IL TEMPO
IL TEMPO NELLE EPOCHE STORICHE
TRA STORIA E FILOSOFIA
L'EPOCA MODERNA
L'EPOCA MEDIEVALE
LA FILOSOFIA GRECA
IL TEMPO NEL MEDIOEVO
LA CONCEZIONE DEL TEMPO
Nel Medioevo la concezione del tempo è strettamente connessa alla mentalità prescientifica: il tempo non è solo quello scandito dai cicli della natura (con l’utilizzo di orologi ad acqua e clessidre), ma anche quello della Chiesa e dei rintocchi delle campane, il cui suono scandisce il presente.
L’uomo medievale infatti vive unicamente nel e per il presente, ed il tempo per lui non è legato ad alcuna idea produttiva o economica.
L'utilizzo del tempo
ma in una prima parte di 12 ore antimeridiane, dalla mezzanotte al mezzogiorno, e in una seconda parte di 12 ore pomeridiane, dal mezzogiorno alla mezzanotte.
Il suo impiego veniva regolato secondo le necessità concrete e organizzato in maniera flessibile
Per egli il tempo non è quindi una realtà misurabile, ma solo e semplicemente catalogabile come l’espressione di un qualche progetto divino prossimo.
A differenza dell'uso romano, però, il giorno non era diviso nei due archi diurno e notturno,
IL TEMPO NELL'ETA' MODERNA
l'esigenza di una misurazione precisa
Prima dell'avvento dell'orologio meccanico, l'unica misurazione temporale era data dalle meridiane, offrendo un margine di errore elevato e portando così l'uomo alla ricerca di un oggetto col quale definire con precisione l'orario. Inoltre un oggetto del genere sarebbe stato di fondamentale aiuto ai marinai , infatti la posizione di una nave in mare poteva essere determinata con maggiore accuratezza nel momento in cui un navigatore avesse potuto fare affidamento su un orologio con un margine di errore massimo di circa 10 secondi; l'orologio avrebbe dovuto mantenere l'orario di una posizione fissa,per essere in grado di confrontare il mezzogiorno locale e quello dell'orologio per determinare la logitudine
GALILEO GALILEI
Galileo fu il primo ad idealizzare il concetto di orologio ad alta precisione, ideando "l'orologio a pendolo", ma non riuscì mai a metterlo in pratica. Il primo a concretizzare l'idea di Galilei fu Christiaan Huygens che realizzò questo strumento con "soli" 10 secondi di errore.
Gli iluministi erano fortemente fiduciosi nell'evoluzione umana, ipotizzando la linearità della storia e del tempo, implicando una continua evoluzione dell'intelletto umano, anche se con varie interruzzioni e involuzioni. La concezione illuminista inoltre afferma l'uomo come soggetto del tempo, con esso proiettato al futuro. In questo caso il compito dell'uomo è accelerare i processi della ragione umana
LA CONCEZIONE ILLUMINISTA
IL TEMPO NELLA FILOSOFIA GRECA
LA CONCEZIONE DEL TEMPO IN GRECIA
La filosofia fu la prima disciplina ad interrogarsi sul valore, l'esistenza e il significato del tempo. In primo luogo i filosofi si rifecero alle concezioni sociali legate ai miti sugli dei e alla religione. Esistevano due modelli di che spiegavano il tempo: il modello ciclico e il modello lineare.
In entrambi i metodi, lo scorrere del tempo equivale al cambiamento e all'inevitabile evoluzione dell'uomo insieme alla natura. Il primo modello è tendenzialmente più legato ad una concezione universalistica, il secondo ad un concetto di "uomo al centro".
I MODELLI DEL TEMPO
IL MODELLO LINEARE
IL MODELLO CICLICO
Questa concezione riguarda lo scorrere inarrestabile degli eventi che hanno caratterizzato, e continueranno in futuro, la storia dell uomo. Gli eventi sono solo un continuo avvenire finalizzati a qualcosa che va oltre, un segmento con un inizio e una fine.
L’uomo si accorge del cambiamento soprattutto nei cicli naturali: l’alternarsi del giorno e della notte, il susseguirsi delle stagioni, le fasi lunari ecc. Si tratta di cambiamenti ciclici.
PITAGORA
Pitagora fu il primo filosofo a occuparsi della questione del tempo, comprendendone la necessità per l'uomo di organizzare gli eventi e la propria vita in base ad un sistema numerico (di fatti la sua intera dottrina è fondata sui numeri).
Per Pitagora il tempo era ciclico, ovvero entro dei limiti prestabiliti tutto ciò che si è creato, verrà distrutto e rigenerato. Il ciclo non ha possibilità di concludersi, non ha inizio e non ha fine, per ciò tutte le cose che esistono oggi, anche se in forme e dimensioni diverse, esisteranno per sempre.
PARMENIDE
Parmenide nella sua concezione dell'essere considera il tempo come "non reale".Parlare di tempo imporrebbe considerare anche cose "solo passate", "solo presenti" e "solo future", ma visto che tutto ciò che esiste fa parte dell'essere , esiste sempre, il tempo è un non-ente. Per questo motivo anche il cambiamento è un 'illusione propria dell'uomo.
PLATONE
Platone è il primo filosofo a cercare una dfinizione razionale nel tema del tempo. Secondo la sua concezione il tempo è l'immagine dell'esistenza rappresentata da un sistema numerico, il sistema è gestito dall'orbita perfetta e circolare dei pianeti e degli astri del sistema solare.
GRAZIE PER L'ATTENZIONE!
Elaborato svolto da: Alessandro Pellegrino, Soraya Lia e Ludovica De Fazio
UDA storia e filosofia
ludovicadefazio0616
Created on March 24, 2023
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IL TEMPO
IL TEMPO NELLE EPOCHE STORICHE
TRA STORIA E FILOSOFIA
L'EPOCA MODERNA
L'EPOCA MEDIEVALE
LA FILOSOFIA GRECA
IL TEMPO NEL MEDIOEVO
LA CONCEZIONE DEL TEMPO
Nel Medioevo la concezione del tempo è strettamente connessa alla mentalità prescientifica: il tempo non è solo quello scandito dai cicli della natura (con l’utilizzo di orologi ad acqua e clessidre), ma anche quello della Chiesa e dei rintocchi delle campane, il cui suono scandisce il presente. L’uomo medievale infatti vive unicamente nel e per il presente, ed il tempo per lui non è legato ad alcuna idea produttiva o economica.
L'utilizzo del tempo
ma in una prima parte di 12 ore antimeridiane, dalla mezzanotte al mezzogiorno, e in una seconda parte di 12 ore pomeridiane, dal mezzogiorno alla mezzanotte. Il suo impiego veniva regolato secondo le necessità concrete e organizzato in maniera flessibile
Per egli il tempo non è quindi una realtà misurabile, ma solo e semplicemente catalogabile come l’espressione di un qualche progetto divino prossimo. A differenza dell'uso romano, però, il giorno non era diviso nei due archi diurno e notturno,
IL TEMPO NELL'ETA' MODERNA
l'esigenza di una misurazione precisa
Prima dell'avvento dell'orologio meccanico, l'unica misurazione temporale era data dalle meridiane, offrendo un margine di errore elevato e portando così l'uomo alla ricerca di un oggetto col quale definire con precisione l'orario. Inoltre un oggetto del genere sarebbe stato di fondamentale aiuto ai marinai , infatti la posizione di una nave in mare poteva essere determinata con maggiore accuratezza nel momento in cui un navigatore avesse potuto fare affidamento su un orologio con un margine di errore massimo di circa 10 secondi; l'orologio avrebbe dovuto mantenere l'orario di una posizione fissa,per essere in grado di confrontare il mezzogiorno locale e quello dell'orologio per determinare la logitudine
GALILEO GALILEI
Galileo fu il primo ad idealizzare il concetto di orologio ad alta precisione, ideando "l'orologio a pendolo", ma non riuscì mai a metterlo in pratica. Il primo a concretizzare l'idea di Galilei fu Christiaan Huygens che realizzò questo strumento con "soli" 10 secondi di errore.
Gli iluministi erano fortemente fiduciosi nell'evoluzione umana, ipotizzando la linearità della storia e del tempo, implicando una continua evoluzione dell'intelletto umano, anche se con varie interruzzioni e involuzioni. La concezione illuminista inoltre afferma l'uomo come soggetto del tempo, con esso proiettato al futuro. In questo caso il compito dell'uomo è accelerare i processi della ragione umana
LA CONCEZIONE ILLUMINISTA
IL TEMPO NELLA FILOSOFIA GRECA
LA CONCEZIONE DEL TEMPO IN GRECIA
La filosofia fu la prima disciplina ad interrogarsi sul valore, l'esistenza e il significato del tempo. In primo luogo i filosofi si rifecero alle concezioni sociali legate ai miti sugli dei e alla religione. Esistevano due modelli di che spiegavano il tempo: il modello ciclico e il modello lineare.
In entrambi i metodi, lo scorrere del tempo equivale al cambiamento e all'inevitabile evoluzione dell'uomo insieme alla natura. Il primo modello è tendenzialmente più legato ad una concezione universalistica, il secondo ad un concetto di "uomo al centro".
I MODELLI DEL TEMPO
IL MODELLO LINEARE
IL MODELLO CICLICO
Questa concezione riguarda lo scorrere inarrestabile degli eventi che hanno caratterizzato, e continueranno in futuro, la storia dell uomo. Gli eventi sono solo un continuo avvenire finalizzati a qualcosa che va oltre, un segmento con un inizio e una fine.
L’uomo si accorge del cambiamento soprattutto nei cicli naturali: l’alternarsi del giorno e della notte, il susseguirsi delle stagioni, le fasi lunari ecc. Si tratta di cambiamenti ciclici.
PITAGORA
Pitagora fu il primo filosofo a occuparsi della questione del tempo, comprendendone la necessità per l'uomo di organizzare gli eventi e la propria vita in base ad un sistema numerico (di fatti la sua intera dottrina è fondata sui numeri).
Per Pitagora il tempo era ciclico, ovvero entro dei limiti prestabiliti tutto ciò che si è creato, verrà distrutto e rigenerato. Il ciclo non ha possibilità di concludersi, non ha inizio e non ha fine, per ciò tutte le cose che esistono oggi, anche se in forme e dimensioni diverse, esisteranno per sempre.
PARMENIDE
Parmenide nella sua concezione dell'essere considera il tempo come "non reale".Parlare di tempo imporrebbe considerare anche cose "solo passate", "solo presenti" e "solo future", ma visto che tutto ciò che esiste fa parte dell'essere , esiste sempre, il tempo è un non-ente. Per questo motivo anche il cambiamento è un 'illusione propria dell'uomo.
PLATONE
Platone è il primo filosofo a cercare una dfinizione razionale nel tema del tempo. Secondo la sua concezione il tempo è l'immagine dell'esistenza rappresentata da un sistema numerico, il sistema è gestito dall'orbita perfetta e circolare dei pianeti e degli astri del sistema solare.
GRAZIE PER L'ATTENZIONE!
Elaborato svolto da: Alessandro Pellegrino, Soraya Lia e Ludovica De Fazio