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Uda storia
Alessandra Petrillo
Created on April 19, 2023
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Transcript
Giada Cagliostro Salvatore Fava Mariateresa Olivadoti Alessandrapia Petrillo
1800
1800
1815
Carboneria e massoneria
Guerre interne agli Stati
Congresso e restaurazione
1820
I moti del 30-31
I moti del 20-21
Scoppio dei moti italiani
1848
1861
I moti del 48
L'Unità d'Italia
I Moti
8 Giugno 1837
Italia
Forniamo le notizie più interessanti sui moti
La restaurazione
Nel settembre del 1814 i rappresentanti delle potenze europee si riunirono in un congresso per riportare in vita l'Ancien Regime presente 25 anni prima. Il Congresso di Vienna, così chiamato, voleva garantire stabilità politica e voleva far sì che quanto accaduto con la Rivoluzione Francese non si ripresentasse. Al congresso, oltre che Austria, Russia, Prussia e Inghilterra, partecipò anche la Francia ma come paese sconfitto. I maggiori protagonisti furono il cancelliere austriaco Metternich ed il cancelliere francese Talleyrand che con le sue abilità diplomatiche e politiche ottenne molti più vantaggi di quelli aspettati.
I Paesi volevano ottenere la pace tra le potenze europee e, per far sì che questo accadesse, si resero conto che umiliare la Francia non avrebbe provocato altro che un sentimento di rivalsa nei francesi. Per tale motivo decisero di ristabilire i confini nello stesso modo prima delle conquiste di Napoleone, non mettendo la Francia in condizioni disastrose. I governi delle potenze decisero che alla Rivoluzione bisognava rispondere politicamente con la Restaurazione. La pace venne mantenuta tra gli Stati ma non al loro interno ed è così che si diede vita ai moti rivoluzionari.
Le alleanze
Durante il Congresso di Vienna vennero stipulate due alleanze
La Quadruplice Alleanza
La Santa Alleanza
Ha un fondamento religioso e viene fatta tra:
- Austria;
- Prussia;
- Russia.
Viene fatta tra:
- Austria;
- Prussia;
- Russia;
- Inghilterra.
Entrambe nascono come alleanze anti-francesi ed è per questo che la Francia ne rimane fuori.
Situazione
Paesi
La frammentazione dell'Italia
La situazione italiana si presenta alquanto frammentata. In essa si riconoscono:
- il Regno di Sardegna con il Piemonte, la Valle d’Aosta e la Sardegna che si trova sotto l’egemonia dei Savoia. Questi ultimi sono i sovrani più assolutisti di questo periodo.
- Parma e Modena diventano Ducati.
- Il Gran Ducato della Toscana viene riassegnato ai gran duchi che erano presenti prima della rivoluzione francese.
- Lo Stato della Chiesa viene restituito al Papa e si estende da Bologna a una parte della Campania.
- Il Regno delle due Sicilie nasce come unione di quello della Sicilia e quello di Napoli.
La crisi economica italiana e la nascita dei movimenti politici clandestini
L'Italia è in una situazione di crisi economica a pari con quella del medioevo. Si sviluppano diversi metodi agricoli nelle diverse zone d'Italia:
- nel sud Italia persiste il fenomeno del latifondo;
- nel centro Italia era presente la mezzadria, forma di agricoltura più moderna del latifondo. Presentava delle rotazioni nuove e non più quella triennale;
- nel nord era diffuso l’affitto che era la forma di agricoltura più nuova e moderna di tutte.
I moti del 20-21
La Restaurazione con il reintegro dei regimi antecedenti la Rivoluzione francese, comportò uno scontento bruciante nelle popolazioni di quasi tutti gli Stati europei, al proprio interno nacquero così società segrete con la finalità di sovvertire l’ordine costituito e ottenere governi democratici. I moti iniziarono in Spagni ma si diffusero anche in Portogallo, l'onda rivoluzionaria ben presto arrivò fino in Italia, dove i governi furono messi a dura prova dalle associazioni rivoluzionarie come la carboneria e la massoneria. I moti in Italia furono fallimentari ma gettarono le basi per l'Unità d'Italia, l'obiettivo dei moti del 20-21 era quello di ottenere delle libertà costituzionali. Le insurezioni scoppiarono a Napoli promossa dagli ufficiali membri della Carboneria, ma si diffusero anche a Palermo, nel Nord Italia e nello specifico a Milano, e a Modena.
I moti del 30-31
I moti del 1830-31 seguono quelli di 10 anni prima e anche in questo caso protagonista delle insurrezioni è la classe borghese, più che il popolo. I moti del 1830 nascono in Francia dopo l’ascesa al trono di Carlo X intenzionato a ripristinare un regime simile alla monarchia assoluta dei suoi predecessori. Il desiderio di Libertà infiamma l’Europa. I moti rivoluzionari giunsero anche in Italia ed ebbero origine all’interno del Ducato di Modena, qui, infatti, il capo della carboneria locale Ciro Menotti strinse un patto con Francesco IV d’Asburgo - Este che reggeva il Ducato. Il patto stipulato tra i due uomini prevedeva che Francesco IV sostenesse la rivoluzione e in cambio, una volta ottenuta l’unificazione dei territori, ne sarebbe diventato il legittimo Re. Francesco IV tuttavia non fu fedele a Menotti, infatti, spaventatosi per l’invio sul territorio di truppe austriache lo accusò di congiura, condannandolo così a morte. Nonostante la morte di Menotti la carboneria sostenne le idee rivoluzionare e in breve tempo, numerose città si organizzarono per insorgere, da Bologna sino le Marche. Il 3 febbraio 1831 in questi territori, scoppiò la rivolta. Le truppe Austriache però si unirono all’esercito pontificio per reprimere gli insorti e fu così ristabilito l’ordine iniziale. La maggior parte dei ribelli fu condannata a morte e in ogni territorio si ristabilirono ordinamenti e leggi precedentemente in vigore.
Le idee politiche del tempo
I moti fanno insorgere negli animi degli italiani il sentimento di voler appartenere ad una Nazione unita che prima non poteva esistere in quanto l'Italia si presentava frammentata. Le persone che vogliono cambiare la situazione politica del tempo sono gli intellettuali tra cui:
- Mazzini, repubblicano che tende a vedere la questione nazionale quasi come se fosse una religione. Secondo le sue idee, la lotta per riunire l’Italia deve essere considerata un combattimento per lo spirito per la Nazione Italiana, fatto quasi come se si combattesse per fede. Mazzini vuole in italia una repubblica e l'uomo ha un’idea di carattere democratico in quanto si ispira ai valori della rivoluzione francese e vorrebbe che un codice, simile a quello Napoleonico, venga attuato in Italia;
- Cattaneo, crede nel federalismo democratico con il quale si parla di autonomia, ma non assoluta, dei singoli Stati, si autogestiscono in ogni materia. L'intellettuale è convinto che l'Italia debba unirsi ma lasciando molta autonomia alle regioni così da non trasformare la natura delle persone che abitano nel territorio;
- Gioberti, neoguelfista che vuole un’Italia unita con a capo il Papa.
I moti del 48
Nel 1848 l’Europa fu sconvolta da un nuovo moto rivoluzionario: si volevano abbattere i governi della Restaurazione per sostituirli con governi liberali. All’insofferenza dei liberali si aggiungeva poi la disperazione di operai e contadini per le conseguenze di una duplice crisi:
- nelle città le industrie erano state colpite da una crisi di sovrapproduzione che aveva provocato il licenziamento di milioni di operai;
- nelle campagne le piogge avevano devastato i raccolti e i contadini erano alla fame.
le cause
I moti del 48 cominciarono a Palermo per iniziativa dei liberali, che chiedevano la Costituzione e la separazione dell’isola dal Regno borbonico, seguiti dai contadini. Ferdinando II concesse la Costituzione alla Sicilia e poco dopo anche a Napoli. Esplose così una rivolta che innescò una serie di reazioni a catena nel resto d’Europa.
in Italia
In Italia, tra febbraio e marzo 1848, papa Pio IX, il granduca Leopoldo di Toscana e Carlo Alberto, re di Sardegna, concessero gli Statuti. Il 17 marzo Venezia insorse contro gli austriaci e proclamò la Repubblica. Il giorno dopo insorse Milano, che nel corso delle Cinque giornate scacciò l’esercito di Radetzky. Il 21 marzo si sollevarono anche Modena e Parma. Il 23 marzo 1848 Carlo Alberto di Savoia entrò in guerra contro l’Austria, dando inizio alla Prima guerra d’Indipendenza. I democratici diedero vita alla Repubblica toscana, alla Repubblica romana, governata da Mazzini, Saffi e Armellini, e alla Repubblica di Venezia.
I moti del 1848 si rivelarono un’illusione sia in Europa che in Italia: le forze che avevano promosso le rivoluzioni si divisero, permettendo così ai diversi governi di ristabilire l’ordine precedente. In Italia, dopo l’armistizio con i Savoia, gli Austriaci furono liberi di riprendersi la Lombardia schiacciando tra l’altro la rivolta di Brescia (le “Dieci giornate”), poi la Repubblica toscana e Venezia. I francesi, accorsi all’appello di Pio IX, posero fine alla Repubblica romana e i Borbone abolirono la Costituzione autonomista siciliana. In tutta Italia si scatenò la repressione. Il Piemonte invece mantenne lo Statuto albertino e Vittorio Emanuele II autorizzò il capo del governo, Massimo d’Azeglio, a varare le Leggi Siccardi per porre fine ai grandi privilegi del clero: il tribunale ecclesiastico, il diritto d’asilo e la manomorta. Il 1848 fu anche l’anno di pubblicazione del Manifesto del Partito comunista scritto da Marx ed Engels. Esso elaborò la teoria dello sfruttamento della classe operaia da parte della classe borghese ed esortò i lavoratori a lottare per abolire la proprietà privata e a organizzare vere e proprie rivoluzioni. Abbattuto il potere borghese e arrivati a una società comunista, cioè senza classi, tutti avrebbero raggiunto la felicità.