Libertà
Molte persone usano questa parola ma in pochi sanno davvero il significato
Cosa significa libertà?
Per libertà s'intende la condizione per cui un individuo può decidere di pensare, esprimersi ed agire senza costrizioni, ricorrendo alla volontà di ideare e mettere in atto un'azione, mediante una libera scelta dei fini e degli strumenti che ritiene utili a realizzarla.
Quindi ben diverso dal solito pensiero del "faccio quello che voglio"
Libertà ovunque ?
Ma dunque,siamo sicuri che la libertà sia dappertutto?
Purtroppo no e oggi sono qui per farvi vedere quali stati non sono liberi di esprimere i loro pensieri o qualsiasi altra cosa
Ecco alcuni stati
Afghanistan
Myanmar
Sudan
Afghanistan
Dal 15 agosto 2021, quando hanno preso il potere in Afghanistan, i talebani hanno avviato una nuova era di violenze e violazioni dei diritti umani. Oggi, un anno dopo, il paese è sull’orlo di una rovina irreversibile. Non solo i talebani, che sono le autorità di fatto del paese, hanno infranto la loro promessa di proteggere i diritti della popolazione afgana, in particolare i diritti delle donne, ma hanno ripreso il ciclo di violenze e commesso un’infinità di violenze e violazioni dei diritti umani in totale impunità. In un anno, hanno sistematicamente smantellato le istituzioni chiave per la protezione dei diritti umani e represso la libertà di espressione, associazione, il diritto a un processo equo e altri diritti umani. I diritti fondamentali delle donne e delle ragazze sono stati soppressi. Migliaia di persone sono state arbitrariamente arrestate, torturate, rapite e persino uccise: esponenti del giornalismo, dello sport e dell’arte, attiviste, difensori dei diritti umani, accademici e accademiche, minoranze religiose ed etniche restano particolarmente a rischio. I diritti umani sono sotto attacco su tutti i fronti. Mentre la popolazione afgana continua a sfidare questa tempesta, noi dobbiamo essere al suo fianco e difendere il suo diritto a vivere in libertà, dignità e uguaglianza.
Myanmar
Un milione di Rohingya, popolazione del Myanmar, si sono rifugiati in Bangladesh dopo i massacri di donne, bambini e vecchi operati dai militari del regime birmano nel 2016 e 2017, anno in cui Papa Francesco andò in Myanmar e Bangladesh per denunciare al mondo la grave situazione in cui si trovavano i Rohingya. Dopo sei anni, le popolazioni rimaste nello stato di Rakhine (Myanmar) non hanno la libertà di movimento e sono privati di altri diritti fondamentali, come l’accesso adeguato a cibo, cure mediche e istruzione, cui va aggiunta l’insicurezza causata dal colpo di stato del febbraio 2021 con l’arresto di Aung San Suu Kyi. Nelle zone di confine del Bangladesh, i rifugiati vivono in un limbo, non potendo tornare in sicurezza in Myanmar e non potendo vivere in pace nei campi per rifugiati del Bangladesh, dove la violenza è in aumento.
Sudan
Clicca sul testo per approfondire
Il Sudan per trent’anni ha avuto al suo governo un dittatore con due mandati di arresto emessi dalla Corte penale dell’Aja. Quest’uomo, Omar al-Bashir, nell'11 aprile del 2019 è stato deposto e arrestato con un colpo di stato che sembrava portare speranza e soprattutto nuove elezioni regolari dopo mesi di malcontento
Presentazione sulla libertà
ernesto camillo manuello
Created on March 23, 2023
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Libertà
Molte persone usano questa parola ma in pochi sanno davvero il significato
Cosa significa libertà?
Per libertà s'intende la condizione per cui un individuo può decidere di pensare, esprimersi ed agire senza costrizioni, ricorrendo alla volontà di ideare e mettere in atto un'azione, mediante una libera scelta dei fini e degli strumenti che ritiene utili a realizzarla.
Quindi ben diverso dal solito pensiero del "faccio quello che voglio"
Libertà ovunque ?
Ma dunque,siamo sicuri che la libertà sia dappertutto?
Purtroppo no e oggi sono qui per farvi vedere quali stati non sono liberi di esprimere i loro pensieri o qualsiasi altra cosa
Ecco alcuni stati
Afghanistan
Myanmar
Sudan
Afghanistan
Dal 15 agosto 2021, quando hanno preso il potere in Afghanistan, i talebani hanno avviato una nuova era di violenze e violazioni dei diritti umani. Oggi, un anno dopo, il paese è sull’orlo di una rovina irreversibile. Non solo i talebani, che sono le autorità di fatto del paese, hanno infranto la loro promessa di proteggere i diritti della popolazione afgana, in particolare i diritti delle donne, ma hanno ripreso il ciclo di violenze e commesso un’infinità di violenze e violazioni dei diritti umani in totale impunità. In un anno, hanno sistematicamente smantellato le istituzioni chiave per la protezione dei diritti umani e represso la libertà di espressione, associazione, il diritto a un processo equo e altri diritti umani. I diritti fondamentali delle donne e delle ragazze sono stati soppressi. Migliaia di persone sono state arbitrariamente arrestate, torturate, rapite e persino uccise: esponenti del giornalismo, dello sport e dell’arte, attiviste, difensori dei diritti umani, accademici e accademiche, minoranze religiose ed etniche restano particolarmente a rischio. I diritti umani sono sotto attacco su tutti i fronti. Mentre la popolazione afgana continua a sfidare questa tempesta, noi dobbiamo essere al suo fianco e difendere il suo diritto a vivere in libertà, dignità e uguaglianza.
Myanmar
Un milione di Rohingya, popolazione del Myanmar, si sono rifugiati in Bangladesh dopo i massacri di donne, bambini e vecchi operati dai militari del regime birmano nel 2016 e 2017, anno in cui Papa Francesco andò in Myanmar e Bangladesh per denunciare al mondo la grave situazione in cui si trovavano i Rohingya. Dopo sei anni, le popolazioni rimaste nello stato di Rakhine (Myanmar) non hanno la libertà di movimento e sono privati di altri diritti fondamentali, come l’accesso adeguato a cibo, cure mediche e istruzione, cui va aggiunta l’insicurezza causata dal colpo di stato del febbraio 2021 con l’arresto di Aung San Suu Kyi. Nelle zone di confine del Bangladesh, i rifugiati vivono in un limbo, non potendo tornare in sicurezza in Myanmar e non potendo vivere in pace nei campi per rifugiati del Bangladesh, dove la violenza è in aumento.
Sudan
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Il Sudan per trent’anni ha avuto al suo governo un dittatore con due mandati di arresto emessi dalla Corte penale dell’Aja. Quest’uomo, Omar al-Bashir, nell'11 aprile del 2019 è stato deposto e arrestato con un colpo di stato che sembrava portare speranza e soprattutto nuove elezioni regolari dopo mesi di malcontento