LA guerra
dei trent'anni
Con il successore di Rodolfo II, Mattia d'Asburgo, la situazione iniziò a degenerare quando cercò di annullare le concessioni fatte ai principi protestanti imponendo il cattolicesimo. La Lega cattolica e l'Unione evangelica deciserò così di cercare alleati al di fuori del territorio Tedesco, avendo come scopo quelllo di indebolire il potere degli Asburgo. Tali contrasti con l'imperatore erano anche di natura politica. I principi protestanti temevano che i cattolici volessero eliminare il protestantesimo dall'Impero e sottrarre alla casata asburgica il titolo imperiale.
Le cause della guerra
Nella prima metà del XVII secolo l'area Tedesca divenne teatro della Guerra dei Trent'Anni (1618-1648). A questa guerra presero parte le principali potenze Europee come Spagna e Francia. Alle origini della guerra erano ancora presenti contrasti di natura religiosa a causa della diffusione della Riforma protestante. La Germania si trovò divisa dal punto di vista religioso:
- Il centro-nord abbracciava il Luteranesimo.
- Il centro-sud praticava il Cattolicesimo.
Inoltre nel paese erano sempre più presenti i Calvinisti.Con l'ascesa al trono di Rodolfo II d'Asburgo vennero prese una serie di iniziative a vantaggio dei cattolici, che attirarono l'attenzione dei principi protestanti inducendoli a creare una Lega difensiva chiamata Unione evangelica; i principi cattolici a loro volta si unirono in una Lega cattolica.
Ritratto dell'Imperatore Rodolfo II d'Asburgo, (Opera di Joseph Heintz il Vecchio e conservata presso il Kunsthistorisches Museum)
La defenestrazione di Praga
La paura di una cospirazione cattolica continuò ad aumentare quando Ferdinando II nel 1617 divenne sovrano della Boemia.La Boemia faceva parte dei domini diretti degli Asburgo sin dal 1576, tutta via la maggioranza dei sudditi era di fede hussita e luterana. Quindi nel 1617 Ferdinando II revocò la Lettera di Maestà, un documento che garantiva la libertà di culto nel regno; Alcuni nobili boemi fecero irruzione nel castello imperiale di Hradcany a Praga e lanciarono dalla finestra due delegati imperiali e il loro segretario. Questo evento è passato alla storia come defenestrazione di Praga, i nobili ribelli tolsero a Ferdinando II la corona di Boemia e l'affidarono a Federico V Le due leghe di principi tedeschi reagirono facendo scattare il meccanismo delle alleanze e la Germania precipitò in un conflitto destinato a durare 30 anni
'Defenestrazione di Praga' (1618).
Le fasi della guerra
Fase boemo-palatina (1618-1625) Le forze protestanti comandate da Federico V si scontrarono con la Lega cattolica nella battaglia della Montagna Bianca a Praga. La vittoria cattolica fu netta: Federico V dovette fuggire e la corona di Boemia tornò a Ferdinando II. La guerra si estese rapidamente sul territorio tedesco
Fase danese (1625-1629) Il re di Danimarca Cristiano IV era animato dal desiderio di espandere i propri territori nella Germania settentrionale. In questa fase le vittorie cattoliche furono schiaccianti. Con la pace di Lubecca (1629) il re danese decise di non intervenire più nel conflitto, recuperando in cambio i territori persi. L'imperatore Ferdinando II proclamò l'editto di restituzione che aveva come scopo quello di restaurare il cattolicesimo in tutta l'area germanica, obbligando i principi protestanti a restituire tutti i beni ecclesiastici.
Battaglia della Montagna Bianca (1620)
Fase italiana (1629-1631) Avvenuta negli anni finali della fase danese e in quelli iniziali della fase svedese, la guerra del Monferrato viene considerata da alcuni storici come una parte della guerra dei Trent'anni svoltasi non in area tedesca, bensì nella penisola italiana. Alla morte senza eredi di Vincenzo II Gonzaga, duca di Mantova e del Monferrato, nel 1627, si aprì la contesa dinastica: da un lato Ferrante II Gonzaga, sostenuto dagli spagnoli, da Ferdinando II e dal duca di Savoia Carlo Emanuele I, dall'altro Carlo I di Gonzaga-Nevers, appoggiato dal re francese Luigi XIII e dal cardinale Richelieu. Inizialmente si ebbe una vittoria da parte degli spagnoli, la situazione si capovolse però con la discesa in Italia dello stesso re di Francia, che sbaragliò le forze piemontesi e occupò gran parte del ducato. La peste dilagante tra le truppe imperiali, gli eventi bellici nel nord Europa e l'invasione svedese della Germania spinsero Ferdinando II a cercare un accordo con i francesi, dapprima con il trattato di Ratisbona (13 ottobre 1630) e infine con la Pace di Cherasco (6 aprile 1631), che riconosceva legittimo duca di Mantova il candidato francese.
Carlo I di Gonzaga-Nevers (1580-1637)
Fase svedese (1630-1635) Gustavo II Adolfo di Svezia volle espandere i propri territori proponendosi come difensore del mondo protestante, per prima cosa si assicurò di non ricevere attacchi sul fronte baltico stipulando varie tregue. Il sovrano si pose alla guida di una fazione anticattolica a cui presero parte i principi protestanti tedeschi e la Francia. L'avanzata da parte del sovrano fu travolgente data la sua preparazione militare. Alla morte di Gustavo Adolfo giunse un aiuto da parte degli Asburgo durante la battaglia di Lützen (1632) ottenendo una grande vittoria. La mancanza delle abilità militari del sovrano si fece sentire e permise alla fazione cattolica di riorganizzarsi. I principi riformati tedeschi abbandonarolo l'alleanza stipulando con Ferdinando II la Pace di Praga (1635).
La battaglia di Lützen (1632)
Fase francese (1635-1648) Dopo la ritrovata unità dell'Impero, la Francia guidata dal cardinale di Richelieu decise di entrare in guerra. Il timore di un accerchiamento da parte degli Asburgo indusse la Francia ad appoggiare la Svezia e le Province Unite in una nuova coalizione. La strategia dei francesi era quella di attaccare gli Asburgo su più fronti: Germania, Paesi Bassi e Italia. La nuova coalizione ottenne importanti vittorie a Breitenfeld ed a Rocroi. Nel 1645 il nuovo imperatore asburgico Ferdinando III decise di porre fine alla guerra stipulando con i nemici una serie di trattati. La Spagna proseguì il conflitto fino al 1659.
Il cardinale Richelieu (1585-1642).
La Francia ampliò i propri confini orientali e vennero confermati i vescovati di: Metz, Toul, Verdun.La Svizzera e le Province Unite ottennero un definitivo riconoscimento per l'indipendenza. La Spagna fu costretta a siglare un trattato di pace con le Province Unite, e giunse a chiudere il conflitto con la Francia con la pace dei Pirenei nel 1659; e in seguito dovette cedere alla stessa Francia parte delle Fiandre, la Catalonia e il Lussemburgo
La pace di Vestfalia e il nuovo assetto europeo
Nel 1648 i rappresentanti di tutti gli stati belligeranti si riunirono nella regione di Vestfalia per discutere delle condizioni di pace; i vari trattati si riunirono nella cosidetta pace di Vestfalia. L'Impero si ritrovò diviso in più di 300 stati dotati di piena autonomia politica e religiosa; l'autorità degli Asburgo in Germania venne fortemente ridimensionata. Il principe palatino si vide restituire tutti i territori con l'esclusione dell'Alto Palatinato assegnato alla Baviera La Svezia acquisì la Pomerania occidentale e ottenne il riconoscimento del suo primato sul Baltico.
Il bilancio della Guerra
Oltre a ridisegnare i confini dell'Europa continentale, i trattati di Vestfalia aprirono una nuova fase politica e sociale basata sulla pluralità religiosa e la libertà di culto.Il principio del "curtis regio" fu concesso ai suditi, questo permetteva che in privato si poteva professare una fede diversa da quella del proprio governante. Gli Asburgo d'Austria e di Spagna non solo persero il loro ruolo dominante nello scenario politico, ma videro anche tramontare definitivamente il sogno di un Europa unita sotto il cattolicesimoD'altra parte sebbene che i protestanti tedeschi avessero vinto la guerra, la Germania portava le traccie dei lunghi anni di battaglie: città distrutte, campi devastati, intere popolazioni dimezzate.
La crisi dell'impero Spagnolo
I fattori di debolezza della Spagna
Filippo III e Filippo IV
Il quadro generale peggiorò con i suoi successori. Suo figlio FIlippo III, debole di carattere e di salute cagionevole, delegò gran parte dei poteri ai suoi favoriti, abili consiglieri che svolgevano le funzioni di veri e propri ministri. Filippo III riuscì a garantire alcuni anni di tranquillità firmando una pace con l’Inghilterra e una tregua di dodici anni con le province olandesi. Filippo IV riprese una politica militare aggressiva, si impegnò a fondo su vari fronti nella guerra dei Trent’anni. In politica interna, il re si affidò alla valida guida del conte di Olivares, che ricoprì la carica di Primo ministro per più di venti anni. Gli sforzi principali di Olivares servirono a rafforzare i poteri della corona e a contenere le autonomie delle province, a tale scopo fece applicare in tutto il regno le disposizioni dell’Unione delle Armi, un documento che stabiliva nuove tasse e l'arruolamento di nuove reclute per la difesa del regno. Questo provocò rivolte in Catalogna e in Portogallo, la rivolta catalana fu repressa nel 1652, mentre la seconda si concluse con l’indipendenza del Portogallo. Il conte Olivares venne licenziato dal re nel 1643.
I risultati della guerra dei Trent'anni hanno evidenziato l'incapacità della Spagna di mantenere la sua egemonia (supremazia) sulla scena europea. I fattori che contribuirono a indebolire il regno furono: la diminuzione dell’afflusso di metalli preziosi dall’America, i costi esorbitanti delle guerre combattute contro i Paesi Bassi e l’inghilterra di Elisabetta I, la politica persecutoria nei confronti di ebrei e musulmani convertiti e la scarsa vitalità delle attività produttive. Dopo questa difficile situazione, Filippo II dovette dichiarare bancarotta nonostante i prestiti dei banchieri tedeschi e genovesi.
La vivacità della cultura Spagola
Nonostante le difficoltà sociali ed economiche, dal punto di vista culturale la Spagna ha vissuto un'epoca prospera e molto dinamica, grazie alle meravigliose opere di scrittori e artisti. Tra questi ricordiamo il drammaturgo Calderon de la Barca, lo scrittore Miguel de Cervantes, a cui si deve il primo romanzo moderno e uno dei più grandi capolavori letterari di tutti i tempi, il pittore Diego Velázquez, uno dei massimi esponenti della pittura barocca . Velázquez visse alla corte di Filippo IV e a lui si devono molti ritratti della famiglia del re e dei suoi collaboratori. Il siglo de oro ("età dell'oro") della Spagna, ovvero un lungo periodo di espansione politica e splendore culturale che iniziò nel XVI secolo, beneficiò della creatività artistica e letteraria e continuò per tutto il XVII secolo.
Filippo IV
Filippo III
Lavoro svolto da:
- Ivan Manhattan
- Salvo Pipina
- Riccardo Ginipresti
Nessuna tra : -Gini -Marianna -Ciccia-Crocinaè stata maltrattata per la realizzazione di questo PowerPoint
La Guerra dei Trent'Anni
Ivan Manata
Created on March 27, 2023
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LA guerra
dei trent'anni
Con il successore di Rodolfo II, Mattia d'Asburgo, la situazione iniziò a degenerare quando cercò di annullare le concessioni fatte ai principi protestanti imponendo il cattolicesimo. La Lega cattolica e l'Unione evangelica deciserò così di cercare alleati al di fuori del territorio Tedesco, avendo come scopo quelllo di indebolire il potere degli Asburgo. Tali contrasti con l'imperatore erano anche di natura politica. I principi protestanti temevano che i cattolici volessero eliminare il protestantesimo dall'Impero e sottrarre alla casata asburgica il titolo imperiale.
Le cause della guerra
Nella prima metà del XVII secolo l'area Tedesca divenne teatro della Guerra dei Trent'Anni (1618-1648). A questa guerra presero parte le principali potenze Europee come Spagna e Francia. Alle origini della guerra erano ancora presenti contrasti di natura religiosa a causa della diffusione della Riforma protestante. La Germania si trovò divisa dal punto di vista religioso:
Inoltre nel paese erano sempre più presenti i Calvinisti.Con l'ascesa al trono di Rodolfo II d'Asburgo vennero prese una serie di iniziative a vantaggio dei cattolici, che attirarono l'attenzione dei principi protestanti inducendoli a creare una Lega difensiva chiamata Unione evangelica; i principi cattolici a loro volta si unirono in una Lega cattolica.
Ritratto dell'Imperatore Rodolfo II d'Asburgo, (Opera di Joseph Heintz il Vecchio e conservata presso il Kunsthistorisches Museum)
La defenestrazione di Praga
La paura di una cospirazione cattolica continuò ad aumentare quando Ferdinando II nel 1617 divenne sovrano della Boemia.La Boemia faceva parte dei domini diretti degli Asburgo sin dal 1576, tutta via la maggioranza dei sudditi era di fede hussita e luterana. Quindi nel 1617 Ferdinando II revocò la Lettera di Maestà, un documento che garantiva la libertà di culto nel regno; Alcuni nobili boemi fecero irruzione nel castello imperiale di Hradcany a Praga e lanciarono dalla finestra due delegati imperiali e il loro segretario. Questo evento è passato alla storia come defenestrazione di Praga, i nobili ribelli tolsero a Ferdinando II la corona di Boemia e l'affidarono a Federico V Le due leghe di principi tedeschi reagirono facendo scattare il meccanismo delle alleanze e la Germania precipitò in un conflitto destinato a durare 30 anni
'Defenestrazione di Praga' (1618).
Le fasi della guerra
Fase boemo-palatina (1618-1625) Le forze protestanti comandate da Federico V si scontrarono con la Lega cattolica nella battaglia della Montagna Bianca a Praga. La vittoria cattolica fu netta: Federico V dovette fuggire e la corona di Boemia tornò a Ferdinando II. La guerra si estese rapidamente sul territorio tedesco
Fase danese (1625-1629) Il re di Danimarca Cristiano IV era animato dal desiderio di espandere i propri territori nella Germania settentrionale. In questa fase le vittorie cattoliche furono schiaccianti. Con la pace di Lubecca (1629) il re danese decise di non intervenire più nel conflitto, recuperando in cambio i territori persi. L'imperatore Ferdinando II proclamò l'editto di restituzione che aveva come scopo quello di restaurare il cattolicesimo in tutta l'area germanica, obbligando i principi protestanti a restituire tutti i beni ecclesiastici.
Battaglia della Montagna Bianca (1620)
Fase italiana (1629-1631) Avvenuta negli anni finali della fase danese e in quelli iniziali della fase svedese, la guerra del Monferrato viene considerata da alcuni storici come una parte della guerra dei Trent'anni svoltasi non in area tedesca, bensì nella penisola italiana. Alla morte senza eredi di Vincenzo II Gonzaga, duca di Mantova e del Monferrato, nel 1627, si aprì la contesa dinastica: da un lato Ferrante II Gonzaga, sostenuto dagli spagnoli, da Ferdinando II e dal duca di Savoia Carlo Emanuele I, dall'altro Carlo I di Gonzaga-Nevers, appoggiato dal re francese Luigi XIII e dal cardinale Richelieu. Inizialmente si ebbe una vittoria da parte degli spagnoli, la situazione si capovolse però con la discesa in Italia dello stesso re di Francia, che sbaragliò le forze piemontesi e occupò gran parte del ducato. La peste dilagante tra le truppe imperiali, gli eventi bellici nel nord Europa e l'invasione svedese della Germania spinsero Ferdinando II a cercare un accordo con i francesi, dapprima con il trattato di Ratisbona (13 ottobre 1630) e infine con la Pace di Cherasco (6 aprile 1631), che riconosceva legittimo duca di Mantova il candidato francese.
Carlo I di Gonzaga-Nevers (1580-1637)
Fase svedese (1630-1635) Gustavo II Adolfo di Svezia volle espandere i propri territori proponendosi come difensore del mondo protestante, per prima cosa si assicurò di non ricevere attacchi sul fronte baltico stipulando varie tregue. Il sovrano si pose alla guida di una fazione anticattolica a cui presero parte i principi protestanti tedeschi e la Francia. L'avanzata da parte del sovrano fu travolgente data la sua preparazione militare. Alla morte di Gustavo Adolfo giunse un aiuto da parte degli Asburgo durante la battaglia di Lützen (1632) ottenendo una grande vittoria. La mancanza delle abilità militari del sovrano si fece sentire e permise alla fazione cattolica di riorganizzarsi. I principi riformati tedeschi abbandonarolo l'alleanza stipulando con Ferdinando II la Pace di Praga (1635).
La battaglia di Lützen (1632)
Fase francese (1635-1648) Dopo la ritrovata unità dell'Impero, la Francia guidata dal cardinale di Richelieu decise di entrare in guerra. Il timore di un accerchiamento da parte degli Asburgo indusse la Francia ad appoggiare la Svezia e le Province Unite in una nuova coalizione. La strategia dei francesi era quella di attaccare gli Asburgo su più fronti: Germania, Paesi Bassi e Italia. La nuova coalizione ottenne importanti vittorie a Breitenfeld ed a Rocroi. Nel 1645 il nuovo imperatore asburgico Ferdinando III decise di porre fine alla guerra stipulando con i nemici una serie di trattati. La Spagna proseguì il conflitto fino al 1659.
Il cardinale Richelieu (1585-1642).
La Francia ampliò i propri confini orientali e vennero confermati i vescovati di: Metz, Toul, Verdun.La Svizzera e le Province Unite ottennero un definitivo riconoscimento per l'indipendenza. La Spagna fu costretta a siglare un trattato di pace con le Province Unite, e giunse a chiudere il conflitto con la Francia con la pace dei Pirenei nel 1659; e in seguito dovette cedere alla stessa Francia parte delle Fiandre, la Catalonia e il Lussemburgo
La pace di Vestfalia e il nuovo assetto europeo
Nel 1648 i rappresentanti di tutti gli stati belligeranti si riunirono nella regione di Vestfalia per discutere delle condizioni di pace; i vari trattati si riunirono nella cosidetta pace di Vestfalia. L'Impero si ritrovò diviso in più di 300 stati dotati di piena autonomia politica e religiosa; l'autorità degli Asburgo in Germania venne fortemente ridimensionata. Il principe palatino si vide restituire tutti i territori con l'esclusione dell'Alto Palatinato assegnato alla Baviera La Svezia acquisì la Pomerania occidentale e ottenne il riconoscimento del suo primato sul Baltico.
Il bilancio della Guerra
Oltre a ridisegnare i confini dell'Europa continentale, i trattati di Vestfalia aprirono una nuova fase politica e sociale basata sulla pluralità religiosa e la libertà di culto.Il principio del "curtis regio" fu concesso ai suditi, questo permetteva che in privato si poteva professare una fede diversa da quella del proprio governante. Gli Asburgo d'Austria e di Spagna non solo persero il loro ruolo dominante nello scenario politico, ma videro anche tramontare definitivamente il sogno di un Europa unita sotto il cattolicesimoD'altra parte sebbene che i protestanti tedeschi avessero vinto la guerra, la Germania portava le traccie dei lunghi anni di battaglie: città distrutte, campi devastati, intere popolazioni dimezzate.
La crisi dell'impero Spagnolo
I fattori di debolezza della Spagna
Filippo III e Filippo IV
Il quadro generale peggiorò con i suoi successori. Suo figlio FIlippo III, debole di carattere e di salute cagionevole, delegò gran parte dei poteri ai suoi favoriti, abili consiglieri che svolgevano le funzioni di veri e propri ministri. Filippo III riuscì a garantire alcuni anni di tranquillità firmando una pace con l’Inghilterra e una tregua di dodici anni con le province olandesi. Filippo IV riprese una politica militare aggressiva, si impegnò a fondo su vari fronti nella guerra dei Trent’anni. In politica interna, il re si affidò alla valida guida del conte di Olivares, che ricoprì la carica di Primo ministro per più di venti anni. Gli sforzi principali di Olivares servirono a rafforzare i poteri della corona e a contenere le autonomie delle province, a tale scopo fece applicare in tutto il regno le disposizioni dell’Unione delle Armi, un documento che stabiliva nuove tasse e l'arruolamento di nuove reclute per la difesa del regno. Questo provocò rivolte in Catalogna e in Portogallo, la rivolta catalana fu repressa nel 1652, mentre la seconda si concluse con l’indipendenza del Portogallo. Il conte Olivares venne licenziato dal re nel 1643.
I risultati della guerra dei Trent'anni hanno evidenziato l'incapacità della Spagna di mantenere la sua egemonia (supremazia) sulla scena europea. I fattori che contribuirono a indebolire il regno furono: la diminuzione dell’afflusso di metalli preziosi dall’America, i costi esorbitanti delle guerre combattute contro i Paesi Bassi e l’inghilterra di Elisabetta I, la politica persecutoria nei confronti di ebrei e musulmani convertiti e la scarsa vitalità delle attività produttive. Dopo questa difficile situazione, Filippo II dovette dichiarare bancarotta nonostante i prestiti dei banchieri tedeschi e genovesi.
La vivacità della cultura Spagola
Nonostante le difficoltà sociali ed economiche, dal punto di vista culturale la Spagna ha vissuto un'epoca prospera e molto dinamica, grazie alle meravigliose opere di scrittori e artisti. Tra questi ricordiamo il drammaturgo Calderon de la Barca, lo scrittore Miguel de Cervantes, a cui si deve il primo romanzo moderno e uno dei più grandi capolavori letterari di tutti i tempi, il pittore Diego Velázquez, uno dei massimi esponenti della pittura barocca . Velázquez visse alla corte di Filippo IV e a lui si devono molti ritratti della famiglia del re e dei suoi collaboratori. Il siglo de oro ("età dell'oro") della Spagna, ovvero un lungo periodo di espansione politica e splendore culturale che iniziò nel XVI secolo, beneficiò della creatività artistica e letteraria e continuò per tutto il XVII secolo.
Filippo IV
Filippo III
Lavoro svolto da:
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