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Purgatorio canto XXVI Escape Room
Sara Zaza
Created on March 19, 2023
Escape Room a flussi paralleli sul canto XXVI del Purgatorio dantesco (adatto al II grado).
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Transcript
ESCAPE ROOM: CANTO XXVI
fuga dal PURGATORIO
Inizia!
Introduzione
Siamo nella settima e ultima cornice del monte del Purgatorio. Dante è quasi alla fine del suo percorso, ma spetta a voi aiutarlo a uscire da qui per arrivare al Paradiso Terrestre! Nota bene: - per riuscirci avrete 60 minuti di tempo. - proseguendo, troverete vari elementi ed enigmi: la maggior parte può essere risolta nell'ordine che preferite; - i codici da inserire sono sempre senza maiuscole e senza spazi, prestate attenzione a tutto; - siate onesti, non proseguite pur non avendo risolto gli enigmi. Buona fuga e...che vinca il migliore
Esplora la cornice
Esplora la cornice
Mentre che sì per l’orlo, uno innanzi altro,ce n’andavamo, e spesso il buon maestro diceami: «Guarda: giovi ch’io ti scaltro»*; feriami il Sole in su l’omero destro, che già, raggiando, tutto l’occidente mutava in bianco aspetto di cilestro*;
Questi sono i versi di apertura del Canto XXVI. Leggete con attenzione la descrizione che fa Dante e osservate l'immagine...quando siete sicuri di aver ben capito, cliccate "avanti".
AVANTI
In quale parte della giornata ci troviamo? (Scrivi senza maiuscole)
Inserisci la parola corretta
Ottimo! Ormai è pomeriggio...riuscite a immaginare circa l'orario?
3 pm
1 pm
5 pm
No! Riprova...
«O tu che vai, non per esser più tardo, ma forse reverente, a li altri dopo, rispondi a me che ’n sete e ’n foco ardo. Né solo a me la tua risposta è uopo; ché tutti questi n’hanno maggior sete che d’acqua fredda Indo o Etïopo.
Bravi! Dante però si accorge che le anime si stanno avvicinando a loro; una in particolare gli dice che sono assetate a causa del calore del fuoco e della voglia di sapere. Ma sapere...cosa?
InDIZIO
ATLQNTST XFUJWJ UJWHM IFSYJ ANAT
AVANTI
Le anime vogliono sapere perchè Dante è...
Inserisci l'aggettivo
Inserisci il nome del personaggio che accompagna Dante e Virgilio
Inserisci nome senza maiuscole
Dante si trova vicino a un gruppo di anime. All'improvviso, però, vede un'altra schiera che volgeva il viso verso questa. Ogni anima di entrambe le schiere affretta il passo e bacia l'una con l'altra, senza fermarsi, contente per quel rapido saluto festoso, pur essendo tutte immerse nelle fiamme...
AVANTI
Sono immersi nelle fiamme: che peccato staranno scontando?
Invidia
Ira
Lussuria
ATTENTI! LEGGETE BENE TUTTE LE RISPOSTE
"Così per entro loro schiera bruna s’ammusa l’una con l’altra [come] formica, forse a spïar lor via e lor fortuna." Di che figura retorica si tratta?
Metafora
Similitudine
Onomatopea
ATTENTI! LEGGETE BENE TUTTE LE RISPOSTE
Se le due risposte di prima sono corrette, c’è una consonante in comune alle due risposte che si ripete 3 volte: qual è? Inseriscila nella prossima slide per andare avanti
Se non lo sapete, tornate indietro e rivedete le risposte
INDIETRO
AVANTI
Le due risposte corrette hanno una consonante in comune: quale?
Inserisci la lettera minuscola
Due schiere da direzioni opposte vanno verso Dante: i sodomiti e i lussuriosi. Ma cosa fanno? Il biglietto potrebbe aiutarvi...
Non cliccare se prima non hai risolto l'enigma
InDIZIO
AVANTI
Inserisci le due città senza spazi e senza maiuscole
città1città2
Inserisci la parola senza maiuscola
Inserisci la parola
Nei due esempi urlati dalla due schiere di lussuriosi e sodomiti, così come scritti da Dante, quante sono le parole con le doppie? Tienilo a mente!
AVANTI
La gente che non vien con noi [...] si parton ‘Soddoma’ gridando, rimproverando a sé, com’hai udito, e aiutan l’arsura vergognando. Nostro peccato fu ermafrodito; ma perché non servammo umana legge, seguendo come bestie l’appetito, in obbrobrio di noi, per noi si legge, quando partinci, il nome di colei che s’imbestiò ne le ’mbestiate schegge. Or sai nostri atti e di che fummo rei: se forse a nome vuo’ saper chi semo, tempo non è di dire, e non saprei.
Una delle anime presenti spiega a Dante perché sono lì: sono divisi in due schiere, una di lussuriosi omosessuali e una di lussuriosi etero ("ermafrodito"); entrambe gridano esempi di lussuria punita. Ma all'improvviso... Hai trovato TUTTE LE CIFRE che ti servono? Se sì, puoi risolvere l'indovinello che ti permetterà di capire in che ordine inserirle. Se no, torna indietro, non è ancora il momento!
AVANTI
RITORNA
Sibilante arriva la consonante fricativa che ti ha permesso di non restare alla deriva. Dopo di lei c'è un poeta romano di anni orsono, che la Tebaide e l’Achilleide porta in dono. Infine una cifra un po’ insignificante e da buffoni, ti darà non solo la soluzione senza paragoni, ma anche l’anno delle “Baruffe Chiozzotte” di Goldoni
Il numero da inserire è...
CLICCA QUI
Sblocca il lucchetto con la giusta combinazione di 4 cifre
Inserisci il numero
Bravi, siete quasi alla fine. Scegliete: chi preferite incontrare per primo? Cliccateci!
GUINIZZELLI
L'anima che ha parlato finalmente si presenta:
Dante vorrebbe abbracciare il "padre" (inteso come maestro) Guinizzelli, ma un po' per timore, un po' perchè la sua anima è immersa nelle fiamme, Dante evita di abbracciarlo. Ti ricordi chi altri ha abbracciato Dante nel Purgatorio?
son Guido Guinizzelli; e già mi purgo per ben dolermi prima ch’a lo stremo*». Quali ne la tristizia di Ligurgo si fer due figli a riveder la madre, tal mi fec’io**, ma non a tanto insurgo, quand’io odo nomar sé stesso il padre mio e de li altri miei miglior che mai rime d’amore usar dolci e leggiadre;
Guittone
Casella
Virgilio
Guinizzelli è appunto "padre" poetico per Dante, che si sminuisce: gli altri migliori nel scrivere rime d'amore sono Guido Cavalcanti e Cino da Pistoia.
Quali ne la tristizia di Ligurgo si fer due figli a riveder la madre, tal mi fec’io, ma non a tanto insurgo, quand’io odo nomar sé stesso il padre mio e de li altri miei miglior che mai rime d’amore usar dolci e leggiadre*; e sanza udire e dir pensoso andai lunga fiata rimirando lui, né, per lo foco, in là più m’appressai.
In quale altro canto tornava la tematica della poesia?
Canto VII
Canto XI
Canto XXIV
Dante giura di mettersi al servizio del poeta; Guinizzelli apprezza le sue parole e gli chiede perchè lo ha così tanto a cuore. Dante risponde così: «Li dolci detti vostri, che, quanto durerà l’uso moderno, faranno cari ancora i loro incostri».
Poi [...] m’offersi pronto al suo servigio con l’affermar che fa credere altrui*. Ed elli a me: «Tu lasci tal vestigio, per quel ch’i’ odo, in me, e tanto chiaro, che Leté nol può tòrre né far bigio**. Ma se le tue parole or ver giuraro, dimmi che è cagion per che dimostri nel dire e nel guardar d’avermi caro».
Perchè Dante si rivolge a Guinizzelli usando il "voi"?
Per amicizia
Per umiltà
Per rispetto
Dante quindi, spiega che la stima che nutre per Guinizzelli è data dal riconoscere che i suoi dolci versi, finché si userà il volgare, renderanno sempre preziosi i manoscritti che li conservano. Guinizzelli rifiuta l’elogio di Dante e addita un altro poeta come migliore: Arnault Daniel.
«O frate», disse, «questi ch’io ti cerno col dito», e additò un spirto innanzi, «fu miglior fabbro del parlar materno.
Questo è segno di cosa?
Rispetto
Amicizia
Umiltà
Arnaut Daniel, secondo Guinizzelli, si mostrò anche superiore a lui, primeggiando su tutti i romanzieri e poeti. Gli stolti però gli preferiscono Giraut de Bornelh, poiché seguono l'opinione comune e non la verità: lo stesso succede nei riguardi di Guittone d'Arezzo, dapprima apprezzato da molti, ma poi vinto dalla verità (= che i poeti successivi gli sono superiori).
Dante riprende la “polemica” contro la scuola precedente, come visto nel canto XXIV. Ma di che scuola faceva parte Guittone d’Arezzo?
Dolce Stil Novo
Scuola Siciliana
Poesia cortese
Detto questo, Guinizzelli chiede a Dante di pregare per lui con un Padre Nostro davanti a Cristo e scompare nel fuoco.
Cliccami!
AVANTI
Complimenti, state parlando col poeta Arnaut Daniel!
Ed egli cominciò a parlare: «Mi piace la vostra cortese ----, al punto che non --- né voglio nascondermi. Io sono Arnaut, e vado piangendo e cantando; vedo con dolore la follia del -----, e con felicità la --- che mi davanti mi aspetta. Ora vi prego, in nome di quel ---- che vi guida in cima alla scalinata, ricordate il mio --- al tempo opportuno».
El cominciò liberamente a dire: "Tan m’abellis vostre cortes deman, qu’ ieu no me puesc ni voill a vos cobrire. Ieu sui Arnaut, que plor e vau cantan; consiros vei la passada folor, e vei jausen lo joi qu’ esper, denan. Ara vos prec, per aquella valor que vos guida al som de l’escalina, sovenha vos a temps de ma dolor!".
AVANTI
El cominciò liberamente a dire: "Tan m’abellis vostre cortes deman, qu’ ieu no me puesc ni voill a vos cobrire.
Ed egli cominciò a parlare: «Mi piace la vostra cortese -----, al punto che non ---- né voglio nascondermi.
CANTANDO - PASSATO - POSSO - MIO DOLORE - GIOIA - VALORE - DOMANDA - AMORE
AVANTI
Inserisci le parole richieste dalla parafrasi divise da , senza spazi
Es. giallo,blu
Inserisci le parole richieste dalla parafrasi divise da , senza spazi
Es. giallo,blu
Inserisci le parole richieste dalla parafrasi divise da , senza spazi
Es. giallo,blu
Se avete trovato entrambe le parole, trovate la chiave per uscire. Altrimenti tornate indietro e completate la missione!
Ci siete quasi...dovreste aver trovato le ultime due parole, riassuntive del canto: quali sono?
Inserisci le due parole senza spazi e senza virgole nell'ordine giusto
es. canegatto
Sicuri di voler uscire?
Torna indietro
Usciamo
Oh, no. Fallaste...