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Francesco Petrarca - Solo et Pensoso

Donato Chiaro

Created on March 28, 2023

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Transcript

Solo et pensoso

(Canzoniere, 35)

«Solo et pensoso i più deserti campi vo mesurando a passi tardi et lenti, et gli occhi porto per fuggire intenti ove vestigio human l’arena stampi...»

biograFIA dell'autore

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INDICE

1. Canzoniere

5. Metrica e Ritmo

2. Opera

7. Figure Retoriche

3. Parafrasi

8. Commento

4. Interpretazione

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Temi principali

Il Canzoniere

  • l'amore per Laura: nell'opera la donna amata da Petrarca è senhal. Ripercorre le varie fasi dell'innamoramento fino alla morte di Laura. La reazione del poeta alla sua morte e prima la disperazione e successivamente una rielaborazione della figura della donna.
  • Il dissidio interiore che affligge il poeta
  • Temi Politici
L'opera si divide in rima in vita e in morte di Laura . Il libro si presenta come un diario di contesti che si seguono con un criterio cronologico seguendo la cronologia dei fatti e non quella di scrittura. Nel Canzoniere, Petrarca stabilisce nessi tra realtà e finzione ad esempio: il primo incontro con Laura avviene il 6 Aprile, giorno anche della sua morte e il numero 6 è contenuto due volte non casualmente nel numero dei componimenti dell'opera (366). Mentre Dante utilizza un metodo di scrittura sperimentale, Petrarca restringe, riduce e semplifica lo stile di scrittura.

Il canzoniere contiene tutti i caratteri della poesia lirica dei secoli successivi. Quest'opera è composta da 366 componimenti poetici di cui la maggior parte sono sonetti, ma non mancano canzoni, sestine, ballate e persino quattro madrigali. Durante la sua scrittura assunse varie forme che ci sono pervenute autentiche e raccoglie testi dalla giovinezza alla vecchiaia di Petrarca. Il titolo originario dell'opera tradotto dal latino è "Frammenti di cose in volgare di Francesco Petrarca, Poeta Laureato", dove i frammenti a cui si riferisce sono la ricostruzione della sua personalità.

COmposizione

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Solo et pensoso i più deserti campi vo mesurando a passi tardi et lenti, et gli occhi porto per fuggire intenti ove vestigio human l’arena stampi.

Altro schermo non trovo che mi scampi dal manifesto accorger de le genti, perché negli atti d’alegrezza spenti di fuor si legge com’io dentro avampi:

sì ch’io mi credo omai che monti et piagge et fiumi et selve sappian di che tempre sia la mia vita, ch’è celata altrui.

Ma pur sì aspre vie né sì selvagge cercar non so ch’Amor non venga sempre ragionando con meco, et io co·llui.

Parafrasi

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Solo e pensieroso percorro i campi più deserti a passi lenti e stanchi, come se li misurassi, e guardo attentamente per evitare i luoghi dove un'impronta umana segni il terreno

Non conosco altro riparo che mi salvi dal fatto che le persone si accorgano facilmente del mio stato d’animo, poiché nell’atteggiamento privo di allegria si capisce bene all'esterno come io bruci d'amore dentro

a tal punto che io credo che ormai i monti, le pianure, i fiumi e i boschi sappiano di quale qualità sia la mia vita, che è celata agli altri

Ma tuttavia non so cercare strade così impervie e isolate che Amore non venga sempre discorrendo con me, e io con lui

Interpretazione

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Interpretazione

"Solo et pensoso" descrive l'esperienza interiore del poeta che, solo e pensieroso, si trova immerso in una natura deserta, e affronta la difficoltà di trovare un senso di appartenenza e di significato nella vita.

Molto presente il tema petrarchesco dell'amore infelice e la fatica di liberarsi dalla passione che lo provoca, il poeta infatti descrive la propria condizione come una sorta di prigionia. Non riesce a liberarsi dalle sue emozioni e si sente intrappolato in esse, incapace di trovare la via d'uscita. Questo senso di impotenza e frustrazione si fa sempre più forte nel verso finale, in cui il poeta ammette di non trovare pace e riposo.

Metrica e ritmo

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Metrica E Ritmo

Le strofe sono legate da rime incrociate e incatenate.

La composizione appartiene alle rime "in vita" di Laura. La forma metrica adottata è quella classica del sonetto: quattordici endecasillabi, divisi in due quartine e due terzine, con rima ABBA, ABBA, CDE, CDE.

Il ritmo della poesia è lento e malinconico perché riflette lo stato d'animo del poeta che è triste e sconsolato. Questo ritmo viene marcato da lunghe pause al fine di ogni verso, dallo schema di rime incatenate la svariate congiunzioni

Figure retoriche

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Figure Retoriche

...fuor/dentro......spenti/avampi...

...monti et piagge et fiumi et selve

Solo et pensoso i più deserti campi...

...vo mesurando a passi...

...monti/selvepiagge/fiumi...

Altro schermo non trovo che mi scampidal manifesto accorger de le genti,

Commento

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Conclusioni Finali

Possiamo affermare quindi che nel sonetto c'è una relazione tra lo stato d'animo dell'autore e il deserto che rispecchiano figuratamente quel senso di vuoto e di tristezza che prova.

Nel componimento è quindi evidente come il sentimento amoroso venga vissuto come tormento dell’animo del poeta ed è naturale di conseguenza sentire il bisogno di rifugiarsi in luoghi isolati per sentirsi al riparo, non solo dalla gente, ma anche in un certo senso dal sentimento amoroso. Una solitudine che però non si realizza poiché l’Io del poeta viene affiancato dall’onnipresente Amore che, personificato come in tutta l’opera, dice il poeta, “venga sempre ragionando con meco”

Lavoro svolto da: Davide di Costanzo Simone Botte Roberto Monaco Lorenzo Montanaro Donato Chiaro