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TUTTO CIO CHE A NAPOLI RIGUARDA LA SIRENA PARTENOPE

adriana mazzotti

Created on March 24, 2023

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SIRENA PARTENOPE

Adriana Mazzotti,Fabrizia Berlingieri,Dianora Castiglione,Paolo Scudieri,Fabrizia Lambiase,Davide Micillo,Enza Niespolo

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LEGENDA

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IL MITO

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LA LEGGENDA

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IL VIAGGIO

I REALI SPAGNOLI

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IL MITO

Intorno all’800 cominciò a diffondersi una leggenda riguardante la figura di Partenope. Il mito ci racconta che Partenope, una sirena che aveva come proprio rifugio la costa del Golfo, grazie all’intervento del dio Eros e dei suoi dardi magici, conobbe e si innamorò di un centauro di nome Vesuvio, venendo ricambiata totalmente. I due amanti, però, avevano un nemico troppo potente da poter combattere: Zeus, a sua volta innamorato di Partenope, non accettò di buon grado questa unione, e decise di dividerli per sempre. Trasformando Vesuvio in un vulcano posto in prossimità del Golfo, impose a Partenope di vederlo e non poterlo mai più toccare. La giovane non accettò questa maledizione, e seguendo il dolore provato per la passione destinata ad essere sofferenza, si uccise. Trasportata ormai esanime fino alle sponde dell’isolotto di Megaride, si dissolse nelle forme che ora caratterizzano la meravigliosa Napoli.

LA LEGGENDA

Sebbene la tradizione voglia riconoscere alla sirena Partenope la fondazione di Napoli, ci sono altre leggende che aspirano a dare i natali a questa splendida città. Secondo Matilde Serao, brillante scrittrice del primo ‘900, il mito si ricondurrebbe ad una ragazza greca, Partenope, che lottò per il suo amore Cimone, un eroe ateniese. Non potendosi unire in matrimonio, poiché ella era stata promessa in sposa ad altri, decisero di fuggire approdando nel Golfo di Napoli. In pieno stile napoletano, si dice che questa famiglia visse nell’amore e rispetto più totali, dando alla luce 12 amati figli. Prole che poi diede vita al popolo napoletano. Ecco perché Partenope fa parte attuale della vita di coloro che amano definirsi “partenopei”: lei vive attraverso il suo popolo, dispensando il calore e la passione che l’hanno sempre contraddistinta.

PARTENOPE E IL VIAGGIO DELLA SPERANZA

Esiste una quarta leggenda legata alla figura di Partenope, decisamente sconosciuta ai più, ma forse storicamente più credibile e vicina a quello che è lo spirito partenopeo. Tutto nasce da una regione greca afflitta da troppo tempo da una grave carestia, e destinata perciò a scomparire. Il re, in un ultimo disperato tentativo di salvare almeno un piccolo gruppo di giovani dall’infausto destino, decide di imbarcarlo alla volta di una terra più feconda ed ospitale, senza però poter dare loro nessun tipo di provviste alimentari. Sebbene ciò potesse apparire disumano ed impietoso, a questi giovani che avevano in corpo la gemma della vita veniva di fatto concessa una remota possibilità di sopravvivenza. Il viaggio verso la salvezza però, poiché costellato di tempeste, uragani, privazioni e stenti infiniti, costerà la vita alla più giovane delle tre principesse che erano a bordo, Partenope. Ella non calpesterà mai il suolo della città che, affacciandosi sul Golfo, si animerà e fiorirà grazie a questo sparuto gruppo di giovani, ma entrerà a far parte della storia e del folklore napoletano in nome della sua anima immortale.

Come testimoniato dai racconti arrivati in tempi moderni e dalle numerose infrastrutture a noi pervenute, secondo l’umanista, Don Pedro tenne ad essere più temuto che amato, attuando politiche repressive sul fronte culturale e provando, addirittura, a reintrodurre l’inquisizione. Il pugno di ferro su cui Don Pedro de Toledo basò il suo regno gravò particolarmente sul popolo che, prontamente, reagì con rivolte e tumulti cittadini. Fu allora che i Reali spagnoli si videro costretti a rivolgersi ad entità superiori e, addirittura, alla Sirena Partenope. La leggenda della Sirena Partenope si intreccia meravigliosamente con i miti sulla fondazione di Napoli. Diverse scuole di pensiero attribuiscono alla figura di Partenope la nascita della città. Mentre alcuni credono che si trattasse di una delle sirene che fallì nell’ammaliare Ulisse ed il suo equipaggio; altri come Matilde Serao sostengono che si trattasse di una giovane greca; scappata con l’uomo che amava alla volta di terre lontane che, successivamente, avrebbe fondato la città. Un’altra leggenda, invece, vorrebbe che Partenope fosse una sirena abitante del golfo di Napoli e che, a causa dell’intercessione di Zeus, fosse stata spinta alla morte, per poi assumere la forma della città. Il culto della Sirena, nel napoletano, è stato, per secoli, un tratto distintivo degli abitanti della città. I Reali spagnoli, però, si rivolsero a Partenope per cause ben più venali. Sorge nei pressi della sede centrale dell’Università degli Studi di Napoli “Federico II”, più precisamente in via Giuseppina Guacci Nobile, la fontana Spina Corona. La presenza del documento fu attestata, per la prima volta, nel 1498. In ogni caso, sembrerebbe che Don Pedro de Toledo abbia deciso di aver fatto restaurare un’antichissima fontana, dandole l’aspetto con cui è giunta a noi oggi. In molti, conosceranno già la fontana. Sulla cima del Vesuvio, raffigurato in tutta la sua furia fiammeggiante, si erge con maestosità la Sirena Partenope che, in questo caso, assume le sembianze storiche di donna-uccello. Partenope è intenta a spegnare il fuoco del vulcano con acqua che sgorga dal seno. L’idea di Don Pedro de Toledo fu quella che la dolcezza del canto della sirena avrebbe potuto sedare la furia del Vesuvio e gli ardori dei napoletani in rivolta. In molti, attribuiscono questa scelta al fatto che, i Reali spagnoli, non avevano idea di quale entità potesse intercedere per loro in un periodo tanto fervente sotto l’aspetto politico.

I REALI SPAGNOLI

LA SIRENA E L'ARDORE DEL VESUVIO

La donna-uccello spegne il fuoco con l'acqua che le sgorga dai seni. Il suo aspetto, per nulla rassicurante, busto e testa di donna, zampe e ali di uccello. La primitiva Sirena, alata e senza la classica coda da pesce, è raffigurata come un'arpia ma ha il potere di moderare gli ardori del vulcano. O forse dei napoletani. E infatti Dum Vesevi Syerena Incendia Mulcet (la sirena mitiga l'ardore del Vesuvio) è la scritta riportata in una targa di marmo, ormai perduta, che si trovava sulla Fontana della Spinacorona, o “delle zizze”, vicino alla chiesa di Santa Caterina della Spina Corona. E così la fontana “delle zizze” diventa un luogo della memoria, con la sua decorazione geometrica, la sua vasca rettangolare e i suoi continui riferimenti alla musica, al canto, all’armonia. La sua acqua celeste si unisce alla tradizione cristiana della Madonna delle grazie. La fontana però è una copia, a San Martino si trova l’originale.

LA FONTANA DI PIAZZA SANNAZZARO

fontana

Oggi possiamo ammirare la fontana delle sirene a Piazza Sannazzaro. Simbolo di Napoli,fu eretta dallo scultore Onofrio Buccini,nel 1869 e nel 1924 fu portata in Piazza Sannazzaro. La fontana è un gruppo marmoreo composto da un'ampia vasca ellittica nel cui centro si erge lo "scoglio",sul quale poggiano quattro animlai simbolo di tradizioni iniziatiche:un cavallo,un leone,un delfino e una tartaruga,oltre ad alcune piante acquatiche.Su questo gruppo sovrasta la Sirena Partenope(simbolo della città di Napoli),che stringe una lira con il braccio destro,mentre il braccio sinistro è puntato verso l'alto