliche, dato che prestiamo obbedienza a coloro che di volta in volta sono al potere ed alle leggi e soprattutto a quante sono in vigore per portare aiuto contro le ingiustizie e quante, benché non siano scritte, comportano una vergogna riconosciuta da tutti».
«Utilizziamo infatti un ordinamento politico che non imita le leggi dei popoli confinanti, dal momento che, anzi, siamo noi ad essere d'esempio per qualcuno, più che imitare gli altri. E di nome, per il fatto che non si governa nell'interesse di pochi ma di molti, è chiamato democrazia; per quanto riguarda le leggi per dirimere le controversie private, è presente per tutti lo stesso trattamento; per quanto poi riguarda la dignità, ciascuno viene preferito per le cariche pubbliche a seconda del campo in cui sia stimato, non tanto per appartenenza ad un ceto sociale, quanto per valore;
Nella polis il potere politico era distribuito fra i cittadini: maschi adulti, liberi, nati da genitori ateniesi. Nessuna donna o schiavo o meteco era un cittadino. Ad avere accesso al potere era quindi una minoranza. La forma di governo di Atene era quella che oggi si definisce una ‘democrazia diretta’, una democrazia, cioè, in cui tutti i cittadini potevano prendere direttamente parte alle decisioni, attraverso organi come le assemblee e i consigli. La decisione venivano presa attraverso il sistema della MAGGIORANZA Le dimensioni ristrette della polis facilitavano la gestione collettiva di questa forma di governo e fin da subito ci si rese conto di quanto potesse essere complicato applicare invece lo stesso sistema a realtà più complesse e numerose.
Il popolo viene incoronato dalla Democrazia, 276 a. C. Museo dell' Agorà
DEMOCRAZIA E CITTADINANZA NELLA GRECIA ANTICA
romina anardo
Created on April 21, 2023
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DEMOCRAZIA E CITTADINANZA nella grecia antica
maPPA
LINEA DEL TEMPO
Periodo ELLENISTICO
Periodo CLASSICO
Periodo ARCAICO
323 A.C .
480 A .C .
600 A .C .
31 A.C .
le poleis
01
le poleis = citta' stato
L'Antica Grecia non è uno stato unitario ma un insieme di città indipendenti, autonome, sparse in tutto il Mediterraneo.
+ INFO
COSA univa le poleis?
Poi c'è la «grecità» (to Hellenikòn), la comunanza di sangue e di lingua, di santuari e riti sacri, di usi e costumi simili
ERODOTO, sTORIE, viii 144.2
La nostra città [Atene] (...) ha fatto sì che il nome di Elleni designi non più la stirpe, ma il modo di pensare, e che siano chiamati Elleni non quelli che hanno la nostra stessa origine, ma quelli che hanno in comune con noi la nostra cultura.
ISOCRATE, PANEGIRICO, 50
come era strutturata una polis?
α'
struttura urbanistica
β'
religione
γ'
cittadini greci
δ'
DEMOCRAZIA
DIVINITA' E MITOLOGIA
Per religione greca si intende l'insieme di credenze, miti, rituali, culti, teologie. I Greci erano POLITEISTI, cioè veneravano tanti dei. Ogni dio ha diverse caratteristiche e ogni città greca ha la sua divinità protettrice. Gli antichi greci, con la loro infinita immaginazione, crearono i miti per spiegare quasi ogni elemento della condizione umana.
Come spiegare l'esistenza del male?
IL VASO DI PANDORA
CHI ERANO I CITTADINI GRECI
CITTADINI greci
Cosa vuol dire essere CITTADINI?
Un CITTADINO è chiunque abiti in città o risieda in una città. Si chiama cittadino anche chi appartiene a uno Stato (cioè a una comunità politica, a una nazione), e per questa sua condizione è soggetto ad alcuni doveri e gode di alcuni diritti
ATENE
SPARTA
Polis democratica governata dal popolo
Polis oligarchica governata da due re
societa' spartana
ASSE MBLEA
EFORI
SPARTIATI
GHERUSìA
PERIECI
2 RE
ILOTI
societa' ATENIESE
AEROPAGO
9 ARCONTI
PENTACOSIOMEDIMMI
HIPPEIS
ASSE MBLEA
ELIEA
BOULE'
ZEUGITI
TETI
COS'è LA DEMOCRAZIA?
Demos
Potere al POPOLO
Kratòs
+ INFO
GLI ESCLUSI
DONNE
SCHIAVI
ESCLUSI
METECI
10%
CITTADINI
I PADRI DELLA DEMOCRAZIA ATENIESE
CLISTENE
SOLONE
PERICLE
STIPENDIO PER I NULLATENENTI
ABOLIZIONE SCHIAVITU' PER DEBITI
ISONOMIA
Tutto il paese, era nelle mani di poche persone; e se i poveri affittuari non pagavano la pigione, rischiavano di essere ridotti in schiavitù e i loro figli con essi. La loro stessa persona veniva ipotecata ai loro creditori, un’usanza che sopravvisse fino al tempo di Solone, che fu il primo a comparire come capo del popolo. Ma la parte più dura e amara della condizione delle masse era il fatto che esse non partecipavano agli uffici esistenti in base alla costituzione. Allo stesso tempo erano scontenti di ogni altro aspetto della loro sorte; poiché, per parlare in generale, non avevano parte né partecipavano a nulla.” (Costituzione degli ateniesi, II)
SOLONE
riteneva un DOVERE di ogni cittadino interessarsi agli affari pubblici e privava del diritto di voto l’uomo che rifiutava di prendere parte alla vita politica. Secondo la sua concezione, la LIBERTA' INDIVIDUALE dovesse essere inserita all’interno dell’INTERESSE PUBBLICO.
LE RIFORME
istituzione boule assemblea di 500 membri a sorteggio senza distinzione di classe sociale
ostracismo per aspiranti tiranni
nuova distribuzione dei cittadini nelle tribù in base alla residenza e non alla parentela
LA RIFORMA DI PERICLE
Compenso per tutti coloro che ricoprivano una carica politica
MISTHOS
Fu introdotto per incentivare la partecipazione alla vita pubblica permettendo anche ai cittadini più poveri di poter partecipare effettivamente alla vita politica diventando quindi veramente un CITTADINO.
Cosa vuol dire essere cittadini
Per i Greci voleva dire partecipare alla vita politica della città condividendone le regole del gioco. Ma non bastava solo creare una legge perché' tutti potessero partecipare, bisognava anche creare le condizioni adatte affinché tutti avessero veramente la possibilità di partecipare. Oggi condividiamo ancora lo stesso pensiero, non è cambiato molto: anche per noi uomini e donne moderni essere cittadini di uno Stato vuol dire condividerne le regole, avere dei diritti ma anche dei doveri.
LA COSTITUZIONE
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Qual è per noi la carta madre, quella su cui è stata costruita l'Italia come la conosciamo oggi?
LA COSTITUZIONE
La Costituzione italiana è stata approvata il 27 dicembre 1947. Le tre copie originali del documento firmato dall’allora Capo dello Stato provvisorio Enrico De Nicola sono conservate presso l'Archivio storico della Presidenza della Repubblica e presso l'Archivio centrale dello Stato. L'originale della Costituzione è esposto al pubblico in visita al Palazzo del Quirinale.
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Su quale supporto è scritta la nostra Costituzione?
CARTA
Oggi le leggi vengono scritte sulla carta e pubblicate nella Gazzetta ufficiale della Repubblica italiana, una sorta di contenitore che contiene appunto tutti gli atti normativi pubblicati in Italia. Una legge per entrare in vigore deve essere infatti stata pubblicata nella Gazzetta ufficiale
MA IN GRECIA?
I Greci dove scrivevano le leggi?
PIETRA (EPIGRAFI)
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siete pronti a divertirvi?
Facciamo un gioco. Dovete fondare una nuova scuola primaria nella vostra città, scrivete in gruppo le regole della vostra scuola ideale. Lo scopo della scuola è sempre però lo stesso: insegnare agli studenti a vivere nella società dando loro gli STRUMENTI per COMPRENDERE ciò che succede e PARTECIPARE attivamente alla vita democratica.
Svolgimento: ogni gruppo è un'Assemblea costituente. Avete un'ora di tempo per scrivere le 10 regole fondamentali per il funzionamento della scuola seguendo la traccia. Le regole devono essere coerenti con lo scopo della scuola. Dopodichè un membro del gruppo scriverà le regole spiegando anche perchè quella regola è importante. Un secondo membro del gruppo potrà scegliere un altro gruppo da cui andare per sbirciare le regole pensate da quel gruppo. Avrà solo 5 minuti per leggerle e sceglierne una da aggiungere alle regole del proprio gruppo. Un altro membro avrà invece il compito di leggere le regole a tutta la classe. Nel caso di gruppi con più di 3 alunni, 2 avranno il compito di leggere le regole.
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Ecco la traccia
1. Organizzate la settimana di scuola: quali materie si insegnano e per quante ore al giorno. 2. Prevedete anche dei laboratori di approfondimento da fare durante l'anno scolastico, anche per questo scrivete di che cosa si occuperanno i laboratori, quanto dureranno e a cosa serviranno. 3. Le classi sono omogenee di età oppure miste? Chi è che fa la lezione? (maestri e maestre, genitori, esperti...) . 4. Il momento del pasto come fuziona? 5. Pensate anche agli spazi sia all'interno che all'esterno della scuola (dove fanno lezione gli alunni? fuori c'è un giardino, un orto, sono previste aule laboratorio?...). 6. Regole di comportamento Discutete con il gruppo e trovate insieme le regole, in caso di disaccordo dovete trovare un sistema "democratico" per scegliere la regola.
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grazie
emancipazione degli schiavi debitori
Dal discorso funebre di Pericle come ricordato da Tucidide, II, 37
e per quanto riguarda poi la povertà, se qualcuno può apportare un beneficio alla città, non viene impedito dall'oscurità della sua condizione. Inoltre viviamo liberamente come cittadini nell'occuparci degli affari pubblici (...) Trattando le faccende private, dunque, senza offenderci, a maggior ragione, per timore, non commettiamo illegalità nelle faccende pubbliche, dato che prestiamo obbedienza a coloro che di volta in volta sono al potere ed alle leggi e soprattutto a quante sono in vigore per portare aiuto contro le ingiustizie e quante, benché non siano scritte, comportano una vergogna riconosciuta da tutti».
«Utilizziamo infatti un ordinamento politico che non imita le leggi dei popoli confinanti, dal momento che, anzi, siamo noi ad essere d'esempio per qualcuno, più che imitare gli altri. E di nome, per il fatto che non si governa nell'interesse di pochi ma di molti, è chiamato democrazia; per quanto riguarda le leggi per dirimere le controversie private, è presente per tutti lo stesso trattamento; per quanto poi riguarda la dignità, ciascuno viene preferito per le cariche pubbliche a seconda del campo in cui sia stimato, non tanto per appartenenza ad un ceto sociale, quanto per valore;
Nella polis il potere politico era distribuito fra i cittadini: maschi adulti, liberi, nati da genitori ateniesi. Nessuna donna o schiavo o meteco era un cittadino. Ad avere accesso al potere era quindi una minoranza. La forma di governo di Atene era quella che oggi si definisce una ‘democrazia diretta’, una democrazia, cioè, in cui tutti i cittadini potevano prendere direttamente parte alle decisioni, attraverso organi come le assemblee e i consigli. La decisione venivano presa attraverso il sistema della MAGGIORANZA Le dimensioni ristrette della polis facilitavano la gestione collettiva di questa forma di governo e fin da subito ci si rese conto di quanto potesse essere complicato applicare invece lo stesso sistema a realtà più complesse e numerose.
Il popolo viene incoronato dalla Democrazia, 276 a. C. Museo dell' Agorà