Intervista impossibilea Rita Levi Montalcini.
Realizzato da: Samuel Sasanelli
Rita Levi Montalcini: Con vero piacere.
Rita Levi Montalcini: Nonostante per volere dei miei genitori avessi frequentato il liceo femminile che non permetteva di accedere ad un percorso universitario di tipo scientifico, alla morte della governante di famiglia a causa di un cancro, si accese in me la voglia d frequentare il corso di medicina.
Rita Levi Montalcini: All'inizio assolutamente no, perchè dovetti recuperare gli studi di greco, latino e matematica, per conseguire un diploma liceale idoneo per accedere alla facoltà di medicina.
Rita Levi Montalcini: Si certo, ebbi modo di frequentare compagni di studio brillanti, che infatti sono diventati anche loro dei premi Nobel. Anche se, ti sono sincera, al principio ebbi delle difficoltà con la tecnica istologica, che poi perfezionai durante la tesi, tant'è che mi laureai con il massimo dei voti e mi specializzai in neurobiologia e psichiatria.
Rita Levi Montalcini: Ce ne sono stati tanti, ma certamente aver raggiunto l'obiettivo di laurearmi e specializzarmi e poi esser costretta insieme al mio maestro di lasciare l'Italia per le leggi razziali poichè ebrea, non fù semplice. Andai in Belgio e precisamente a Bruxelles, dove fui accolta presso l'istituto Neurologico del Dottor Laurelli.
Rita Levi Montalcini: Rimasi circa un anno e nel 1940 rientrai in Italia, anche se ebbi difficoltà a svolgere il mio lavoro, ma non mi demoralizzai. Infatti allestì in casa un laboratorio dove con il mio maestro rientrato in Italia incominciai a fare alcuni esperimenti sullo sviluppo del sistema nervoso nell'embrione dei polli.
Rita Levi Montalcini: Nel 1947 fui invitata dal prof. Luria a Saint Louis, presso la Washington University, qui rimasi per 30 anni invece di 1 anno come era previsto, inquanto fu proprio li che ebbi lopportunità di raggiungere importati scoperte.
Rita Levi Montalcini:Hai proprio ragione. E' stato nell'ottobre del 1986 quando ebbi la telefonata della giuria del Nobel. Riuscì a scoprire l'esistenza di una sostanza che promuove lo sviluppo delle cellule nervose, chiamato NGF, che sviluppa, stimola la crescita, il mantenimento e la sopravvivenza dei neuroni. Infatti dopo il Nobel mi dedicai allo studio dei possibili impieghi terapeutici del fattore di crescita.
Rita Levi Montalcini: Caro ragazzo, devi sapere che l'utilizzo dell'NGF ha permesso di curare malattie degenerative come il Morbo di Parkinson e il Morbo di Alzheimer, che generalmente colpiscono le persone anziane, inquanto la morte dei neuroni fa perdere il controllo dei movimenti e l'uso della ragione.
Rita Levi Montalcini: Sicuramente le donne oggi non devono preoccuparsi rispetto alle donne vissute come me nel passato. In passato per le donne era molto difficile, era quasi impossibile fare lo scienziato. Le donne non dovevano avere interessi professionali ed erano educate solo per diventare mogli e madri. Oggi invece le donne hanno le stesse opportunità degli uomini nel campo professionale. Basta avere passione e impegno in quello che si fa per lasciare un messaggiom per sempre.
Rita Levi Montalcini: - I giovani devono essere altruisti e non pensare solo a se stessi;
- Non devono temere nulla, ma devono solo pensare al futuro, senza lasciarsi sopraffare dalle paure e dai timori;
- Devono credere nei valori, combattere per raggiungere gli obiettivi, non perdere mai la speranza e non scoraggiarsi per gli ostacoli che possono incontrare nel loro percorso di vita e professionale.
- Infine ti dico che i giovani devono sempre credere in qualcosa di positivo e la vita merita di essere vissuta solo se crediamo nei valori, perchè questi rimangono anche dopo la nostra morte.
Rita Levi Montalcini: il piacere è stato mio. E' bello incontrare e parlare con ragazzi che si interessano al mondo della scienza.