Want to create interactive content? It’s easy in Genially!
Leonardo da Vinci
Valeria
Created on March 29, 2023
Start designing with a free template
Discover more than 1500 professional designs like these:
View
Halloween Infographic
View
Halloween List 3D
View
Magic and Sorcery List
View
Journey Map
View
Versus Character
View
Akihabara Connectors Infographic Mobile
View
Mobile mockup infographic
Transcript
Leonardo da Vinci: scrittore e poeta
Come scriveva?
La scrittura speculare è un sistema che consiste nello scrivere le lettere come se fossero riflesse da uno specchio (nel sistema occidentale, perciò, da destra verso sinistra, ed è infatti chiamata anche grafia sinistrorsa)
Alcuni neurologi hanno ipotizzato che Leonardo fosse dislessico, cioè affetto da un disturbo che porta a considerare e parole come figure: chi ne soffre trova facie scrivere specularmente
Infine c'è chi pensa che la scrittura di Leonardo fosse un codice segreto per proteggere i propri scritti dal plagio e dalla censura ecclesiastica dell'epoca
Motivi:
Secondo alcuni Leonardo scriveva così perchè era diventato mancino in seguito a un incidente e dunque lo trovava un metodo comodo
Poeta
La prosa di Leonardo è giudicata tra le migliori del Rinasciento italiano; aliena da ogni retorica, artificio e sonorità, è tutta aderente alle cose: rifacendosi al linguaggio parlato, ha colore, robustezza, concisione, in modo da dare energia e spigliatezza all'espressione. La sua opera più importante è il Trattato Della Pittura, raccolta postuma curato da un allievo anonimo.
Il Codice Atlantico
Il Codice Atlantico è la più ampia collezione di scritti e disegni di Leonardo da Vinci: abbraccia l'intera vita intellettuale dell'artista, per un periodo di oltre quarant'anni, dal 1478 al 1519.
Il Codice venne chiamato "Atlantico" per via delle sue dimensioni: quando Pompeo Leoni lo rilegò nel XVI secolo, incollò le carte originali di Leonardo su dei grandi fogli di formato "atlantico" quello appunto utilizzato per realizzare gli atlanti geografici. E conservato presso la Biblioteca Ambrosiana di Milano.
Gli scritti di Leonardo
Leonardo muore in Francia, ad Amboise, nel 1519, affidando all’amico Francesco Melzi tutto l’insieme dei suoi scritti che viene raccolto in ben ventotto diversi codici manoscritti, un enorme corpus di testi che è il risultato di una produzione letteraria che si stende per circa quarant’anni, dagli anni ‘80 del Quattrocento fino alla sua morte. Si tratta di un insieme di scritti di difficile lettura poiché la maggior parte non era stata pensata per la pubblicazione e, tuttavia, attraverso di essi si può vedere la maturazione del pensiero leonardesco, la sua evoluzione e il suo farsi più complesso e composito abbracciando i campi e le materie più diverse.
Nella maggior parte dei casi si tratta di annotazioni, appunti sparsi che riescono a costruire un discorso certamente coerente, quindi capace di veicolare in maniera efficace il pensiero dell’autore, ma non organico, quindi privo della coerenza interna dei testi rifiniti per la pubblicazione. Tutto il corpus si può dividere in due grandi categorie: una di natura teorica, in cui vengono affrontati discorsi che spaziano nella maniera più ampia dalla pittura, punto di partenza delle riflessioni di Leonardo, ed arrivano all’ottica, all’anatomia, all’architettura e alle questioni propriamente letterarie; per la seconda categoria si può parlare di una produzione letteraria in senso stretto, giacché consiste nella scrittura di enigmi, favole e “facezie”, cioè brevi aneddoti che si concludono con battute di spirito.
Le Profezie, Le facezie e Le Favole
Le profezie sono degli indovinelli di poche righe, brevi frasi caratterizzate il cui senso si può cogliere solo decifrando correttamente la loro chiave metaforica; le frasi sono essenziali, gli oggetti ridotti alle loro caratteristiche essenziali in modo da aumentare l’ambiguità di lettura del significato, il sistema complessivo viene basato sulla tradizione profetica della Bibbia, cosa che le profezie leonardesche dando loro un tono sinistro e apocalittico. Le facezie sono brevi racconti episodici che terminano con motti di spirito e la cui produzione si lega fortemente all’ambiente di corte. Le favole invece riflettono sulle inevitabili leggi della natura e si caratterizzano per le conclusioni sentenziose e il tono complessivamente negativo, fortemente pessimista.
Lorem ipsum dolor sit amet, consectetuer adipiscing elit, sed diam nonummy nibh
L'alloro, il mirto, il pero
Vedendo il lauro e mirto tagliare il pero, con alta voce gridarono:"O pero, ove vai tu? Ov'è la superbia che avevi quando avevi i tua maturi frutti? Ora non ci farai ombra colle tue folte chiome". Allora il pero rispose:" Io ne vo coll'agricola che mi taglia, e mi porterà alla bottega d'ottimo sculture, il quale mi farà con su' arte pigliare la forma di Giove iddio, e sarò dedicato nel tempio, e dagli omini adorato invece di Giove, e tu ti metti in punto a rimanere ispesso storpiata e pelata de' tua rami, i quali mi fieno da li omini per onorarmi posti d'intorno".
La penitenza dell'acqua
Trovandosi l'acqua nel superbo mare, suo elemento, le venne voglia di montare sopra l'aria, e confortata dal foco elemento, elevatosi in sottile vapore, quasi parea della sittiglieza dell'aria, e , montato in alto, giunse infra l'aria più sottile e fredda, dove fu abbandonata dal foco. E piccoli granicoli, sendo restretti, già s'uniscano e fannosi pesanti, ove cadendo la super[bia ] si converte in fuga, e cade del cielo; onde poi fu beuta dalla secca terra, dove, lungo tempo incarcerata, fè penitenzia del suo peccato.
Fatto da Valeria e Naidy