Want to create interactive content? It’s easy in Genially!
Ulisse e il "folle volo"
Alessandra Russo
Created on March 26, 2023
Start designing with a free template
Discover more than 1500 professional designs like these:
View
Branching Scenario: Save Christmas
View
Correct Concepts
View
Microcourse: Artificial Intelligence in Education
View
Puzzle Game
View
Scratch and Win
View
Microlearning: How to Study Better
View
Branching Scenarios Challenge Mobile
Transcript
Il canto di Ulisse Inferno, canto XXVI
DOVE?
Siamo nell'ottavo cerchio, chiamato Malebolge in cui sono puniti i fraudolenti (coloro che hanno ingannato qualcuno). Il cerchio è ripartito in bolge, che sono dieci fossati circolari concentrici in cui le anime subiscono pene sempre più dolorose per opera dei diavoli. Nell'ottava bolgia sono puniti i consiglieri fraudolenti, cioè coloro che in vita hanno ingannato chi si fidava di loro. CONTRAPPASSO: I consiglieri fraudolenti sono chiusi in fiamme aguzze, che ricordano le punture inflitte con la loro lingua appuntita.
CHI?
QUANDO?
GIORNO: SABATO DATA: 09/04/1300 ORA: 12.00
COSA?
Dante dall'alto nota tante fiamme in movimento. Virgilio gli spiega che dentro ogni fiamma è racchiusa l'anima di un peccatore: sono i consiglieri fraudolenti. Dante nota una fiamma biforcuta, cioè con due punte, e Virgilio gli spiega che si tratta di Ulisse e Diomede. Dante desidera parlare con loro, così Virgilio chiede a Ulisse di raccontare le circostanze della sua morte.
LA PARTENZA (vv. 85-102)
Lo maggior corno de la fiamma antica cominciò a crollarsi mormorando, pur come quella cui vento affatica; indi la cima qua e là menando, come fosse lingua che parlasse, gittò voce di fuori e disse: "Quando mi diparti' da Circe, che sottrasse me più d'un anno là presso a Gaeta, prima che sì Enea la nomasse, né dolcezza di figlio, né la pietà del vecchio padre, né 'l debito amore lo qual dovea Penelopè far lieta, vincer potero dentro a me l'ardore ch'i' ebbi a divenir del mondo esperto e de li vizi umani e del valore; ma misi me per l'alto mare aperto sol con un legno e con quella compagna picciola da la qual non fui diserto.
L'Odisseo omerico torna a casa dalla moglie Penelope: il suo desiderio è Itaca. L'Ulisse dantesco torna a viaggiare: il suo desiderio è conoscere.
IL VIAGGIO (vv. 103-111)
L'un lito e l'altro vidi infin la Spagna, fin nel Morrocco, l'isola d'i Sardi, e l'altre coste che quel mare intorno bagna. Io e' compagni eravam vecchi e tardi quando venimmo a quella foce stretta dov'Ercule segnò li suoi riguardi acciò che l'uom più oltre non si metta; da la man destra mi lasciai Sibilia, da l'altra già m'avea lasciata Setta.
IL VIAGGIO (vv. 103-111)
L'orazion picciola (vv. 112-126)
«O frati», dissi, «che per cento milia perigli siete giunti a l'occidente, a questa tanto picciola vigilia d'i nostri sensi ch'è del rimanente non vogliate negar l'esperienza, di retro al sol, del mondo sanza gente. Considerate la nostra semenza: fatti non foste a viver come bruti, ma per seguir virtute e canoscenza». Li miei compagni fec'io sì aguti, con questa ORAZION PICCIOLA, al cammino, che appena poscia li avrei ritenuti; e volta nostra poppa nel mattino, de' remi facemmo ali al FOLLE VOLO, sempre acquistando dal lato mancino.
Il folle volo (vv. 127-142)
Tutte le stelle già de l'atro polo vedea la notte, e 'l nostro tanto basso, che non surgea fuor del marin suolo.
Il folle volo (vv. 127-142)
Cinque volte racceso e tante casso lo lume era di sotto da la luna, poi che 'ntrati eravam ne l'alto passo, quando n'apparve una montagna, bruna per la distanza, e parvemi alta tanto quanto veduta non avea alcuna.
Il folle volo (vv. 127-142)
Non ci allegrammo, e tosto tornò in pianto; ché de la nova terra un turbo nacque e percosse del legno il primo canto. Tre volte il fé girar con tutte l'acque; a la quarta levar la poppa in suso e la prora ire in giù, com'altrui piacque,
infin che 'l mar fu sovra noi richiuso".
Ulisse e Dante:due viaggiatori assetati di conoscenzaa confronto
- CONOSCE I LIMITI
- VIRGILIO GUIDA DANTE
- IL SUO VIAGGIO E' VOLUTO DA DIO
- IL SUO SCOPO E' ALTRUISTA:
- LA SUA ARTE POETICA E' DIDASCALICA
- SFIDA DIO E I SUOI LIMITI
- NON ACCETTA ALCUNA GUIDA
- IL SUO VIAGGIO NON E' AUTORIZZATO
- LO SCOPO DI ULISSE E' EGOISTA:
- LA SUA ARTE ORATORIA E' INGANNATRICE
Ulisse e Dante:due viaggiatori assetati di conoscenzaa confronto
Folle!!! Salvo!!!