Fabrizio Moro
Pensa
Biografia
Fabrizio Moro è nato nel 1975 a Roma ed è un cantautore italiano. E' stato un musicista autodidatta, ha imparato a suonare la chitarra da solo e ha scritto la sua prima canzone a quindici anni. Ha iniziato a muovere i primi passi nella musica fin da giovanissimo ma il successo è arrivato con la vittoria al Festival di Sanremo del 2007 in cui ha portato il brano "Pensa" dedicato alle vittime della mafia.
PENSA: testo
"Ci sono stati uomini che hanno scritto pagine appunti di una vita dal valore inestimabile insostituibili perché hanno denunciato
il più corrotto dei sistemi troppo spesso ignorato, Uomini o angeli mandati sulla terra per combattere una guerra
di faide e di famiglie sparse come tante biglie".Queste sono le parole con cui l'autore apre il brano e pone subito al centro uomini veri, eroi che hanno combattuto con tutte le forze per smascherare e demolire i diversi sistemi corrotti che da troppo tempo attanagliano il nostro Paese.L'autore personifica questi eroi come angeli che hanno deciso di combattere in prima linea pur di evitare che la violenza e la criminalità sovrastino sulla pace e sulla libertà. "Su un isola di sangue che fra tante meraviglie
fra limoni e fra conchiglie, massacra figli e figlie
di una generazione costretta a non guardare
a parlare a bassa voce a spegnere la luce, a commentare in pace ogni pallottola nell'aria
ogni cadavere in un fosso". L'autore in queasta strofa parlando di un'isola si riferisce alla Sicilia; mette a confronto da una parte tante meraviglie, intese come patrimonio culturale, gastronomico e paesaggistico, dall'altra in netta contrapposizione, l'omertà di persone che fingono di non vedere ciò che accade davvero. "Ci sono stati uomini che passo dopo passo
hanno lasciato un segno con coraggio e con impegno, con dedizione contro un'istituzione organizzata "Cosa Nostra, cosa vostra, cos'è vostro? E' nostra la libertà di dire
che gli occhi sono fatti per guardare, la bocca per parlare, le orecchie ascoltano non solo musica, non solo musica. La testa si gira e aggiusta la mira, ragiona e a volte condanna e a volte perdona semplicemente". Il sacrificio e il lavoro di questi uomini non è stato vano essi hanno lasciato un segno indelebile, destinato a rimanere nel tempo e a non essere scalfito dalle continue malefatte. Fabrizio Moro, in questi versi, rivendica anche l'importanza dei diritti che in una società civile, dovrebbero essere garantiti, indistintamente. La libertà di pensiero e di espressione, la culturo la memoria del passato e una giusta informazione sono i requisiti fondamentali per combattere la criminalità e costruire una società libera e autonoma. A volte gli uomini restano indifferenti, proseguono con la cattiveria, uccidono e condannano, altre volte ragionano e perdonano.
PENSA: testo
RIT. "Pensa prima di sparare pensa prima di dire e di giudicare prova a pensare. Pensa che puoi decidere tu, resta un attimo soltanto un attimo di più con la testa fra le mani". Il ritornello è una vera e propria esplosione di rabbia ed emozione. L'invito è quello di riflettere, di non farsi influenzare e di non giudicare a priori. L'autonomia di pensiero libera da ogni possibile condizionamento, è fondamentale. "Ci sono stati uomini che sono morti giovani ma consapevoli che le loro idee sarebbero rimaste nei secoli come parole iperbole. Intatte e reali come piccoli miracoli, idee di uguaglianza, idee di educazione contro ogni uomo che eserciti oppressione. Contro ogni suo simile contro chi è più debole contro chi sotterra la coscienza nel cemento". Moro riconosce che contrastare la Mafia è pericoloso, infatti dice che ci sono uomini morti giovani, ma che non hanno avuto paura di sostenere le loro convinzioni. Idee che poi sono rimaste scolpite nei secoli come piccoli miracoli. Si evidenzia l’importanza di lottare contro chiunque opprima i suoi simili e i più deboli. In definitiva, ancora una volta, contro la Mafia.
Il riferimento: “Contro chi sotterra la coscienza nel cemento”, si riferisce al fatto che i mafiosi sono abituati a far scomparire i propri nemici seppellendoli nel cemento, per poi affondarli in mare. "Ci sono stati uomini che hanno continuato nonostante intorno fosse tutto bruciato, perché in fondo questa vita non ha significato. Se hai paura di una bomba o di un fucile puntato gli uomini passano e passa una canzone ma nessuno potrà fermare mai la convinzione che la giustizia no, non è solo un'illusione". Fabrizio Moro pone l'accento sulle situazioni alquanto difficili e complicate che hanno dovuto affrontare certi uomini talvolta lasciati soli, abbandonati al loro destino, senza alcun aiuto. La canzone si conclude dicendo che la vita non ha significato se ci si lascia intimorire da una bomba o da un fucile. Gli uomini e le canzoni passano, ma non potrà mai essere fermata la convinzione che la Giustizia non è un’illusione. Lo stesso Giovanni Falcone affermava che:" le persone passano le idee restano". La canzone si chiude ancora una volta con l’invito a riflettere per fermare la violenza: “Pensa prima di sparare…”.
https://youtu.be/PaSU8hrgPYQ
Analizzazione testo e significato
Il brano musicale è ispirato dalla visione di un film su Borsellino e dedicato alle vittime della mafia. Si tratta di un invito alla riflessione contro ogni forma di violenza e contro la mafia. Moro nel brano fa riferimento al lavoro dei magistrati che, rischiando la loro vita, hanno lottato contro la mafia. In una parte del brano invita a denunciare e a non essere omertosi per paura di ripercussioni o per timore di essere uccisi. I valori che mette in evidenza Fabrizio Moro sono il coraggio la determinazione e l'impegno dei magistrati . La parola spesso ripetuta "pensa" è importante perchè vuole far capire che è fondamentale fermarsi un momento a riflettere prima di agire. Stare dalla parte del bene e della giustizia è una scelta che dipende da noi e dalla nostra volontà. Nei versi successivi l'autore rivendica anche l'importanza dei diritti: libertà di pensiero e di espressione.
Falcone e Borsellino
Giovanni Falcone e Paolo Borsellino erano due magistrati siciliani che hanno dedicato la loro vita alla lotta contro la mafia. Di loro si racconta che quando erano ancora adolescenti giocavano a pallone nei quartieri popolari di Palermo e che fra i loro compagni di gioco c'erano anche alcuni ragazzi che in futuro sarebbero diventati parte di "Cosa Nostra". Il 19 luglio 1992, Borsellino fu ucciso da un'autobomba in via D'Amelio, vicino alla casa di sua madre a Palermo. Il 21 marzo 1996 si celebra la prima volta la Giornata della memoria e dell'impegno in ricordo di tutte le vittime delle mafie. Per assicurare la stessa dignità alla memoria di tutte le vittime delle mafie ricordarle indistintamente,viene inaugurata la prima edizione della manifestazione.
Maxiprocesso
Il maxiprocesso di Palermo è il nome con cui è ricordato il processo penale iniziato il 10 febbraio 1986 e terminato il 16 dicembre 1987 a Palermo, tenuto dai giudici Paolo Borsellino e Giovanni Falcone contro "Cosa nostra",la mafia siciliana. Il verdetto complessivo ammontò a 19 ergastoli tra cui Totò Riina e Bernardo Provenzano, 2665 anni di carcere, 11 miliardi e mezzo di lire di multe e 114 assoluzioni. Il maxiprocesso fu reso possibile grazie alle rivelazioni di Tommaso Buscetta, detto il boss dei due mondi , che nel 1984, dopo l'estradizione degli Stati Uniti, fu il primo e più importante degli ex mafiosi che fornì informazioni. Tutti coloro che prima erano affiliati a "Cosa Nostra" e che in seguito hanno deciso di aiutare la magistratura nel proseguo delle indagini, vennero chiamati "collaboratori di giustizia" o più comunemente "pentiti". I giudici Falcone e Borsellino iniziarono la lotta alla mafia e prima di loro l'omertà e la leggerezza sull'argomento avevano permesso l'espandersi di Cosa nostra in ogni campo: dell'edilizia alla politica,dal traffico di stupefacenti al riciclaggio di denaro
Grazie!
"Pensa" Fabrizio Moro
ELEONORA VASILE
Created on March 22, 2023
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Fabrizio Moro
Pensa
Biografia
Fabrizio Moro è nato nel 1975 a Roma ed è un cantautore italiano. E' stato un musicista autodidatta, ha imparato a suonare la chitarra da solo e ha scritto la sua prima canzone a quindici anni. Ha iniziato a muovere i primi passi nella musica fin da giovanissimo ma il successo è arrivato con la vittoria al Festival di Sanremo del 2007 in cui ha portato il brano "Pensa" dedicato alle vittime della mafia.
PENSA: testo
"Ci sono stati uomini che hanno scritto pagine appunti di una vita dal valore inestimabile insostituibili perché hanno denunciato il più corrotto dei sistemi troppo spesso ignorato, Uomini o angeli mandati sulla terra per combattere una guerra di faide e di famiglie sparse come tante biglie".Queste sono le parole con cui l'autore apre il brano e pone subito al centro uomini veri, eroi che hanno combattuto con tutte le forze per smascherare e demolire i diversi sistemi corrotti che da troppo tempo attanagliano il nostro Paese.L'autore personifica questi eroi come angeli che hanno deciso di combattere in prima linea pur di evitare che la violenza e la criminalità sovrastino sulla pace e sulla libertà. "Su un isola di sangue che fra tante meraviglie fra limoni e fra conchiglie, massacra figli e figlie di una generazione costretta a non guardare a parlare a bassa voce a spegnere la luce, a commentare in pace ogni pallottola nell'aria ogni cadavere in un fosso". L'autore in queasta strofa parlando di un'isola si riferisce alla Sicilia; mette a confronto da una parte tante meraviglie, intese come patrimonio culturale, gastronomico e paesaggistico, dall'altra in netta contrapposizione, l'omertà di persone che fingono di non vedere ciò che accade davvero. "Ci sono stati uomini che passo dopo passo hanno lasciato un segno con coraggio e con impegno, con dedizione contro un'istituzione organizzata "Cosa Nostra, cosa vostra, cos'è vostro? E' nostra la libertà di dire che gli occhi sono fatti per guardare, la bocca per parlare, le orecchie ascoltano non solo musica, non solo musica. La testa si gira e aggiusta la mira, ragiona e a volte condanna e a volte perdona semplicemente". Il sacrificio e il lavoro di questi uomini non è stato vano essi hanno lasciato un segno indelebile, destinato a rimanere nel tempo e a non essere scalfito dalle continue malefatte. Fabrizio Moro, in questi versi, rivendica anche l'importanza dei diritti che in una società civile, dovrebbero essere garantiti, indistintamente. La libertà di pensiero e di espressione, la culturo la memoria del passato e una giusta informazione sono i requisiti fondamentali per combattere la criminalità e costruire una società libera e autonoma. A volte gli uomini restano indifferenti, proseguono con la cattiveria, uccidono e condannano, altre volte ragionano e perdonano.
PENSA: testo
RIT. "Pensa prima di sparare pensa prima di dire e di giudicare prova a pensare. Pensa che puoi decidere tu, resta un attimo soltanto un attimo di più con la testa fra le mani". Il ritornello è una vera e propria esplosione di rabbia ed emozione. L'invito è quello di riflettere, di non farsi influenzare e di non giudicare a priori. L'autonomia di pensiero libera da ogni possibile condizionamento, è fondamentale. "Ci sono stati uomini che sono morti giovani ma consapevoli che le loro idee sarebbero rimaste nei secoli come parole iperbole. Intatte e reali come piccoli miracoli, idee di uguaglianza, idee di educazione contro ogni uomo che eserciti oppressione. Contro ogni suo simile contro chi è più debole contro chi sotterra la coscienza nel cemento". Moro riconosce che contrastare la Mafia è pericoloso, infatti dice che ci sono uomini morti giovani, ma che non hanno avuto paura di sostenere le loro convinzioni. Idee che poi sono rimaste scolpite nei secoli come piccoli miracoli. Si evidenzia l’importanza di lottare contro chiunque opprima i suoi simili e i più deboli. In definitiva, ancora una volta, contro la Mafia. Il riferimento: “Contro chi sotterra la coscienza nel cemento”, si riferisce al fatto che i mafiosi sono abituati a far scomparire i propri nemici seppellendoli nel cemento, per poi affondarli in mare. "Ci sono stati uomini che hanno continuato nonostante intorno fosse tutto bruciato, perché in fondo questa vita non ha significato. Se hai paura di una bomba o di un fucile puntato gli uomini passano e passa una canzone ma nessuno potrà fermare mai la convinzione che la giustizia no, non è solo un'illusione". Fabrizio Moro pone l'accento sulle situazioni alquanto difficili e complicate che hanno dovuto affrontare certi uomini talvolta lasciati soli, abbandonati al loro destino, senza alcun aiuto. La canzone si conclude dicendo che la vita non ha significato se ci si lascia intimorire da una bomba o da un fucile. Gli uomini e le canzoni passano, ma non potrà mai essere fermata la convinzione che la Giustizia non è un’illusione. Lo stesso Giovanni Falcone affermava che:" le persone passano le idee restano". La canzone si chiude ancora una volta con l’invito a riflettere per fermare la violenza: “Pensa prima di sparare…”.
https://youtu.be/PaSU8hrgPYQ
Analizzazione testo e significato
Il brano musicale è ispirato dalla visione di un film su Borsellino e dedicato alle vittime della mafia. Si tratta di un invito alla riflessione contro ogni forma di violenza e contro la mafia. Moro nel brano fa riferimento al lavoro dei magistrati che, rischiando la loro vita, hanno lottato contro la mafia. In una parte del brano invita a denunciare e a non essere omertosi per paura di ripercussioni o per timore di essere uccisi. I valori che mette in evidenza Fabrizio Moro sono il coraggio la determinazione e l'impegno dei magistrati . La parola spesso ripetuta "pensa" è importante perchè vuole far capire che è fondamentale fermarsi un momento a riflettere prima di agire. Stare dalla parte del bene e della giustizia è una scelta che dipende da noi e dalla nostra volontà. Nei versi successivi l'autore rivendica anche l'importanza dei diritti: libertà di pensiero e di espressione.
Falcone e Borsellino
Giovanni Falcone e Paolo Borsellino erano due magistrati siciliani che hanno dedicato la loro vita alla lotta contro la mafia. Di loro si racconta che quando erano ancora adolescenti giocavano a pallone nei quartieri popolari di Palermo e che fra i loro compagni di gioco c'erano anche alcuni ragazzi che in futuro sarebbero diventati parte di "Cosa Nostra". Il 19 luglio 1992, Borsellino fu ucciso da un'autobomba in via D'Amelio, vicino alla casa di sua madre a Palermo. Il 21 marzo 1996 si celebra la prima volta la Giornata della memoria e dell'impegno in ricordo di tutte le vittime delle mafie. Per assicurare la stessa dignità alla memoria di tutte le vittime delle mafie ricordarle indistintamente,viene inaugurata la prima edizione della manifestazione.
Maxiprocesso
Il maxiprocesso di Palermo è il nome con cui è ricordato il processo penale iniziato il 10 febbraio 1986 e terminato il 16 dicembre 1987 a Palermo, tenuto dai giudici Paolo Borsellino e Giovanni Falcone contro "Cosa nostra",la mafia siciliana. Il verdetto complessivo ammontò a 19 ergastoli tra cui Totò Riina e Bernardo Provenzano, 2665 anni di carcere, 11 miliardi e mezzo di lire di multe e 114 assoluzioni. Il maxiprocesso fu reso possibile grazie alle rivelazioni di Tommaso Buscetta, detto il boss dei due mondi , che nel 1984, dopo l'estradizione degli Stati Uniti, fu il primo e più importante degli ex mafiosi che fornì informazioni. Tutti coloro che prima erano affiliati a "Cosa Nostra" e che in seguito hanno deciso di aiutare la magistratura nel proseguo delle indagini, vennero chiamati "collaboratori di giustizia" o più comunemente "pentiti". I giudici Falcone e Borsellino iniziarono la lotta alla mafia e prima di loro l'omertà e la leggerezza sull'argomento avevano permesso l'espandersi di Cosa nostra in ogni campo: dell'edilizia alla politica,dal traffico di stupefacenti al riciclaggio di denaro
Grazie!