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TARANTISMO CON PIZZICA
Enrica De Pascalis
Created on April 19, 2023
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Transcript
Il tarantismo a Galatina
La leggenda narra che gli Apostoli Pietro e Paolo, durante il loro viaggio in giro per il mondo, si fermarono a Galatina e furono ospitati da un pio galatinese nella propria dimora, che sorgeva dove oggi si trova la Cappella.
Per ringraziarlo della cortese ospitalità, San Paolo conferì all’uomo e ai suoi discendenti il potere di guarire tutti coloro che fossero stati morsi dai ragni velenosi, definiti in dialetto “tarante”.Semplicemente bevendo l’acqua del pozzo, posto all’interno della casa e facendo il segno della croce sulla ferita, si poteva sconfiggere questa brutale malattia. Proprio alla figura di San Paolo e a questa leggenda è legata la festa tenuta il 29 giugno nella città di Galatina.
In antichità, in questa data si procedeva ad eseguire un rito esorcistico che coinvolgeva le Tarantate o tarantolate, e tutti coloro che erano in forte stato delirante (giovani donne e nubili, per lo più) in seguito al morso della Taranta. Pare che il morso di uno di questi ragni sarebbe in grado di procurare nel malcapitato una forma di malessere diffusa, con forti spasmi muscolari. Questo fenomeno, conosciuto nel Regno di Napoli con il termine di Tarantismo, era considerato una vera e propria patologia anche se nel corso del tempo si è trasformato in una forma di isteria collettiva, misteriosa quanto impressionante.
Il rito iniziava nella abitazione delle malcapitate che, generalmente, erano accerchiate da musicisti provvisti di tamburelli, violini, armoniche e organetti. Al ritmo incalzante di questi suoni (i brani di “Pizzica-Pizzica” o “Pizzica-Tarantata”), le donne tarantate si lasciavano andare in un ballo frenetico e convulso, caratterizzato da veri e propri spasmi. Da qui nacque la pizzica. La tappa finale dell’esorcismo, invece, avveniva proprio nella Cappella di San Paolo, dove si invocava, con canzoni e preghiere, la grazia del Santo.