IC PRALBOINO
Scuola secondaria di primo grado "A. Canossi"
Pavone del Mella
ELABORATO D'ESAME DI RICCARDO GOTTANI
CLASSE 3 A as. 2022/2023 TUTOR: Proff. Fabrizio Reghenzi
IL RUGBY
ANDARE AVANTI GUARDANDO INDIETRO
"un rugbysta non muore, al massimo passa la palla"
Dove è nato il rugby?
Rugby
Questo sport è nato in una cittadina inglese, a Rugby appunto, nel 1823, da un adolescente, William Webb Ellis, .
Dove si diffonde?
01
Mentre viene praticato nelle public scholl, il rugby si diffonde in tutto l'Impero Britannico, quindi anche in Galles, Scozia e Irlanda.
Si diffuse in maggior parte nelle colonie come la Nuova Zelanda, l'Australia e il Sud Africa
La diffusione in Africa
SUD AFRICA
Anche in Sud Africa il rugby giunse attorno al 1858 e nel 1862 venne pubblicato il primo resoconto di una partita. Nel 1906, la squadra sudafricana, prende il nome di Springboks, e come gli AllBlacks entrarono nella storia del rugby.
mandela
inno
Nelson Mandela
Nella storia più recente la squadra sudafricana ha attraversato un grave momento di crisi, quando fra il 1981 e il 1992 fù isolata a causa della politica restrizionista di APARTHEID
Favorito dagli accordi e dalle politiche conciliatorie del presidente della Repubblica Frederik Willem De Klerk e poi di Nelson Mandela, finalmente il rugby sudafricano si riunì sotto una stessa bandiera nel 1992
Nelson Mandela che stringe la mano e consegna la coppa del mondo al capitano degli Springboks
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INNO SUDAFRICANO
LINGUA ORIGINALE
LINGUA INGLESE
LINGUA ITALIANA
Nkosi sikelel' iAfrika
Maluphakanyisw' uphondo lwayo,
Yizwa imithandazo yethu,
Nkosi sikelela, thina lusapho lwayo. Morena boloka setjhaba sa heso,
O fedise dintwa le matshwenyeho,
O se boloke, O se boloke setjhaba sa heso,
Setjhaba sa South Afrika
Lord blees africa.
May her glory be lifted high,
hear our prayers.
Lord blees us, your children. Lord we ask you to project our nation in high, Intervene and end all conflicts, protect us, protect our nation,
the nation of Suoth Africa
Il Signore benedice l'Africa.
Possa la sua gloria essere innalzata in alto,
ascolta le nostre preghiere.
Il Signore ci benedica, tuoi figli.
Signore, ti chiediamo di proiettare in alto la nostra nazione, Intervieni e metti fine a tutti i conflitti, proteggici, proteggi la nostra nazione,
la nazione del Sud Africa
La diffusione nel centro Europa
FRANCIA
Il rugby arrivò in Francia nel 1870 circa, tuttavia il primo club fù fondato nel 1872, il Le Havre Athletic Club. Nel primo dopoguerra il rugby si diffuse considerevolmente, e veniva usato come valvola di sfogo. A causa di questo sfogo che i francesi si fecero sfuggire di mano la Francia venne estromessa dall' IRB
Questo è il primo stemma del Havre Athletic Club, prima club di Francia
Questo invece è lo stemma attuale , sebbene ci sia parecchia somiglianza
La diffusione in Oceania
NUOVA ZELANDA
La Nuova Zelanda è il paese dove il rugby forse si è diffuso maggiormente, e gli AllBlacks, la nazionale, sono la squadra più famosa e seguita al mondo. La Native Team fù la prima squadra a indossare la maglia integralmente nera con il motto "Play up New Zeland" (gioca la Nuova Zelanda).,
Tipica danza Maori prima degli incontri con gli avversari (HAKA)
I VALORI
Il rugby è una voce del verbo dare.
Ad ogni allenamento, ad ogni partita, ad ogni placcaggio, ad ogni
sostegno, dai un po’ di te stesso.
Prima o poi qualcosa ti tornerà indietro.
non di uno sport, di uno stile di vita
Sacrificio, impegno, sofferenza e dedizione sono parole che troviamo sui campi di rugby ma anche lungo i percorsi della nostra esistenza.
Il rugby insegna a non mollare mai…ad andare avanti…a non cercare scorciatoie…e tutto questo può essere proiettato nella vita quotidiana di bambini, ragazzi ed adulti.
Marco Pastonesi
OSCAR WILDE
Oscar Fingal O’Flahertie Wilde, nato a Dublino il 16 ottobre 1854 e
morto a Parigi il 30 novembre 1900, è stato un poeta, scrittore,
aforista e giornalista irlandese. Fu il maggiore
esponente della corrente artistica e letteraria dell’Estetismo.
Vorrei citare alcune frasi celebri del poeta irlandese molto note nel
mondo del rugby:
1- “Il rugby è il miglior modo per tenere trenta energumeni lontano dal centro della città durante il fine settimana”
2- “La mia squadra di bevitori ha un problema: il vizio del rugby”
La frase che più però mi colpisce di Oscar Wilde non è legata al
rugby: 3- “Le cose vere della vita non si studiano, né si imparano, ma si
incontrano”.
RISPETTO PER UNA FIGURA INVIOLABILE
Il rugby è uno sport che riesce ad incarnare, più di ogni altra disciplina
di squadra e non, i valori propri dello sport: il coraggio, il sacrificio, la
generosità, la correttezza, la lealtà, il rispetto per l’avversario.
queste immagini raffigurano come questi, definiti energumeni, rispettino senza una minima protesta le scelta di un arbitro
Il rugby
è uno sport di contatto disciplinato da regole inviolabili, fondamentale
in questo sport è infatti il rispetto prima di tutto dell’arbitro e delle
decisioni da lui prese, è raro infatti vedere un giocatore di rugby
protestare per una decisione arbitrale. A volte una protesta può valere
un’espulsione e la reazione ad un fallo vale più del fallo stesso.
Nel rugby viene spesso chiamato un arbitro donna, che non si vede molto negli altri sport
Ribadisce lo stesso Marco Bastonesi:
"A ogni protesta l'arbitro può dare i dieci metri, cioè sottrae dieci metri di campo alla squadra. E solo chi gioca al rugby sa cosa significano dieci metri conquistati corpo a corpo."
A parer mio si può racchiudere l'importanza di un arbitro in questa frase:
"Non so se ci siamo mai incontrati prima. Smettila di parlare. Io sono l'arbitro tu il giocatore. Tu continua a fare il tuo lavoro e io faccio il mio. Questo non è il calcio". Nigel Owen - arbitro di rugby internazionale.
"SENZA ARBITRO NON SI GIOCA, RINGRAZIALO NON GIUDICARLO"
Questo è nella testa di ogni rugbysta
RISPETTO DISTINTO
l terzo tempo è una delle tradizioni più importanti del rugby. Inizia da quando l’arbitro fischia per concludere la partita. Da quel momento le due squadre non sono più rivali e vanno a festeggiare insieme.
Forse rappresenta il vero spirito del rugby.La tradizione prevede che nonostante il risultato la squadra di casa offre un banchetto per ringraziare la squadra ospite della sfida.
Il potente sfonda, il piccolo s'infiltra, l'alto salta, il guizzante corre. In una squadra di rugby c'è posto per tutti.
MARTIN CASTROGIOVANNI
Martín Leandro Castrogiovanni è un ex rugbista italiano di origine argentina.
Internazionale per l'Italia dal 2002 al 2016.
Insieme a Sergio Parisse è stato il terzo giocatore a raggiungere le cento presenze nella nazionale italiana,
Durante la sua carriera scrisse anche 2 libri: -L'ovale rimbalza male -Raggiungi la meta. Forte, felice e vincente con la celiachia
LA VITA NON SI FERMA
Martin Castrogiovanni si è recentemente aperto a proposito del suo tumore e della reazione che ha avuto quando i medici gli hanno diagnosticato il neurinoma al plesso lombare:
"Ho amato il Rugby più della mia vita. Nella mia carriera ho avuto molti problemi fisici, ma ho giocato anche infortunato. Una volta, con un menisco fuori uso, entrai negli spogliatoi a gara finita e svenni per il dolore."
"Nel 2015 sono in ritiro con la Nazionale per preparare il Mondiale. Mi fa male la schiena ma voglio giocare, mi dicono che ho il nervo sciatico infiammato ma vado in campo. Dopo chiedo allo staff medico di vederci chiaro. Mi portano in ospedale, mi fanno una risonanza e aspetto i risultati. Li vedo vaghi, nessuno che mi dice come stanno le cose, chiudo tutti in una stanza e urlo: 'O mi dite che cosa ho o da qui non uscite!'. Mi fanno leggere il referto e scopro di avere un neurinoma al plesso lombare, un tumore per il quale gli inglesi mi danno 6 mesi di vita."
IL MIO PROGETTO:
MATERIALE USATO: -erba sintetica -asse di legno -cabbuccie -nastro adesivo -metro da sarta -bomboletta spray (bianca) -farina per polenta -colla a caldo
Quest è il mio progetto concluso
sitografia:
-google -psicologi dello sport -"enciclopedia dello sport", treccani.it -wikipedia -fiammeoro.it -movieplayer.it -onrugby.it
DIARIO DI BORDO
-Ho iniziato a raccogliere informazioni per la presentazione il 13 Marzo ed ho finito l'1 Giugno. -Il 24 Marzo ho iniziato la mia presentazione, mentre il 30 Maggio l'ho finita. -Il 30 Aprile ho iniziato il mio progetto e l'ho finito il 3 Giugno.
PERCHE' HO SCELTO QUESTO ARGOMENTO
La vita, nonostante la mia giovane età, mi ha messo alla prova in modo pesante e per certi versi ingiusto. Ho molto riflettuto su tutto ciò che mi è accaduto e non nascondo un periodo di incomprensione e sconforto che mi ha portato a farmi mille domande a cui probabilmente non saprò o non potrò mai trovare risposta. In tutto questo tempo però un pensiero mi è rimasto fisso, una costante, "non voglio smettere di giocare".
Il MIO Rugby è stato, è, e sarà un'isola felice, un posto dove, nonostante tutto, ho la certezza di trovare amici, veri amici, persone di cuore che si mettono a disposizione per il mio bene. Un bene che va oltre la cortesia tocca le corde più intime e ti fa davvero sentire bene. Ecco perché è facile parlare di Rugby perché in fondo parlo di me stesso e della mia vita.
GRAZIE MILE PER L'ATTENZIONE
il rugby e la sua storia
Riccardo Gottani
Created on March 29, 2023
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IC PRALBOINO
Scuola secondaria di primo grado "A. Canossi"
Pavone del Mella
ELABORATO D'ESAME DI RICCARDO GOTTANI
CLASSE 3 A as. 2022/2023 TUTOR: Proff. Fabrizio Reghenzi
IL RUGBY
ANDARE AVANTI GUARDANDO INDIETRO
"un rugbysta non muore, al massimo passa la palla"
Dove è nato il rugby?
Rugby
Questo sport è nato in una cittadina inglese, a Rugby appunto, nel 1823, da un adolescente, William Webb Ellis, .
Dove si diffonde?
01
Mentre viene praticato nelle public scholl, il rugby si diffonde in tutto l'Impero Britannico, quindi anche in Galles, Scozia e Irlanda.
Si diffuse in maggior parte nelle colonie come la Nuova Zelanda, l'Australia e il Sud Africa
La diffusione in Africa
SUD AFRICA
Anche in Sud Africa il rugby giunse attorno al 1858 e nel 1862 venne pubblicato il primo resoconto di una partita. Nel 1906, la squadra sudafricana, prende il nome di Springboks, e come gli AllBlacks entrarono nella storia del rugby.
mandela
inno
Nelson Mandela
Nella storia più recente la squadra sudafricana ha attraversato un grave momento di crisi, quando fra il 1981 e il 1992 fù isolata a causa della politica restrizionista di APARTHEID
Favorito dagli accordi e dalle politiche conciliatorie del presidente della Repubblica Frederik Willem De Klerk e poi di Nelson Mandela, finalmente il rugby sudafricano si riunì sotto una stessa bandiera nel 1992
Nelson Mandela che stringe la mano e consegna la coppa del mondo al capitano degli Springboks
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INNO SUDAFRICANO
LINGUA ORIGINALE
LINGUA INGLESE
LINGUA ITALIANA
Nkosi sikelel' iAfrika Maluphakanyisw' uphondo lwayo, Yizwa imithandazo yethu, Nkosi sikelela, thina lusapho lwayo. Morena boloka setjhaba sa heso, O fedise dintwa le matshwenyeho, O se boloke, O se boloke setjhaba sa heso, Setjhaba sa South Afrika
Lord blees africa. May her glory be lifted high, hear our prayers. Lord blees us, your children. Lord we ask you to project our nation in high, Intervene and end all conflicts, protect us, protect our nation, the nation of Suoth Africa
Il Signore benedice l'Africa. Possa la sua gloria essere innalzata in alto, ascolta le nostre preghiere. Il Signore ci benedica, tuoi figli. Signore, ti chiediamo di proiettare in alto la nostra nazione, Intervieni e metti fine a tutti i conflitti, proteggici, proteggi la nostra nazione, la nazione del Sud Africa
La diffusione nel centro Europa
FRANCIA
Il rugby arrivò in Francia nel 1870 circa, tuttavia il primo club fù fondato nel 1872, il Le Havre Athletic Club. Nel primo dopoguerra il rugby si diffuse considerevolmente, e veniva usato come valvola di sfogo. A causa di questo sfogo che i francesi si fecero sfuggire di mano la Francia venne estromessa dall' IRB
Questo è il primo stemma del Havre Athletic Club, prima club di Francia
Questo invece è lo stemma attuale , sebbene ci sia parecchia somiglianza
La diffusione in Oceania
NUOVA ZELANDA
La Nuova Zelanda è il paese dove il rugby forse si è diffuso maggiormente, e gli AllBlacks, la nazionale, sono la squadra più famosa e seguita al mondo. La Native Team fù la prima squadra a indossare la maglia integralmente nera con il motto "Play up New Zeland" (gioca la Nuova Zelanda).,
Tipica danza Maori prima degli incontri con gli avversari (HAKA)
I VALORI
Il rugby è una voce del verbo dare. Ad ogni allenamento, ad ogni partita, ad ogni placcaggio, ad ogni sostegno, dai un po’ di te stesso. Prima o poi qualcosa ti tornerà indietro.
non di uno sport, di uno stile di vita
Sacrificio, impegno, sofferenza e dedizione sono parole che troviamo sui campi di rugby ma anche lungo i percorsi della nostra esistenza.
Il rugby insegna a non mollare mai…ad andare avanti…a non cercare scorciatoie…e tutto questo può essere proiettato nella vita quotidiana di bambini, ragazzi ed adulti.
Marco Pastonesi
OSCAR WILDE
Oscar Fingal O’Flahertie Wilde, nato a Dublino il 16 ottobre 1854 e morto a Parigi il 30 novembre 1900, è stato un poeta, scrittore, aforista e giornalista irlandese. Fu il maggiore esponente della corrente artistica e letteraria dell’Estetismo.
Vorrei citare alcune frasi celebri del poeta irlandese molto note nel mondo del rugby:
1- “Il rugby è il miglior modo per tenere trenta energumeni lontano dal centro della città durante il fine settimana”
2- “La mia squadra di bevitori ha un problema: il vizio del rugby”
La frase che più però mi colpisce di Oscar Wilde non è legata al rugby: 3- “Le cose vere della vita non si studiano, né si imparano, ma si incontrano”.
RISPETTO PER UNA FIGURA INVIOLABILE
Il rugby è uno sport che riesce ad incarnare, più di ogni altra disciplina di squadra e non, i valori propri dello sport: il coraggio, il sacrificio, la generosità, la correttezza, la lealtà, il rispetto per l’avversario.
queste immagini raffigurano come questi, definiti energumeni, rispettino senza una minima protesta le scelta di un arbitro
Il rugby è uno sport di contatto disciplinato da regole inviolabili, fondamentale in questo sport è infatti il rispetto prima di tutto dell’arbitro e delle decisioni da lui prese, è raro infatti vedere un giocatore di rugby protestare per una decisione arbitrale. A volte una protesta può valere un’espulsione e la reazione ad un fallo vale più del fallo stesso.
Nel rugby viene spesso chiamato un arbitro donna, che non si vede molto negli altri sport
Ribadisce lo stesso Marco Bastonesi:
"A ogni protesta l'arbitro può dare i dieci metri, cioè sottrae dieci metri di campo alla squadra. E solo chi gioca al rugby sa cosa significano dieci metri conquistati corpo a corpo."
A parer mio si può racchiudere l'importanza di un arbitro in questa frase:
"Non so se ci siamo mai incontrati prima. Smettila di parlare. Io sono l'arbitro tu il giocatore. Tu continua a fare il tuo lavoro e io faccio il mio. Questo non è il calcio". Nigel Owen - arbitro di rugby internazionale.
"SENZA ARBITRO NON SI GIOCA, RINGRAZIALO NON GIUDICARLO"
Questo è nella testa di ogni rugbysta
RISPETTO DISTINTO
l terzo tempo è una delle tradizioni più importanti del rugby. Inizia da quando l’arbitro fischia per concludere la partita. Da quel momento le due squadre non sono più rivali e vanno a festeggiare insieme. Forse rappresenta il vero spirito del rugby.La tradizione prevede che nonostante il risultato la squadra di casa offre un banchetto per ringraziare la squadra ospite della sfida.
Il potente sfonda, il piccolo s'infiltra, l'alto salta, il guizzante corre. In una squadra di rugby c'è posto per tutti.
MARTIN CASTROGIOVANNI
Martín Leandro Castrogiovanni è un ex rugbista italiano di origine argentina.
Internazionale per l'Italia dal 2002 al 2016.
Insieme a Sergio Parisse è stato il terzo giocatore a raggiungere le cento presenze nella nazionale italiana,
Durante la sua carriera scrisse anche 2 libri: -L'ovale rimbalza male -Raggiungi la meta. Forte, felice e vincente con la celiachia
LA VITA NON SI FERMA
Martin Castrogiovanni si è recentemente aperto a proposito del suo tumore e della reazione che ha avuto quando i medici gli hanno diagnosticato il neurinoma al plesso lombare:
"Ho amato il Rugby più della mia vita. Nella mia carriera ho avuto molti problemi fisici, ma ho giocato anche infortunato. Una volta, con un menisco fuori uso, entrai negli spogliatoi a gara finita e svenni per il dolore."
"Nel 2015 sono in ritiro con la Nazionale per preparare il Mondiale. Mi fa male la schiena ma voglio giocare, mi dicono che ho il nervo sciatico infiammato ma vado in campo. Dopo chiedo allo staff medico di vederci chiaro. Mi portano in ospedale, mi fanno una risonanza e aspetto i risultati. Li vedo vaghi, nessuno che mi dice come stanno le cose, chiudo tutti in una stanza e urlo: 'O mi dite che cosa ho o da qui non uscite!'. Mi fanno leggere il referto e scopro di avere un neurinoma al plesso lombare, un tumore per il quale gli inglesi mi danno 6 mesi di vita."
IL MIO PROGETTO:
MATERIALE USATO: -erba sintetica -asse di legno -cabbuccie -nastro adesivo -metro da sarta -bomboletta spray (bianca) -farina per polenta -colla a caldo
Quest è il mio progetto concluso
sitografia:
-google -psicologi dello sport -"enciclopedia dello sport", treccani.it -wikipedia -fiammeoro.it -movieplayer.it -onrugby.it
DIARIO DI BORDO
-Ho iniziato a raccogliere informazioni per la presentazione il 13 Marzo ed ho finito l'1 Giugno. -Il 24 Marzo ho iniziato la mia presentazione, mentre il 30 Maggio l'ho finita. -Il 30 Aprile ho iniziato il mio progetto e l'ho finito il 3 Giugno.
PERCHE' HO SCELTO QUESTO ARGOMENTO
La vita, nonostante la mia giovane età, mi ha messo alla prova in modo pesante e per certi versi ingiusto. Ho molto riflettuto su tutto ciò che mi è accaduto e non nascondo un periodo di incomprensione e sconforto che mi ha portato a farmi mille domande a cui probabilmente non saprò o non potrò mai trovare risposta. In tutto questo tempo però un pensiero mi è rimasto fisso, una costante, "non voglio smettere di giocare".
Il MIO Rugby è stato, è, e sarà un'isola felice, un posto dove, nonostante tutto, ho la certezza di trovare amici, veri amici, persone di cuore che si mettono a disposizione per il mio bene. Un bene che va oltre la cortesia tocca le corde più intime e ti fa davvero sentire bene. Ecco perché è facile parlare di Rugby perché in fondo parlo di me stesso e della mia vita.
GRAZIE MILE PER L'ATTENZIONE