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FUTURMODA - il futurismo
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Created on March 28, 2023
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Transcript
IL FUTURISMO
Il futurismo è un movimento artistico e culturale sorto in Italia nei primi decenni del Novecento
(1909-1944 circa)
Zang”, “Tumb tumb”, “ScaAbrrRrraaNNG”
20 febbraio 1909
Celebri le “serate futuriste”, spesso gratuite e rivolte a un pubblico di ogni classe sociale che veniva coinvolto nella performance, si divertiva e spesso si sfogava. Con il loro culto del progresso hanno svecchiato l'universo culturale del loro tempo, lo hanno fatto a modo loro, causando un fracasso impossibile da ignorare: “Zang”, “Tumb tumb”, “ScaAbrrRrraaNNG”, appunto.
“Il manifesto Futurista”
Viene pubblicato sul quotidiano francese Le Figaro dal poeta Filippo Tommaso Marinetti
Russolo, Carrà, Marinetti, Boccioni e Severini nel 1912 davanti la sede di Le Figaro
CUCINA FUTURISTA
FUTURMODA
Il Manifesto della Cucina Futurista pone l’accento sulla necessità sempre più forte di unire le arti culinarie alle arti figurative
Le rivoluzioni introdotte dalla corrente futurista nel mondo della Moda
Tommaso Marinetti: Parole in libertà
Parole in libertà o Paroliberismo è uno stile letterario introdotto dal Futurismo in cui le parole che compongono il testo non hanno alcun legame sintattico-grammaticale fra loro e non sono organizzate in frasi e periodi.
Dal Manifesto Futurista:
- Noi vogliamo cantare l'amor del pericolo, l'abitudine all'energia e alla temerità.
- la bellezza della velocità. Un automobile da corsa col suo cofano adorno di grossi tubi simili a serpenti dall'alito esplosivo... un automobile ruggente, che sembra correre sulla mitraglia, è più bello della Vittoria di Samotracia.
- Noi vogliamo inneggiare all'uomo che tiene il volante.
- Noi vogliamo glorificare la guerra - sola igiene del mondo -..
UMBERTO BOCCIONI |
(Reggio Calabria, 1882– Verona, 1916)
L’Autoritratto del 1908 di Umberto Boccioni raffigura l’artista sul balcone del suo appartamento nella periferia di Milano.
Umberto Boccioni, Autoritratto (recto), 1908, olio su tela, cm 70 x 100. Milano, Pinacoteca di Brera
Umberto Boccioni, La città che sale , olio su tela (199,3 × 301 cm) realizzato tra il 1910 ed il 1911. Moma, New York
UMBERTO BOCCIONI |
La storia del movimento futurista infatti si può dividere in due fasi: la fase antecedente la Prima Guerra Mondiale, che vede il movimento svilupparsi nella città di Milano ed una seconda generazione futurista, nata dopo il Conflitto, che vede gli artisti concentrarsi intorno a Roma anche in settori precedentemente ignorati come quello della tipografia, della pubblicità e della moda.
È Umberto Boccioni il principale esponente futurista nelle arti figurative. Altri artisti di spicco sono Giacomo Balla, Gino Severini, Fortunato Depero e Carlo Carrà. Boccioni morirà nel corso della Prima Guerra Mondiale (1916)
Umberto Boccioni, Forme uniche della continuità nello spazio, 1913, Museo del Novecento, Milano
GIACOMO BALLA |
(Torino, 1871 – Roma, 1958) "Futurballa". Avrà due figlie LuceElettrica e DinamoElica
Giacomo Balla, Dinamismo di un cane al guinzaglio, 1912, olio su tela, cm 91 x 110. Buffalo New York, Albright Gallery
Giacomo Balla, Bambina che corre sul balcone, 1912, olio su tela, 125×125 cm. Milano, Museo del Novecento, Collezione Grassi
APPLICAZIONI IN DIVERSI CAMPI | MODA maschile
GIALLISSIMO - BLUISSIMO - ROSSONE
Ne “Il vestito antineutrale” Balla propone l’introduzione del colore nell’abbigliamento maschile, l’uso del taglio come manifestazione di novità e rottura col passato (non a caso in ambiente futurista nasce il famoso scollo a V), l’uso dell’accessorio da applicare in modo creativo per cambiare e rinnovare costantemente la struttura dell’abito e l’asimmetria del taglio diagonale che rende la forma del capo dinamico.
APPLICAZIONI IN DIVERSI CAMPI | MODA femminile
Le proposte del Manifesto della moda femminile futurista: Genialità: la direzione artistica delle grandi case di moda femminile deve essere di «un grande poeta o un grande pittore» . Infatti: «La moda è un'arte come l'architettura e come la musica». Ardire: nel portare le nuove fogge di abbigliamento». Infatti «La moda femminile non sarà mai abbastanza stravagante». Anzitutto abolizione della simmetria, linee più aggressive e colori più squillanti, con uso di spirali e triangoli. Economia: (relativo ad una situazione di crisi postbellica) combatte l'impiego di materiali ricchi, cioè «scarpe di cuoio e seta». «Il regno della seta deve finire nella storia dell'abbigliamento femminile». Si "proclama" perciò l'uso di «100 nuove materie rivoluzionarie» . «Noi spalancheremo le porte degli ateliers di moda alla carta al cartone al vetro, alla stagnola, all'allumino, alle maioliche, al caucciù, alla pelle di pesce, alla tela d'imballaggio, alla stoppa, alla canapa, ai gas, alle piante fresche e agli animali viventi».
moda futurista
moda futurista e contemporanea
Bozzetti futuristi
Bozzetti contemporanei
moda futurista e contemporanea
Bozzetti contemporanei
Bozzetti futuristi
APPLICAZIONI IN DIVERSI CAMPI | ARREDAMENTO
LO STUDIO DI GIACOMO BALLA
Giacomo Balla ha concepito e sostenuto l’estetica futurista al punto da volerla indossare, dal volerla abitare. Disegnò abiti audaci e variopinti, Rese la sua casa di Roma un tripudio di forme dai colori smaglianti, decorando pareti, mobili e oggetti
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APPLICAZIONI IN DIVERSI CAMPI | CUCINA
Alcune delle stravaganti ricette della cucina futurista
APPLICAZIONI IN DIVERSI CAMPI | CUCINA
"l'esigenza dell'estetica delle portate e l'uso del colore nelle suppellettili"
Il menu per i futuristi viene visto come un opera d’arte, ne sono esempio il menù di Filippo Tommaso Marinetti o i menu del Santo Palato. Così come la cucina anche il menù dai futuristi viene rivisitato, nell'impostazione grafica e per quanto riguarda l’ordine delle portate .
Ne è un esempio, la cena di Trieste, del 1910, conosciuta con il nome di "cena al rovescio", ... i futuristi decidono di invertire completamente l'ordine delle portate (cominciando dal caffè per arrivare all'aperitivo), e di eliminare l'uso delle posate, per non limitare la propria esperienza tattile”.
APPLICAZIONI IN DIVERSI CAMPI | CUCINA
l Manifesto della cucina futurista esalta la forma fisica e l’agilità e condanna il consumo di pastasciutta, considerata un’ “assurda religione gastronomica italiana”, causa, secondo lui, di “fiacchezza, pessimismo, inattività nostalgica e neutralismo”. In realtà il movimento strizzava l’occhio all’autarchia fascista che cercava di promuovere il consumo di riso, liberando l’Italia dall’acquisto del grano straniero.
APPLICAZIONI IN DIVERSI CAMPI | giardinaggio
Il giardino futurista anticipa Ikea, si porta a casa, si colora e si assebla in autonomia
Per Giacomo Balla, Futurballa, i fiori diventano bizzarre sculture tridimensionali
APPLICAZIONI IN DIVERSI CAMPI | MUSICA
Russolo e l'arte dei rumori
La sua musica veniva eseguita con una famiglia di strumenti da lui stesso ideati, gli Intonarumori, apparecchi meccanici capaci di sviluppare suoni disarmonici e d'avanguardia subito battezzati, nelle performance di quel movimento, "musica futurista"; nel 1922 costruì il "rumorarmonio", mezzo necessario ad amplificare gli effetti musicali creati dagli intonarumori.
APPLICAZIONI IN DIVERSI CAMPI | la pubblicita' - depero
Fortunato Depero: un artista “fuori dagli schemi, che seppe anticipare i tempi, innovando il linguaggio dell’arte e della pubblicità”: un futurista sostenitore della modernità, da portare nella vita quotidiana e nelle case degli italiani attraverso la forza espressiva e la persuasività della pubblicità.
L’aeropittura
Volo e dinamismo sono i concetti su cui si basa l’aeropittura: una branca del Futurismo, che si è sviluppata negli anni Venti in Italia, alla fine della Prima guerra mondiale. Tutto, in questo tipo di pittura, si sviluppa intorno all’aereo. L’aereo rappresenta il simbolo della libertà, negata appunto per molti anni. Gli artisti trovano nell’aeropittura un modo nuovo di rappresentare le cose: viene abbandonata la prospettiva e gli elementi rappresentati sono in continuo movimento. Così il pittore tralascia ogni dettaglio e l’opera è un insieme di figure schiacciate e irregolari.
Aeropittura: dettaglio centrale dell’opera “Prima che si apra il paracadute” (Tullio Crali, 1939)