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presentazione Milziade
Alice Cavallaro
Created on March 27, 2023
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Transcript
Milziade
Índice
La morte
Chi era?
Vídeo
Cosa ha fatto?
La battaglia di maratona
Fine
Maratona
Chi era?
Milziade è un generale dell'antica Grecia. Nasce ad Atene nel 546 a.C. da una famiglia aristocratica ateniese. Abbandona la città natale insieme alla famiglia per fuggire dalla tirannide di Pisistrato. Negli anni a seguire diventa governatore di Gallipoli nel Chersoneso Tracico da cui controlla una importante via commerciale tra le regioni dell'Europa centrale ed Atene. La posizione strategica gli consente di ottenere una riconciliazione con Pisistrato. Durante una spedizione militare in Crimea sposa Egesipile, figlia del re dei Traci, da cui avrà il figlio Cimone. Quando l'esercito persiano varca l'Ellesponto per conquistare la Grecia, Milziade si schiera dalla parte dei greci riuscendo a rallentare l'avanzata dei persiani. Nel 492 a.C. è costretto a rifugiarsi ad Atene dove viene eletto alla carica di generale.
Cosa ha fatto?
A lui viene attribuita la "tattica a tenaglia" che gli permise di vincere la Battaglia di Maratona , anche se c'è chi sostiene che il merito sia stato del figlio; fu sicuramente invece sua l'idea di far accorrere gli opliti ateniesi a marce forzate fino alla polis, riuscendo così a sventare lo sbarco persiano e a ricacciare la flotta in patria.
La battaglia di Maratona
A Milziade è attribuito il merito della grande vittoria di Maratona, anche se certamente la sua fama venne amplificata dal figlio Cimone; alcuni storici moderni ritengono infatti che le sue imprese siano state esagerate a scapito dei meriti del polemarco Callimaco di Afidna, il cui ruolo non fu trascurabile.È certamente merito suo, invece, la marcia effettuata dopo la vittoria di Maratona, che scongiurò l'assedio alla città di Atene, dato che Callimaco morì in battaglia.
La morte
Milziade intraprese una spedizione per liberare le isole Cicladi dai Persiani, e mise sotto assedio l'isola di Paro, colpevole di aver appoggiato i generali persiani Dati e Artaferne, per ventisei giorni; la sua conquista doveva essere un trampolino di lancio per occupare Nasso, in chiave egemonica ed anti-persiana. L'assedio andò però male e Milziade tornò in patria con una brutta ferita; viene poi condannato a morte con l'accusa di tradimento, ma la pena fu commutata in una multa di cinquanta talenti. Secondo Erodoto morì in carcere poco dopo il processo, probabilmente a causa di una gangrena per via della ferita riportata alla coscia durante quest'ultima campagna; la multa fu quindi pagata dal figlio Cimone.
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La battaglia di maratona
Fine
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