I MARSI
Storia di un popolo antico e misterioso
inizia
Indice
6. Le origini del nome e la religione
1. Le origini
2. Il territorio
7. I Marsi nemici di Roma
3. I centri principali
4. Caratteristiche
8. Hanno detto di loro
9. Conclusioni
5. Artigiani del bronzo
10. Gli autori
Le origini
La storia dei Marsi ha origini antiche: inizia verso il 1300 a.C., quando una parte della popolazione osco-umbra migrò verso le sponde orientali del lago Fucino e si fuse con le popolazioni locali che vivevano intorno al lago.
Le origini di questo antico popolo sono avvolte nel mistero delle leggende, circondate da un alone di ancestrale magia.
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IL TERRITORIO
Tra il 1330 e il 1200 a.C. i Marsi si espansero e, oltre ai territori intorno al lago Fucino, occuparono un vasto territorio che comprendeva la valle del Giovenco (affluente del Fucino da Est), l’alta valle del Liri e la Vallelonga, zona che corrisponde a un’ampia area dell’Abruzzo contemporaneo chiamata appunto Marsica. La terra in cui vivevano era inospitale, poiché zona di montagna con inverni rigidi.
La presenza del lago garantiva comunque un clima mite e molto cibo, grazie all’abbondanza di pesci.
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i centri principali
Come molti altri popoli osco-umbri, i Marsi erano governati da meddix, supremi magistrati che avevano grandi poteri: oltre a essere i capi politici del popolo, esercitavano anche le supreme funzioni militari e giudiziarie.
La loro città principale era Marruvium, l’attuale San Benedetto dei Marsi (AQ), mentre Antinum (Civita D’Antino – AQ), Cerfennia (Collarmele), Fresilia, Milonia (Ortona dei Marsi), Plestinia, Angitiae (Luco dei Marsi – AQ) e Supinum (Trasacco – AQ) i loro principali centri fortificati.
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Caratteristiche
Sul piano fisico i Marsi svilupparono una grande forza e resistenza fisica, data dal continuo adattamento a vivere in ostili zone di montagna (che li portò a diventare guerrieri straordinari). Essi erano un popolo dedito all’agricoltura, alla caccia, alla pastorizia e alla pesca lacustre. Erano abili nella lavorazione del bronzo. Nelle tombe, infatti, sono state trovate armi difensive e offensive e vari oggetti in metallo, raramente del vasellame.
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ARTIGIANI DEL BRONZO
Sul territorio erano numerose le officine specializzate nella lavorazione del bronzo e nella creazione dei kardiophylax, dischi corazza di piccole dimensioni che i guerrieri indossavano in battaglia per proteggere il torace. Molti di essi erano decorati con una chimera: mostro della mitologia greca, raffigurato con il muso da leone, il corpo di capra e la coda di drago, per intimorire i nemici e indicare loro che erano portatori di morte.
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origine del nome e religione
Il nome «Marsi» deriva da Marte, dio della guerra (in latino Mars) che essi veneravano. Erano di indole guerriera, fiera ed indipendente.
Essendo politeisti, oltre a Marte adoravano i Dioscuri (anch’essi legati all’arte del combattimento) e la dea Angizia (in marso Anctia o Anxa), sorella di Circe e di Medea, legata all’arte di incantare i serpenti e alla magia. Secondo la leggenda fu proprio la dea a tramandare ai Marsi l’arte della magia e della medicina, insegnando loro l’uso di erbe officinali presenti sulle montagne circostanti.
I Marsi divennero famosi come maghi e stregoni, capaci di incantare i serpenti e guarire dai loro morsi con l’uso di impacchi misteriosi, nenie e parole magiche.
Oggi ritroviamo questa pratica di "ammaestrare" i serpenti nel rito dei «serpai», durante la festa di San Domenico Abate, che si tiene ogni anno il 1° maggio nel famoso borgo di Cocullo, in provincia di L’Aquila.
Alla dea era dedicato un tempio in località"Lucus Angitiae", un terrazzo ricavato in una radura, nel mezzo di un bosco sacro, che si affacciava sul lago Fucino.
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I MARSI NEMICI DI ROMA
Il rapporto tra i Marsi e i Romani non fu mai facile. Il loro spirito indipendente e fiero li portò ad alternare momenti di pace e di alleanza a improvvise ribellioni, che spingevano Roma a duri interventi repressivi. Per tale motivo i Romani fondarono sulla sponda nord ovest del lago Fucino, la colonia latina di Alba Fucens. La rivolta più famosa delle popolazioni fucensi avvenne nel 91 a.C. nella Guerra sociale, chiamata anche Bellum marsicum, che coinvolse tutta la penisola. Dopo varie battaglie la rivolta fu sedata dal console Gaio Mario con la concessione della cittadinanza, così anche i Marsi divennero cittadini romani. Essi conservarono sempre ampi margini di autonomia interna come popolo alleato e mai sottomesso.
Dopo la guerra sociale la fama dei Marsi come guerrieri cresce tanto da essere inquadrati da Cesare nel 49 a.C. nella famosa Legio Marsa per servirsene nelle guerre che egli combatte per far grande Roma.
Ebbene anche durante la vita di questa legione emergono prepotenti le virtù guerriere dei Marsi, capaci da soli di risolvere e vincere numerose battaglie. I Marsi per la loro potenza fisica e arte lottatoria li ritroviamo spesso anche come gladiatori presso i Romani.
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Per saperne di più sulle guerre contro Roma clicca qui
HANNO DETTO DI LORO... Durante le numerose battaglie della piana del Fucino, i Marsi si guadagnarono la fama di guerrieri invincibili e coraggiosi. Furono apprezzati anche come gladiatori. Di essi parla anche Virgilio in un passo dell'Eneide quando ci narra di Umbrone, sacerdote, medico e serparo che combattè a fianco di Turno contro i Troiani:
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Ed ecco come ne parla lo storico Appiano di Alessandria:
«Nec sine Marsis, nec contra Marsos triumphari posse». (Non si può vincere né senza i Marsi, né contro di essi). Ma c’era un altro detto sul loro valore:
« Per fare un guerriero marso sono necessari quattro legionari romani».
Nei secoli successivi i Marsi divennero il fulcro apprezzatissimo delle legioni romane.
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Conclusioni
Archeologicamente la zona della Marsica è ancora giovane. Non ci sono grandi interventi al riguardo, anche se ultimamente sono affiorati reperti importanti nei pressi dei boschi sacri (Luco). La nostra storia è ancora per la maggior parte seppellita ma sarebbe bello far riemergere tutti i tasselli che compongono il percorso di questo grande popolo. Oggi i figli di quei coraggiosi Marsi che si opposero a Roma e la costrinsero a stipulare un’alleanza, sono ancora qui e molti ignorano le proprie radici ma è giusto sapere da dove veniamo, chi siamo stati e chi potremmo ancora essere se solo ricordassimo la grandezza che ci scorre nelle vene, quello stesso sangue che ha intriso di gloria la terra su cui camminiamo.
Alba Fucens
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GLI AUTORI
La classe V A "A. Persia"
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Alessandro Marini-Antonella Irimia-Chanel Ovalles-Sara Di Giovambattista-Emanuele Bisegna- Fabrizio Orrù Alessio Boi-Dante Maggi-Achraf El Kourdi-Lorenzo Fracassi- Marouane El Jabraoui-Diego Massimiani-Michela Sorgi-Emma Di Stasio-Cloe Puglia Aurora Lucente-Tommaso De Vecchis- Ugo Tarola-Ludovica Piccolo-Stefano Tisi-Greta Agostini-Julie Talamanca-Angelica Landi
I Marsi
Valentina Quaranta
Created on March 28, 2023
Storia di un popolo antico e misterioso
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I MARSI
Storia di un popolo antico e misterioso
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6. Le origini del nome e la religione
1. Le origini
2. Il territorio
7. I Marsi nemici di Roma
3. I centri principali
4. Caratteristiche
8. Hanno detto di loro
9. Conclusioni
5. Artigiani del bronzo
10. Gli autori
Le origini
La storia dei Marsi ha origini antiche: inizia verso il 1300 a.C., quando una parte della popolazione osco-umbra migrò verso le sponde orientali del lago Fucino e si fuse con le popolazioni locali che vivevano intorno al lago.
Le origini di questo antico popolo sono avvolte nel mistero delle leggende, circondate da un alone di ancestrale magia.
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IL TERRITORIO
Tra il 1330 e il 1200 a.C. i Marsi si espansero e, oltre ai territori intorno al lago Fucino, occuparono un vasto territorio che comprendeva la valle del Giovenco (affluente del Fucino da Est), l’alta valle del Liri e la Vallelonga, zona che corrisponde a un’ampia area dell’Abruzzo contemporaneo chiamata appunto Marsica. La terra in cui vivevano era inospitale, poiché zona di montagna con inverni rigidi. La presenza del lago garantiva comunque un clima mite e molto cibo, grazie all’abbondanza di pesci.
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i centri principali
Come molti altri popoli osco-umbri, i Marsi erano governati da meddix, supremi magistrati che avevano grandi poteri: oltre a essere i capi politici del popolo, esercitavano anche le supreme funzioni militari e giudiziarie.
La loro città principale era Marruvium, l’attuale San Benedetto dei Marsi (AQ), mentre Antinum (Civita D’Antino – AQ), Cerfennia (Collarmele), Fresilia, Milonia (Ortona dei Marsi), Plestinia, Angitiae (Luco dei Marsi – AQ) e Supinum (Trasacco – AQ) i loro principali centri fortificati.
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Caratteristiche
Sul piano fisico i Marsi svilupparono una grande forza e resistenza fisica, data dal continuo adattamento a vivere in ostili zone di montagna (che li portò a diventare guerrieri straordinari). Essi erano un popolo dedito all’agricoltura, alla caccia, alla pastorizia e alla pesca lacustre. Erano abili nella lavorazione del bronzo. Nelle tombe, infatti, sono state trovate armi difensive e offensive e vari oggetti in metallo, raramente del vasellame.
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ARTIGIANI DEL BRONZO
Sul territorio erano numerose le officine specializzate nella lavorazione del bronzo e nella creazione dei kardiophylax, dischi corazza di piccole dimensioni che i guerrieri indossavano in battaglia per proteggere il torace. Molti di essi erano decorati con una chimera: mostro della mitologia greca, raffigurato con il muso da leone, il corpo di capra e la coda di drago, per intimorire i nemici e indicare loro che erano portatori di morte.
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origine del nome e religione
Il nome «Marsi» deriva da Marte, dio della guerra (in latino Mars) che essi veneravano. Erano di indole guerriera, fiera ed indipendente. Essendo politeisti, oltre a Marte adoravano i Dioscuri (anch’essi legati all’arte del combattimento) e la dea Angizia (in marso Anctia o Anxa), sorella di Circe e di Medea, legata all’arte di incantare i serpenti e alla magia. Secondo la leggenda fu proprio la dea a tramandare ai Marsi l’arte della magia e della medicina, insegnando loro l’uso di erbe officinali presenti sulle montagne circostanti. I Marsi divennero famosi come maghi e stregoni, capaci di incantare i serpenti e guarire dai loro morsi con l’uso di impacchi misteriosi, nenie e parole magiche. Oggi ritroviamo questa pratica di "ammaestrare" i serpenti nel rito dei «serpai», durante la festa di San Domenico Abate, che si tiene ogni anno il 1° maggio nel famoso borgo di Cocullo, in provincia di L’Aquila.
Alla dea era dedicato un tempio in località"Lucus Angitiae", un terrazzo ricavato in una radura, nel mezzo di un bosco sacro, che si affacciava sul lago Fucino.
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I MARSI NEMICI DI ROMA
Il rapporto tra i Marsi e i Romani non fu mai facile. Il loro spirito indipendente e fiero li portò ad alternare momenti di pace e di alleanza a improvvise ribellioni, che spingevano Roma a duri interventi repressivi. Per tale motivo i Romani fondarono sulla sponda nord ovest del lago Fucino, la colonia latina di Alba Fucens. La rivolta più famosa delle popolazioni fucensi avvenne nel 91 a.C. nella Guerra sociale, chiamata anche Bellum marsicum, che coinvolse tutta la penisola. Dopo varie battaglie la rivolta fu sedata dal console Gaio Mario con la concessione della cittadinanza, così anche i Marsi divennero cittadini romani. Essi conservarono sempre ampi margini di autonomia interna come popolo alleato e mai sottomesso.
Dopo la guerra sociale la fama dei Marsi come guerrieri cresce tanto da essere inquadrati da Cesare nel 49 a.C. nella famosa Legio Marsa per servirsene nelle guerre che egli combatte per far grande Roma. Ebbene anche durante la vita di questa legione emergono prepotenti le virtù guerriere dei Marsi, capaci da soli di risolvere e vincere numerose battaglie. I Marsi per la loro potenza fisica e arte lottatoria li ritroviamo spesso anche come gladiatori presso i Romani.
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HANNO DETTO DI LORO... Durante le numerose battaglie della piana del Fucino, i Marsi si guadagnarono la fama di guerrieri invincibili e coraggiosi. Furono apprezzati anche come gladiatori. Di essi parla anche Virgilio in un passo dell'Eneide quando ci narra di Umbrone, sacerdote, medico e serparo che combattè a fianco di Turno contro i Troiani:
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Ed ecco come ne parla lo storico Appiano di Alessandria: «Nec sine Marsis, nec contra Marsos triumphari posse». (Non si può vincere né senza i Marsi, né contro di essi). Ma c’era un altro detto sul loro valore: « Per fare un guerriero marso sono necessari quattro legionari romani». Nei secoli successivi i Marsi divennero il fulcro apprezzatissimo delle legioni romane.
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Archeologicamente la zona della Marsica è ancora giovane. Non ci sono grandi interventi al riguardo, anche se ultimamente sono affiorati reperti importanti nei pressi dei boschi sacri (Luco). La nostra storia è ancora per la maggior parte seppellita ma sarebbe bello far riemergere tutti i tasselli che compongono il percorso di questo grande popolo. Oggi i figli di quei coraggiosi Marsi che si opposero a Roma e la costrinsero a stipulare un’alleanza, sono ancora qui e molti ignorano le proprie radici ma è giusto sapere da dove veniamo, chi siamo stati e chi potremmo ancora essere se solo ricordassimo la grandezza che ci scorre nelle vene, quello stesso sangue che ha intriso di gloria la terra su cui camminiamo.
Alba Fucens
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GLI AUTORI
La classe V A "A. Persia"
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Alessandro Marini-Antonella Irimia-Chanel Ovalles-Sara Di Giovambattista-Emanuele Bisegna- Fabrizio Orrù Alessio Boi-Dante Maggi-Achraf El Kourdi-Lorenzo Fracassi- Marouane El Jabraoui-Diego Massimiani-Michela Sorgi-Emma Di Stasio-Cloe Puglia Aurora Lucente-Tommaso De Vecchis- Ugo Tarola-Ludovica Piccolo-Stefano Tisi-Greta Agostini-Julie Talamanca-Angelica Landi