Luigi Cipullo3^C
Il tennis
La storia del tennis e le sue "origini"
- Oggi è tra gli sport più seguiti e praticati al mondo, ma la sua popolarità risale addirittura al Medioevo e ha segnato tutto il Rinascimento, quando a giocarvi furono illustri sovrani, nobili signori e artisti famosi come Caravaggio. Stiamo parlando del Tennis, la cui “mamma” è da molti considerata la pallacorda medievale. Per ripercorrere le origini del Tennis, occorre ricordare che tutto ebbe inizio dalla pallacorda. La pallacorda era chiamata così perché la pallina veniva scambiata tra due giocatori al di sopra di una corda tesa. Per colpirla si usava all’inizio la mano aperta, tanto che in Francia il gioco fu detto Jeu de Paume (“gioco di palmo”). Furono poi adottati appositi guanti e dal Cinquecento la racchetta. Lo sport divenne rapidamente popolare e venne praticato con passione. Sembra ad esempio che il grande artista Michelangelo Merisi, meglio noto come Caravaggio, uccise un suo rivale - tale Ranuccio Tomassoni - proprio in seguito ad una disputa nata per un fallo alla pallacorda! Quindi iniziarono le prime competizioni internazionali, a partire da quelle del “Grande Slam”.
Le regole del tennis
Colpi piu' importanti
Servizio
Il servizio per esser valido deve vedere la palla rimbalzare del il rettangolo di campo situato a rete sul lato in cui si trova l’avversario, che è quello opposto al battitore. Per convenzione, ogni turno di servizio si inizia battendo da destra. Ogni battitore ha due possibilità di servire: qualora il primo tentativo dovesse far finire la palla al di fuori del suddetto rettangolo di campo, si ha una seconda battuta. Sbagliata anch’essa, si ha un doppio fallo che determina l’assegnazione del punto all’avversario.
Dritto Il dritto è un colpo piazzato quando la pallina viene colpita alla destra del giocatore (o alla sinistra per un tennista mancino), dopo il rimbalzo. Sebbene possa risultare un fondamentale dalla semplice esecuzione, può non essere così facile quando la palla arriva carica di effetto, dal momento che dopo il rimbalzo è molto difficile da controllare.
Rovescio
Il rovescio, invece, è un colpo piazzato quando la pallina viene colpita alla sinistra del giocatore (o alla destra per un tennista mancino), dopo il rimbalzo. Esistono due modi di effettuare il rovescio: a una mano o a due mani. Il rovescio a una mano è considerato il più corretto a livello stilistico, ma ha un coefficiente di difficoltà più alto. D’altro canto, il rovescio a due mani (molto diffuso oggigiorno), sebbene offra un angolo minore, offre una maggior forza e precisione, risultando molto efficace anch’esso, in base alle caratteristiche del tennista che ne fa uso.
Volée
La volée è un colpo al volo, che si ha quando un tennista colpisce la palla prima che rimbalzi all’interno del proprio campo. Prerogativa della volée è la posizione della palla: deve aver superato la rete. Se così non dovesse essere, si commette fallo d’invasione. La volée può essere effettuata sia di dritto, che di rovescio. Esiste, inoltre, la cosiddetta demi-volée, ossia un colpo al volo smorzato. Entrambe le volée sono anche dette colpi di chiusura, in quanto la loro realizzazione dovrebbe trovare in contro tempo l’avversario, complicandone la risposta e favorendo la vittoria del game da parte di chi le esegue.
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Lo scopo del gioco
Lo scopo del gioco è di mandare la palla nella metà campo opposta, in zone delimitate da righe in base al tipo d’incontro (singolo o doppio), facendo in modo che la palla tocchi una volta a terra la palla nel campo avversario in modo che l’avversario non riesca a rispondere. Il punto si assegna anche quando l’avversario non riesce a far passare la palla sopra la rete e quando non riesce a prendere la battuta. La palla viene colpita con la racchetta, mai staccata dalla mano, al volo o dopo solamente un rimbalzo. Un colpo è valido anche se la palla, nel rimbalzo a terra, tocca in modo minimo la riga esterna del campo (in) e per la restante la parte non valida del campo (out).
Altre curiosità
I game, o giochi, sono suddivisi in punti e sono l’unità di misura minima nel punteggio. Essi vengono assegnati nella successione numerica di “15”, “30”, “40” e “vittoria” (che corrisponde, quindi, al raggiungimento di 4 game conquistati). La vittoria del game si consegue, però, quando i game di distacco dall’avversario sono almeno 2. Imparare bene il punteggio del tennis è fondamentale per il gioco in sé, ma anche qualora si decidesse di puntare su qualche partita. A tal proposito, è sempre utile consultare la nostra guida riguardo a come scommettere sul tennis.
Quando si va ai vantaggi
Nel caso in cui entrambi i tennisti si ritrovassero sul punteggio di 40-40, il primo game vinto porta uno dei due tennisti al “vantaggio”. Nel caso lo stesso tennista dovesse vincere un altro punto, avrebbe vinto il game. Altrimenti il vantaggio si annulla e si ritorna sul 40-40.
Set
Un set, a sua volta, è costituito da 6 (o più) game (in italiano, giochi). Per vincere un set è necessario quindi dover vincere 6 game, ma con un vantaggio di almeno 2 game sull’avversario (es. 6-0, 6-1, 6-2, 6-3 e 6-4). Sul punteggio di 5 game a testa, quindi, si deve arrivare a vincere 7-5. Se però ci si ritrova sul 6-6, se il regolamento del torneo lo prevede, si disputa il game decisivo che viene chiamato tie-break, che decreta il vincitore del set per 7-6.
Match
I match si dividono in set; in base al tipo di torneo, però, gli incontro possono essere al meglio dei 3 o dei 5 set. Nel primo caso, significa che vincerà il match il giocatore che per primo conquisterà 2 set, nel secondo caso il primo che vincerà 3 set.
Hawk-eye
Cos'è l'Hawk-eye?
Uno dei primi sport ad aver introdotto la "moviola" in campo è il tennis, nel quale a partire dal 2005 è stata adottata la tecnologia chiamata Hawk-Eye (l’occhio di falco) come “giudice virtuale di linea” nei maggiori tornei internazionali. Solo che, a garanzia della regolarità del risultato, ai giocatori viene offerta la possibilità (3 volte ogni partita) di contestare una “chiamata dubbia” e di verificare se la pallina sia rimbalzata al di là o al di qua della linea.
"Statistiche alla mano, 30 volte su 100 la decisione del giudice “umano” viene corretta da quello virtuale. Ma questo non ci deve sorprendere più di tanto, se pensiamo che nel tennis la velocità della pallina può superare i 200 km/h."
Questo spiega anche perché il normale replay della tv non basta: a queste velocità, e con riprese televisive che catturano 25 immagini al secondo, tra un fotogramma e l’altro la pallina si sposta di oltre 2 metri e risulta altamente improbabile riuscire a cogliere l’istante in cui impatta sul campo.Impresa che invece è nelle possibilità dell’occhio di falco, in particolare nella versione messa a punto per il tennis, che usa videocamere ancora più “veloci” di quelle del calcio – 1.000 fotogrammi al secondo invece di 500 – e riesce a calcolare la posizione della pallina con un margine di errore di circa 2 millimetri.
Gabriele d'Annunzio
"IL TENNIS NON È SOLO UNA QUESTIONE FISICA. SONO DUE CERVELLI CHE SI SCONTRANO."
Gabriele D’annunzio nacque a Pescara nel 1863 da una famiglia borghese. Dal 1881 al 1891 visse a Roma dove frequentò l’università senza laurearsi e collaborò come giornalista scrivendo su riviste letterarie e mondane. Il matrimonio con Maria Hardouin, da cui avrà 3 figli ma da cui si separerà dopo pochi anni, gli aprì le porte nel mondo dell' aristocrazia. Scrisse i primi romanzi Il Piacere (1889), Giovanni Episcopo e L’innocente.
Gabriele D'annunzio nel 1897 si candidò al Parlamento e venne eletto deputato nelle file dell’estrema destra, per poi passare alla sinistra, fatto che compromise la sua rielezione futura. L’autore si dedicò molto anche all’attività teatrale e gran parte della sua produzione fu ispirata alla relazione con Eleonora Duse, famosa attrice dell’epoca, alla quale il poeta fu legato per circa un decennio. Successivamente si trasferì in Francia per sfuggire ai suoi numerosi debiti e cui rimase fino allo scoppio della prima guerra mondiale, continuando la sua vita da esteta e di scrittore. Tra il 1889 e il 1890, D’annunzio fu chiamato a prestare servizio militare, in questo periodo apprese alcune tecniche narrative dai vari autori. Nel 1892 l’incontro con Nietzsche gli fece apprendere la teoria del Superuomo, presente in tre dei suoi Romanzi: Il trionfo della morte, Le Vergini delle rocce e Il fuoco. Nel 1915 tornò in Italia e, nonostante l’età volle arruolarsi. L’anno successivo ebbe un incidente che gli provocò la perdita dell’occhio destro. Finita la guerra e deluso dal trattato di pace nel 1919 organizzò una legione di volontari occupando la città istriana di Fiume. Qui istituì un vero e proprio stato di cui fu il dittatore finchè nel 1920 venne cacciato dalle truppe italiane e si ritirò nella villa museo a Gardone Riviera il “Vittoriale“ dove trascorse il resto della sua vita fino alla morte nel 1938.
"A mio avviso il tennis è uno degli sport mentalmente più duri, perché sei sempre solo. Sei molto solo in campo, non hai nessuno da criticare o a cui chiedere aiuto, sei tutto solo e se ti capita di avere una giornata storta, hai una giornata storta e la devi affrontare. Negli sport di squadra se hai una giornata storta, la tua squadra può comunque vincere, puoi lasciar perdere o sostenere il tuo compagno, lui fa goal e tutto va bene, la tua squadra vince e tu mantieni la fiducia vincente. Nel tennis sei solo. È questa la cosa più sfiancante”.
Poteva sembrare un atteggiamento contraddittorio rispetto alla sua attività quotidiana di scrivere pagine e pagine ma giocasse a dadi o facesse canottaggio o andasse in bicicletta, spicca in lui la sua insaziabile «voglia di vincere», sempre e dovunque. Tant’ è vero che nel 1921 c’ è chi lo proclamò «atleta dell’anno», nonostante i suoi cinquantotto anni. Fu l’unico grande intellettuale italiano, ancor prima dei futuristi, ad aver colto il ruolo che lo sport avrebbe avuto nella società e nella cultura del Novecento.
Per Gabriele D’Annunzio, il Vate, il Poeta-soldato, anche lo sport servì alla massima esaltazione del proprio Ego individualista. Lo sport inteso come forma d’arte e di vita, passò per quattro diversi studi: il panico, l’esotico, il mondano, l’eroico. Fin da giovane per dare prova di un vitalismo prodigioso e contagioso imparò la scherma, ad andare a cavallo, frequentò corsi di ginnastica e giocò a tennis, confessando la sua ripugnanza «contro l’ immobilità della sedia e l’ irritante lavoro dello scrittura».
Cosa accomuna tennis e musica?
- Prima di tutto la solitudine. Il tennis e la pratica strumentale richiedono un completo e totale isolamento, anche quando si svolgono davanti a tante persone. Sei solo contro il tuo avversario, o “contro” il pubblico, sei solo contro il tuo corpo che non ha diritto di lamentare stanchezza, paura o debolezza.
- Il ritmo. Il tennis come la musica si fonda sul ritmo e sulla sua rottura. In musica è decisivo per una esecuzione corretta, profonda, ma anche per discostarsi dal ritmo stesso. Nel tennis è fondamentale per non sprecare inutilmente energie e darsi un ordine. È fondamentale che il ritmo, in musica come nel tennis, sia all’interno del protagonista.
- Precisione. La distanza tra un tasto e l’altro del pianoforte o la posizione sulla corda di un violino determina l’esecuzione o meno della nota giusta. Ne determina l’intonazione. Così è per i tennisti. Il colpo perfetto è quello al limite tra la riga bianca e il rosso della terra. Il colpo che non sai mai se sia dentro o fuori.
- Infine il silenzio. Durante un concerto o durante uno scambio tra due tennisti il pubblico è in silenzio: stima e rispetto verso quello che succede in campo, coscienza di stare davanti a qualcosa di grande.
Pratica sportiva e musicale hanno non pochi punti di contatto. Curioso che la lingua inglese utilizzi lo stesso termine per indicare il giocare a tennis (play tennis) o suonare il pianoforte (play piano). Anche i cugini francesi [jouer], così come i tedeschi [spielen] utilizzano il medesimo verbo per indicare un pomeriggio in un campo di calcio oppure alle prese con le Sonate di Beethoven. Ma cosa accomuna tennis e musica?
Il futurismo e lo sport
Nel corso del Novecento anche lo sport entrò a far parte del repertorio figurativo delle avanguardie storiche, in quanto perfetta espressione della modernità: dalla boxe al ciclismo, dall’atletica alla vela, dal nuoto all’automobilismo, dal calcio al tennis, nulla veniva tralasciato da questa nuova stagione di artisti.
In Italia l’avanguardia parlava la lingua del Futurismo, un movimento che fin dalle sue origini si dimostrò intimamente legato allo sport per la sua vocazione di infrangere i limiti umani, anche sul piano motorio.
Fondato nel 1909 con il celebre Manifesto di Filippo Tommaso Marinetti, il Futurismo si presentò subito come un movimento globale, intenzionato a infrangere i limiti tra arte e vita, arte e politica, arte e cultura. L’intenzione era quella di esaltare la rottura con il passato, dando forma ad una poetica rispondente alle esigenze della nascente società di massa: è la genesi di una nuova stirpe, figlia della macchina e della velocità.
Umberto Boccioni, Partita a tennis, 1905
Umberto Boccioni
In questa glorificazione del dinamismo, i gesti sportivi si tinsero di valenze estetiche e assunsero significati fortemente simbolici: l’atleta- eroe si configurava come suprema sintesi tra l’antico spirito italico e la moderna forza della tecnica.
Per quanto concerne la sua rappresentazione, lo sport, che è dinamismo per eccellenza, si prestava ad essere uno dei soggetti principali dei pittori futuristi.
Arturo Ciacelli, appartenente alla “prima audace e intrepida ondata futurista”, come ebbe a dire di lui Marinetti, ci ha lasciato due opere che traducono sulla tela il vigore del tennis: “Dinamismo-tennis” del 1918 e “Ritmi” del 1925.
In questi dipinti Ciacelli rese le linee di forza capaci di descrivere i movimenti di una partita di tennis: con pennellate rapide e scattanti come colpi di racchetta, l’artista mise in luce la fierezza della prestanza fisica e l’audacia della risolutezza italica.
Arturo Ciacelli. Dinamismo-Tennis, 1918.
Arturo Ciacelli. Ritmi 1925
La probabilità
Colpirla non è uno scherzo.
Nessuno si è mai stupito dell'abilità dei tennisti di colpire la pallina che viaggia a qualche centinaio di chilometri l'ora? Chi l'ha fatto può avere una risposta in un articolo pubblicato sulla rivista inglese Nature, secondo cui i tennisti non sono solo "icone" mediatiche, ma anche abili matematici. Per colpire infatti la palla devono prevederne con precisione la traiettoria e il punto in cui arriverà quando la racchetta la colpisce. Per fare questo sfruttano, inconsciamente, un ramo della matematica che si chiama teoria bayesiana della probabilità".
Un giocatore infatti, oltre ai calcoli rapidissimi che deve fare per prevedere la posizione della pallina, deve incorporare nel colpo informazioni che provengono da esperienze precedenti sullo stesso campo o su campi simili, e da partite combattute anche qualche tempo prima con gli stessi avversari. In situazioni ambientali difficili, come un po' di foschia, il giocatore calcola sempre meno la traiettoria della palla direttamente e si affida invece a ricordi di match già combattuti. E l'integrazione di situazioni reali ed esperienze passate è proprio la base della probabilità bayesiana. Insomma i tennisti sono grandi matematici. Anche se non lo sanno.
Tipi di muscoli e gli infortuni
- Cosa sono i muscoli? I muscoli sono gli organi che formano l’apparato muscolare e hanno la caratteristica di potersi contrarre e distendere; questa loro caratteristica è poi ciò che consente i nostri movimenti. Un muscolo è composto da molte cellule allungate chiamate fibre. In base alle caratteristiche delle fibre possiamo distinguere tre tipi di tessuto muscolare: il tessuto muscolare striato, il tessuto muscolare liscio e il tessuto muscolare cardiaco. Il tessuto muscolare striato ha fibre molto vicine tra loro, di forma cilindrica e con strie sottili. Il tessuto muscolare liscio ha invece fibre allungate, disposte una affianco all’altra e prive di strie. Il tessuto muscolare cardiaco ha fibre striate, ma collegate tra loro come una rete.
- Quali e quanti tipi di muscoli esistono?
- I muscoli sono una parte importantissima del corpo umano, responsabile principalmente del movimento. I muscoli, in base alla loro funzione, vengono classificati secondo vari criteri.
- Muscoli lisci o viscerali: si trovano nei visceri, nei vasi sanguigni, nel tubo digerente, nelle pareti dei bronchi, nelle vie urinarie, ecc.
- Muscoli striati o scheletrici: si trovano nell'apparato locomotore: sono muscoli volontari e dalla loro contrazione volontaria è generato il movimento.
- Muscolo cardiaco: si trova nelle pareti del cuore. E' costituito da un tipo particolare di tessuto muscolare, con caratteristiche simili al tessuto muscolare liscio e caratteristiche simili al tessuto muscolare scheletrico.
Quali sono gli infortuni piu' comuni di un tennista?
Il (classico) gomito del tennista
Il gomito del tennista, come tradisce il nome stesso, è un’infiammazione del gomito estremamente dolorosa che colpisce gli amanti di questo sport, soprattutto quando si superano i 30 anni e l’attività è stata ripetuta negli anni. Questa particolare patologia è causata da un eccessivo uso del gomito, oppure da microtraumi che possono colpire l’articolazione senza che tu te ne accorga.
Molto importante è intervenire immediatamente rimanendo a riposo, utilizzando frequente e in maniera localizzata il ghiaccio e con l’ausilio di antinfiammatori. Una patologia non curata tempestivamente può peggiorare drasticamente ed essere risolta solo con un intervento chirurgico.
Il gomito del tennista è tra gli infortuni più comuni e più famosi tra chi gioca a tennis, ma esistono altri tipi di problematiche che affliggono gli amanti di questo sport. Caviglie e ginocchia sono tra le più colpite, assieme a spalla e schiena. Adesso vedremo alcuni degli infortuni piu' comuni di un tennista.
Il polso, inoltre, si muove costantemente durante i cambi di impugnatura (eastern, semi-western e western) ed è fondamentale per orientare correttamente la racchetta e imprimere al colpo il giusto “spin”.
Esattamente come per il gomito, i primi dolori al polso vanno immediatamente affrontati con l’aiuto del tuo medico, con ghiaccio, riposo e, se necessario, con l’assunzione di farmaci antinfiammatori.
Tennis e infortuni del polso: restando nella parta alta del corpo, il polso è un’altra articolazione estremamente sollecitata durante un allenamento o una partita di tennis attraverso continue torsioni che si verificano quando la racchetta colpisce la pallina.
Gli infortuni alla spalla e alla schiena
Il mal di schiena però può colpire anche giocatori amatoriali per motivi diversi: per la postura sbagliata, per dei movimenti compiuti male, o per l’allungamento muscolare non fatto o fatto male. In questo caso è opportuno osservare un periodo di riposo e intervenire localmente per ridurre il dolore.
Discorso analogo per gli infortuni muscolari o le infiammazioni tendinee alla spalla: in caso di problemi è bene mettersi a riposo e intervenire immediatamente dopo aver consultato il medico per non lasciar degenerare la patologia.
Se sei un giocatore amatoriale e non hai un servizio tecnicamente impeccabile come quello dei più grandi professionisti, probabilmente non hai sofferto di problemi alla spalla o alla schiena dovuti alla pratica del tennis.
Questa tipologia di infortuni, infatti, è frequente nei giocatori che servono molto forte e che reiterano il gesto in periodi di tempo molto ravvicinati.
What is tennis for me
Why I love tennis
To me is not just a sport. I think tennis is a way to learn respect: fair play.
I like playing tennis because this sport makes me happy and motivates me.
Why I love tennis
How and when I started: four years ago I started playing tennis. Today I practice tennis at a competitive level at the Zodiaco Sporting Hub and I play every Monday, Wednesday and Friday from 5:30 pm to 8:00 pm on a clay court. I am quite good at playing tennis and I have participated in a few tournaments.
During this year I participated in the Fit Junior Program, men supergreen level and I finished as a finalist in the first provincial stage. I have participated, with my club, in various team competitions against the Naples Tennis Academy, the Caserta Tennis Club, the New Tennis Frattamaggiore and the Iervolino Tennis Club Salerno. I took part in the four stages of the Next Gen tournament organized by my club and finally I took part in the Kinder tournament which is one of the main multi-sport national projects for Under 14 athletes. It was a wonderful experience. Always with my club in May 2022 I went to see the ATP 500 in Rome where I had the opportunity to see great professionals like Djokovic and Fognini. When last March we were in Naples for the ATP 250 , here too I saw famous athletes including my idol Matteo Berrettini, he was fantastic he even signed me an autograph on a tennis ball. Finally, I also love tennis because it's a wonderful story of friendship: it's the possibility of growing together and becoming better people, sharing victories, defeats, goals and values.
rros
nd Ga
Rola
- Roland Garros est l'un des tournois les plus importants du monde du tennis.
- Il se joue chaque année, de fin mai aux premiers jours de juin. L'admission est en partie régie par le classement mondial : seuls les 104 meilleurs joueurs mondiaux sont éligibles pour participer. Les anglo-saxons les appellent French Open, nous les internationaux français, le monde entier plutôt, plus simplement, Roland Garros. C'est le deuxième tour du Grand Chelem, ainsi que le tournoi le plus important et le plus prestigieux sur terre battue. Le tournoi parisien tire son nom du stade qui l'accueille.
La geografia del tennis dagli anni '70 ad oggi:
Il ‘900 è stato il secolo della localizzazione, in senso sociale e politico, ma anche in ambito sportivo. Nel tennis abbiamo avuto le scuole di gioco immediatamente riconoscibili su basi tecniche e attitudinali, le superfici dei campi, l’architettura degli impianti, la tipologia di pubblico e così via.
Il nuovo millennio è invece l’era della delocalizzazione, un concetto estesosi dall’economia a tutti i campi della vita civile. La delocalizzazione nel tennis è partita con la standardizzazione delle superfici, con la proliferazione degli ‘all court players’, giocatori tutti uguali che giocano nello stesso modo a prescindere dal campo che hanno sotto i piedi e dell’avversario che hanno davanti. È poi proseguita con l’evoluzione dei materiali, che ha uniformato lo stile di gioco e il fisico dei giocatori ed è stata perfezionata nel progressivo trasferimento ad oriente di tornei per un pubblico con poca passione e nessuna tradizione.
Da sport di nicchia a fenomeno globale
Dalle prime classifiche ATP e WTA degli anni ’70 ad oggi il tennis è cambiato. Non solo nello stile, nei materiali, nei montepremi e nei tornei, ma soprattutto a livello geografico: oggi gli effetti della globalizzazione hanno fatto del tennis uno sport veramente mondiale, con tornei che si disputano in ogni continente e giocatori provenienti dai quattro angoli del globo.
Il tennis è sempre stato lo sport internazionale per eccellenza e anche questo fa parte del suo imperituro fascino.
Cosa ci insegna il tennis
Il tennis non è solo uno sport meraviglioso, ma ci può anche far migliorare come essere umani, ci insegna la competizione vissuta in maniera sana e corretta, poichè l'atleta conosce lo sforzo richiesto per allenarsi duramente e rispetta il proprio avversario consapevole che dall'altro lato del campo si trova qualcuno che ha fatto altrettanto. Il tennis, inoltre, stimola e allena le capacità cognitive, il controllo della tensione, la concentrazione, che deve essere sempre alta. E' uno sport di grande strategia, molto psicologico. Anche imparare a gestire bene il tempo è una qualità importante e il tennis ci insegna anche questo. Infine uno dei grandi insegnamenti che il tennis può dare ai ragazzi è imparare a essere indipendenti e fare affidamento solo su noi stessi.
Grazie per l'attenzione
Luigi Cipullo
Elaborato terza media sul tennis
Luigi Cipullo
Created on April 21, 2023
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Luigi Cipullo3^C
Il tennis
La storia del tennis e le sue "origini"
Le regole del tennis
Colpi piu' importanti
Servizio Il servizio per esser valido deve vedere la palla rimbalzare del il rettangolo di campo situato a rete sul lato in cui si trova l’avversario, che è quello opposto al battitore. Per convenzione, ogni turno di servizio si inizia battendo da destra. Ogni battitore ha due possibilità di servire: qualora il primo tentativo dovesse far finire la palla al di fuori del suddetto rettangolo di campo, si ha una seconda battuta. Sbagliata anch’essa, si ha un doppio fallo che determina l’assegnazione del punto all’avversario. Dritto Il dritto è un colpo piazzato quando la pallina viene colpita alla destra del giocatore (o alla sinistra per un tennista mancino), dopo il rimbalzo. Sebbene possa risultare un fondamentale dalla semplice esecuzione, può non essere così facile quando la palla arriva carica di effetto, dal momento che dopo il rimbalzo è molto difficile da controllare. Rovescio Il rovescio, invece, è un colpo piazzato quando la pallina viene colpita alla sinistra del giocatore (o alla destra per un tennista mancino), dopo il rimbalzo. Esistono due modi di effettuare il rovescio: a una mano o a due mani. Il rovescio a una mano è considerato il più corretto a livello stilistico, ma ha un coefficiente di difficoltà più alto. D’altro canto, il rovescio a due mani (molto diffuso oggigiorno), sebbene offra un angolo minore, offre una maggior forza e precisione, risultando molto efficace anch’esso, in base alle caratteristiche del tennista che ne fa uso. Volée La volée è un colpo al volo, che si ha quando un tennista colpisce la palla prima che rimbalzi all’interno del proprio campo. Prerogativa della volée è la posizione della palla: deve aver superato la rete. Se così non dovesse essere, si commette fallo d’invasione. La volée può essere effettuata sia di dritto, che di rovescio. Esiste, inoltre, la cosiddetta demi-volée, ossia un colpo al volo smorzato. Entrambe le volée sono anche dette colpi di chiusura, in quanto la loro realizzazione dovrebbe trovare in contro tempo l’avversario, complicandone la risposta e favorendo la vittoria del game da parte di chi le esegue. .
Lo scopo del gioco
Lo scopo del gioco è di mandare la palla nella metà campo opposta, in zone delimitate da righe in base al tipo d’incontro (singolo o doppio), facendo in modo che la palla tocchi una volta a terra la palla nel campo avversario in modo che l’avversario non riesca a rispondere. Il punto si assegna anche quando l’avversario non riesce a far passare la palla sopra la rete e quando non riesce a prendere la battuta. La palla viene colpita con la racchetta, mai staccata dalla mano, al volo o dopo solamente un rimbalzo. Un colpo è valido anche se la palla, nel rimbalzo a terra, tocca in modo minimo la riga esterna del campo (in) e per la restante la parte non valida del campo (out).
Altre curiosità
I game, o giochi, sono suddivisi in punti e sono l’unità di misura minima nel punteggio. Essi vengono assegnati nella successione numerica di “15”, “30”, “40” e “vittoria” (che corrisponde, quindi, al raggiungimento di 4 game conquistati). La vittoria del game si consegue, però, quando i game di distacco dall’avversario sono almeno 2. Imparare bene il punteggio del tennis è fondamentale per il gioco in sé, ma anche qualora si decidesse di puntare su qualche partita. A tal proposito, è sempre utile consultare la nostra guida riguardo a come scommettere sul tennis. Quando si va ai vantaggi Nel caso in cui entrambi i tennisti si ritrovassero sul punteggio di 40-40, il primo game vinto porta uno dei due tennisti al “vantaggio”. Nel caso lo stesso tennista dovesse vincere un altro punto, avrebbe vinto il game. Altrimenti il vantaggio si annulla e si ritorna sul 40-40. Set Un set, a sua volta, è costituito da 6 (o più) game (in italiano, giochi). Per vincere un set è necessario quindi dover vincere 6 game, ma con un vantaggio di almeno 2 game sull’avversario (es. 6-0, 6-1, 6-2, 6-3 e 6-4). Sul punteggio di 5 game a testa, quindi, si deve arrivare a vincere 7-5. Se però ci si ritrova sul 6-6, se il regolamento del torneo lo prevede, si disputa il game decisivo che viene chiamato tie-break, che decreta il vincitore del set per 7-6. Match I match si dividono in set; in base al tipo di torneo, però, gli incontro possono essere al meglio dei 3 o dei 5 set. Nel primo caso, significa che vincerà il match il giocatore che per primo conquisterà 2 set, nel secondo caso il primo che vincerà 3 set.
Hawk-eye
Cos'è l'Hawk-eye?
Uno dei primi sport ad aver introdotto la "moviola" in campo è il tennis, nel quale a partire dal 2005 è stata adottata la tecnologia chiamata Hawk-Eye (l’occhio di falco) come “giudice virtuale di linea” nei maggiori tornei internazionali. Solo che, a garanzia della regolarità del risultato, ai giocatori viene offerta la possibilità (3 volte ogni partita) di contestare una “chiamata dubbia” e di verificare se la pallina sia rimbalzata al di là o al di qua della linea.
"Statistiche alla mano, 30 volte su 100 la decisione del giudice “umano” viene corretta da quello virtuale. Ma questo non ci deve sorprendere più di tanto, se pensiamo che nel tennis la velocità della pallina può superare i 200 km/h."
Questo spiega anche perché il normale replay della tv non basta: a queste velocità, e con riprese televisive che catturano 25 immagini al secondo, tra un fotogramma e l’altro la pallina si sposta di oltre 2 metri e risulta altamente improbabile riuscire a cogliere l’istante in cui impatta sul campo.Impresa che invece è nelle possibilità dell’occhio di falco, in particolare nella versione messa a punto per il tennis, che usa videocamere ancora più “veloci” di quelle del calcio – 1.000 fotogrammi al secondo invece di 500 – e riesce a calcolare la posizione della pallina con un margine di errore di circa 2 millimetri.
Gabriele d'Annunzio
"IL TENNIS NON È SOLO UNA QUESTIONE FISICA. SONO DUE CERVELLI CHE SI SCONTRANO."
Gabriele D’annunzio nacque a Pescara nel 1863 da una famiglia borghese. Dal 1881 al 1891 visse a Roma dove frequentò l’università senza laurearsi e collaborò come giornalista scrivendo su riviste letterarie e mondane. Il matrimonio con Maria Hardouin, da cui avrà 3 figli ma da cui si separerà dopo pochi anni, gli aprì le porte nel mondo dell' aristocrazia. Scrisse i primi romanzi Il Piacere (1889), Giovanni Episcopo e L’innocente. Gabriele D'annunzio nel 1897 si candidò al Parlamento e venne eletto deputato nelle file dell’estrema destra, per poi passare alla sinistra, fatto che compromise la sua rielezione futura. L’autore si dedicò molto anche all’attività teatrale e gran parte della sua produzione fu ispirata alla relazione con Eleonora Duse, famosa attrice dell’epoca, alla quale il poeta fu legato per circa un decennio. Successivamente si trasferì in Francia per sfuggire ai suoi numerosi debiti e cui rimase fino allo scoppio della prima guerra mondiale, continuando la sua vita da esteta e di scrittore. Tra il 1889 e il 1890, D’annunzio fu chiamato a prestare servizio militare, in questo periodo apprese alcune tecniche narrative dai vari autori. Nel 1892 l’incontro con Nietzsche gli fece apprendere la teoria del Superuomo, presente in tre dei suoi Romanzi: Il trionfo della morte, Le Vergini delle rocce e Il fuoco. Nel 1915 tornò in Italia e, nonostante l’età volle arruolarsi. L’anno successivo ebbe un incidente che gli provocò la perdita dell’occhio destro. Finita la guerra e deluso dal trattato di pace nel 1919 organizzò una legione di volontari occupando la città istriana di Fiume. Qui istituì un vero e proprio stato di cui fu il dittatore finchè nel 1920 venne cacciato dalle truppe italiane e si ritirò nella villa museo a Gardone Riviera il “Vittoriale“ dove trascorse il resto della sua vita fino alla morte nel 1938.
"A mio avviso il tennis è uno degli sport mentalmente più duri, perché sei sempre solo. Sei molto solo in campo, non hai nessuno da criticare o a cui chiedere aiuto, sei tutto solo e se ti capita di avere una giornata storta, hai una giornata storta e la devi affrontare. Negli sport di squadra se hai una giornata storta, la tua squadra può comunque vincere, puoi lasciar perdere o sostenere il tuo compagno, lui fa goal e tutto va bene, la tua squadra vince e tu mantieni la fiducia vincente. Nel tennis sei solo. È questa la cosa più sfiancante”.
Poteva sembrare un atteggiamento contraddittorio rispetto alla sua attività quotidiana di scrivere pagine e pagine ma giocasse a dadi o facesse canottaggio o andasse in bicicletta, spicca in lui la sua insaziabile «voglia di vincere», sempre e dovunque. Tant’ è vero che nel 1921 c’ è chi lo proclamò «atleta dell’anno», nonostante i suoi cinquantotto anni. Fu l’unico grande intellettuale italiano, ancor prima dei futuristi, ad aver colto il ruolo che lo sport avrebbe avuto nella società e nella cultura del Novecento.
Per Gabriele D’Annunzio, il Vate, il Poeta-soldato, anche lo sport servì alla massima esaltazione del proprio Ego individualista. Lo sport inteso come forma d’arte e di vita, passò per quattro diversi studi: il panico, l’esotico, il mondano, l’eroico. Fin da giovane per dare prova di un vitalismo prodigioso e contagioso imparò la scherma, ad andare a cavallo, frequentò corsi di ginnastica e giocò a tennis, confessando la sua ripugnanza «contro l’ immobilità della sedia e l’ irritante lavoro dello scrittura».
Cosa accomuna tennis e musica?
Pratica sportiva e musicale hanno non pochi punti di contatto. Curioso che la lingua inglese utilizzi lo stesso termine per indicare il giocare a tennis (play tennis) o suonare il pianoforte (play piano). Anche i cugini francesi [jouer], così come i tedeschi [spielen] utilizzano il medesimo verbo per indicare un pomeriggio in un campo di calcio oppure alle prese con le Sonate di Beethoven. Ma cosa accomuna tennis e musica?
Il futurismo e lo sport
Nel corso del Novecento anche lo sport entrò a far parte del repertorio figurativo delle avanguardie storiche, in quanto perfetta espressione della modernità: dalla boxe al ciclismo, dall’atletica alla vela, dal nuoto all’automobilismo, dal calcio al tennis, nulla veniva tralasciato da questa nuova stagione di artisti. In Italia l’avanguardia parlava la lingua del Futurismo, un movimento che fin dalle sue origini si dimostrò intimamente legato allo sport per la sua vocazione di infrangere i limiti umani, anche sul piano motorio. Fondato nel 1909 con il celebre Manifesto di Filippo Tommaso Marinetti, il Futurismo si presentò subito come un movimento globale, intenzionato a infrangere i limiti tra arte e vita, arte e politica, arte e cultura. L’intenzione era quella di esaltare la rottura con il passato, dando forma ad una poetica rispondente alle esigenze della nascente società di massa: è la genesi di una nuova stirpe, figlia della macchina e della velocità.
Umberto Boccioni, Partita a tennis, 1905
Umberto Boccioni
In questa glorificazione del dinamismo, i gesti sportivi si tinsero di valenze estetiche e assunsero significati fortemente simbolici: l’atleta- eroe si configurava come suprema sintesi tra l’antico spirito italico e la moderna forza della tecnica. Per quanto concerne la sua rappresentazione, lo sport, che è dinamismo per eccellenza, si prestava ad essere uno dei soggetti principali dei pittori futuristi. Arturo Ciacelli, appartenente alla “prima audace e intrepida ondata futurista”, come ebbe a dire di lui Marinetti, ci ha lasciato due opere che traducono sulla tela il vigore del tennis: “Dinamismo-tennis” del 1918 e “Ritmi” del 1925. In questi dipinti Ciacelli rese le linee di forza capaci di descrivere i movimenti di una partita di tennis: con pennellate rapide e scattanti come colpi di racchetta, l’artista mise in luce la fierezza della prestanza fisica e l’audacia della risolutezza italica.
Arturo Ciacelli. Dinamismo-Tennis, 1918.
Arturo Ciacelli. Ritmi 1925
La probabilità
Colpirla non è uno scherzo.
Nessuno si è mai stupito dell'abilità dei tennisti di colpire la pallina che viaggia a qualche centinaio di chilometri l'ora? Chi l'ha fatto può avere una risposta in un articolo pubblicato sulla rivista inglese Nature, secondo cui i tennisti non sono solo "icone" mediatiche, ma anche abili matematici. Per colpire infatti la palla devono prevederne con precisione la traiettoria e il punto in cui arriverà quando la racchetta la colpisce. Per fare questo sfruttano, inconsciamente, un ramo della matematica che si chiama teoria bayesiana della probabilità".
Un giocatore infatti, oltre ai calcoli rapidissimi che deve fare per prevedere la posizione della pallina, deve incorporare nel colpo informazioni che provengono da esperienze precedenti sullo stesso campo o su campi simili, e da partite combattute anche qualche tempo prima con gli stessi avversari. In situazioni ambientali difficili, come un po' di foschia, il giocatore calcola sempre meno la traiettoria della palla direttamente e si affida invece a ricordi di match già combattuti. E l'integrazione di situazioni reali ed esperienze passate è proprio la base della probabilità bayesiana. Insomma i tennisti sono grandi matematici. Anche se non lo sanno.
Tipi di muscoli e gli infortuni
Quali sono gli infortuni piu' comuni di un tennista?
Il (classico) gomito del tennista Il gomito del tennista, come tradisce il nome stesso, è un’infiammazione del gomito estremamente dolorosa che colpisce gli amanti di questo sport, soprattutto quando si superano i 30 anni e l’attività è stata ripetuta negli anni. Questa particolare patologia è causata da un eccessivo uso del gomito, oppure da microtraumi che possono colpire l’articolazione senza che tu te ne accorga. Molto importante è intervenire immediatamente rimanendo a riposo, utilizzando frequente e in maniera localizzata il ghiaccio e con l’ausilio di antinfiammatori. Una patologia non curata tempestivamente può peggiorare drasticamente ed essere risolta solo con un intervento chirurgico.
Il gomito del tennista è tra gli infortuni più comuni e più famosi tra chi gioca a tennis, ma esistono altri tipi di problematiche che affliggono gli amanti di questo sport. Caviglie e ginocchia sono tra le più colpite, assieme a spalla e schiena. Adesso vedremo alcuni degli infortuni piu' comuni di un tennista.
Il polso, inoltre, si muove costantemente durante i cambi di impugnatura (eastern, semi-western e western) ed è fondamentale per orientare correttamente la racchetta e imprimere al colpo il giusto “spin”. Esattamente come per il gomito, i primi dolori al polso vanno immediatamente affrontati con l’aiuto del tuo medico, con ghiaccio, riposo e, se necessario, con l’assunzione di farmaci antinfiammatori.
Tennis e infortuni del polso: restando nella parta alta del corpo, il polso è un’altra articolazione estremamente sollecitata durante un allenamento o una partita di tennis attraverso continue torsioni che si verificano quando la racchetta colpisce la pallina.
Gli infortuni alla spalla e alla schiena
Il mal di schiena però può colpire anche giocatori amatoriali per motivi diversi: per la postura sbagliata, per dei movimenti compiuti male, o per l’allungamento muscolare non fatto o fatto male. In questo caso è opportuno osservare un periodo di riposo e intervenire localmente per ridurre il dolore. Discorso analogo per gli infortuni muscolari o le infiammazioni tendinee alla spalla: in caso di problemi è bene mettersi a riposo e intervenire immediatamente dopo aver consultato il medico per non lasciar degenerare la patologia.
Se sei un giocatore amatoriale e non hai un servizio tecnicamente impeccabile come quello dei più grandi professionisti, probabilmente non hai sofferto di problemi alla spalla o alla schiena dovuti alla pratica del tennis. Questa tipologia di infortuni, infatti, è frequente nei giocatori che servono molto forte e che reiterano il gesto in periodi di tempo molto ravvicinati.
What is tennis for me
Why I love tennis
To me is not just a sport. I think tennis is a way to learn respect: fair play. I like playing tennis because this sport makes me happy and motivates me.
Why I love tennis
How and when I started: four years ago I started playing tennis. Today I practice tennis at a competitive level at the Zodiaco Sporting Hub and I play every Monday, Wednesday and Friday from 5:30 pm to 8:00 pm on a clay court. I am quite good at playing tennis and I have participated in a few tournaments. During this year I participated in the Fit Junior Program, men supergreen level and I finished as a finalist in the first provincial stage. I have participated, with my club, in various team competitions against the Naples Tennis Academy, the Caserta Tennis Club, the New Tennis Frattamaggiore and the Iervolino Tennis Club Salerno. I took part in the four stages of the Next Gen tournament organized by my club and finally I took part in the Kinder tournament which is one of the main multi-sport national projects for Under 14 athletes. It was a wonderful experience. Always with my club in May 2022 I went to see the ATP 500 in Rome where I had the opportunity to see great professionals like Djokovic and Fognini. When last March we were in Naples for the ATP 250 , here too I saw famous athletes including my idol Matteo Berrettini, he was fantastic he even signed me an autograph on a tennis ball. Finally, I also love tennis because it's a wonderful story of friendship: it's the possibility of growing together and becoming better people, sharing victories, defeats, goals and values.
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La geografia del tennis dagli anni '70 ad oggi:
Il ‘900 è stato il secolo della localizzazione, in senso sociale e politico, ma anche in ambito sportivo. Nel tennis abbiamo avuto le scuole di gioco immediatamente riconoscibili su basi tecniche e attitudinali, le superfici dei campi, l’architettura degli impianti, la tipologia di pubblico e così via. Il nuovo millennio è invece l’era della delocalizzazione, un concetto estesosi dall’economia a tutti i campi della vita civile. La delocalizzazione nel tennis è partita con la standardizzazione delle superfici, con la proliferazione degli ‘all court players’, giocatori tutti uguali che giocano nello stesso modo a prescindere dal campo che hanno sotto i piedi e dell’avversario che hanno davanti. È poi proseguita con l’evoluzione dei materiali, che ha uniformato lo stile di gioco e il fisico dei giocatori ed è stata perfezionata nel progressivo trasferimento ad oriente di tornei per un pubblico con poca passione e nessuna tradizione.
Da sport di nicchia a fenomeno globale Dalle prime classifiche ATP e WTA degli anni ’70 ad oggi il tennis è cambiato. Non solo nello stile, nei materiali, nei montepremi e nei tornei, ma soprattutto a livello geografico: oggi gli effetti della globalizzazione hanno fatto del tennis uno sport veramente mondiale, con tornei che si disputano in ogni continente e giocatori provenienti dai quattro angoli del globo.
Il tennis è sempre stato lo sport internazionale per eccellenza e anche questo fa parte del suo imperituro fascino.
Cosa ci insegna il tennis
Il tennis non è solo uno sport meraviglioso, ma ci può anche far migliorare come essere umani, ci insegna la competizione vissuta in maniera sana e corretta, poichè l'atleta conosce lo sforzo richiesto per allenarsi duramente e rispetta il proprio avversario consapevole che dall'altro lato del campo si trova qualcuno che ha fatto altrettanto. Il tennis, inoltre, stimola e allena le capacità cognitive, il controllo della tensione, la concentrazione, che deve essere sempre alta. E' uno sport di grande strategia, molto psicologico. Anche imparare a gestire bene il tempo è una qualità importante e il tennis ci insegna anche questo. Infine uno dei grandi insegnamenti che il tennis può dare ai ragazzi è imparare a essere indipendenti e fare affidamento solo su noi stessi.
Grazie per l'attenzione
Luigi Cipullo