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Grecia antica

Matteo Ghilarducci

Created on March 21, 2023

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Transcript

Ares

il dio della guerra

Grecia

introduzione alla vita di Ares

Ares è una divinità con cui i greci hanno un rapporto complicato. Egli è una divinità da cui diffidare sempre, da tenere il più possibile lontano. Non un caso che il luogo di nascita di Ares sia identificato con la Tracia, una regione all’estremo nord della Grecia, oggi corrispondente a territori greci, bulgari e turchi. Egli viene diffusamente inteso come Dio della Guerra in senso lato, ma questa interpretazione è erronea. Egli rappresenta il lato violento della guerra. Se Atena rappresenta la guerra strategica, Ares è solamente forza bruta e violenza. Ancora, suo padre Zeus influenza e decide le sorti delle guerre mentre sua sorella Eris le scatena, ma ad Ares corrisponde la guerra per il semplice piacere della violenza. Ares è sangue e violenza, ma anche il tumulto e l’orrore della guerra. A lui sono associati anche gli effetti delle epidemie e delle carestie, oltre che gli omicidi e le distruzioni delle città. Spesso nelle guerre parteggia per una parte o per l’altra senza reali motivi, ma perché influenzato o per semplice simpatia momentanea. Descritto come un giovane di bell’aspetto e muscoloso, viene rappresentato spesso in armatura, con spada o lancia e scudo. Al suo fianco si contano una serie di numerosi amanti, fra cui secondo alcune versioni la sua gemella Eris o, ancora, la ben più nota Afrodite. Ares non gode di popolarità nemmeno fra gli Dei: il suo carattere bellicoso lo rende odiato anche dai suoi stessi genitori, oltre che dagli altri Dei. A Roma, Ares è noto come Marte. Qui, tuttavia, il suo culto subisce un drastico cambiamento, tanto da diventare uno dei più venerati dai Romani. Se Minerva perde importanza bellica rispetto ad Atena, Marte al contrario assume connotazioni più pacifiche, che lo portano ad essere venerato come Dio della Guerra in senso più lato, e non soltanto del suo lato più sanguinario.

Coraggio e Codardia

Altri contrasti si trovano a livello emotivo: Ares è colui che ispira il coraggio sul campo di battaglia, ma anche colui che maledice il guerriero con la paura. Egli dona il coraggio, ma castiga anche con la codardia. Lì dove il valore sul campo di battaglia è anche sinonimo di mascolinità, Ares è anche il patrono della virilità. Possedere il suo favore vuol dire possedere le qualità più virili, dimostrate con il valore in battaglia. Ares tuttavia influenza la sfera emotiva in più parti: a lui corrispondono tutti quei sentimenti che portano alla rabbia cieca e al desiderio di sangue. Dall’odio alla furia, tutti gli umani impulsi più violenti rispondono al Dio delle Guerra, ma ad egli si guarda anche per trovare la forza di contenerli. Contenerli e non cancellarli, lì dove Ares non elimina del tutto la presenza di un determinato istinto, piuttosto concede la forza necessaria per domarlo e non farsi guidare dallo stesso.

la nascita di Ares

Ares è figlio di Zeus ed Era, sue sorelle sono Ilizia ed Ebe. In alcune versioni anche Eris, Dea della Discordia, è sua sorella, Omero li descrive difatti come gemelli. In altre versioni, invece, Eris è figlia di Notte, ma ad ogni modo ella è parte del seguito di Ares. Non vi sono particolari aneddoti riguardanti la nascita di Ares, tuttavia sono presenti versioni meno diffuse dove Ares è soltanto figlio di Era e non di Zeus, concepito dalla Dea toccando un fiore di loto, talvolta insieme alla gemella Eris. Tuttavia, queste versioni sembrano essere piuttosto una imitazione della tradizione riguardante la nascita di Efesto. Il luogo di nascita di Ares è indicativamente indicato con la Tracia, una regione all’estremo nord della Grecia. Essa era abitata da popolazioni piuttosto bellicose, dove il culto del Dio della Guerra rivestiva un’importanza primaria.

come viene descritto Ares?

Descritto nell’Iliade come circondato dalla personificazione di tutti gli aspetti più orribili della guerra, Ares rappresenta tutti gli aspetti più violenti e ciechi della stessa. Ad egli corrispondono gli istinti più violenti dell’uomo, dai litigi e le lotte fino agli omicidi dentro e fuori dal campo di battaglia. Chi gode del suo favore, tuttavia, gode anche di un controllo del proprio impulso violento. Egli è il Dio di tutto ciò che è legato alla guerra: egli presiede gli eserciti e le truppe, così come la loro avanzata e la lotta nella battaglia. Signore indiscusso dei campi di battaglia, tuttavia se placato è lui che garantisce la pace, in quanto allontana la guerra.