Calandrino e l'Etriopia
Davide Taddei, Davide Baccherassi, Nicolas Sala, Federico Moretto
Il Racconto...
Per sfuggire alla peste fiorentina, sette ragazze e tre ragazzi decidono di trasferirsi per dieci giorni in una villa sui colli vicini la città, durante i quali si racconteranno novelle per passare il tempo.Calandrino e l'elitropia è una novella narrata da Elissa nell'ottava giornata, dedicata ai racconti di beffe e scherzi tra uomini e donne.
Scena I
Un giorno, Bruno e Buffalmacco mentre si trovano nella chiesa di San Giovanni, decidono di coinvolgere Calandrino in uno scherzo, grazie all’ aiuto dell’amico Maso, che inizia a narrare a Calandrino della meravigliosa terra di Bengodi. Calandrino, incuriosito, chiede dove si trovi una terra del genere, e Maso racconta che è più lontana di migliaia di chilometri. Tuttavia, aggiunge, esistono luoghi altrettanto interessanti: ad esempio sul greto del fiume Mugnone.
Scena II
È così che nel pomeriggio Calandrino propone a Bruno e Buffalmacco di andare a cercare questa elitropia, nella speranza di diventare invisibili e compiere furti per arricchirsi a danno dei banchieri fiorentini, ai quali avrebbe sottratto i fiorini grazie alla magia della pietra.
Gli amici si accordano per andare in cerca della preziosa pietra la domenica mattina.
Scena III-IIII
Così, in breve tempo, i tre vanno in cerca dell’elitropia, di cui però nessuno aveva fornito una descrizione accurata: Calandrino, perciò, si riempie le tasche di sassi nel tentativo di prendere quello giusto.
È allora che gli amici danno il via alla beffa: fingendo di non vederlo, gli lasciano credere di aver raggiunto l’invisibilità, addirittura prendendolo a sassate. Ma quando Calandrino torna a casa, la moglie lo vede e per questo inizia a picchiarla.
I suoi amici lo raggiungono in casa e, vedendo la moglie a terra insieme a un mucchio di sassi, rimproverano l’amico per essersene andato non appena trovata la pietra.
Analisi
- La figura di Calandrino - Il tema della beffa - I luoghi dell'abbondanza - passato e futuro dell'opera - Le convinzioni medioevali sulle pietre
La figura di Calandrino
Calandrino non è un personaggio simpatico, esso non è una vittima nella quale ci si può immedesimare per la sua ingenuità o innocenza
Egli è uno stupido che cerca di fare il furbo e nessuno vorrebbe mai immedesimarsi nel suo personaggio
Inoltre Calandrino, è un uomo ingenuo, rozzo, violento, che cerca di truffare gli altri senza ottenere alcun risultato positivo
La sua storia fa ridere un po' come i racconti e i film di Fantozzi, dove si ride non per il fatto che qualcuno sia vittima di una burla, ma perchè il protagonista è misero e meschino, e in fondo si meriterebbe una punizione
Il “comico” del Decameron si basa su effetti di distorsione e rovesciamento della realtà, che il lettore coglie benissimo, ma che sfuggono a chi è vittima della “beffa”.
Il tema della beffa
In tal modo, la beffa ristabilisce anche l’ordine sociale su cui si regge il Decameron, chi è dotato della virtù dell’intelligenza sta naturalmente ad un livello etico e sociale superiore rispetto a chi può solo suscitare unicamente il riso.
I luoghi dell'abbondanza
Nella letteratura Italiana questi luoghi di abbondanza presero il nome di paesi di cuccagna, nei quali il benessere, l'abbondanza e il piacere erano alla portata di tutti.
Questo termine naque proprio nel medioevo quando le popolazioni più povere iniziarono a immaginare un mondo nel quale la realtà era totalmente rovesciata. In questa novella possiamo trovare un chiaro esempio, la città di Bengodi, nella quale "si legano le vigne con le salsicce, ci sono montagne di parmigiano..."
La Divina Commedia
Pinocchio
Carlo Collodi
Dante Alighieri
Spinto dalla smania di possedere a tutti i costi il potere delle pietre mente ai suoi amici e così, per analogia, viene lapidato da coloro che l'hanno "aiutato".
La speranza di un futuro migliore con più abbondanza del paese dei Baschi arriva sino alle avventure di pinocchio nel paese dei Balocchi
Pena del Contrappasso
Il paese dei Balocchi
Le convinzioni medioevali sulle pietre
In tutte le culture il nome e il significato delle gemme hanno un senso che va al di là del puro valore estetico. Si tratta di pietre spesso rare e pregiate, che erano simbolo di potere e di forza alle quali venivano attribuite valenze magiche, curative, apotropaiche e simboliche. Nel Medioevo, infatti, la gente era convinta che le gemme e le pietre preziose possedessero principi attivi che le rendevano capaci di curare le malattie e di fare molte altre cose ancora. Queste dottrine sulle proprietà curative delle pietre videro gran fiorire in quest’epoca con i cosiddetti "lapidari", ossia raccolte meticolose delle loro virtù e caratteristiche. Col passare del tempo, all'incirca entro il XIV secolo, le genti europee smisero di credere alle proprietà sovrannaturali delle gemme, che ricordiamo essere per il tempo vere e proprie convinzioni scientifiche, e, quindi, vennero quasi completamente abbandonate tutte le tradizioni ad esse legate. Ma fino a questo periodo, importante ribadirlo, la maggior parte degli intellettuali, credevano che alcune pietre portassero con loro un potere che, solo nell'epoca moderna, definiremmo come magico.
Thank you!
Presentazione novella
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Created on March 22, 2023
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Calandrino e l'Etriopia
Davide Taddei, Davide Baccherassi, Nicolas Sala, Federico Moretto
Il Racconto...
Per sfuggire alla peste fiorentina, sette ragazze e tre ragazzi decidono di trasferirsi per dieci giorni in una villa sui colli vicini la città, durante i quali si racconteranno novelle per passare il tempo.Calandrino e l'elitropia è una novella narrata da Elissa nell'ottava giornata, dedicata ai racconti di beffe e scherzi tra uomini e donne.
Scena I
Un giorno, Bruno e Buffalmacco mentre si trovano nella chiesa di San Giovanni, decidono di coinvolgere Calandrino in uno scherzo, grazie all’ aiuto dell’amico Maso, che inizia a narrare a Calandrino della meravigliosa terra di Bengodi. Calandrino, incuriosito, chiede dove si trovi una terra del genere, e Maso racconta che è più lontana di migliaia di chilometri. Tuttavia, aggiunge, esistono luoghi altrettanto interessanti: ad esempio sul greto del fiume Mugnone.
Scena II
È così che nel pomeriggio Calandrino propone a Bruno e Buffalmacco di andare a cercare questa elitropia, nella speranza di diventare invisibili e compiere furti per arricchirsi a danno dei banchieri fiorentini, ai quali avrebbe sottratto i fiorini grazie alla magia della pietra. Gli amici si accordano per andare in cerca della preziosa pietra la domenica mattina.
Scena III-IIII
Così, in breve tempo, i tre vanno in cerca dell’elitropia, di cui però nessuno aveva fornito una descrizione accurata: Calandrino, perciò, si riempie le tasche di sassi nel tentativo di prendere quello giusto. È allora che gli amici danno il via alla beffa: fingendo di non vederlo, gli lasciano credere di aver raggiunto l’invisibilità, addirittura prendendolo a sassate. Ma quando Calandrino torna a casa, la moglie lo vede e per questo inizia a picchiarla. I suoi amici lo raggiungono in casa e, vedendo la moglie a terra insieme a un mucchio di sassi, rimproverano l’amico per essersene andato non appena trovata la pietra.
Analisi
- La figura di Calandrino - Il tema della beffa - I luoghi dell'abbondanza - passato e futuro dell'opera - Le convinzioni medioevali sulle pietre
La figura di Calandrino
Calandrino non è un personaggio simpatico, esso non è una vittima nella quale ci si può immedesimare per la sua ingenuità o innocenza
Egli è uno stupido che cerca di fare il furbo e nessuno vorrebbe mai immedesimarsi nel suo personaggio
Inoltre Calandrino, è un uomo ingenuo, rozzo, violento, che cerca di truffare gli altri senza ottenere alcun risultato positivo
La sua storia fa ridere un po' come i racconti e i film di Fantozzi, dove si ride non per il fatto che qualcuno sia vittima di una burla, ma perchè il protagonista è misero e meschino, e in fondo si meriterebbe una punizione
Il “comico” del Decameron si basa su effetti di distorsione e rovesciamento della realtà, che il lettore coglie benissimo, ma che sfuggono a chi è vittima della “beffa”.
Il tema della beffa
In tal modo, la beffa ristabilisce anche l’ordine sociale su cui si regge il Decameron, chi è dotato della virtù dell’intelligenza sta naturalmente ad un livello etico e sociale superiore rispetto a chi può solo suscitare unicamente il riso.
I luoghi dell'abbondanza
Nella letteratura Italiana questi luoghi di abbondanza presero il nome di paesi di cuccagna, nei quali il benessere, l'abbondanza e il piacere erano alla portata di tutti. Questo termine naque proprio nel medioevo quando le popolazioni più povere iniziarono a immaginare un mondo nel quale la realtà era totalmente rovesciata. In questa novella possiamo trovare un chiaro esempio, la città di Bengodi, nella quale "si legano le vigne con le salsicce, ci sono montagne di parmigiano..."
La Divina Commedia
Pinocchio
Carlo Collodi
Dante Alighieri
Spinto dalla smania di possedere a tutti i costi il potere delle pietre mente ai suoi amici e così, per analogia, viene lapidato da coloro che l'hanno "aiutato".
La speranza di un futuro migliore con più abbondanza del paese dei Baschi arriva sino alle avventure di pinocchio nel paese dei Balocchi
Pena del Contrappasso
Il paese dei Balocchi
Le convinzioni medioevali sulle pietre
In tutte le culture il nome e il significato delle gemme hanno un senso che va al di là del puro valore estetico. Si tratta di pietre spesso rare e pregiate, che erano simbolo di potere e di forza alle quali venivano attribuite valenze magiche, curative, apotropaiche e simboliche. Nel Medioevo, infatti, la gente era convinta che le gemme e le pietre preziose possedessero principi attivi che le rendevano capaci di curare le malattie e di fare molte altre cose ancora. Queste dottrine sulle proprietà curative delle pietre videro gran fiorire in quest’epoca con i cosiddetti "lapidari", ossia raccolte meticolose delle loro virtù e caratteristiche. Col passare del tempo, all'incirca entro il XIV secolo, le genti europee smisero di credere alle proprietà sovrannaturali delle gemme, che ricordiamo essere per il tempo vere e proprie convinzioni scientifiche, e, quindi, vennero quasi completamente abbandonate tutte le tradizioni ad esse legate. Ma fino a questo periodo, importante ribadirlo, la maggior parte degli intellettuali, credevano che alcune pietre portassero con loro un potere che, solo nell'epoca moderna, definiremmo come magico.
Thank you!