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CLAUDE LEVI-STRAUSS
Angela Ventrone
Created on April 20, 2023
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Transcript
L'antropologia strutturale di Claude Levi-Strauss
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CLAUDE LEVI STRAUSS
INCONSCIO STRUTTURALE
TOTEMISMO E PENSIERO SELVAGGIO
LO STUDIO DELLA PARENTELA
STR.ELEMENTARI E COMPLESSE
L'ANALISI DEI MITI
IL CONCETTO DI STRUTTURA
IL VIAGGIO E LA MEMORIA
cLAUDE LEVI STRAUSS
Claude Levi strauss è stato uno dei pensatori del XX secolo ed è considerato il 'padre' dell'antropologia moderna. Nasce a BRUXELLES nel 1908,cresce a Parigi dove frequenta il liceo e poi si laurea in filosofia a Sorbona nel 1931. Diventa professore di sociologia e compie diversi viaggi studiando e vivendo con le varie popolazioni fra cui i Bororo, i Caduvei e i Nambikwara. A causa delle sue origini ebraiche si trasferisce a New York. Torna a Parigi nel 1948. Egli è autore di grande opere.
L'ANTROPOLOGIA STRUTTURALE DI STRAUSS
L'intera opera di Claude Levi Strauss è considerata uno sviluppo dell'etnologia francese dall'ispirazione durkewiana. All'interno delle sue opere confluiscono temi e suggestioni alla tradizione etnologica francese ed europea. Durante il suo soggiorno in America entrò in contatto con gli etnologi, filosofi e esponenti della linguistica strutturale. L'inluenza esercitata dallo strutturalismo all'interno dell'opera è nota. Levi Strauss non è solo autore di una importante opera 'SUI SISTEMI DI PARENTELA', ma anche autore di un libro come 'Tristi Tropici ' il resoconto in parte filosofico e in parte biografico dei suoi viaggi fra le popolazioni di indios sudamericane.
CLAUDE LEVI STRAUSS
INCONSCIO STRUTTURALE
TOTEMISMO E PENSIERO SELVAGGIO
LO STUDIO DELLA PARENTELA
STR.ELEMENTARI E COMPLESSE
L'ANALISI DEI MITI
IL CONCETTO DI STRUTTURA
IL VIAGGIO E LA MEMORIA
la teoria generale della parentela
La teoria generale della parentela fornisce il quadro generale di riferimento delle analisi compiute da Lévi-Strauss nel libro del 1949. Claude Lévi-Strauss definisce il concetto di atomo parentale. Si tratta dell'unità minima parentale cioè dell'elemento irriducibile senza il quale non potrebbe essere pensabile la parentela stessa. L'atomo di parentela si compone di quattro individui: la madre, il padre, il figlio e il fratello della madre o il padre di questa. Quest'ultimo risulta detenere sempre, sul figlio della sorella o sul nipote e su quest'ultima, un'autorità inversamente proprorzionale a quella esercitata dal padre nei confronti del figlio e della moglie. Più i rapporti tra padre e figlio e tra marito e moglie sono caratterizzati da confidenza e affetto, più lo zio materno o il nonno sarà autoritario nei confronti del nipote e della figlia/sorella. Al contrario, quanto maggiore è l'autorità del padre sul figlio e sulla moglie, tanto più affettuosi saranno i rapporti tra zio/nonno e nipote da un lato e tra padre o fratello e figlia o sorella dall'altro. Considerare l'atomo di parentela come l'elemento irriducibile della parentela medesima significa conferire all'alleanza matrimoniale un ruolo più importante di quello della consaguineità nel processo di costruzione delle struture parentali.
l'atomo parentale
Teorie sulla Proibizione dell'incesto
La prima opera di rilievo di Lévi-Strauss fu Le strutture elementari della parentela del 1949. In quest'opera lo studioso presenta una teoria della proibizione dell'incesto a partire dalla critica dei suoi predecessori. La prima spiegazione riguardante la proibizione dell'incesto che presenta è di carattere eugenetico. E' sostenuta da Morgan nel 1871 e da altri suoi contemporanei e vede nella proibizione dell'incesto il mezzo per prevenire gli esiti dannosi dell'unione tra consanguinei. La seconda spiegazione è di carattere psicologico ed è sostenuta da Westermark nel 1891 e da altri. Questa considera la proibizone come il risultato della repulsione istintiva o della caduta del desiderio sessuale ne confronti degli individui coi quali esiste una forte familiarità. La terza spiegazione che fornisce è di tipo sociologico ed è quella data da evoluzionisti tra cui J.F McLennan. Secondo tale teoria la proibizione avrebbe origine nell' antica pratica del matrimonio per cattura. Infine c'è la spiegazione proveniente da Durkheim che riteneva la proibizione dell'incesto come una conseguenza dell'esogamia e a sua volta entrambe sarebbero considerate come un effetto lontano di una credenza religiosa. Infatti i popoli primitivi tendevano ad identificare il clan col totem, e il sangue clanico, simbolo sacro, era associato al sangue mestruale delle donne del gruppo.
la proibizione dell'incesto secondo lévi-strauss
Dalla natura alla cultura
Per Lévi-Strauss, invece, la proibizione dell'incesto è una regola che,unica tra tutte le regole sociali,possiede il carattere dell'universalità ossia, indipendentemente dalla categoria di parenti toccati di volta in volta dalla proibizione, il divieto è sempre presente in tutte le società. Esso appartiene alla sfera della cultura in quanto norma, ma è allo stesso tempo radicato nella natura in quanto fenomeno universale e per tali ragioni la proibizione dell'incesto segna, secondo Lévi-Strauss, il passaggio dalla natura alla cultura. E' nell'aspetto positivo (prescrittivo) della regola, e non in quello negativo (il divieto), che per Lévi-Strauss risiede il significato della proibizione dell'incesto perchè precludersi l'accesso alle donne del proprio gruppo significa renderle disponibili per i membri di altri gruppi, i quali a loro volta adottano un comportamento identico nei confronti delle donne del propio gruppo. Questo permette ai gruppi umani di stabilire un rapporto di comunicazione fondato sul principio dello scambio reciproco. In tal modo la proibizione dell'incesto si accompagna alla pratica dell'esogamia che permette di definire i sistemi di parentela come sistemi di comunicazione e di scambio tra i gruppi.
CLAUDE LEVI STRAUSS
INCONSCIO STRUTTURALE
TOTEMISMO E PENSIERO SELVAGGIO
LO STUDIO DELLA PARENTELA
STR.ELEMENTARI E COMPLESSE
L'ANALISI DEI MITI
IL CONCETTO DI STRUTTURA
IL VIAGGIO E LA MEMORIA
reciprocita' e strutture elementari
Reciprocità e strutture elementari La cultura deve essere studiata come linguaggio; i rapporti sociali sono formati dal linguaggio e dall’esperienza. Nell’opera “Strutture elementari della parentela” Levis Strauss (fondatore dell’antropologia moderna) individua due principi fondamentali di ogni famiglia: 1) la proibizione dell’incesto (passaggio dell’uomo dalla natura alla cultura) 2) l’alleanza matrimoniale (l’unione tra parenti “proibiti”) Secondo Levis Strauss non è possibile contrapporre una struttura complessa (in cui sono proibiti i legami di parentela) ad una struttura semplice (in cui sono proibiti solo alcuni legami) perché può succedere ad esempio, che a causa di privilegi economici un gruppo decide una scelta secondaria all’interno di una categoria obbligatoria. Le strutture fanno parte dell’inconscio e dello spirito umano, per cui non esistono distinzioni tra pensiero primitivo e pensiero civilizzato. Il principio del pensiero dell’antropologo è che il concetto di “struttura sociale” si riferisce ai modelli costruiti in base alla struttura sociale. Il principio di reciprocità è uno dei principi fondamentali alla base dei sistemi matrimoniali ed è dato con la proibizione dell’incesto.
CLAUDE LEVI STRAUSS
INCONSCIO STRUTTURALE
TOTEMISMO E PENSIERO SELVAGGIO
LO STUDIO DELLA PARENTELA
STR.ELEMENTARI E COMPLESSE
L'ANALISI DEI MITI
IL CONCETTO DI STRUTTURA
IL VIAGGIO E LA MEMORIA
il concetto di struttura.
Lévi-Strauss con l’espressione “antropologia strutturale” intende definire una teoria ampia di cui egli stesso ne è il fondatore, la quale include riflessioni sulla parentela, e che ruota attorno ad una concezione particolare del concetto di “struttura”. Il problema dello statuto ontologico della struttura sociale venne sollevato da Lévi- Strauss in un articolo del 1953 intitolato "Il concetto di struttura in etnologia". Qui Lévi-Strauss ridiscusse l’uso che di questo termine si era fatto, rispondendo a chi, come Kroeber, vedeva ormai nel termine “struttura” una parola priva di qualunque valore euristico. Egli insisteva invece sull’utilità di esso, in quanto questo termine designava per Lévi-Strauss un concetto dotato di un significato molto specifico. Le strutture secondo Lévi-Strauss hanno un valore astratto e inconscio, non hanno contenuto, fanno parte dello spirito umano; sono comuni a tutti gli esseri umani, cade quindi la distinzione tra pensiero primitivo e pensiero civilizzato; sono la matrice che permette al pensiero di organizzare la realtà per mezzo di opposizioni binarie, il pensiero infatti funziona grazie all’opposizione tra termini come alto/ basso, destra/sinistra, crudo/cotto ecc..Si tratta di opposizioni prive di contenuto, “vuote”, che servono ad ordinare il mondo dell’esperienza naturale e sociale, al fine di farne un oggetto di pensiero. Le strutture sociali sono appunto modellate anch’esse da queste strutture “nascoste”, che sono connaturate al pensiero e che si manifestano nei “modelli”.
il concetto di struutura.
i modelli, una via per le strutture
Le strutture prendono forma nei modelli. L’antropologo deve saper scorgere la struttura profonda che soggiace dietro ai modelli e arrivare a ciò che sta alla base del pensiero umano, le strutture, con le quali la mente guarda, ordina, classifica la realtà. I modelli, che siano coscienti oppure no, sono costruiti a partire dalle strutture “nascoste” nella mente umana. Sta quindi all’etnologo superare la soglia delle apparenze e cogliere i modelli inconsci, rivelatori delle strutture. Si prenda, a titolo di esempio, il caso già citato, dell’organizzazione del villaggio villaggio bororo. Un attento esame mostra che questo è un modello in completo. Infatti i dati etnografici ci dicono che ogni clan è costituito di tre “sezioni”: una “superiore”, una “media” e una “inferiore”. Le regole in base alle quali avvengono le unioni matrimoniali prescrivono che i membri di un clan debbano sposarsi con quelli di un clan di un’altra metà ma, oltre a ciò, obbligano i membri di una sezione superiore a sposarsi con quelli di un’altra sezione superiore, quelli di una sezione media con quelli di un’altra sezione media e così via. Quest’ultimo dato svela l’esistenza di una struttura diversa da quella dualista: si tratta di una struttura tripartita dove gli scambi matrimoniali si svolgono a tre livelli non comunicanti. La società stessa non appare più fondata così su due metà, ma su tre gruppi, ciascuno dei quali è però diviso in due metà.
CLAUDE LEVI STRAUSS
INCONSCIO STRUTTURALE
TOTEMISMO E PENSIERO SELVAGGIO
LO STUDIO DELLA PARENTELA
STR.ELEMENTARI E COMPLESSE
L'ANALISI DEI MITI
IL CONCETTO DI STRUTTURA
IL VIAGGIO E LA MEMORIA
inconscio strutturale
Le strutture, secondo Lévi-Strauss, oltre che prive di contenuto, sono inconscei. La dualità, l'alternanza, l'opposizione, la simmetria non costituiscono tanto i fenomeni da spiegare, ma sono i dati fondamentali e immediati della realtà mentale e sociale, nei quali dobbiamo riconoscere i di partenza per ogni tentativo di spiegazione. La natura inconscia del principio di reciprocità trova piena espressione nella nozione di inconscio strutturale. Con Lévi-Strauss non si tratta più di caratterizzare la differenza tra pensiero logico e pensiero prelogico, tra pensiero razionale e pensiero mitico ma Si tratta di definire quelle leggi del pensiero che in entrambi i casi sono le stesse perché identiche sono le strutture grazie alle quali esso si articola.
la natura del pensiero mitico
Una delle caratteristiche delle tribù del Brasile è la sua struttura sociale di grande complessità che comprende clan , classi di età, associazioni sportive o cerimoniale e di altre forme di raggruppamento. Il ruolo degli osservatori e degli studiosi era proprio quello di interpretare queste strutture complesse. L’ autore della presente comunicazione aveva un dubbio che l’aveva indotto a postulare il carattere residuale delle strutture dualiste nell’aria considerata. L’organizzazione dualista delle popolazioni del Brasile centrale e orientale non è solo aggiunta dall’esterno spesso è illusoria. Nell’ambito dell’organizzazione sociale, Albisetti precisa che ogni metà matrilinea comprende quattro clan differenti e che il matrimonio deve unire fra loro sezioni privilegiati di ogni clan. Ogni clan è infatti diviso in tre sezioni: superiore, media, inferiore. I clan, indipendentemente dalle preferenze matrimoniali, potrebbero perdere ogni valore funzionale e la società Bororo si ridurrebbe a tre gruppi: superiore, medio, inferiore. I ricercatori sul terreno sono sempre esposti al rischio di confondere le teorie degli indigeni sulla loro organizzazione sociale e il funzionamento reale della società. Dietro i dualismo e la simmetria apparente della struttura sociale, si indovina una più fondamentale organizzazione tripartita e asimmetrica, al cui armonioso funzionamento l’esigenza di una formulazione dualistica impone difficoltà forse insormontabili.
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TOTEMISMO E PENSIERO SELVAGGIO
LO STUDIO DELLA PARENTELA
STR.ELEMENTARI E COMPLESSE
L'ANALISI DEI MITI
IL CONCETTO DI STRUTTURA
IL VIAGGIO E LA MEMORIA
il totemismo e il pensiero selvaggio
Nel testo “Il totemismo oggi” del 1962 Lévi-Strauss spiega che il totemismo, il quale consisteva nel riconoscimento da parte di un gruppo in un simbolo animale e vegetale, era stato interpretato come la manifestazione di un pensiero primitivo, mistico e religioso. Secondo l’antropologo però esso è solo un sistema di classificazione che non possiamo considerare prelogico o primitivo. Il pensiero degli antichi non è diverso da quello dei moderni, nel mondo civilizzato, perché esso si esercita sulle cose astratte e non su quelle concrete; il pensiero primitivo e quello scientifico non sono in ordine di successione ma, due strade parallele compiute dallo spirito per leggere la realtà. Lévi-Strauss chiama i sistemi di classificazione sistemi di trasformazione perché essi servono per spiegare il passaggio da un codice e un sistema all’altro attraverso parallelismi e analogie. Ci viene fatto un esempio con il totemismo australiano che consiste nell’associare una pianta o un animale ad un individuo o gruppo. Il simbolo permette di creare differenze mediante l’identificazione con specie esistenti. Questo sistema crea un passaggio tra differenze naturali e culturali. L’associazione colloca infatti le persone in una certa casta o raggruppamento sociale. La natura viene concepita attraverso la cultura e viceversa.
CLAUDE LEVI STRAUSS
INCONSCIO STRUTTURALE
TOTEMISMO E PENSIERO SELVAGGIO
LO STUDIO DELLA PARENTELA
STR.ELEMENTARI E COMPLESSE
L'ANALISI DEI MITI
IL CONCETTO DI STRUTTURA
IL VIAGGIO E LA MEMORIA
L'ANALISI DEI MITI E I MITEMI
È nello studio dei miti che Lèvi-Strauss farà pienamente valere il concetto di trasformazione. Lèvi-Strauss analizza il funzionamento del pensiero mitico la cui logica costituisce il fondamento dell’attività simbolica, caratteristica del <<pensiero selvaggio>>. Nell’analisi dei miti a fare da sfondo al suo discorso teorico vi sono i mitemi e i fonemi. I mitemi, sono pensati da Lèvi-Strauss sul modello dei fenomeni e, il loro significato viene concepito come dato solo in virtù dei rapporti di correlazione che li oppongono agli altri mitemi. E solo dai rapporti di correlazione e di opposizione che esso ha, all’interno del mito, con altri mitemi che può scaturire un significato. I miti si prestano in tal modo a una lettura di tipo formale e la stessa costituzione dei miti appare come il risultato di un continuo farsi e disfarsi degli aggregati mitemici che li compongono, determinando la migrazione di un mitema da un contesto all’altro.
IL MITO COME ATTIVITA' DEL <<PENSIERO SELVAGGIO>>
Il mito, ora come una forma di giustificazione della realtà sociale, diventa, l’altro grande campo di attività del <<pensiero selvaggio>>. Il mito si situa infatti a quel livello della produzione simbolica che, ha per oggetto sé stesso. Mentre ne Il totemismo oggi e né Il pensiero selvaggio (pubblicati entrambi nel 1962) Lèvi-Strauss produceva una immagine del sapere <<primitivo>>, nelle Mitologiche egli cerca di conferire la stessa coerenza logica a quello che potrebbe essere definito come l’aspetto puramente speculativo del pensiero selvaggio. Lèvi-Strauss scrive che più decisiva sarà l’esperienza che avviamo sulla mitologia. Quest’ultima non ha un’evidente funzione pratica; essa non è presa in diretta su una realtà differente, dotata di un’oggettività più alta della sua e di cui essa trasmetterebbe gli ordini a uno spirito che sembra perfettamente libero di abbandonarsi alla sua spontaneità creatrice. Di conseguenza, se fosse possibile dimostrare che anche in questo caso l'apparenza arbitraria, lo scaturire che si presume libero, l'invenzione che si potrebbe credere sciolta da qualsiasi vincolo, presuppongono certe leggi che operano a un livello più profondo, si sarebbe necessariamente indotti a concludere che lo spirito, si ritrova in un certo qual modo ridotto a imitare se stesso come oggetto.
Noi crediamo che nulla, meglio della mitologia, permetta di illustrare questo pensiero oggettivato e di dimostrare empiricamente la sua realtà. Senza escludere che i soggetti parlanti, i quali producono e trasmettono i miti, possano prendere coscienza della loro struttura e del loro modo d'operare, teniamo ad affermare che ciò non potrebbe verificarsi in modo normale, ma parzialmente e per intermittenza. Ciò che vale per il linguaggio vale anche per i miti: il soggetto che nel discorrere applicasse coscientemente le leggi fonologiche e grammaticali, perderebbe però quasi subito il filo delle sue idee. Allo stesso modo, l'esercizio e l'uso del pensiero mitico esigono che le sue proprietà rimangano celate. L'analisi mitica non ha e non può avere il fine di mostrare come pensino gli uomini. Noi non pretendiamo ciò, ma viceversa come i miti si pensano negli uomini, e a loro insaputa.
CLAUDE LEVI STRAUSS
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TOTEMISMO E PENSIERO SELVAGGIO
LO STUDIO DELLA PARENTELA
STR.ELEMENTARI E COMPLESSE
L'ANALISI DEI MITI
IL CONCETTO DI STRUTTURA
IL VIAGGIO E LA MEMORIA
lA "TRISTEZZA" DEI TROPICI
Mirea Melone 111012100
Il libro è un resoconto etnografico che racconta dei viaggi compiuti da Claude Lévi-Strauss dal Brasile al Pakistan e dei motivi che l’hanno spinto a fare dell’antropologia la sua ragion di vita. In questo libro fa riflessioni profonde sul senso di civiltà umana e sul destino di essa. Espone idee generali e varie sulle società “primitive” definendole società più vicine alla natura, alla tradizione rispetto alle società occidentali. Esalta l’opposizione tra natura e cultura, la distinzione tra nostalgia e perdita e la differenza tra “società fredde” e “società calde”, che designa come progresso il prodotto di una società “calda” come quella occidentale che dai propri disequilibri sociali trae energia per produrre innovazioni di tipo culturale ma anche di bruciare ciò che si distingue attorno ad essa; si contrappone con una società fredda come quella “primitiva” che non presenta disequilibri interni e quindi non produce energia volta ad alterare l’ambiente o gli umani che la circondano e pertanto restano al di fuori dei processi di trasformazione storica. La distinzione tra queste due società è legata anche ad una differenziazione che distingueva l’Occidente dagli “Altri”. Con Tristi Tropici si cerca di ripristinare ciò che si è perso, ovvero la convivenza con le altre specie e con le altre forme di vita sociale. I tropici di Lévi-Strauss sono Tristi perché riportano la devastazione, dettata da paura e disgusto, che diffonde la civiltà occidentale che non rispetta la natura e le altre società e si impone di fronte a questi primitivi definendosi superiore nel momento in cui riesce a sopprimerli.
TRISTI TROPICI
UN SAGGIO CRITICO CHE HA CAMBIATO IL DESTINO DELL'ANTROPOLOGIA
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DIARIO DI VIAGGIO
Mirea Melone 111012100
In Claude Lévi-Strauss coesistono due ispirazioni: • quella scientifica che mira a fondare un’etnologia che va al di là dei fenomeni e permette di aprire l’orizzonte della mente umana. • quella estetica-filosofica che mira a fare riflessioni autobiografiche e morali. E' alla continua ricerca della natura che porta alla cultura e quindi alla scoperta delle strutture inconsce che determinano le scelte degli umani. Tristi Tropici (1955) racchiude questo concetto e percorso vissuto dall'antropologo in prima persona. Tristi tropici èun diario di viaggio nel quale egli annota tutte le sue impressioni e considerazioni sul mondo primitivo amazzonico, e le motivazioni che lo hanno spinto a diventare antropologo.
1. 2. 3. 4. 5.
Pantanal, studia la suddivisione in caste, i manufatti e le pitture corporee dei Mbaya-Caduvei; Studia riti, credenze religiose e sociali tra mondo dei vivi e mondo dei morti della civiltà dei Bororo; Studia i Nambikwara, che disponevano di una produzione manifatturiera limitata all’essenziale e un’organizzazione sociale instabile; Bacino amazzonico, studia poco i Mundè, per l’incapacità nel decifrarne la lingua e poco tempo; Incontra il capo della tribù dei Tupi Kawahip civilizzata e un piccolo gruppo rimasto isolato nella foresta.
Info
ANGELA GERARDINA MIREA MELONE ANTONIETTA MANZONI SERENA CHIARA VENTRONE 111011799 111210100 1110111867 SCICCHITANO 111011766
ANNA PELLINO SILVIA MINASI CLAUDIA QUIRINO MARIA PIA SPALICE 111012344 111011717 111011702 111011728