Want to create interactive content? It’s easy in Genially!
virus rabbia
jacopo battagliola
Created on March 29, 2023
Start designing with a free template
Discover more than 1500 professional designs like these:
View
Tarot Presentation
View
Vaporwave presentation
View
Women's Presentation
View
Geniaflix Presentation
View
Shadow Presentation
View
Newspaper Presentation
View
Memories Presentation
Transcript
rhabdovirus virus della rabbia
lyssavirus
Introduzione
Cos'è un virus?
Un virus è un parassita intracellulare obbligato, cioè capace di vivere e riprodursi solo all'interno di cellule viventi. Si tratta, infatti, dell'entità biologica più diffusa sulla Terra. I virus non sono in grado di effettuare in autonomia nessun processo metabolico: contengono solo parte dell'informazione genetica necessaria per la loro moltiplicazione. Il loro acido nucleico - il DNA o l'RNA virale - codifica solo le proteine strutturali (che costituiscono il rivestimento del virus) e alcuni enzimi necessari per la replicazione del materiale genetico. Tutte le altre funzioni (sintesi proteica, produzione di energia ecc.) sono fornite dalla cellula infettata.
I Virus non:
- non crescono e non si dividono
- non respirano
- non producono energia
- non reagiscono all'ambiente
INDICE
diagnosi
storia
test diagn.
morfologia
vaccinazione
sintomi
trattamento
malattia
prevenzione
storia del virus
Il riconoscimento della natura virale dell'agente eziologico della rabbia è avvenuto nel XX secolo, molti anni dopo la preparazione del vaccino contro la rabbia da parte di Pasteur (1885). Nel 1903 Adelchi Negri, assistente di Golgi a Pavia, individuò la presenza delle inclusioni citoplasmatiche eosinofile che portano il suo nome nei neuroni di numerosi animali rabidi (coniglio, cane, eccetera): ne comprese correttamente il legame con l'agente della rabbia, ma ritenne erroneamente che quest'ultimo fosse di natura protozoaria e non virale. La natura virale fu sospettata poco tempo dopo da Di Vestea a Napoli e da Remlinger a Costantinopoli i quali riuscirono a dimostrare, indipendentemente l'uno dall'altro, la filtrabilità dell'agente eziologico attraverso le candele filtranti di Berkefeld e di Chamberland. Il virus della rabbia fu infine visto al microscopio elettronico nel 1962 dai russi Sokolov e Vanag i quali, oltre a mostrarne la caratteristica morfologia del virus rabbico «a proiettile», dimostrarono che i corpi di Negri erano agglomerati di virioni.
morfologia
+Il virus della rabbia, specie tipo del genere Lyssavirus, è caratterizzato da un genoma di RNA a filamento singolo negativo. L'informazione genetica, in stretto contatto con una nucleoproteina virale, codifica per cinque geni: nucleoproteina (N), fosfoproteina (P), proteina di matrice (M), glicoproteina (G) ed RNA polimerasi virale (L). L'ordine dei geni (3'-N-P-M-G-L-5') è altamente conservato.Al microscopio elettronico il virione ha la forma di un proiettile che ha una lunghezza media di 175 nm e un diametro medio, nella parte cilindrica, di 70 nm circa. Il virus della rabbia possiede un nucleocapside a simmetria elicoidale ed è avvolto da una membrana lipoproteica provvista di prolungamenti lunghi circa 10 nm. La glicoproteina G si assembla sotto forma di trimeri sul pericapside e media l'attacco alle cellule bersaglio. La proteina M costituisce la matrice compresa tra il pericapside e il nucleocapside. Le proteine N, L e P sono associate all'RNA a polarità negativa per formare il nucleocapside. Le particelle virali vengono formate per gemmazione dalla membrana cellulare.
sintomatologia
Nella sede del morso possono svilupparsi dolori o parestesie. La rapidità della progressione si basa sull'inoculazione virale e sulla vicinanza della ferita al cervello. Il periodo di incubazione è in media di 1 o 2 mesi ma può essere > 1 anno. I sintomi iniziali della rabbia sono aspecifici: febbre, cefalea e malessere. In pochi giorni, si sviluppa l'encefalite (rabbia "furiosa"; nell'80%) o la paralisi (rabbia "muta"; nel 20%). L'encefalite causa inquietudine, confusione, agitazione, comportamento bizzarro, allucinazioni e insonnia. La salivazione è eccessiva e anche i tentativi di bere provocano spasmi dolorosi dei muscoli laringei e faringei (idrofobia). Nella forma paralitica si sviluppano paralisi ascendente e tetraplegia senza delirium e idrofobia.La diagnosi definitiva può essere fatta solo con l'esame di laboratorio
malattia
La rabbia è un'encefalite virale trasmessa dalla saliva dei pipistrelli e di alcuni mammiferi infetti. I sintomi comprendono depressione e febbre, seguite da agitazione, eccessiva salivazione e idrofobia. La diagnosi si basa su biopsia cutanea mediante test con anticorpi fluorescenti o test della PCR (Polymerase Chain Reaction). La vaccinazione è indicata per le persone ad alto rischio di esposizione. La profilassi post-esposizione implica il trattamento delle ferite e l'immunoprofilassi passiva e attiva, e quando è eseguita in maniera rapida e meticolosa è in grado di prevenire la rabbia nell'uomo. Altrimenti, la malattia si rivela quasi sempre fatale. Il trattamento è di supporto.
malattia negli umani
malattia negli animali
La rabbia causa annualmente > 55 000 morti umane a livello mondiale, principalmente in America Latina, Africa e Asia, dove la rabbia canina è endemica. Negli Stati Uniti, l'immunizzazione degli animali domestici ha ridotto i casi di rabbia nelle persone a < 3 per anno, per lo più trasmessi dai pipistrelli infetti. Anche procioni, puzzole e volpi infetti possono trasmettere la rabbia. La trasmissione della rabbia all'uomo da piccoli roditori (come scoiattoli, scoiattoli, ratti, topi, criceti, cavie, gerbilli) e lagomorfi (compresi conigli e lepri) non è stata segnalata.
Gli animali affetti da rabbia trasmettono l'infezione tramite la loro saliva, solitamente con il morso. Di rado, il virus può penetrare attraverso un'abrasione cutanea o attraverso le mucose degli occhi, del naso o della bocca. Il virus migra dalla sede di ingresso lungo i nervi periferici fino al midollo spinale (o al tronco encefalico quando viene morso il volto) e quindi al cervello. Si diffonde poi dal sistema nervoso centrale tramite i nervi periferici ad altre parti dell'organismo. L'interessamento delle ghiandole salivari e della mucosa orale è responsabile della trasmissibilità.
diagnosi
La rabbia è da sospettare nei soggetti con encefalite o paralisi ascendente e che abbiano un'anamnesi positiva per morso di animale o esposizione a pipistrelli; i morsi di pipistrello possono essere superficiali e passare inosservati.Un test a fluorescenza diretta in un campione di biopsia della cute della parte posteriore del collo è il test diagnostico di scelta. La diagnosi può anche essere fatta con la PCR (Polymerase Chain Reaction) del liquido cerebrospinale, della saliva o di un tessuto. I campioni testati per gli anticorpi della rabbia comprendono il siero e il liquido cerebrospinale. TC, RM ed elettroencefalografia possono essere normali oppure mostrare alterazioni aspecifiche.
test diagnosi
biopsia cutanea
test pcr
La biopsia cutanea consiste nel prelievo, in anestesia locale, di una porzione di cute che presenta una possibile lesione, allo scopo di analizzare e capire di che tipo di alterazione si tratta. Il campione viene adeguatamente trattato in laboratorio e osservato al microscopio per accertare la sua natura, con lo scopo di stabilire se le cellule siano o meno tumorali e, nel caso, di quale tipo. Le biopsie parziali tendono a essere più frequentemente eseguite in caso di patologie potenzialmente non tumorali.
Nel test PCR, un piccolo campione genetico prelevato dalla persona viene prelevato per l’analisi del DNA. Il campione medico prelevato viene decomposto dal calore e viene cercata la parte genica del virus. Il processo viene utilizzato nella ricerca genetica e nel rilevamento di infezioni nel corpo. La branca della scienza che si occupa della ricerca sui test PCR è Malattie Infettive e Microbiologia Clinica.
trattamento della rabbia
Il trattamento una volta che la rabbia si è sviluppata è solo di supporto e comprende la sedazione profonda (p. es., con ketamina e midazolam) e le misure di conforto. Il decesso di solito avviene circa 3-10 giorni dopo la comparsa dei sintomi. Pochi pazienti sono sopravvissuti; molti avevano ricevuto immunoprofilassi prima dell'insorgenza dei sintomi. Secondo alcune evidenze somministrare il vaccino antirabbico e le immunoglobuline dopo aver contratto la malattia può indurre un deterioramento clinico più rapido.non esiste una cura per la rabbia
prevenzione
Gli animali affetti da rabbia possono spesso essere riconosciuti per il loro comportamento bizzarro; possono essere agitati e rabbiosi, deboli o paralizzati e possono non dimostrare paura nei confronti dell'uomo. Gli animali notturni (p. es., pipistrelli, puzzole, procioni) escono durante il giorno. I pipistrelli possono produrre rumori insoliti ed avere difficoltà a volare. Se si sospetta che un animale abbia contratto la rabbia, non deve essere avvicinato. Le autorità sanitarie locali devono essere contattate per rimuovere l'animale. Poiché i pipistrelli sono un importante serbatoio per il virus della rabbia negli Stati Uniti e poiché i morsi di pipistrello possono essere difficili da rilevare, il contatto con un pipistrello è un'indicazione assoluta per la profilassi post-esposizione.
profilassi anti batterica
Profilassi antirabbica post-esposizione
Profilassi antirabbica pre-esposizione
Per esposizione si intende un morso che interrompe la continuità della cute o qualsiasi contatto tra la mucosa o le fissurazioni cutanee e la saliva dell'animale. Se si verifica l'esposizione al virus, una profilassi rapida ed eseguita meticolosamente è quasi sempre in grado di prevenire la rabbia umana. L'area contaminata deve essere immediatamente e accuratamente pulita con acqua e sapone o benzalconio cloruro. Le ferite profonde vanno deterse con acqua saponata esercitando una moderata pressione. Le ferite vengono solitamente lasciate scoperte. La profilassi post-esposizione con vaccino antirabbico e immunoglobuline antirabbiche viene somministrata a seconda dell'animale che ha inferto il morso e a seconda delle circostanze (vedi tabella Profilassi post-esposizione per la rabbia) e il cervello dell'animale viene testato per il virus. Gli uffici di sanità locali o statali oppure i Centers for Disease Control and Prevention (CDC) conducono spesso i test e possono consigliare altri trattamenti.
Il vaccino antirabbico ottenuto da cellule umane diploidi è sicuro e consigliato per la profilassi pre-esposizione per le persone a rischio, ovvero veterinari, allevatori, speleologi, personale che maneggia il virus e per tutti coloro che viaggiano nelle zone endemiche. Tre dosi totali da 1 mL vengono somministrate IM, una alla volta nei giorni 0, 7 e tra il 21o e il 28o giorno. La vaccinazione fornisce una protezione a vita in una certa misura. Tuttavia, la protezione diminuisce con il tempo; se è probabile che l'esposizione continui, si raccomanda di eseguire test sierologici ogni 6 mesi (per esposizione continua) o ogni 2 anni (per esposizione frequente) e viene somministrata una dose di richiamo di vaccino se il titolo anticorpale è inferiore a un determinato livello.
VS
vaccinazione
Il vaccino antirabbico contiene il virus inattivato e viene effettuata sia per il trattamento preventivo che profilattico dopo esposizione.
- Trattamento preventivo: due iniezioni ad un mese di intervallo, per via sottocutanea profonda o per via intramuscolare ed una terza dose ad un anno. Nel caso si desideri ottenere un’immunizzazione più rapida, possono essere praticate tre iniezioni distanziando la prima dalla seconda di una settimana e la seconda dalla terza di due settimane. Se persiste il rischio di esposizione sono indicate dosi di richiamo dopo 2-5 anni.
- Trattamento profilattico post-esposizione: in caso di morsicatura bisogna comunque rivolgersi nel più breve tempo possibile ad una struttura sanitaria. Il numero di dosi dipende dallo stato vaccinale pre-esposizione.
- Quando non si deve vaccinare La vaccinazione è controindicata in caso di gravi reazioni allergiche a costituenti del vaccino (es. neomicina) o a precedenti somministrazioni dello stesso vaccino.
- Quando si deve rinviare La vaccinazione contro la rabbia deve essere temporaneamente rinviata quando il soggetto presenta una malattia acuta con febbre o turbe generali giudicate clinicamente importanti.