La comunicazione non verbale Parte II
L'uso del corpo come mezzo di espressione
Istituto Comprensivo Collodi-Marini di Avezzano, Classe III A
Daniela Gramaglia
L'USO del corpo nel tempo E NELL'ARTE
Nella produzione artistica di ogni tempo, il corpo è sempre stato oggetto irrinunciabile delle più svariate pratiche. -Basti pensare alla Venere di Willendorf, databile tra il 40.000 a.C. e il 15.000 a.C., -Ai grandi scultori greci del V secolo come Fidia e Policleto, -In tempi meno lontani alla grande attenzione posta sul corpo dall’uomo del Rinascimento per poi finire in tempi relativamente recenti con le sculture di Auguste Rodin o i nudi di Egon Schiele. Ma in tutti questi casi il corpo aveva fondamentalmente due funzioni: poteva rappresentare l’idealizzazione di una figura categorizzata o svilupparsi come ritratto di una figura coeva di una certa rilevanza.
il corpo come mezzo d'espressione
Il body painting
“body painting o dermocromia”, ovvero la pittura del corpo. La pittura del viso e del corpo è stata una delle prime tecniche artistiche e di espressione, Essa veniva usata da moltissimi popoli, in occasioni di cerimonie e/o di riti di vario genere, sia a titolo folkloristico, che religioso, sia come buon auspicio per la caccia che per le guerre o battaglie, sia per motivi intimidatori che sessuali. Si dice che anche l’uomo di Neanderthal conoscesse la pittura del corpo, quindi è una specie di arte veramente antica. Alcuni pensavano che la pittura corporale servisse a scacciare gli insetti, altri a proteggersi dalle intemperie o da spiriti maligni, altri a trovare forza nella battaglia, altri solo come ornamento di bellezza, ecc.
INFO
La body-Art
Il body painting al giorno d’oggi è diventata un’arte decorativa ben approfondita e curata anche nei particolari, tanto che esistono anche scuole apposite per perfezionare questa tecnica di disegno sulla pelle. Infatti non è semplice lavorare sulla pelle di una donna, bisogna essere dei professionisti per ottenere un buon risultato finale, ma anche essere professionali nel comportamento e nell’eleganza che richiama lo svolgimento di questo nuovo traguardo artistico.
Klein è stato un iniziatore della body art. Il corpo è stato sempre al centro dell'arte di Klein, al punto da pubblicare un fortunato trattato sul tema. Da qui anche l'attrazione per arti diverse, al cui centro sta un'idea teatrale del corpo. Klein è stato uno degli iniziatori anche della performance. Famoso ad esempio è il suo Saut dans le vide (Salto nel vuoto).
La Performance: il corpo come protagonista dell'opera
La foto ritrae l'azione intrapresa da Klein a Fontenay-aux-Roses, il 23 ottobre 1960. Viene subito da domandarsi: che fine ha fatto l'artista? Quante fratture? La performance nasceva - quasi filosoficamente - da una protesta contro la Nasa e la sua idea, folle secondo Klein, di mandare l'uomo sulla luna. In realtà si tratta di un fotomontaggio. La strada è stata fotografata così come la vediamo, senza Klein volante, e poi sono stati sistemati dei materassi, oppure dei tatami, ma parecchi, mica stava facendo judo. No, sto scherzando, in realtà è noto che una dozzina di allievi judoki reggevano un telone, anche perché l'artista va giù a faccia in avanti, materassi o tatami non sarebbero stati sufficienti.
INFO
Marina Abramovic
In tutti i tre mesi in cui è andato in onda “The artist is present” troviamo un solo prezioso momento in cui possiamo dire che questo sia avvenuto e non a caso è stato l’unico in cui la performance ha ceduto il passo alla vita: l’incontro tra Ulay, l’amore tormentato di sempre, e Marina Abramovic. La sorpresa di incrociare lo sguardo con chi da 23 anni lei non aveva più voluto incontrare, tanta era la sofferenza provocatale dalla loro relazione affettiva e di lavoro, diventa causa di un capovolgimento totale del setting: per una sola volta l’icona si sgretola, il viso impassibile si scioglie in lacrime e le mani si allungano sul tavolino per incontrare quelle di Ulay. ertamente è il momento in cui il suo sguardo diventa caldo, personale e non più riflettente, di conseguenza e con naturale fluidità, l’immobilità del corpo svanisce per lasciare posto al movimento delle mani di Marina, che, allungate sul tavolino, vanno a incontrare e stringere quelle di Ulay.
The artist is present di Marina Abramovic
Prende il via in questo modo un viaggio in cui l’artista e il pubblico si trovano uniti , capaci di trasmettere emozioni tra di loro e al di fuori, attraverso un linguaggio non verbale quasi sacro. L’artista da sempre sostenitrice della forza espressiva del corpo si fa qui arte totale attraverso la sua sola presenza, innescando degli scambi di energia palpabili anche dal più scettico dei fruitori.
Esemplare è la reazione scatenata all’interno e all’esterno del binomio artista-“cocreatore dell’azione” (tale da diventare un fenomeno virale sui social) dalla partecipazione dell’ex compagno di Marina, Ulay. I due che si erano conosciuti ad Amsterdam quando Marina Abramovic aveva 29 anni, avevano intrapreso una vita simbiotica diventando amanti e allo stesso tempo colleghi, inaugurando un fortunato periodo artistico durato dodici anni. L’arrivo del compagno di una vita sulla sedia difronte a lei ha generato una scintilla di energia fortissima nella sala.
Museum of Modern Art, New York, 2010
Video
linguagio non verbale nell'arte
“L'arte è un campo in cui tutti gli elementi di un linguaggio non verbale possono essere ritrovati facilmente. A farne uso non solo soltanto la più esplicita body painting o la performance, ma più in generale vedremo come è possibile comunicare con la scelta di particolari colori, forme, oltre che prestando attenzione al movimento o alla mimica dei personaggi. Anche questi elementi, puramente visivi, aiutano ad esprimere un concetto o uno stato d'animo. Vediamo alcuni esempi.
INFO
linguagio non verbale nell'arte
Prendiamo in analisi l'opera del "Trionfo dei Galatea" di Raffaello Sanzio, provando ad esaminarne i singoli elementi che la compongono, fino ad arrivare alla lettura o almeno ad una possibile interpretazione dell'idea che vuole trasmetterci. L'opera è una delle mie preferite e l'ho scelta per il semplice motivo che si compone di un elevato numero di personaggi all’interno della scena, i quali fanno uso di movimenti e pose diverse, che danno ritmo al dipinto: ne viene analizzato l’uso dei colori, della luce, lo stato d’animo che trasmette del loro corpo, dell’espressione del viso, ritrovando in tali rappresentazioni, tutti quegli elementi del linguaggio non verbale già definiti nella lezione precedente.
Grazie per l'attenzione...
Nella prossima lezione proveremo ad analizzare insieme alcuni degli elementi che abbiamo vsito fino ad ora, in attività pratiche di analisi del linguaggio!
L'USO DEL CORPO
Daniela Gramaglia
Created on March 30, 2023
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La comunicazione non verbale Parte II
L'uso del corpo come mezzo di espressione
Istituto Comprensivo Collodi-Marini di Avezzano, Classe III A
Daniela Gramaglia
L'USO del corpo nel tempo E NELL'ARTE
Nella produzione artistica di ogni tempo, il corpo è sempre stato oggetto irrinunciabile delle più svariate pratiche. -Basti pensare alla Venere di Willendorf, databile tra il 40.000 a.C. e il 15.000 a.C., -Ai grandi scultori greci del V secolo come Fidia e Policleto, -In tempi meno lontani alla grande attenzione posta sul corpo dall’uomo del Rinascimento per poi finire in tempi relativamente recenti con le sculture di Auguste Rodin o i nudi di Egon Schiele. Ma in tutti questi casi il corpo aveva fondamentalmente due funzioni: poteva rappresentare l’idealizzazione di una figura categorizzata o svilupparsi come ritratto di una figura coeva di una certa rilevanza.
il corpo come mezzo d'espressione
Il body painting
“body painting o dermocromia”, ovvero la pittura del corpo. La pittura del viso e del corpo è stata una delle prime tecniche artistiche e di espressione, Essa veniva usata da moltissimi popoli, in occasioni di cerimonie e/o di riti di vario genere, sia a titolo folkloristico, che religioso, sia come buon auspicio per la caccia che per le guerre o battaglie, sia per motivi intimidatori che sessuali. Si dice che anche l’uomo di Neanderthal conoscesse la pittura del corpo, quindi è una specie di arte veramente antica. Alcuni pensavano che la pittura corporale servisse a scacciare gli insetti, altri a proteggersi dalle intemperie o da spiriti maligni, altri a trovare forza nella battaglia, altri solo come ornamento di bellezza, ecc.
INFO
La body-Art
Il body painting al giorno d’oggi è diventata un’arte decorativa ben approfondita e curata anche nei particolari, tanto che esistono anche scuole apposite per perfezionare questa tecnica di disegno sulla pelle. Infatti non è semplice lavorare sulla pelle di una donna, bisogna essere dei professionisti per ottenere un buon risultato finale, ma anche essere professionali nel comportamento e nell’eleganza che richiama lo svolgimento di questo nuovo traguardo artistico.
Klein è stato un iniziatore della body art. Il corpo è stato sempre al centro dell'arte di Klein, al punto da pubblicare un fortunato trattato sul tema. Da qui anche l'attrazione per arti diverse, al cui centro sta un'idea teatrale del corpo. Klein è stato uno degli iniziatori anche della performance. Famoso ad esempio è il suo Saut dans le vide (Salto nel vuoto).
La Performance: il corpo come protagonista dell'opera
La foto ritrae l'azione intrapresa da Klein a Fontenay-aux-Roses, il 23 ottobre 1960. Viene subito da domandarsi: che fine ha fatto l'artista? Quante fratture? La performance nasceva - quasi filosoficamente - da una protesta contro la Nasa e la sua idea, folle secondo Klein, di mandare l'uomo sulla luna. In realtà si tratta di un fotomontaggio. La strada è stata fotografata così come la vediamo, senza Klein volante, e poi sono stati sistemati dei materassi, oppure dei tatami, ma parecchi, mica stava facendo judo. No, sto scherzando, in realtà è noto che una dozzina di allievi judoki reggevano un telone, anche perché l'artista va giù a faccia in avanti, materassi o tatami non sarebbero stati sufficienti.
INFO
Marina Abramovic
In tutti i tre mesi in cui è andato in onda “The artist is present” troviamo un solo prezioso momento in cui possiamo dire che questo sia avvenuto e non a caso è stato l’unico in cui la performance ha ceduto il passo alla vita: l’incontro tra Ulay, l’amore tormentato di sempre, e Marina Abramovic. La sorpresa di incrociare lo sguardo con chi da 23 anni lei non aveva più voluto incontrare, tanta era la sofferenza provocatale dalla loro relazione affettiva e di lavoro, diventa causa di un capovolgimento totale del setting: per una sola volta l’icona si sgretola, il viso impassibile si scioglie in lacrime e le mani si allungano sul tavolino per incontrare quelle di Ulay. ertamente è il momento in cui il suo sguardo diventa caldo, personale e non più riflettente, di conseguenza e con naturale fluidità, l’immobilità del corpo svanisce per lasciare posto al movimento delle mani di Marina, che, allungate sul tavolino, vanno a incontrare e stringere quelle di Ulay.
The artist is present di Marina Abramovic
Prende il via in questo modo un viaggio in cui l’artista e il pubblico si trovano uniti , capaci di trasmettere emozioni tra di loro e al di fuori, attraverso un linguaggio non verbale quasi sacro. L’artista da sempre sostenitrice della forza espressiva del corpo si fa qui arte totale attraverso la sua sola presenza, innescando degli scambi di energia palpabili anche dal più scettico dei fruitori. Esemplare è la reazione scatenata all’interno e all’esterno del binomio artista-“cocreatore dell’azione” (tale da diventare un fenomeno virale sui social) dalla partecipazione dell’ex compagno di Marina, Ulay. I due che si erano conosciuti ad Amsterdam quando Marina Abramovic aveva 29 anni, avevano intrapreso una vita simbiotica diventando amanti e allo stesso tempo colleghi, inaugurando un fortunato periodo artistico durato dodici anni. L’arrivo del compagno di una vita sulla sedia difronte a lei ha generato una scintilla di energia fortissima nella sala.
Museum of Modern Art, New York, 2010
Video
linguagio non verbale nell'arte
“L'arte è un campo in cui tutti gli elementi di un linguaggio non verbale possono essere ritrovati facilmente. A farne uso non solo soltanto la più esplicita body painting o la performance, ma più in generale vedremo come è possibile comunicare con la scelta di particolari colori, forme, oltre che prestando attenzione al movimento o alla mimica dei personaggi. Anche questi elementi, puramente visivi, aiutano ad esprimere un concetto o uno stato d'animo. Vediamo alcuni esempi.
INFO
linguagio non verbale nell'arte
Prendiamo in analisi l'opera del "Trionfo dei Galatea" di Raffaello Sanzio, provando ad esaminarne i singoli elementi che la compongono, fino ad arrivare alla lettura o almeno ad una possibile interpretazione dell'idea che vuole trasmetterci. L'opera è una delle mie preferite e l'ho scelta per il semplice motivo che si compone di un elevato numero di personaggi all’interno della scena, i quali fanno uso di movimenti e pose diverse, che danno ritmo al dipinto: ne viene analizzato l’uso dei colori, della luce, lo stato d’animo che trasmette del loro corpo, dell’espressione del viso, ritrovando in tali rappresentazioni, tutti quegli elementi del linguaggio non verbale già definiti nella lezione precedente.
Grazie per l'attenzione...
Nella prossima lezione proveremo ad analizzare insieme alcuni degli elementi che abbiamo vsito fino ad ora, in attività pratiche di analisi del linguaggio!