la nascita dei volgari
dopo il crollo dell’impero romano d’Occidente, si pensava che si fosse perso l’uso del latino. Nel medioevo, gli uomini di cultura parlavano sia in latino che i volgari che si affermano in quel periodo.a Firenze per esempio, Dante, Petrarca e Boccaccio(la corona Fiorentina) accanto all’uso del volgare si affiancava il latino. Dante, per esempio scrive la Divina Commedia in volgare, ma altre opere come de volgare eloquentia e de Monarchia gli scrisse in latino. Petrarca invece, scrisse il canzoniere in volgare, mentre tutte le altre sue opere sono in latino, perché credeva di acquistare maggiore notorietà con il latino proprio questa è la lingua con cui vengono scritti testi di medicina, testi scientifici, testi matematici ecc. Questo uso del latino per le opere scientifiche inizio nel 1600 con Galileo Galilei. il termine volgare deriva dal latino Vulgus, ossia il popolo, quindi la lingua parlata dalla massa e da prima, ed in seguito sembra esserci una distinzione gerarchica tra chi parlava in volgare(era inferiore) e chi parlava in latino, Petracca per esempio definiva le sue poesie del cansoniere , come nugae(sciocchezze) per parlare di volgare bisogna fare una distinzione tra romanice loqui(parlare alla maniera dei latini). Dalla prima espressione, sono derivate le lingue romanze(italiano, francese, spagnolo, portoghese, rumeno ecc) contrapposte i ceppi linguistici che non hanno subito una forte influenza latina come le lingue celtiche, slave, germaniche ecc. Queste due espressioni erano collegate al periodo precedente al crollo dell’impero romano d’Occidente, perché esisteva, oltre al latino tradizionale e colto, anche latino meno colto, parlato perlopiù dal popolo(da cui deriva, per esempio, il nostro italiano; per esempio “ bocca“ viene fuori da “bucca” , “mangiare” da “manducare”, “cavallo” da cabollus) la lingua è un vero e proprio organismo vivente poiché nasce, cresce arricchendosi anche con parole straniere e neologismi e alcune muoiono.
Della consapevolezza del cambiamento delle lingue era già al corrente Dante, con la sua incompleta opera: de volgare eloquentia, in cui parla di questa evoluzione.scrisse quest’opera in latino per renderla più a carattere scientifico e quindi consentirne la lettura anche ai ceti più elevati in Europa meridionale c’era un triplarium, quindi, tre modi di parlare in volgare, ossia lingua d’oc(Francia meridionale) lingua d’oil( Francia settentrionale) e lingua del sì(Italia) . Dante divise quest’ultima in 14 varietà linguistiche secondo la catena appenninica 7 ad est e 7 ad ovest. la lingua del sì, secondo Dante doveva essere aulica, curiale, cordinale ed illustre. Quella di coloro che fanno letteratura devono adottare questi linguaggi. Aulico perché la lingua dovrà far uso di un registro linguistico e stilistico alto e non comune; curiale, perché la lingua dovrà essere quella parlata nelle Curti, con il crisma dell’ufficialità e deve essere riconosciuta anche nei luoghi dove si esercita il potere; coordinale perché la lingua deve fare da equilibrio rispetto alle altre lingue, quindi al di sopra di tutte(fa da riferimento) ; illustre perché la lingua dà fama e notorietà a chi lo utilizza. Le teorie linguistiche di Dante sono importanti perché immaginando un’unica lingua, sogna che questa possa dare unità all’Italia; la curia a cui fa riferimento Dante e quella ideale formata dagli uomini di cultura del tempo.le prime testimonianze di volgare si definiscono “ paraletterarie” (vicine alla letteratura ma più pratiche come “ concilio di tur”, “ placiti” , “cassinesi e capuani” e “giuramenti di Strasburgo”.) l’813 e l’840 sono le due date in cui viene trascritto il concilio di tur,(813) e giuramenti di Strasburgo(840). I documenti con volgare del sì, in Italia, come Placiti, risalgono al 900 d.C. circa, quindi 1 secolo dopo a quelli precedentemente nominati.c’è chi sostiene che questo ritardo sia dovuto alla tradizione letteraria latina, altri al ruolo centrale della chiesa, e altri ancora all’assenza di un potere politico centrale in Italia. L’influenza del latino ha quindi fatto sì che le produzioni in volgare venissero ritardate, quindi questo motivo è valido; ma è valido anche il secondo motivo, in quanto la chiesa si era assunta l’incarico di istruire l uomo e usufruendo del latino; infine è valido anche il terzo motivo, in quanto l’assenza di un potere politico unico causa l’assenza di un indirizzo politico e culturale unico preferendo quindi il latino. il concilio di tur, è la testimonianza di un‘ assise(assemblea) di alte prelaté (vescovi) che si tenne a tur , in cui, dato che il latino si stava perdendo tra le classi popolari, si invitavano i frati predicatori a diffondere tra il popolo, la conoscenza di dogmi cattolici in “ rustica romana lingua“, quindi in un latino non culto.i “giuramenti di Strasburgo” riguarda tre fratelli che litigano(Ludovico il germanico, Carlo il calvo, il lotario) a causa della contesa del trono e i primi due fratelli si alleano contro il terzo fratello con la stesura di questo documento. La particolarità è che questi giuramenti vengono letti agli eserciti(in francese per l’esercito di Carlo il calvo e in tedesco per l’esercito di Ludovico il germanico).quindi questi giuramenti e il concilio di tur, sono entrambi importanti perché scritti in volgare per la popolazione non colta.
Promessi sposi 26 gennaio:Romanticismo Fermati all'idealismo (io-non io), Rapporto dialettico: individuo sa di essere superiore al reale ma è costretto a confrontarsi con esso. Conseguenza=sensuct/streben (comportamento tipico di stato di tensione continuo,) desiderio del desiderare=ansia di andare oltre i limiti della sua realtà consapevole di essere superiore alla realtà. Ansia di infinito, ansia di superare la mediocrità (Infinito di leopardi=modello della condizione dell'uomo del romanticismo; siepe, desiderio di fuga dal limite e mediocrità che circonda tutti). Da questa ansia nasce il duplice atteggiamento dell'uomo romantico=vittimismo e prometeismo/titanismo (Prometeo=colui che alzando gli occhi al cielo ribellandosi agli dei e ruba il fuoco donandolo agli uomini, fu legato e costretto a spingere un masso, Titani=giganti che si ribellano a Zeus, in entrambi i casi c'è però una sconfitta). Vittimismo=sentirsi subalterni, sotto il reale, sconfitti prima ancora di agire; titanismo=desiderio di ribellione che genera dolore. Il sentimento prevalente è la nostalgia, malinconia, che si trova nella maggior parte dei testi. Questo scontro è visibile nei promessi sposi, nella visione che della storia ha Manzoni, con il perenne scontro tra oppressori (Don Rodrigo) e oppressi (Renzo e Lucia). 1600=periodo di censura e terrore, stregoneria. Romanticismo= termine vicino a romanice loque, ha legame con la cultura latina ma è anche cultura nuova, le forme d'arte sono intese come totali e progressive. Nonostante le radici col passato, vuole essere diversa e vuole rappresentare l'irrequietezza. Il termine ha già infatti legame col nuovo. Le nuove lingue che nascono prendono distanza dal latino indicando progresso e modernità. Romanticismo nasce in Germania come rivalsa all'illuminismo in Francia, primo elemento di differenza è il vedere l'uomo a tutto tondo del romanticismo. C'è sia contatto sia distanza nella visione del Romanticismo dell'uomo illuminista (si crede nella ragione ma si crede che esso sia unito anche ai sentimenti e alle passioni). In ambito storico c'è una grande differenza. Illuminismo=uomo razionale, nei fatti storici esso ha una visione a scacchiera, alcuni periodi sono esaltati e altri condannati. Nel romanticismo viene ripresa l'idea di Hegel della storia (per lui la storia è il manifestare lo spirito nel tempo), visione più continua della storia. Non ci sono condanne ed esaltazioni ma ogni epoca viene giudicata in base a quelle che sono le rispettive caratteristiche e non con uno schema. Nel romanticismo viene ripreso dell'illuminismo l'idea che era alla base della cultura classica e l'idea di Orazio, miscele udile dolci (mettere insieme la dolcezza e l'utilità dell'arte). Attraverso l'arte l'uomo mostra i suoi sentimenti ma cerca di comunicarci qualcosa, positivo e negativo e desidera di intervenire nella realtà provando a modificarla. In questo illuminismo e romanticismo sono vicini. Principio d'arte di Manzoni deriva da qui e spiega questo periodo=utile, vero, interessante. Romanticismo e fatti politici=unità di Italia 1861, unità in Germania nel 1871, ribellione dello sturman drang, ecco come la germani ottiene l'indipendenza; in Italia moti rivoluzionari. In Italia abbiamo distinzione tra romanticismo della pagina (chi scrive in prosa o versi e prova a incidere nella realtà) e romanticismo nell'azione (chi prova a cambiare la realtà tramite l'azione, Mazzini e Garibaldi). Definizione di Umberto Bosco del Romanticismo= erma bifronte perché segnato da due strade, la via del sogno e la via della realtà. Per lui dal Romanticismo deriva tutto ciò che poi verrà più avanti: dalla strada del sogno=decadentismo, poesia nuova del 1900, realismo; dalla strada della realtà=verismo metà 1800, neoverismo.
Antologia 24 gennaioDe monarchia È l'opera di dante tra i rapporti di stato e chiesa. È un trattato scritto in latino in cui dante usa una metafora per dire che imperatore e papa sono come due spade e due soli, la diversità delle loro funzioni abbia campi d'azione diversi. I due non devono interferire tra loro perché si genera corruzione e confusione come nel periodo di dante. Papa=guida spirituale, imperatore=guida politica. Nel periodo di Petrarca 1300=sede papale spostata da Roma ad Avignone e i papi vengono nominati dall'imperatore. Cattività avignonese=captivus significa prigioniero. Documenti che nel 1900 presentano forme linguistiche non latine e che indicano l'ingresso del volgare. Placiti Capuani o Cassinesi = 962, testimonianza, atto notarile (funzione pratica), siamo a Capua, richiesta a dei contadini sul possesso di alcune terre che un signore credeva sue e l'abbazia benedettina credeva loro, viene chiamato un contadino ®. Per risolvere la questione il notaio chiama un contadino ma lui non conosceva il latino e viene usato il volgare. È il primo testo in cui si usa il volgare. Documento ufficiale. (Libro piccolo at 32). Un contadino testimonia che le terre appartengano ai frati benedettini. Nella grafia uso di termini che indicano discostamento rispetto al latino. L'uso della k, il trenta (triginta dal latino), verbo sao che richiama il verbo scio è chiaro l'allontanamento. Postilla amiatina= 1000-1100, postilla significa aggiunta ad un documento, fa riferimento ad una donazione (documento ufficiale), fatta da Micciarello ad un monastero e l'augurio sia scherzoso sia serio che dopo la donazione questo signore (soprannominato Capo Cotto, dispregiativo, poco disponibile al dialogo) possa essere abbandonato dal maligno che l'ha posseduto per tanto tempo. Da notare l'uso del pronome li che deriva dal pronome dimostrativo latino ille. l'Indovinalli Veronesi= anticipa l'uso del volgare in italiano ma la sua autenticità non è certa. È un testo riscoperto da uno storico Luigi Schiapparelli nel 1924 nella biblioteca capitolare di Verona. Documento che risale alla fine del VIlI secolo d.c. 962 Placiti Capuani, 1000-1100.questo documento anticipa i due documenti. È un indovinello in cui c'è la metafora tra scrittura e contadino che ara con i buoi. Prati bianchi= fogli, aratro=mano che scrive sul foglio, seme nero=inchiostro. Si nota la caduta della finale t e nt. presenta comunque termini latini. Problema di ordine storico e linguistico=Non si può dire con certezza se c'è stata la consapevolezza linguistica nella scrittura di questo testo, sembra scritto in un momento di pausa del copista, sembra uno scherzare con la lingua latina, trasformandola, piuttosto che la testimonianza di un mutamento. Il dubbio non è risolto ma se fosse vero si dovrebbe anticipare l'evoluzione linguistica europea e la tappa italiana sarebbe coincidente con quella europea.
Antologia 1 febbraio Chansons des gests=canzoni di gesta Si fa riferimento principalmente alla Francia settentrionale (lingua d'oil) con anche qualche presenza in Francia meridionale. IL periodo va dal XI al XIII-XIV secolo. Il nome deve l'origine alla performance di conoscenza di questi testi che venivano intonati da un cantore accompagnato dalla musica. Des gests=res gustae (latino) (nome + participio passato) significa "cose compiute", in modo più alto "imprese". Chansons des gests= canti di imprese. Azioni eroiche compiute da cavalieri. La società secondo Aldaberon de Laon= Oratores, bellatores, laboratores (poeti, soldati, lavoratori). Cavalleria=bellatores. Il mestiere delle armi era dedicato ai nobili e benestanti: si dovevano procurare armi e cavallo. Di solito erano i secondogeniti a prendere questo ruolo, oppure al convento. Lo stesso succede alla monaca di Monza in Manzoni. Non si aveva un'opinione positiva della vita cavalleresca, soprattutto dalla Chiesa che la trova irregolare perché non hanno dimore fissa, non avevano famiglia e avevano una vita avventurosa (anche relazioni sentimentali) ed erano violenti (spesso gratuitamente). Cambiamento del rapporto quando gli arabi iniziano a entrarvi perché in nome di Maometto e della sua predicazione di importanza della religione islamica e viene condotta la Guerra Santa=espansione nel mediterraneo, tutti i paesi europei subiscono invasione, inizia la contesa di Gerusalemme tra musulmani e cristiani. Fa scalpore la conquista dei musulmani della città nell'anno 1000. La Chiesa cattolica inizia a programmare le crociate, azioni svolte per cercare di recuperare Gerusalemme e il potere. Gli scontri sono sempre esistiti fin da questi anni, dove abbiamo i primi. La prima crociata risale al 1096-1097 e il mondo della chiesa coinvolge la cavalleria, facendola passare da una considerazione negativa ad una positiva grazie a dei principi e valori che gli vengono dati. Questo mondo viene regolarizzato dallo scopo di recuperare Gerusalemme e ne sono testimonianza i testi che vengono creati in queste epoche. Questo passaggio viene trattato nelle chansons des gests. Le strofe delle chansons des gests sono le lasse, variabili nel numero di versi. Le lasse sono legate a fine verso inizialmente dalle assonanze, più tardi dalle rime. I versi sono nei componimenti più antichi ottonari mentre più avanti sono dodecasillabi. Le caratteristiche dell'epica classica: la formularità, tecnica formulare (epiteti, descrizioni fisse) passa dall'epoca classica a quella medievale. Ciò ci fa pensare ad una performance basata sulla recitazione accompagnata dalla musica e sulla memorizzazione del testo. II tema prevalente è il polemos, la guerra, a cui si lega il concetto dell'areté, del coraggio. Si lega poi la presenza di un eroe che fa da collante, attorno a cui ruota la vicenda: può essere un re, un cavaliere (Orlando). L'eroe in genere lotta e combatte per un ideale cristiana, per un re e per la difesa della cristianità, più avanti lotterà per amore (ciclo centripeta=ciclo caroningio, i cavalieri lottano per uno scopo unico, ciclo centrifuga=ciclo bretone, i cavalieri lottano per scopi propri), nelle chansons abbiamo la visione centripeta. II cavaliere è legato ad altri valori: positivi=la lealtà, la fedeltà, coraggio, soccorso, amicizia (cavaliere in difficoltà viene aiutato da un altro cavaliere)= essi formano il codice cavalleresco.
Valori negativi: gli opposti= disonestà, lottare in maniera leale, infedeltà (valore più negativo, tradimento deriva dal latino grado, passo da una parte all'altra), la codardia, mancanza di aiuto e soccorso, tradimento dell'amicizia. Cicli=intorno ad alcune vicende/alcuni eroi vengono costruiti dei poemi che danno vita al ciclo. Insieme di più testi organizzati intorno ad un unico tema su uno o più eroi. I cicli medievali delle chansons des gests sono il ciclo del re che ha come figura centrale la figura di Carlo Magno o Carlo Martello ed è incentrato intorno ai paladini dei due (Orlando, la sua chanson è parte di questo ciclo). Il secondo ciclo è quello di Guilleme D'orange (guglielmo di Tolosa). Entrambi i cicli hanno come tema principale lo scontro tra cristiani e musulmani. Un altro è il ciclo dei vassalli ribelli, è l'unico ciclo a non avere come tematica principale lo scontro religioso perché si tratta lo scontro tra re e vassalli. In tutti i cicli c'è scontro tra bene e male (in quella dei re i cristiani sono il bene e i musulmani il male, in quello dei vassalli questi ultimi sono il bene e il re è il male che non è più figura modello positiva come negli altri 2 cicli). Ciclo della crociata: ha come tema la prima o la terza crociata. Cicli che si sviluppano in Provenza/ciclo provenzale (Francia Meridionale), ciclo di gesta spagnolo che ha come testo fondamentale (Catalonia) da ricordare "il cantare del CID campeador", ciclo di desta che si sviluppa nell'Italia Settentrionale. Sulciclo medievale abbiamo un dibattito sull'origine. Il problema affrontato è come spiegare l'intervallo di tempo molto ampio (anche di secoli) tra i fatti che vengono narrati e l'autore/gli autori che li narrano nelle loro epoche. Le vicende accadono intorno all VIlI e IX secolo ma i testi risalgono al XI al XII secolo. A partire dal1800 - 1900 in poi il dibattito si è animato e le origini del dibattito risalgono a due figure (metà1800- metà 1900) che danno vita a due indirizzi. Indirizzo tradizionalista di Gaston Paris - indirizzo individualista Joseph Bedier. Bedier fu allievo prediletto di Paris ma sviluppò un'idea diversa rispetto all'insegnante. La differenza sostanziale si trova nelle due opere più importanti dei due da cui si comprende la posizione diversa. Gaston Paris: storia poetica di Carlo magno Bedier: le leggende epiche. Gaston Paris ritiene che i primi canti fossero nati subito dopo gli avvenimenti stessi (VIII-IX secolo) e che quindi la trasmissione fosse stata scritta (primi canti nati durante le vicende che poi vengono ampliati). Bedier crede che i primi canti non fossero mai subito dopo i fatti cantati ma che fossero nati intorno al 1100 quando lungo le strade dei pellegrinaggi verso località sante i giullari avrebbero trasmesso questi antichi fatti e poi si sarebbe passato a trasmissione scritta.
La chanson di Rolando All'interno del passo si distinguono 3 momenti chiave che sono tre aspetti che insieme ci danno l'idea a tuttotondo di questa figura: Rolando/Orlando. Egli è insieme uomo, cavaliere e legato alla fede cristiana. Rolando uomo=come ogni uomo che sente prossima la morte richiama alla sua mente tutte le vicende vissute durante la sua vita terrena e sente la sua finitezza, debolezza nel momento in cui si trova di fronte alla morte. Non dimentica però il suo essere stato cavaliere perché non vuole che la sua amata spada Durendal finisca nelle mani del nemico e prova a spezzarla. Non dimentica di aver rispettato tutti i suoi codici morali e non è stato mai codardo perché muore affrontando il nemico. Rolando è anche cristiano: il gesto di sottomissione tipico dell'epoca medievale: indica l'abbandono verso la vita e i beni terreni e che si accetta la vita autentica che l'aspetta nell'aldilà (prendere il guanto e rivolgerli a dio) (può anche essere segno di sfida verso il nemico sventolandolo). Questi 3 momenti sono presenti in maniera singola ma vanno letti anche nella loro unitarietà perché solo dall'insieme abbiamo un'idea a tuttotondo. Questo passo richiama il conflitto tra cristiani e musulmani ma è avvenuta quella trasposizione letteraria, quel cedere del fatto dinanzi all'immaginario collettivo. II fatto è stato ingigantito davanti all'immaginario collettivo perché è un fatto di poco conto (per alcuni si tratta di un assalto di contadini baschi verso le truppe di Carlo Magno). II poeta lo fa diventare leggendario facendolo diventare un assalto di saraceni all'esercito cristiano. Il poeta non fa la cronaca ma arricchisce il fatto con la sua immaginazione e viene inserito nello scontro tra musulmani e cristiani perché trascritto in quel periodo.
Antologia 15 febbraio Francia settentrionale (Bretagna) si sviluppano dei testi cortesi; cortese=cohorts, corte, perché si sviluppano nelle corte. Metamorfosi=modello, ma i temi vengono riadattati ai temi più mondani. Virgilio, Ovidio e Stazio sono i modelli di autori. Sono definiti romanzi perché sono scritti in romanice loque, la lingua con la quale si sostituisce il latino. II Ciclo bretone si distingue per il ciclo che si lega ad Artù e ai cavalieri della tavola rotonda, voluta così perché intorno al luogo dove si prendevano le decisioni avevano tutti la stessa importanza (nessuno era a capotavola). Si parla di Artù per la prima volta negli annali di cambria (V secolo), poi dall'Historia regum Britianniae di Goffredo di Monmouth, "romanzo di Bruto" di Robert Breis dove compare il nome e le vicende di Artù, Chretrien de Troyes 1200, Thomas Melori scrive la morte di Artù (1400). Il testo è simile a un Building romance perché si seguono le vicende di cavaliere e la costruzione della sua identità e non sono solo i valori del codice cavalleresco gli unici elementi e valori di riferimento perché crea la sua personalità con storia individuale (storie d'amore, missioni personali). Viene capovolta la visione centripeta delle chanson des gests. Abbiamo laici, che si formano in ambienti lontani dal mondo della chiesa, e chierici, che si formano in ambienti cattolici. Chretrien de Troyes è un autore di cui si hanno poche notizie, serve presso la corte di Maria di Champagne. Andrea Cappellano, confessore di Maria, scrive un testo scritto sotto forma di testamento importantissimo riguardo l'amore e il corteggiamento. De Troyes scrive "Erec ed Enide", "cliges", "Lancillotto", "ivano", "Il racconto di Graal". Nel ciclo bretone c'è una presenza di amore. Matteo Maria Bogliando, con l'Orlando innamorato, unisce materia bretone e carolingia, in ottave, da cui prenderà inizio l'Orlando furioso di Ariosto, che dice di voler iniziare la sua narrazione da dove si era interrotto l'Orlando innamorato. Una tradizionale storia d'amore infelice, ricca di peripezie e con conclusione tragica è quella perduta scritta da De Troyes di Tristano e Isotta, come quella di Lancillotto. Le storie d'amore infelici sono una caratteristica tradizionale della letteratura classica (Enea e Didone, Paolo e Francesca). Ginevra e Lancillotto sono l'esempio a cui si ispirano Paolo e Francesca. Veicolare termini che provengono dal mondo della cavalleria adattandoli alla nuova materia d'amore è una caratteristica importante della nuova produzione provenzale e siciliana (come il termine vassallaggio d'amore). Il cavaliere giura fedeltà alla donna amandola e onorandola, si stabilisce questo foeudus (patto) con la donna, accanto al servitium amorium (il servitium è un termine militare, ma qui diventa militare a servizio dell'amore).
Poesia provenzale Modalità poetica che si esprime nella lingua d'oc. Francia meridionale (Provenza), anno 1070-1300. Si fa riferimento al primo esponente Guglielmo D'acquitani e all'ultimo Il Richier attivi in Francia. Non sono gli unici due a rappresentare la poesia provenzale. Vanno ricordati (spesso anche dallo stesso dante nel De Volgari Eloquentia) Raimboat De Vaqueiast, Bertrand De Born, Joufré Roudelle, Aurno Danielle (poeta citato da Dante come uno dei rappresentati più alti della poesia provenzale). Cessazione=l'esperienza poetica termina nella Francia meridionale=cessazione geografica, ma l'esperienza dei poeti e della poesia passa in Spagna, Portogallo, Germania (Minne Sanger sono l'alterego dei trovatori, i poeti provenzali) , Italia Settentrionale. Alcuni temi della poesia provenzale passano anche in correnti poetiche che non sono più provenzali. Non si può parlare di poesia siciliana e toscana senza parlare di quella provenzale, perché alcune caratteristiche passano dalla Francia all'Italia. Ci sono anche poeti che si esprimono alla maniera dei poeti provenzali: alcuni poeti italiano fanno poesia tramite i temi e la lingua dei poeti provenzali, potendosi definire come tali tranne per il fatto che non agiscono in Provenza, esponenti: Sordello e Cigala, Folghetto Da Marsiglia. La poesia provenzale si sviluppa nelle corti e si lega a quegli ambienti signorili che sono diffusi nella Provenza. Queste corti ospitano spesso una eresia religiosa che viene combattuta con una crociata da uno stato pontificio, spesso i signori sono poeti e sono catari (GRECO, cataros=puro, detti anche albigesi). La crociata contro i catari è proposta da Papa Innocenzo che elimina questa eresia. La poesia provenzale fa riferimento anche a trovatori e giullari, essa è definita poesia trobadorica e questa definizione si collega a queste due figure. Trovatori=francese, trobar (a sua volta dal latino tropus, che significa componimento in versi cantato). Il trovatore è colui che comporre. Giullare= francese gionler (deriva dal latino ioculares) è colui che intrattiene nelle corti il pubblico, spesso anche recitando le poesie dei trovatori. I temi della poesia provenzale sono molti ma il principale (non esclusivo) è quello del fin'amor, che significa amore raffinato. È un tipo di amore che lega l'amante all'amata basato sulla cortesia, sulla mesura e senn. Cortesia=tipo di amore che si sviluppa all'interno delle corti, mesura=senso della distanza che ci deve essere tra amante e amata e capacità di contenere il sentimento amoroso, senn=senno, intelletto che deve avere l'amante nel momento in cui concepisce l'amore e lo dimostra (l'amante sa tenere sotto controllo della ragione l'amore che prova). Tutto ciò è alla base di un amore che l'amante concepisce verso la donna amata come servitium amoris. servitium=preso dalla vita militare e ripreso dal codice cavalleresco, il soldato presta la sua forza al proprio signore. Metaforicamente l'amante offre se stesso alla donna amata secondo il codice cavalleresco=fedeltà, sottomissione, soccorso e ascolto della volontà della donna amata. Questo tipo di rapporto è basato sulla distanza (perciò raffinato)=il desiderio di stare con la donna amata non trova un appagamento dei sensi. Una delle tematiche presenti nella poesia provenzale è l'amor de lon (amore da lontano). Spesso l'amante si innamora dell'amata senza avere un contatto, ma solo tramite racconti. Questa tematica spiega la mesura. Il tema amoroso è affiancato di tema politico e morale. Affrontato in un modo particolare dal Sirventese (le affronta quasi esclusivamente). Altri componimenti trattano di tipo amoroso=plazer, l'eneug, l'alba, la pastorello.
Plazer=il poeta elenca tutto ciò che è piacevole nel rapporto amoroso Eneug=il poeta affronta tutte le situazioni che descrivono dolore, sconforto, noia Alba=il poeta canta alla separazione con l'amata dovuta alla venuta del giorno. Questo componimento porta ad una riflessione sulla poesia provenzale, che canta di un amore adultero, dove l'amante ama una donna che è già impegnata, motivo per il quale questo amore resta insoddisfatto. I poeti sono costretti ad usare la tecnica "del senal", secondo cui il nome reale dell'amata non compare mai, ma viene nascosto dietro altri termini, perché la sua identità non dve essere svelata per evitare il "vitu pelium", cioè l'offesa della donna amata. La pastorello=è un componimento dialogato dove un cavaliere fa la corte ad una donna di campagna. Parlare di poesia provenzale significa parlare di 3 tecniche compositive Trobar clus=trobar vuol dire comporre, il termine clus in francese antico deriva dal verbo latino Claudo, che vuol dire chiudere. E un tipo di poesia basato sull'allegoria (dal greco, io dico altro, serve per indicare tramite le parole non il significato letterale ma un significato più profondo), è una poesia oscura, chiusa, perché di difficile comprensione Trobar leu = leu deriva dal latino Levis, che significa leggero, ed indica una poesia facile, di facile accesso e comprensione Trobar ric = ric vuol dire poetare in maniera alta, il linguaggio e lo stile sono alti e l'esponente più noto di questo tipo di poesia è Arno Danielle. C'è chi ritiene che la poesia provenzale sia un gioco e non sia la fedele rappresentazione del corteggiamento reale dell'uomo e della donna e che l'innamora mento sia fittizio che non vada a riprodurre una vicenda amorosa reale. i componimenti provenzali riproducono il modo in cui avveniva il corteggiamento all'interno delle corti, pur non essendo una Vicenda reale.
RIFLESSIONEla lettura degli studiosi della poesia occitana= Kooler, houser, De Reaugement e Troncaglia.Partiamo dalla interpretazione di Kholer= interpretazione sociologica. Dietro la storia d'amore narrata all'interno dei testi della poesia occitana di nasconderebbe un riferimento alla società.Rappresenta l'ispirazione al feudo della piccola nobiltà che richiede il proprio riconoscimento dalla grande nobiltà rappresentata dalla donna. (Troviamo un rovesciamento dei ruoli tra uomo e donna= uomo SOTTOMESSO dalla donna).Interpretazione di Houser= interpretazione socio psicologica, perché i testi della poesia provenzale rappresentalo la condizione di sofferenza Degli uomini all'interno della corte che rivolgono il loro amore alla Castellana che è già sposata. Questo amore non potendosi realizzare crea dolore. Per cui vengono fuori poesie di lamento e dolore.De Reaugement= interpretazione vi è il riferimento chiaro alla dottrina catara. (cercare) Che molto è vicina al manicheismo (cercare). I poeti occitanici sarebbero chiaramente influenzati dalle corti, perché è la chiara esaltazione di alcuni aspetti cari al catarismo in quanto viene esaltata la purezza del sentimento amoroso. Il matrimonio Cristiano in questa epoca non è basato sull'amore vero ma su interessi economici. E quindi si esalta nella poesia un altro tipo di amore, quello pure e vero.Roncaglia= interpretazione culturale. La conoscenza della poesia araba. Il sentimento amorosoInterpretazione di Houser= interpretazione socio psicologica, perché i testi della poesia provenzale rappresentalo la condizione di sofferenza Degli uomini all'interno della corte che rivolgono il loro amore alla Castellana che è già sposata. Questo amore non potendosi realizzare crea dolore. Per cui vengono fuori poesie di lamento e dolore.De Reaugement= interpretazione vi è il riferimento chiaro alla dottrina catara. (cercare) Che molto è vicina al manicheismo (cercare). I poeti occitanici sarebbero chiaramente influenzati dalle corti, perché è la chiara esaltazione di alcuni aspetti cari al catarismo in quanto viene esaltata la purezza del sentimento amoroso. Il matrimonio Cristiano in questa epoca non è basato sull'amore vero ma su interessi economici. E quindi si esalta nella poesia un altro tipo di amore, quello pure e vero.Roncaglia= interpretazione culturale. La conoscenza della poesia araba. Il sentimento amoroso trova riscontro in alcuni poeti arabi. Non dimentichiamo che a partire dal 6 7 secolo de è iniziato l'espansionismo arabo è avvenuta la conoscenza di questi testi.Anche l'influenza della religione Cristiana. lo modo in cui la donna è vista e il modo in cui l'amante si rivolge alla propria donna come mio signore, l'esigenza che l'amore quando è puro comporta da un punto di vista spirituale sull'amante a causa delle qualità della donna. Non è solo bella ma ha altre qualità, ci fanno pensare alla cattolicità e alla madonna all'interno della nostra religione.
La scuola poetica siciliana Ritardo italiano=ritardo artistico e letterario nell'utilizzo del volgare rispetto a ciò che avviene in Francia. Questo non perché in Italia mancasse l'interesse; infatti circolano testi di epica scritti in francese antico. Esistono molti manoscritti (importati e costruiti) che lo dimostrano. Onomastica=si diffondono nomi francesi delle storie in Italia (Orlando, Rolando, Oliviero). Ciò dimostra che l'interesse c'è ma è ancora qualcosa basato su altri testi, perché non esistono testi in volgare italiano. Questo ritardo riguarda per lo più l'Italia settentrionale perché gli unici testi prodotti sono quelli in Italia in volgare francese, ma al meridione ci sono alcune circolazioni. Ciò avviene anche per la poesia lirica. A diffondersi negli altri paesi sono principalmente i testi provenzali e hanno la capacità di far creare delle traduzioni in lingue locali (tradizione indigena). In Italia invece la lingua della poesia lirica continua ad essere quella provenzale. La prova di questa assenza lirica in Italia in lingua indigenza è data da Sordello che era un trovatore=poeta, che dante incontra nel canto VI della divina commedia (i canti VI di Dante solitamente trattano i temi politici). Sordello è attivo dal 1220 al 1249. Ancora nel pieno del 1200 in Italia non troviamo poeti che scrivono unicamente in italiano, nonostante sia passato un secolo dalla diffusione della poesia provenzale. Sordello vive nell'Italia settentrionale, mentre al meridione erano iniziate delle produzioni in volgare italiano. Volgare italiano diverso dall'italiano perché ci sono tanti volgari nella penisola in base alle zone e non esiste una lingua unica italiana che unisca (dante ne individua 14 e vuole trovare un italiano unico). Col tempo inizierà a nascere una lingua letteraria comune ma come lingua di comunicazione si devono aspettare molti secoli. Il ritardo italiano termina nel 1220-1230 con la prima produzione in volgare italiano. Si aspettava la prima composizione di poesia non religiosa si creasse nell'Italia centro-settentrionale fatta la presenza di tante corti comunicanti tra loro ma in realtà viene composta nell'Italia meridionale nella corte di Federico II, nel regno di Sicilia. Il regno di Sicilia ha una struttura politica totalmente diverso dal resto dell'Italia. Ci sono molti studi relativi a questo fenomeno del ritardo e anche molte motivazioni. La principale è la diversità fra l'Italia del centro e del nord e il resto dell'Europa tra il 1000-1100. In Italia in quegli anni avviene la nascita dei comuni, soprattutto al centro-nord, che è un fenomeno unico perché nel resto d'Europa non c'è un fenomeno simile. Ciò porta molte innovazioni. Molte città dell'Italia settentrionale eleggono il proprio capo, che non è più necessariamente un vescovo. C'è la nascita di una nuova classe sociale: la borghesia. Questa nuova classe sociale si scontra con la nobiltà per un periodo molto lungo e provoca grande scompiglio, con una progressiva vittoria della borghesia. Molti nobili lasciano i propri castelli e vanno a vivere in città. Visto che la poesia provenzale e lirica ed epica nasce nelle corti e nell'Italia centro-settentrionali le corti dei nobili vengono abbandonate, la poesia provenzale non ha dove diffondersi. In Italia avviene quindi uno scontro sociale e la nobiltà feudale non ha più la possibilità e la voglia di imporre i propri valori ed i propri testi letterari perché adesso c'è una società più variegata e si occupa solo di conservare solo i propri interessi.
In Francia invece l'arte era dimostrazione dei valori della nobiltà e del suo mondo, perché li non esistevano conflitti sociali. Ecco perché più avanti(1300) nasceranno le novelle, per accaparrarsi dell' imporre l'importanza dei valori della borghesia. Le poesie provenzali hanno più interpretazioni, tra cui quella sociologica e sono la testimonianza degli scontri. In Italia la società borghese esclude i ceti feudali e la loro cultura e guida (letteraria e sociale) con l'avvento delle novelle (Boccaccio). Si mette in relazione come i testi letterari siano influenzati dalla politica e società, nell'Italia centrosettentrionale non è stata possibile la diffusione della poesia provenzale per lo scontro tra due classi sociali e per l'assenza di un potere centrale nobile. In Italia meridionale non c'è la borghesia, ma solo una classe nobile dominata da una figura centrale (Federico II). Molte testimonianze sono andate perdute e altre non sono arrivate a noi e forse si sono perse le vere e proprie prime testimonianze in volgare italiano. Nel 1200 ci sono le prime tracce di lirica volgare amorosa in Italia Settentrionale (Pianura Padana) queste tracce testimoniano l'accompagnamento con la musica. Nel 1230 nel Regno di Sicilia (diverso dagli stati dell'Italia centro-settentrionale) c'era un'autorità centrale. Federico lI fonda l'università di Napoli e sosterrà lo sviluppo dell'istruzione contro la religione. Grazie a lui nasce la scuola poetica siciliana (non perché sia nata in Sicilia ma nel REGNO DI SICILIA ed i poeti sono di varia provenienza anche campani come Rolando.
Proposizione causale Indica la motivazione per cui si svolge un'azione. Fa parte delle complementari dirette. Ha due forme: implicita ed esplicita. Esplicita. Preceduta da poiché, perché, giacché, dato che seguite da indicativo, congiuntivo e condizionale Implicita: per + infinito, gerundio senza nulla davanti o participio senza nulla davanti.
Proposizione consecutiva Proposizione complementare indiretta. Consecutiva= verbo latino consequor (deponente) che significa conseguire. La proposizione consecutiva indica | conseguenza di quando affermato nella reggente. Ha due forme: implicita ed esplicita. Esplicita=introdotta da che, sicché + indicativo (occasionalmente anche congiuntivo e condizionale) Implicita=introdotta da da, per, al punto di + infinito Nella reggente si trova di solito tanto, talmente, troppo, così.
proposizione soggettiva subordinante fa da soggetto nel periodo in cui è inserita. E nella forma implicita o esplicita come oggettiva ed è introdotto dai verbi : -4 gruppi transitivi (iudicandi, sentiendi..) ma alla forma passiva -verbo essere(aggettivo o avv.) -verbi impersonali(sono quelli che hanno solo la 3ªpersona) la riconosciamo perché nella principale non c’è il soggetto
Complementari indirette 1. finale ; rappresenta tutta il complemento di fine o scopo nell’analisi logica
rappresenta il fine, la meta e lo scopo
ex: studio per conoscere
- esplicita: affinché, perché, ciò che + congiuntivo, presente o imperfetto .
ex: venni perché tu sapessi
dal latino: lut
- implicita: + infinito , per , allo scopo di , da, al fine di . ex: studiamo per conoscere
2. causale-> complementari indirette ; motivo per cui si fa quell azione, ragioni e motivazioni
- esplicita-> poiché , perché , dato che, seguita dal modo indicativo condizionale è congiuntivo
- implicita-> per + infinito, gerundio e participio
Le altre opere di Manzoni La data più importante di cui tener conto per le opere scritte dopo questa data è il 1810 (conversione religiosa e letteraria) = vero, utile, interessante. Inni sacri, tragedie, odi civili. Inni: l'inno è un tipo di componimento scritto per esaltare e sostenere dei valori che possono essere civili (identità popolare) o religiosi. Gli inni sacri di Manzoni sono appunto religiosi. Dovevano essere 12 secondo le festività religiose del calendario ma Manzoni non riesce a scriverli tutti. Riesce a scriverne 6: Il nome di Maria, la passione, la resurrezione, il natale, la Pentecoste e ogni santi (non completo), delle altre Manzoni non scrive nulla. Il periodo di composizione va dal 1812 al 1815 tranne poter la Pentecoste che conosce più revisioni, la cui finale è quella del 1822. Il legame tra i valori di Manzoni e questi testi è evidente nel contenuto, perché per Manzoni la religione rappresenta il vero, la scrittura è utile in quanto i testi vogliono essere educativi nei confronti dell'uomo che può avvicinarsi alle verità di fede tramite un linguaggio che in genere è accessibile e il ritmo è scorrevole. Manzoni usa termini che sono semplici anche per le masse popolari e che evitano di annoiare, a differenze della terminologia ecclesiastica per lo più tecnica. Sono interessanti perché attraggono la maggior parte degli uomini perché essi sono desiderosi di conoscere le verità di fede che non possono conoscere a causa del linguaggio usato dalla chiesa. Da un punto di vista della struttura tutti gli inni sacri sono composti da 3 parti: l'enunciazione del fatto, rievocazione dell'episodio religioso, le consequenze di quell'evento (dottrinali e morali). Tra gli inni quello meglio riuscito artisticamente è la Pentecoste perché avvertiamo da parte di Manzoni una sorta di maturazione interiore del messaggio cristiano. Negli altri inni la convinzione dell'adesione di Manzoni alla fede cristiana era meno sicura, qui la sua sicurezza della sua conversione è più radicata. Negli altri inni è più freddo mentre con la Pentecoste si vede più convinto e vicino alla sua ritrovata fede ed il tono che usa per espirerei l'accaduto e nella descrizione delle conseguenze si sente più convinto e convincente. C'è un'unità tematica più forte nella Pentecoste (negli altri inni c'è un distacco più netto tra le 3 parti), il linguaggio stesso è più maturo, lo si vede negli aggettivi, che non sono più u elemento per abbellire, ma diventano essenziali e necessari nelle descrizioni. Opposizione tra oppressi e oppressori è già presente nella Pentecoste, insieme alla visione pessimistica che Manzoni ha della storia che si vede sia prima della Pentecoste (falsità, dove l'umile non aveva conforto) sia dopo (in cui l'umile trova conforto nel messaggio di cristo). Il natale conosce una rivisitazione da parte di Manzoni che però resta incompleta che porta il titolo di "il natale del 33". Ciò che ci colpisce è il cambiamento di linguaggio, di toni ed il vacillare della fede del Manzoni. Ci sono dei riferimenti al Manzoni bambino che mostrano questo tentennamento, "Si che tu sia terribile", "il nostro volere interroghi e a tuo piacer disponghi". Gesù è definito terribile in fasce, indifferente a ciò che accade all'uomo. Queste frasi si spiegano con delle annotazioni, alcune in latino come "cecidere manus" (cecidere=ceciderum, forma arcaica, mi caddero le mani). Manzoni avrebbe scritto questo inno in un momento di pieno sconforto. La sua vita è infatti piena di sventure e di morte e si interroga sul senso del dolore e la fede non costituisce un confronto di tanto dolore.
Odi civili: non sono una creazione di Manzoni ma risalgono alla tradizione latina e greca, la scrivono per esempio pindalo e archioco (greci) ma anche orazio (latino). L'ode è un tipo di componimento in versi dal contenuto impegnato che va a toccare argomenti che riguardano la comunità. II termine deriva da aedomai (greco, cantare). Celebra personaggi che si sono distinti in alcune azioni (nei testi greci per esempio si celebravano gli atleti durante le olimpiadi o le gare fatte per le feste). L'ode è sia intrattenitiva sia educativa. Le odi vengono scritte anche nei periodi vicini a Manzoni, che segue sia la tradizione latina e greca e quella vicina a lui, e tiene conto della situazione politica che vive. I suoi valori vengono rispecchiati anche nelle odi: Vero perché c'è il riferimento alla situazione storica-politica in cui vive, utile perché Manzoni vuole trasmettere un messaggio educativo, civile ed infine interessante perché si riferiscono alla contemporaneità (alla base del romanticismo vi era quel principio per cui la letteratura doveva essere ben collocata al proprio periodo storico) e riesce a suscitare interesse grazie vicende contemporanee narrate. Le odi sono "5 maggio" (scritto a luglio quando arriva la notizia della morte di Napoleone), "marzo 1821" (si lega ai moti insurrezionali dell'Italia, notizia che Carlo Alberto sta per muovere guerra all'oppressore austriaco, "il proclama di Rimini" (poca importanza, si lega sempre ai moti insurrezionali e sul valore politico per manzoni)
Fra Cristoforo è l'ideale uomo di chiesa a differenza di Don Abbondio, perché aiuta gli altri e affronta i problemi. Don Rodrigo non è ovviamente felice che Fra Cristoforo sia venuto da lui a chiedere aiuto. Nella domanda "in che posso ubbidirla" letteralmente sembra una disponibilità ma in realtà è un mettere in guardia il fra rispetto alle domande che farà ed indica un'ironia di Manzoni in cui si esprime la prepotenza di Don Rodrigo. Non lettura letteraria, lettura con minaccia di don Rodrigo. Tutto il paragrafo "verra un giorno" è un dialogo (scena) in cui tempo del racconto e tempo della storia coincidono. Lo spangun (momento di maggiore attenzione e suspance) si raggiunge con la risposta di Don Rodrigo "mettersi sotto la mia protezione", dove si nota tutta l'arroganza e che farà perdere il controllo al fra. Fra Cristoforo già sembrava sconfitto soprattutto con quella risposta di don Rodrigo "quella ragazza che tanto vi sta a
cuore", con cui vuole mettere vergogna. "L'uomo vecchio va d'accordo con l'uomo nuovo" = il
vecchio Ludovico (Fra Cristoforo) e la sua irruenza che hanno ucciso quel pover uomo il accompagnano il nuovo Ludovico che ha preso i voti. Fra Cristoforo si infuria e nella risposta fa una profezia alla morte di Don Rodrigo e fa un riferimento alle 7 piaghe d'Egitto. Il capitolo finisce con la sconfitta di Fra Cristoforo nei confronti del matrimonio ma il vero sconfitto è Don Rodrigo che moralmente ha perso e sta iniziando a pentirsi. Luoghi nei promessi sposi simbolici: esterno=senso di tranquillità ed equilibrio, esterno=senso di protezione, senso di violazione della protezione, senso di tensione. Tra questi due luoghi c'è contrasto. Fra
Cristoforo si avvicina ad un servitore annale di Don Rodrigo (per Don Rodrigo il suo titolo aveva senso di potere e di arroganza), che ha invece un'idea che la famiglia sia nobile e ha un senso di dignità. Il servo gli fa capire che si sta preparando il rapimento di Lucia. Renzo e Lucia volevano far celebrare il matrimonio clandestinamente da Don Abbondio il servo vuole quindi provare a illustrarglielo. In tanta negatività il servo è un segno di speranza.Con ironia Manzoni vuole però sottolineare che il servo abbia origliato e lascia al lettore un giudizio. C'è un cambiamento di sequenza: Agnese suggerisce di svolgere un matrimonio clandestino=La notte degli imbrogli. Ordire=deriva dal tessere, infatti il piano viene in mente ad Agnese mentre sta tessendo e si capisce che Manzoni non è ignorant ma conosce. Anche n questa scena il luogo è simbolico, perché le informazioni devono rimanere private. Riferimento alla cultura=orlo della pentola, con il mestolo.
troviamo scanditi tre momenti: il primo momento è costituito dall'arrivo a casa di don Abbondi di renzo e lucia, il tentativo di far celebrare il matrimonio di renzo e lucia da don abbondio contro la sua volontà con la presenza di due testimoni. il secondo momento è il tentativo di rapimento di lucia organizzato a casa sua progettato da don rodrigo e farlo fare a griso e i bravi. il terzo momento è costituito dal fallimento dei tre moment, sia del matrimonio che del momento. Parte più lirica del romanzo, Renzo e Lucia abbandonano il loro paese natale (su consiglio di Fra Cristoforo) e Lucia andrà a Monza, Renzo a milano..troviamo questa parte di poesia in prosa data dall'addio ai monti di Lucia (assolo lirico). verrà a realizzarsi quella che si chiama eterogenesi dei fini: sconvolgimento di quelli che sono gli scopi. Da positivo diventa negativo. lucia finisce per essere strumento di gertrude, o anche detta monaca di monza, l'essere suora costretta dal padre per la legge del maggiorasco, vive in maniera inquieta la sua situazione di monacazione costretta dal padre , ma poi sceglie di redimere se stessa e sceglie di partecipare al rapimento di lucia. eterogenesi dei fini anche per renzo che andò a milano nel tentativo di tirarsi fuori dai guai ma finisce per essere coinvolto da quella sorta di rivolta, l"a rivolta di san martino" a novembre a causa della carestia nei confronti dei fornai. renzo facendosi prendere dalla sua situazione di oppresso finisce per esporsi ed essere ritenuto uno dei capi dei rivoltosi e corre il rischio di essere arrestato, quindi anche lui finisce per cadere in ulteriori problemi. l’addio ai morti è l’assolo lirico che chiude il capitolo 8 in cui manzoni cede la parola a lucia nascondendosi e si immedesima nella condizione e nella situazione drammatica di Lucia e le parole che manzoni immagina, proferite da lucia, sono parole di manzoni in quanto lucia non avrebbe mai potuto esprimere in maniera così poetica i suoi sentimenti, quindi si immedesima in lucia e si fa interprete dei suoi sentiment.. riesce a tradurre in parole poetiche i sentimenti di dolore di lucia. la scena si apre con una scena divertente che ci rappresenta don Abbondio solo nella sua stanza impiegato in una lettura. espressione carneade è un espressione per dire che è una persona che nessuno conosce. corneade è un filosofo appartenente alla corrente della sofistica che insieme a diogene e critolo faceva parte di una compagnia di sofistici di reco a roma per una conferenza di sofistici. relativismo etico con quello che era il credo religioso (mos maiorum )(vennero cacciati da roma ). don abbondo non sa della tempesta che si sta per imbattere a casa sua e non sa che lucia e renzo stanno arrivando a casa sua per celebrare il matrimonio contro la sua volontà. rigo 22: alla scena ironica ne segue un’altra ironica.a reggere il gioco di renzo e lucia c’era agnese che aveva il compito di distrarre perpetua e agnese . per distrarla agnese la stuzzicava facendo uscire il fatto che perpetua sia nubile. pag 179: tonio chiede una ricevuta a don abbondio che è infastidito. il lato drammatico della vicenda sono i due morosi che devono fare tutti questi sotterfugi per sposarsi. tonio apre il sipario con una piece teatrale. la scena si svolge nella stanza di don abbondio e segue una parapiglia generale con una scena divertente e confusionaria. climax: disposizione di termini crescenti di sentimenti. apposizione tra luce e oscurità . la scena avviene nell’oscurità perche quello che stanno facendo renzo e lucia non è legale . don abbondio fa cadere la candela e quindi che riporta la legittimità. pag 181: la scenetta continua ad essere comica Don Abbondio urla dalla finestra e chiama in soccorso chi suona la campana del paese. il linguaggio anche presenta il comico. es: le branche . la scena passa da chiusa all aperto . nelle piccole comunità ciò che riguarda il singolo non riguarda solo lui ma anche la comunità e vedremo che tutti interverranno. ci spostiamo a casa di Agnese dove bravi stanno organizzando il rapimento. 182 a piedi: griso e i suoi compagni bravi sono nella casa di agnese per rapire lucia . manzoni utilizza espressioni tipo bestiame per dare un linguaggio idoneo a determinate persone . arriva un fanciulletto ovvero menico che è stato inviato da fra cristofaro. menico non trova lucia ma trova i bravi e quindi questa e un’altra scena comica)
dopo l’arrivo sulla sponda del fiume Odda di Renzo, Lucia e Agnese, il Manzoni onnisciente interrompe la narrazione tornando alla fictio(non si sapeva il luogo indicato da Fra Cristoforo) il fiume odda, aveva una valenza positiva(dolore per la separazione dal luogo natale e incertezza). C’è poi una Prolessi, di quella che sarà la storia di Geltrude(monaca di Monza, costretto a diventare monaca per la legge della Maggiorasca, in cui le secondogenite devono diventare monache).come sostiene Ripamonti, La famiglia cui si fa riferimento riguardo Geltrude è la nobile famiglia dei Deleiva; infatti il vero nome della badessa di Monza sarebbe stato Virginia Deleiva. Sì e nella terza funzione( di rotarov e propp), ossia l’allontanamento dal luogo natale e separazione dei due promessi sposi. C’è quindi anche l’eterogenesi dei fini(eteros titnomai), con il sovvertimento cambiamento degli scopi di Renzo e Lucia. Il “camminate più discostate da me” rimanda la società della colpa quindi dalle evitare certi comportamenti, per non attirare le voci del popolo(donius femis) La badessa, Geltrude, non veniva chiamata “madre superiore”, bensì “ signora“, proprio per indicare le nobili origini della badessa. “ sarete sicure come sull’altare“: queste parole hanno una sfumatura di amara ironia , dato che Lucia verrà poi rapita dai bravi dell’innominato che si era accordato con Don Rodrigo, grazie all’aiuto della monaca di Monza che tradirà la povera ragazza. il dialogo tra Agnese, Lucia e Geltrude avviene con quest’ultima separata da un vetro e delle inferriate.
italiano
FUSCO MARIA
Created on March 18, 2023
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Transcript
la nascita dei volgari dopo il crollo dell’impero romano d’Occidente, si pensava che si fosse perso l’uso del latino. Nel medioevo, gli uomini di cultura parlavano sia in latino che i volgari che si affermano in quel periodo.a Firenze per esempio, Dante, Petrarca e Boccaccio(la corona Fiorentina) accanto all’uso del volgare si affiancava il latino. Dante, per esempio scrive la Divina Commedia in volgare, ma altre opere come de volgare eloquentia e de Monarchia gli scrisse in latino. Petrarca invece, scrisse il canzoniere in volgare, mentre tutte le altre sue opere sono in latino, perché credeva di acquistare maggiore notorietà con il latino proprio questa è la lingua con cui vengono scritti testi di medicina, testi scientifici, testi matematici ecc. Questo uso del latino per le opere scientifiche inizio nel 1600 con Galileo Galilei. il termine volgare deriva dal latino Vulgus, ossia il popolo, quindi la lingua parlata dalla massa e da prima, ed in seguito sembra esserci una distinzione gerarchica tra chi parlava in volgare(era inferiore) e chi parlava in latino, Petracca per esempio definiva le sue poesie del cansoniere , come nugae(sciocchezze) per parlare di volgare bisogna fare una distinzione tra romanice loqui(parlare alla maniera dei latini). Dalla prima espressione, sono derivate le lingue romanze(italiano, francese, spagnolo, portoghese, rumeno ecc) contrapposte i ceppi linguistici che non hanno subito una forte influenza latina come le lingue celtiche, slave, germaniche ecc. Queste due espressioni erano collegate al periodo precedente al crollo dell’impero romano d’Occidente, perché esisteva, oltre al latino tradizionale e colto, anche latino meno colto, parlato perlopiù dal popolo(da cui deriva, per esempio, il nostro italiano; per esempio “ bocca“ viene fuori da “bucca” , “mangiare” da “manducare”, “cavallo” da cabollus) la lingua è un vero e proprio organismo vivente poiché nasce, cresce arricchendosi anche con parole straniere e neologismi e alcune muoiono.
Della consapevolezza del cambiamento delle lingue era già al corrente Dante, con la sua incompleta opera: de volgare eloquentia, in cui parla di questa evoluzione.scrisse quest’opera in latino per renderla più a carattere scientifico e quindi consentirne la lettura anche ai ceti più elevati in Europa meridionale c’era un triplarium, quindi, tre modi di parlare in volgare, ossia lingua d’oc(Francia meridionale) lingua d’oil( Francia settentrionale) e lingua del sì(Italia) . Dante divise quest’ultima in 14 varietà linguistiche secondo la catena appenninica 7 ad est e 7 ad ovest. la lingua del sì, secondo Dante doveva essere aulica, curiale, cordinale ed illustre. Quella di coloro che fanno letteratura devono adottare questi linguaggi. Aulico perché la lingua dovrà far uso di un registro linguistico e stilistico alto e non comune; curiale, perché la lingua dovrà essere quella parlata nelle Curti, con il crisma dell’ufficialità e deve essere riconosciuta anche nei luoghi dove si esercita il potere; coordinale perché la lingua deve fare da equilibrio rispetto alle altre lingue, quindi al di sopra di tutte(fa da riferimento) ; illustre perché la lingua dà fama e notorietà a chi lo utilizza. Le teorie linguistiche di Dante sono importanti perché immaginando un’unica lingua, sogna che questa possa dare unità all’Italia; la curia a cui fa riferimento Dante e quella ideale formata dagli uomini di cultura del tempo.le prime testimonianze di volgare si definiscono “ paraletterarie” (vicine alla letteratura ma più pratiche come “ concilio di tur”, “ placiti” , “cassinesi e capuani” e “giuramenti di Strasburgo”.) l’813 e l’840 sono le due date in cui viene trascritto il concilio di tur,(813) e giuramenti di Strasburgo(840). I documenti con volgare del sì, in Italia, come Placiti, risalgono al 900 d.C. circa, quindi 1 secolo dopo a quelli precedentemente nominati.c’è chi sostiene che questo ritardo sia dovuto alla tradizione letteraria latina, altri al ruolo centrale della chiesa, e altri ancora all’assenza di un potere politico centrale in Italia. L’influenza del latino ha quindi fatto sì che le produzioni in volgare venissero ritardate, quindi questo motivo è valido; ma è valido anche il secondo motivo, in quanto la chiesa si era assunta l’incarico di istruire l uomo e usufruendo del latino; infine è valido anche il terzo motivo, in quanto l’assenza di un potere politico unico causa l’assenza di un indirizzo politico e culturale unico preferendo quindi il latino. il concilio di tur, è la testimonianza di un‘ assise(assemblea) di alte prelaté (vescovi) che si tenne a tur , in cui, dato che il latino si stava perdendo tra le classi popolari, si invitavano i frati predicatori a diffondere tra il popolo, la conoscenza di dogmi cattolici in “ rustica romana lingua“, quindi in un latino non culto.i “giuramenti di Strasburgo” riguarda tre fratelli che litigano(Ludovico il germanico, Carlo il calvo, il lotario) a causa della contesa del trono e i primi due fratelli si alleano contro il terzo fratello con la stesura di questo documento. La particolarità è che questi giuramenti vengono letti agli eserciti(in francese per l’esercito di Carlo il calvo e in tedesco per l’esercito di Ludovico il germanico).quindi questi giuramenti e il concilio di tur, sono entrambi importanti perché scritti in volgare per la popolazione non colta.
Promessi sposi 26 gennaio:Romanticismo Fermati all'idealismo (io-non io), Rapporto dialettico: individuo sa di essere superiore al reale ma è costretto a confrontarsi con esso. Conseguenza=sensuct/streben (comportamento tipico di stato di tensione continuo,) desiderio del desiderare=ansia di andare oltre i limiti della sua realtà consapevole di essere superiore alla realtà. Ansia di infinito, ansia di superare la mediocrità (Infinito di leopardi=modello della condizione dell'uomo del romanticismo; siepe, desiderio di fuga dal limite e mediocrità che circonda tutti). Da questa ansia nasce il duplice atteggiamento dell'uomo romantico=vittimismo e prometeismo/titanismo (Prometeo=colui che alzando gli occhi al cielo ribellandosi agli dei e ruba il fuoco donandolo agli uomini, fu legato e costretto a spingere un masso, Titani=giganti che si ribellano a Zeus, in entrambi i casi c'è però una sconfitta). Vittimismo=sentirsi subalterni, sotto il reale, sconfitti prima ancora di agire; titanismo=desiderio di ribellione che genera dolore. Il sentimento prevalente è la nostalgia, malinconia, che si trova nella maggior parte dei testi. Questo scontro è visibile nei promessi sposi, nella visione che della storia ha Manzoni, con il perenne scontro tra oppressori (Don Rodrigo) e oppressi (Renzo e Lucia). 1600=periodo di censura e terrore, stregoneria. Romanticismo= termine vicino a romanice loque, ha legame con la cultura latina ma è anche cultura nuova, le forme d'arte sono intese come totali e progressive. Nonostante le radici col passato, vuole essere diversa e vuole rappresentare l'irrequietezza. Il termine ha già infatti legame col nuovo. Le nuove lingue che nascono prendono distanza dal latino indicando progresso e modernità. Romanticismo nasce in Germania come rivalsa all'illuminismo in Francia, primo elemento di differenza è il vedere l'uomo a tutto tondo del romanticismo. C'è sia contatto sia distanza nella visione del Romanticismo dell'uomo illuminista (si crede nella ragione ma si crede che esso sia unito anche ai sentimenti e alle passioni). In ambito storico c'è una grande differenza. Illuminismo=uomo razionale, nei fatti storici esso ha una visione a scacchiera, alcuni periodi sono esaltati e altri condannati. Nel romanticismo viene ripresa l'idea di Hegel della storia (per lui la storia è il manifestare lo spirito nel tempo), visione più continua della storia. Non ci sono condanne ed esaltazioni ma ogni epoca viene giudicata in base a quelle che sono le rispettive caratteristiche e non con uno schema. Nel romanticismo viene ripreso dell'illuminismo l'idea che era alla base della cultura classica e l'idea di Orazio, miscele udile dolci (mettere insieme la dolcezza e l'utilità dell'arte). Attraverso l'arte l'uomo mostra i suoi sentimenti ma cerca di comunicarci qualcosa, positivo e negativo e desidera di intervenire nella realtà provando a modificarla. In questo illuminismo e romanticismo sono vicini. Principio d'arte di Manzoni deriva da qui e spiega questo periodo=utile, vero, interessante. Romanticismo e fatti politici=unità di Italia 1861, unità in Germania nel 1871, ribellione dello sturman drang, ecco come la germani ottiene l'indipendenza; in Italia moti rivoluzionari. In Italia abbiamo distinzione tra romanticismo della pagina (chi scrive in prosa o versi e prova a incidere nella realtà) e romanticismo nell'azione (chi prova a cambiare la realtà tramite l'azione, Mazzini e Garibaldi). Definizione di Umberto Bosco del Romanticismo= erma bifronte perché segnato da due strade, la via del sogno e la via della realtà. Per lui dal Romanticismo deriva tutto ciò che poi verrà più avanti: dalla strada del sogno=decadentismo, poesia nuova del 1900, realismo; dalla strada della realtà=verismo metà 1800, neoverismo.
Antologia 24 gennaioDe monarchia È l'opera di dante tra i rapporti di stato e chiesa. È un trattato scritto in latino in cui dante usa una metafora per dire che imperatore e papa sono come due spade e due soli, la diversità delle loro funzioni abbia campi d'azione diversi. I due non devono interferire tra loro perché si genera corruzione e confusione come nel periodo di dante. Papa=guida spirituale, imperatore=guida politica. Nel periodo di Petrarca 1300=sede papale spostata da Roma ad Avignone e i papi vengono nominati dall'imperatore. Cattività avignonese=captivus significa prigioniero. Documenti che nel 1900 presentano forme linguistiche non latine e che indicano l'ingresso del volgare. Placiti Capuani o Cassinesi = 962, testimonianza, atto notarile (funzione pratica), siamo a Capua, richiesta a dei contadini sul possesso di alcune terre che un signore credeva sue e l'abbazia benedettina credeva loro, viene chiamato un contadino ®. Per risolvere la questione il notaio chiama un contadino ma lui non conosceva il latino e viene usato il volgare. È il primo testo in cui si usa il volgare. Documento ufficiale. (Libro piccolo at 32). Un contadino testimonia che le terre appartengano ai frati benedettini. Nella grafia uso di termini che indicano discostamento rispetto al latino. L'uso della k, il trenta (triginta dal latino), verbo sao che richiama il verbo scio è chiaro l'allontanamento. Postilla amiatina= 1000-1100, postilla significa aggiunta ad un documento, fa riferimento ad una donazione (documento ufficiale), fatta da Micciarello ad un monastero e l'augurio sia scherzoso sia serio che dopo la donazione questo signore (soprannominato Capo Cotto, dispregiativo, poco disponibile al dialogo) possa essere abbandonato dal maligno che l'ha posseduto per tanto tempo. Da notare l'uso del pronome li che deriva dal pronome dimostrativo latino ille. l'Indovinalli Veronesi= anticipa l'uso del volgare in italiano ma la sua autenticità non è certa. È un testo riscoperto da uno storico Luigi Schiapparelli nel 1924 nella biblioteca capitolare di Verona. Documento che risale alla fine del VIlI secolo d.c. 962 Placiti Capuani, 1000-1100.questo documento anticipa i due documenti. È un indovinello in cui c'è la metafora tra scrittura e contadino che ara con i buoi. Prati bianchi= fogli, aratro=mano che scrive sul foglio, seme nero=inchiostro. Si nota la caduta della finale t e nt. presenta comunque termini latini. Problema di ordine storico e linguistico=Non si può dire con certezza se c'è stata la consapevolezza linguistica nella scrittura di questo testo, sembra scritto in un momento di pausa del copista, sembra uno scherzare con la lingua latina, trasformandola, piuttosto che la testimonianza di un mutamento. Il dubbio non è risolto ma se fosse vero si dovrebbe anticipare l'evoluzione linguistica europea e la tappa italiana sarebbe coincidente con quella europea.
Antologia 1 febbraio Chansons des gests=canzoni di gesta Si fa riferimento principalmente alla Francia settentrionale (lingua d'oil) con anche qualche presenza in Francia meridionale. IL periodo va dal XI al XIII-XIV secolo. Il nome deve l'origine alla performance di conoscenza di questi testi che venivano intonati da un cantore accompagnato dalla musica. Des gests=res gustae (latino) (nome + participio passato) significa "cose compiute", in modo più alto "imprese". Chansons des gests= canti di imprese. Azioni eroiche compiute da cavalieri. La società secondo Aldaberon de Laon= Oratores, bellatores, laboratores (poeti, soldati, lavoratori). Cavalleria=bellatores. Il mestiere delle armi era dedicato ai nobili e benestanti: si dovevano procurare armi e cavallo. Di solito erano i secondogeniti a prendere questo ruolo, oppure al convento. Lo stesso succede alla monaca di Monza in Manzoni. Non si aveva un'opinione positiva della vita cavalleresca, soprattutto dalla Chiesa che la trova irregolare perché non hanno dimore fissa, non avevano famiglia e avevano una vita avventurosa (anche relazioni sentimentali) ed erano violenti (spesso gratuitamente). Cambiamento del rapporto quando gli arabi iniziano a entrarvi perché in nome di Maometto e della sua predicazione di importanza della religione islamica e viene condotta la Guerra Santa=espansione nel mediterraneo, tutti i paesi europei subiscono invasione, inizia la contesa di Gerusalemme tra musulmani e cristiani. Fa scalpore la conquista dei musulmani della città nell'anno 1000. La Chiesa cattolica inizia a programmare le crociate, azioni svolte per cercare di recuperare Gerusalemme e il potere. Gli scontri sono sempre esistiti fin da questi anni, dove abbiamo i primi. La prima crociata risale al 1096-1097 e il mondo della chiesa coinvolge la cavalleria, facendola passare da una considerazione negativa ad una positiva grazie a dei principi e valori che gli vengono dati. Questo mondo viene regolarizzato dallo scopo di recuperare Gerusalemme e ne sono testimonianza i testi che vengono creati in queste epoche. Questo passaggio viene trattato nelle chansons des gests. Le strofe delle chansons des gests sono le lasse, variabili nel numero di versi. Le lasse sono legate a fine verso inizialmente dalle assonanze, più tardi dalle rime. I versi sono nei componimenti più antichi ottonari mentre più avanti sono dodecasillabi. Le caratteristiche dell'epica classica: la formularità, tecnica formulare (epiteti, descrizioni fisse) passa dall'epoca classica a quella medievale. Ciò ci fa pensare ad una performance basata sulla recitazione accompagnata dalla musica e sulla memorizzazione del testo. II tema prevalente è il polemos, la guerra, a cui si lega il concetto dell'areté, del coraggio. Si lega poi la presenza di un eroe che fa da collante, attorno a cui ruota la vicenda: può essere un re, un cavaliere (Orlando). L'eroe in genere lotta e combatte per un ideale cristiana, per un re e per la difesa della cristianità, più avanti lotterà per amore (ciclo centripeta=ciclo caroningio, i cavalieri lottano per uno scopo unico, ciclo centrifuga=ciclo bretone, i cavalieri lottano per scopi propri), nelle chansons abbiamo la visione centripeta. II cavaliere è legato ad altri valori: positivi=la lealtà, la fedeltà, coraggio, soccorso, amicizia (cavaliere in difficoltà viene aiutato da un altro cavaliere)= essi formano il codice cavalleresco.
Valori negativi: gli opposti= disonestà, lottare in maniera leale, infedeltà (valore più negativo, tradimento deriva dal latino grado, passo da una parte all'altra), la codardia, mancanza di aiuto e soccorso, tradimento dell'amicizia. Cicli=intorno ad alcune vicende/alcuni eroi vengono costruiti dei poemi che danno vita al ciclo. Insieme di più testi organizzati intorno ad un unico tema su uno o più eroi. I cicli medievali delle chansons des gests sono il ciclo del re che ha come figura centrale la figura di Carlo Magno o Carlo Martello ed è incentrato intorno ai paladini dei due (Orlando, la sua chanson è parte di questo ciclo). Il secondo ciclo è quello di Guilleme D'orange (guglielmo di Tolosa). Entrambi i cicli hanno come tema principale lo scontro tra cristiani e musulmani. Un altro è il ciclo dei vassalli ribelli, è l'unico ciclo a non avere come tematica principale lo scontro religioso perché si tratta lo scontro tra re e vassalli. In tutti i cicli c'è scontro tra bene e male (in quella dei re i cristiani sono il bene e i musulmani il male, in quello dei vassalli questi ultimi sono il bene e il re è il male che non è più figura modello positiva come negli altri 2 cicli). Ciclo della crociata: ha come tema la prima o la terza crociata. Cicli che si sviluppano in Provenza/ciclo provenzale (Francia Meridionale), ciclo di gesta spagnolo che ha come testo fondamentale (Catalonia) da ricordare "il cantare del CID campeador", ciclo di desta che si sviluppa nell'Italia Settentrionale. Sulciclo medievale abbiamo un dibattito sull'origine. Il problema affrontato è come spiegare l'intervallo di tempo molto ampio (anche di secoli) tra i fatti che vengono narrati e l'autore/gli autori che li narrano nelle loro epoche. Le vicende accadono intorno all VIlI e IX secolo ma i testi risalgono al XI al XII secolo. A partire dal1800 - 1900 in poi il dibattito si è animato e le origini del dibattito risalgono a due figure (metà1800- metà 1900) che danno vita a due indirizzi. Indirizzo tradizionalista di Gaston Paris - indirizzo individualista Joseph Bedier. Bedier fu allievo prediletto di Paris ma sviluppò un'idea diversa rispetto all'insegnante. La differenza sostanziale si trova nelle due opere più importanti dei due da cui si comprende la posizione diversa. Gaston Paris: storia poetica di Carlo magno Bedier: le leggende epiche. Gaston Paris ritiene che i primi canti fossero nati subito dopo gli avvenimenti stessi (VIII-IX secolo) e che quindi la trasmissione fosse stata scritta (primi canti nati durante le vicende che poi vengono ampliati). Bedier crede che i primi canti non fossero mai subito dopo i fatti cantati ma che fossero nati intorno al 1100 quando lungo le strade dei pellegrinaggi verso località sante i giullari avrebbero trasmesso questi antichi fatti e poi si sarebbe passato a trasmissione scritta.
La chanson di Rolando All'interno del passo si distinguono 3 momenti chiave che sono tre aspetti che insieme ci danno l'idea a tuttotondo di questa figura: Rolando/Orlando. Egli è insieme uomo, cavaliere e legato alla fede cristiana. Rolando uomo=come ogni uomo che sente prossima la morte richiama alla sua mente tutte le vicende vissute durante la sua vita terrena e sente la sua finitezza, debolezza nel momento in cui si trova di fronte alla morte. Non dimentica però il suo essere stato cavaliere perché non vuole che la sua amata spada Durendal finisca nelle mani del nemico e prova a spezzarla. Non dimentica di aver rispettato tutti i suoi codici morali e non è stato mai codardo perché muore affrontando il nemico. Rolando è anche cristiano: il gesto di sottomissione tipico dell'epoca medievale: indica l'abbandono verso la vita e i beni terreni e che si accetta la vita autentica che l'aspetta nell'aldilà (prendere il guanto e rivolgerli a dio) (può anche essere segno di sfida verso il nemico sventolandolo). Questi 3 momenti sono presenti in maniera singola ma vanno letti anche nella loro unitarietà perché solo dall'insieme abbiamo un'idea a tuttotondo. Questo passo richiama il conflitto tra cristiani e musulmani ma è avvenuta quella trasposizione letteraria, quel cedere del fatto dinanzi all'immaginario collettivo. II fatto è stato ingigantito davanti all'immaginario collettivo perché è un fatto di poco conto (per alcuni si tratta di un assalto di contadini baschi verso le truppe di Carlo Magno). II poeta lo fa diventare leggendario facendolo diventare un assalto di saraceni all'esercito cristiano. Il poeta non fa la cronaca ma arricchisce il fatto con la sua immaginazione e viene inserito nello scontro tra musulmani e cristiani perché trascritto in quel periodo.
Antologia 15 febbraio Francia settentrionale (Bretagna) si sviluppano dei testi cortesi; cortese=cohorts, corte, perché si sviluppano nelle corte. Metamorfosi=modello, ma i temi vengono riadattati ai temi più mondani. Virgilio, Ovidio e Stazio sono i modelli di autori. Sono definiti romanzi perché sono scritti in romanice loque, la lingua con la quale si sostituisce il latino. II Ciclo bretone si distingue per il ciclo che si lega ad Artù e ai cavalieri della tavola rotonda, voluta così perché intorno al luogo dove si prendevano le decisioni avevano tutti la stessa importanza (nessuno era a capotavola). Si parla di Artù per la prima volta negli annali di cambria (V secolo), poi dall'Historia regum Britianniae di Goffredo di Monmouth, "romanzo di Bruto" di Robert Breis dove compare il nome e le vicende di Artù, Chretrien de Troyes 1200, Thomas Melori scrive la morte di Artù (1400). Il testo è simile a un Building romance perché si seguono le vicende di cavaliere e la costruzione della sua identità e non sono solo i valori del codice cavalleresco gli unici elementi e valori di riferimento perché crea la sua personalità con storia individuale (storie d'amore, missioni personali). Viene capovolta la visione centripeta delle chanson des gests. Abbiamo laici, che si formano in ambienti lontani dal mondo della chiesa, e chierici, che si formano in ambienti cattolici. Chretrien de Troyes è un autore di cui si hanno poche notizie, serve presso la corte di Maria di Champagne. Andrea Cappellano, confessore di Maria, scrive un testo scritto sotto forma di testamento importantissimo riguardo l'amore e il corteggiamento. De Troyes scrive "Erec ed Enide", "cliges", "Lancillotto", "ivano", "Il racconto di Graal". Nel ciclo bretone c'è una presenza di amore. Matteo Maria Bogliando, con l'Orlando innamorato, unisce materia bretone e carolingia, in ottave, da cui prenderà inizio l'Orlando furioso di Ariosto, che dice di voler iniziare la sua narrazione da dove si era interrotto l'Orlando innamorato. Una tradizionale storia d'amore infelice, ricca di peripezie e con conclusione tragica è quella perduta scritta da De Troyes di Tristano e Isotta, come quella di Lancillotto. Le storie d'amore infelici sono una caratteristica tradizionale della letteratura classica (Enea e Didone, Paolo e Francesca). Ginevra e Lancillotto sono l'esempio a cui si ispirano Paolo e Francesca. Veicolare termini che provengono dal mondo della cavalleria adattandoli alla nuova materia d'amore è una caratteristica importante della nuova produzione provenzale e siciliana (come il termine vassallaggio d'amore). Il cavaliere giura fedeltà alla donna amandola e onorandola, si stabilisce questo foeudus (patto) con la donna, accanto al servitium amorium (il servitium è un termine militare, ma qui diventa militare a servizio dell'amore).
Poesia provenzale Modalità poetica che si esprime nella lingua d'oc. Francia meridionale (Provenza), anno 1070-1300. Si fa riferimento al primo esponente Guglielmo D'acquitani e all'ultimo Il Richier attivi in Francia. Non sono gli unici due a rappresentare la poesia provenzale. Vanno ricordati (spesso anche dallo stesso dante nel De Volgari Eloquentia) Raimboat De Vaqueiast, Bertrand De Born, Joufré Roudelle, Aurno Danielle (poeta citato da Dante come uno dei rappresentati più alti della poesia provenzale). Cessazione=l'esperienza poetica termina nella Francia meridionale=cessazione geografica, ma l'esperienza dei poeti e della poesia passa in Spagna, Portogallo, Germania (Minne Sanger sono l'alterego dei trovatori, i poeti provenzali) , Italia Settentrionale. Alcuni temi della poesia provenzale passano anche in correnti poetiche che non sono più provenzali. Non si può parlare di poesia siciliana e toscana senza parlare di quella provenzale, perché alcune caratteristiche passano dalla Francia all'Italia. Ci sono anche poeti che si esprimono alla maniera dei poeti provenzali: alcuni poeti italiano fanno poesia tramite i temi e la lingua dei poeti provenzali, potendosi definire come tali tranne per il fatto che non agiscono in Provenza, esponenti: Sordello e Cigala, Folghetto Da Marsiglia. La poesia provenzale si sviluppa nelle corti e si lega a quegli ambienti signorili che sono diffusi nella Provenza. Queste corti ospitano spesso una eresia religiosa che viene combattuta con una crociata da uno stato pontificio, spesso i signori sono poeti e sono catari (GRECO, cataros=puro, detti anche albigesi). La crociata contro i catari è proposta da Papa Innocenzo che elimina questa eresia. La poesia provenzale fa riferimento anche a trovatori e giullari, essa è definita poesia trobadorica e questa definizione si collega a queste due figure. Trovatori=francese, trobar (a sua volta dal latino tropus, che significa componimento in versi cantato). Il trovatore è colui che comporre. Giullare= francese gionler (deriva dal latino ioculares) è colui che intrattiene nelle corti il pubblico, spesso anche recitando le poesie dei trovatori. I temi della poesia provenzale sono molti ma il principale (non esclusivo) è quello del fin'amor, che significa amore raffinato. È un tipo di amore che lega l'amante all'amata basato sulla cortesia, sulla mesura e senn. Cortesia=tipo di amore che si sviluppa all'interno delle corti, mesura=senso della distanza che ci deve essere tra amante e amata e capacità di contenere il sentimento amoroso, senn=senno, intelletto che deve avere l'amante nel momento in cui concepisce l'amore e lo dimostra (l'amante sa tenere sotto controllo della ragione l'amore che prova). Tutto ciò è alla base di un amore che l'amante concepisce verso la donna amata come servitium amoris. servitium=preso dalla vita militare e ripreso dal codice cavalleresco, il soldato presta la sua forza al proprio signore. Metaforicamente l'amante offre se stesso alla donna amata secondo il codice cavalleresco=fedeltà, sottomissione, soccorso e ascolto della volontà della donna amata. Questo tipo di rapporto è basato sulla distanza (perciò raffinato)=il desiderio di stare con la donna amata non trova un appagamento dei sensi. Una delle tematiche presenti nella poesia provenzale è l'amor de lon (amore da lontano). Spesso l'amante si innamora dell'amata senza avere un contatto, ma solo tramite racconti. Questa tematica spiega la mesura. Il tema amoroso è affiancato di tema politico e morale. Affrontato in un modo particolare dal Sirventese (le affronta quasi esclusivamente). Altri componimenti trattano di tipo amoroso=plazer, l'eneug, l'alba, la pastorello.
Plazer=il poeta elenca tutto ciò che è piacevole nel rapporto amoroso Eneug=il poeta affronta tutte le situazioni che descrivono dolore, sconforto, noia Alba=il poeta canta alla separazione con l'amata dovuta alla venuta del giorno. Questo componimento porta ad una riflessione sulla poesia provenzale, che canta di un amore adultero, dove l'amante ama una donna che è già impegnata, motivo per il quale questo amore resta insoddisfatto. I poeti sono costretti ad usare la tecnica "del senal", secondo cui il nome reale dell'amata non compare mai, ma viene nascosto dietro altri termini, perché la sua identità non dve essere svelata per evitare il "vitu pelium", cioè l'offesa della donna amata. La pastorello=è un componimento dialogato dove un cavaliere fa la corte ad una donna di campagna. Parlare di poesia provenzale significa parlare di 3 tecniche compositive Trobar clus=trobar vuol dire comporre, il termine clus in francese antico deriva dal verbo latino Claudo, che vuol dire chiudere. E un tipo di poesia basato sull'allegoria (dal greco, io dico altro, serve per indicare tramite le parole non il significato letterale ma un significato più profondo), è una poesia oscura, chiusa, perché di difficile comprensione Trobar leu = leu deriva dal latino Levis, che significa leggero, ed indica una poesia facile, di facile accesso e comprensione Trobar ric = ric vuol dire poetare in maniera alta, il linguaggio e lo stile sono alti e l'esponente più noto di questo tipo di poesia è Arno Danielle. C'è chi ritiene che la poesia provenzale sia un gioco e non sia la fedele rappresentazione del corteggiamento reale dell'uomo e della donna e che l'innamora mento sia fittizio che non vada a riprodurre una vicenda amorosa reale. i componimenti provenzali riproducono il modo in cui avveniva il corteggiamento all'interno delle corti, pur non essendo una Vicenda reale.
RIFLESSIONEla lettura degli studiosi della poesia occitana= Kooler, houser, De Reaugement e Troncaglia.Partiamo dalla interpretazione di Kholer= interpretazione sociologica. Dietro la storia d'amore narrata all'interno dei testi della poesia occitana di nasconderebbe un riferimento alla società.Rappresenta l'ispirazione al feudo della piccola nobiltà che richiede il proprio riconoscimento dalla grande nobiltà rappresentata dalla donna. (Troviamo un rovesciamento dei ruoli tra uomo e donna= uomo SOTTOMESSO dalla donna).Interpretazione di Houser= interpretazione socio psicologica, perché i testi della poesia provenzale rappresentalo la condizione di sofferenza Degli uomini all'interno della corte che rivolgono il loro amore alla Castellana che è già sposata. Questo amore non potendosi realizzare crea dolore. Per cui vengono fuori poesie di lamento e dolore.De Reaugement= interpretazione vi è il riferimento chiaro alla dottrina catara. (cercare) Che molto è vicina al manicheismo (cercare). I poeti occitanici sarebbero chiaramente influenzati dalle corti, perché è la chiara esaltazione di alcuni aspetti cari al catarismo in quanto viene esaltata la purezza del sentimento amoroso. Il matrimonio Cristiano in questa epoca non è basato sull'amore vero ma su interessi economici. E quindi si esalta nella poesia un altro tipo di amore, quello pure e vero.Roncaglia= interpretazione culturale. La conoscenza della poesia araba. Il sentimento amorosoInterpretazione di Houser= interpretazione socio psicologica, perché i testi della poesia provenzale rappresentalo la condizione di sofferenza Degli uomini all'interno della corte che rivolgono il loro amore alla Castellana che è già sposata. Questo amore non potendosi realizzare crea dolore. Per cui vengono fuori poesie di lamento e dolore.De Reaugement= interpretazione vi è il riferimento chiaro alla dottrina catara. (cercare) Che molto è vicina al manicheismo (cercare). I poeti occitanici sarebbero chiaramente influenzati dalle corti, perché è la chiara esaltazione di alcuni aspetti cari al catarismo in quanto viene esaltata la purezza del sentimento amoroso. Il matrimonio Cristiano in questa epoca non è basato sull'amore vero ma su interessi economici. E quindi si esalta nella poesia un altro tipo di amore, quello pure e vero.Roncaglia= interpretazione culturale. La conoscenza della poesia araba. Il sentimento amoroso trova riscontro in alcuni poeti arabi. Non dimentichiamo che a partire dal 6 7 secolo de è iniziato l'espansionismo arabo è avvenuta la conoscenza di questi testi.Anche l'influenza della religione Cristiana. lo modo in cui la donna è vista e il modo in cui l'amante si rivolge alla propria donna come mio signore, l'esigenza che l'amore quando è puro comporta da un punto di vista spirituale sull'amante a causa delle qualità della donna. Non è solo bella ma ha altre qualità, ci fanno pensare alla cattolicità e alla madonna all'interno della nostra religione.
La scuola poetica siciliana Ritardo italiano=ritardo artistico e letterario nell'utilizzo del volgare rispetto a ciò che avviene in Francia. Questo non perché in Italia mancasse l'interesse; infatti circolano testi di epica scritti in francese antico. Esistono molti manoscritti (importati e costruiti) che lo dimostrano. Onomastica=si diffondono nomi francesi delle storie in Italia (Orlando, Rolando, Oliviero). Ciò dimostra che l'interesse c'è ma è ancora qualcosa basato su altri testi, perché non esistono testi in volgare italiano. Questo ritardo riguarda per lo più l'Italia settentrionale perché gli unici testi prodotti sono quelli in Italia in volgare francese, ma al meridione ci sono alcune circolazioni. Ciò avviene anche per la poesia lirica. A diffondersi negli altri paesi sono principalmente i testi provenzali e hanno la capacità di far creare delle traduzioni in lingue locali (tradizione indigena). In Italia invece la lingua della poesia lirica continua ad essere quella provenzale. La prova di questa assenza lirica in Italia in lingua indigenza è data da Sordello che era un trovatore=poeta, che dante incontra nel canto VI della divina commedia (i canti VI di Dante solitamente trattano i temi politici). Sordello è attivo dal 1220 al 1249. Ancora nel pieno del 1200 in Italia non troviamo poeti che scrivono unicamente in italiano, nonostante sia passato un secolo dalla diffusione della poesia provenzale. Sordello vive nell'Italia settentrionale, mentre al meridione erano iniziate delle produzioni in volgare italiano. Volgare italiano diverso dall'italiano perché ci sono tanti volgari nella penisola in base alle zone e non esiste una lingua unica italiana che unisca (dante ne individua 14 e vuole trovare un italiano unico). Col tempo inizierà a nascere una lingua letteraria comune ma come lingua di comunicazione si devono aspettare molti secoli. Il ritardo italiano termina nel 1220-1230 con la prima produzione in volgare italiano. Si aspettava la prima composizione di poesia non religiosa si creasse nell'Italia centro-settentrionale fatta la presenza di tante corti comunicanti tra loro ma in realtà viene composta nell'Italia meridionale nella corte di Federico II, nel regno di Sicilia. Il regno di Sicilia ha una struttura politica totalmente diverso dal resto dell'Italia. Ci sono molti studi relativi a questo fenomeno del ritardo e anche molte motivazioni. La principale è la diversità fra l'Italia del centro e del nord e il resto dell'Europa tra il 1000-1100. In Italia in quegli anni avviene la nascita dei comuni, soprattutto al centro-nord, che è un fenomeno unico perché nel resto d'Europa non c'è un fenomeno simile. Ciò porta molte innovazioni. Molte città dell'Italia settentrionale eleggono il proprio capo, che non è più necessariamente un vescovo. C'è la nascita di una nuova classe sociale: la borghesia. Questa nuova classe sociale si scontra con la nobiltà per un periodo molto lungo e provoca grande scompiglio, con una progressiva vittoria della borghesia. Molti nobili lasciano i propri castelli e vanno a vivere in città. Visto che la poesia provenzale e lirica ed epica nasce nelle corti e nell'Italia centro-settentrionali le corti dei nobili vengono abbandonate, la poesia provenzale non ha dove diffondersi. In Italia avviene quindi uno scontro sociale e la nobiltà feudale non ha più la possibilità e la voglia di imporre i propri valori ed i propri testi letterari perché adesso c'è una società più variegata e si occupa solo di conservare solo i propri interessi.
In Francia invece l'arte era dimostrazione dei valori della nobiltà e del suo mondo, perché li non esistevano conflitti sociali. Ecco perché più avanti(1300) nasceranno le novelle, per accaparrarsi dell' imporre l'importanza dei valori della borghesia. Le poesie provenzali hanno più interpretazioni, tra cui quella sociologica e sono la testimonianza degli scontri. In Italia la società borghese esclude i ceti feudali e la loro cultura e guida (letteraria e sociale) con l'avvento delle novelle (Boccaccio). Si mette in relazione come i testi letterari siano influenzati dalla politica e società, nell'Italia centrosettentrionale non è stata possibile la diffusione della poesia provenzale per lo scontro tra due classi sociali e per l'assenza di un potere centrale nobile. In Italia meridionale non c'è la borghesia, ma solo una classe nobile dominata da una figura centrale (Federico II). Molte testimonianze sono andate perdute e altre non sono arrivate a noi e forse si sono perse le vere e proprie prime testimonianze in volgare italiano. Nel 1200 ci sono le prime tracce di lirica volgare amorosa in Italia Settentrionale (Pianura Padana) queste tracce testimoniano l'accompagnamento con la musica. Nel 1230 nel Regno di Sicilia (diverso dagli stati dell'Italia centro-settentrionale) c'era un'autorità centrale. Federico lI fonda l'università di Napoli e sosterrà lo sviluppo dell'istruzione contro la religione. Grazie a lui nasce la scuola poetica siciliana (non perché sia nata in Sicilia ma nel REGNO DI SICILIA ed i poeti sono di varia provenienza anche campani come Rolando.
Proposizione causale Indica la motivazione per cui si svolge un'azione. Fa parte delle complementari dirette. Ha due forme: implicita ed esplicita. Esplicita. Preceduta da poiché, perché, giacché, dato che seguite da indicativo, congiuntivo e condizionale Implicita: per + infinito, gerundio senza nulla davanti o participio senza nulla davanti.
Proposizione consecutiva Proposizione complementare indiretta. Consecutiva= verbo latino consequor (deponente) che significa conseguire. La proposizione consecutiva indica | conseguenza di quando affermato nella reggente. Ha due forme: implicita ed esplicita. Esplicita=introdotta da che, sicché + indicativo (occasionalmente anche congiuntivo e condizionale) Implicita=introdotta da da, per, al punto di + infinito Nella reggente si trova di solito tanto, talmente, troppo, così.
proposizione soggettiva subordinante fa da soggetto nel periodo in cui è inserita. E nella forma implicita o esplicita come oggettiva ed è introdotto dai verbi : -4 gruppi transitivi (iudicandi, sentiendi..) ma alla forma passiva -verbo essere(aggettivo o avv.) -verbi impersonali(sono quelli che hanno solo la 3ªpersona) la riconosciamo perché nella principale non c’è il soggetto
Complementari indirette 1. finale ; rappresenta tutta il complemento di fine o scopo nell’analisi logica rappresenta il fine, la meta e lo scopo ex: studio per conoscere - esplicita: affinché, perché, ciò che + congiuntivo, presente o imperfetto . ex: venni perché tu sapessi dal latino: lut - implicita: + infinito , per , allo scopo di , da, al fine di . ex: studiamo per conoscere 2. causale-> complementari indirette ; motivo per cui si fa quell azione, ragioni e motivazioni - esplicita-> poiché , perché , dato che, seguita dal modo indicativo condizionale è congiuntivo - implicita-> per + infinito, gerundio e participio
Le altre opere di Manzoni La data più importante di cui tener conto per le opere scritte dopo questa data è il 1810 (conversione religiosa e letteraria) = vero, utile, interessante. Inni sacri, tragedie, odi civili. Inni: l'inno è un tipo di componimento scritto per esaltare e sostenere dei valori che possono essere civili (identità popolare) o religiosi. Gli inni sacri di Manzoni sono appunto religiosi. Dovevano essere 12 secondo le festività religiose del calendario ma Manzoni non riesce a scriverli tutti. Riesce a scriverne 6: Il nome di Maria, la passione, la resurrezione, il natale, la Pentecoste e ogni santi (non completo), delle altre Manzoni non scrive nulla. Il periodo di composizione va dal 1812 al 1815 tranne poter la Pentecoste che conosce più revisioni, la cui finale è quella del 1822. Il legame tra i valori di Manzoni e questi testi è evidente nel contenuto, perché per Manzoni la religione rappresenta il vero, la scrittura è utile in quanto i testi vogliono essere educativi nei confronti dell'uomo che può avvicinarsi alle verità di fede tramite un linguaggio che in genere è accessibile e il ritmo è scorrevole. Manzoni usa termini che sono semplici anche per le masse popolari e che evitano di annoiare, a differenze della terminologia ecclesiastica per lo più tecnica. Sono interessanti perché attraggono la maggior parte degli uomini perché essi sono desiderosi di conoscere le verità di fede che non possono conoscere a causa del linguaggio usato dalla chiesa. Da un punto di vista della struttura tutti gli inni sacri sono composti da 3 parti: l'enunciazione del fatto, rievocazione dell'episodio religioso, le consequenze di quell'evento (dottrinali e morali). Tra gli inni quello meglio riuscito artisticamente è la Pentecoste perché avvertiamo da parte di Manzoni una sorta di maturazione interiore del messaggio cristiano. Negli altri inni la convinzione dell'adesione di Manzoni alla fede cristiana era meno sicura, qui la sua sicurezza della sua conversione è più radicata. Negli altri inni è più freddo mentre con la Pentecoste si vede più convinto e vicino alla sua ritrovata fede ed il tono che usa per espirerei l'accaduto e nella descrizione delle conseguenze si sente più convinto e convincente. C'è un'unità tematica più forte nella Pentecoste (negli altri inni c'è un distacco più netto tra le 3 parti), il linguaggio stesso è più maturo, lo si vede negli aggettivi, che non sono più u elemento per abbellire, ma diventano essenziali e necessari nelle descrizioni. Opposizione tra oppressi e oppressori è già presente nella Pentecoste, insieme alla visione pessimistica che Manzoni ha della storia che si vede sia prima della Pentecoste (falsità, dove l'umile non aveva conforto) sia dopo (in cui l'umile trova conforto nel messaggio di cristo). Il natale conosce una rivisitazione da parte di Manzoni che però resta incompleta che porta il titolo di "il natale del 33". Ciò che ci colpisce è il cambiamento di linguaggio, di toni ed il vacillare della fede del Manzoni. Ci sono dei riferimenti al Manzoni bambino che mostrano questo tentennamento, "Si che tu sia terribile", "il nostro volere interroghi e a tuo piacer disponghi". Gesù è definito terribile in fasce, indifferente a ciò che accade all'uomo. Queste frasi si spiegano con delle annotazioni, alcune in latino come "cecidere manus" (cecidere=ceciderum, forma arcaica, mi caddero le mani). Manzoni avrebbe scritto questo inno in un momento di pieno sconforto. La sua vita è infatti piena di sventure e di morte e si interroga sul senso del dolore e la fede non costituisce un confronto di tanto dolore.
Odi civili: non sono una creazione di Manzoni ma risalgono alla tradizione latina e greca, la scrivono per esempio pindalo e archioco (greci) ma anche orazio (latino). L'ode è un tipo di componimento in versi dal contenuto impegnato che va a toccare argomenti che riguardano la comunità. II termine deriva da aedomai (greco, cantare). Celebra personaggi che si sono distinti in alcune azioni (nei testi greci per esempio si celebravano gli atleti durante le olimpiadi o le gare fatte per le feste). L'ode è sia intrattenitiva sia educativa. Le odi vengono scritte anche nei periodi vicini a Manzoni, che segue sia la tradizione latina e greca e quella vicina a lui, e tiene conto della situazione politica che vive. I suoi valori vengono rispecchiati anche nelle odi: Vero perché c'è il riferimento alla situazione storica-politica in cui vive, utile perché Manzoni vuole trasmettere un messaggio educativo, civile ed infine interessante perché si riferiscono alla contemporaneità (alla base del romanticismo vi era quel principio per cui la letteratura doveva essere ben collocata al proprio periodo storico) e riesce a suscitare interesse grazie vicende contemporanee narrate. Le odi sono "5 maggio" (scritto a luglio quando arriva la notizia della morte di Napoleone), "marzo 1821" (si lega ai moti insurrezionali dell'Italia, notizia che Carlo Alberto sta per muovere guerra all'oppressore austriaco, "il proclama di Rimini" (poca importanza, si lega sempre ai moti insurrezionali e sul valore politico per manzoni)
Fra Cristoforo è l'ideale uomo di chiesa a differenza di Don Abbondio, perché aiuta gli altri e affronta i problemi. Don Rodrigo non è ovviamente felice che Fra Cristoforo sia venuto da lui a chiedere aiuto. Nella domanda "in che posso ubbidirla" letteralmente sembra una disponibilità ma in realtà è un mettere in guardia il fra rispetto alle domande che farà ed indica un'ironia di Manzoni in cui si esprime la prepotenza di Don Rodrigo. Non lettura letteraria, lettura con minaccia di don Rodrigo. Tutto il paragrafo "verra un giorno" è un dialogo (scena) in cui tempo del racconto e tempo della storia coincidono. Lo spangun (momento di maggiore attenzione e suspance) si raggiunge con la risposta di Don Rodrigo "mettersi sotto la mia protezione", dove si nota tutta l'arroganza e che farà perdere il controllo al fra. Fra Cristoforo già sembrava sconfitto soprattutto con quella risposta di don Rodrigo "quella ragazza che tanto vi sta a cuore", con cui vuole mettere vergogna. "L'uomo vecchio va d'accordo con l'uomo nuovo" = il vecchio Ludovico (Fra Cristoforo) e la sua irruenza che hanno ucciso quel pover uomo il accompagnano il nuovo Ludovico che ha preso i voti. Fra Cristoforo si infuria e nella risposta fa una profezia alla morte di Don Rodrigo e fa un riferimento alle 7 piaghe d'Egitto. Il capitolo finisce con la sconfitta di Fra Cristoforo nei confronti del matrimonio ma il vero sconfitto è Don Rodrigo che moralmente ha perso e sta iniziando a pentirsi. Luoghi nei promessi sposi simbolici: esterno=senso di tranquillità ed equilibrio, esterno=senso di protezione, senso di violazione della protezione, senso di tensione. Tra questi due luoghi c'è contrasto. Fra Cristoforo si avvicina ad un servitore annale di Don Rodrigo (per Don Rodrigo il suo titolo aveva senso di potere e di arroganza), che ha invece un'idea che la famiglia sia nobile e ha un senso di dignità. Il servo gli fa capire che si sta preparando il rapimento di Lucia. Renzo e Lucia volevano far celebrare il matrimonio clandestinamente da Don Abbondio il servo vuole quindi provare a illustrarglielo. In tanta negatività il servo è un segno di speranza.Con ironia Manzoni vuole però sottolineare che il servo abbia origliato e lascia al lettore un giudizio. C'è un cambiamento di sequenza: Agnese suggerisce di svolgere un matrimonio clandestino=La notte degli imbrogli. Ordire=deriva dal tessere, infatti il piano viene in mente ad Agnese mentre sta tessendo e si capisce che Manzoni non è ignorant ma conosce. Anche n questa scena il luogo è simbolico, perché le informazioni devono rimanere private. Riferimento alla cultura=orlo della pentola, con il mestolo.
troviamo scanditi tre momenti: il primo momento è costituito dall'arrivo a casa di don Abbondi di renzo e lucia, il tentativo di far celebrare il matrimonio di renzo e lucia da don abbondio contro la sua volontà con la presenza di due testimoni. il secondo momento è il tentativo di rapimento di lucia organizzato a casa sua progettato da don rodrigo e farlo fare a griso e i bravi. il terzo momento è costituito dal fallimento dei tre moment, sia del matrimonio che del momento. Parte più lirica del romanzo, Renzo e Lucia abbandonano il loro paese natale (su consiglio di Fra Cristoforo) e Lucia andrà a Monza, Renzo a milano..troviamo questa parte di poesia in prosa data dall'addio ai monti di Lucia (assolo lirico). verrà a realizzarsi quella che si chiama eterogenesi dei fini: sconvolgimento di quelli che sono gli scopi. Da positivo diventa negativo. lucia finisce per essere strumento di gertrude, o anche detta monaca di monza, l'essere suora costretta dal padre per la legge del maggiorasco, vive in maniera inquieta la sua situazione di monacazione costretta dal padre , ma poi sceglie di redimere se stessa e sceglie di partecipare al rapimento di lucia. eterogenesi dei fini anche per renzo che andò a milano nel tentativo di tirarsi fuori dai guai ma finisce per essere coinvolto da quella sorta di rivolta, l"a rivolta di san martino" a novembre a causa della carestia nei confronti dei fornai. renzo facendosi prendere dalla sua situazione di oppresso finisce per esporsi ed essere ritenuto uno dei capi dei rivoltosi e corre il rischio di essere arrestato, quindi anche lui finisce per cadere in ulteriori problemi. l’addio ai morti è l’assolo lirico che chiude il capitolo 8 in cui manzoni cede la parola a lucia nascondendosi e si immedesima nella condizione e nella situazione drammatica di Lucia e le parole che manzoni immagina, proferite da lucia, sono parole di manzoni in quanto lucia non avrebbe mai potuto esprimere in maniera così poetica i suoi sentimenti, quindi si immedesima in lucia e si fa interprete dei suoi sentiment.. riesce a tradurre in parole poetiche i sentimenti di dolore di lucia. la scena si apre con una scena divertente che ci rappresenta don Abbondio solo nella sua stanza impiegato in una lettura. espressione carneade è un espressione per dire che è una persona che nessuno conosce. corneade è un filosofo appartenente alla corrente della sofistica che insieme a diogene e critolo faceva parte di una compagnia di sofistici di reco a roma per una conferenza di sofistici. relativismo etico con quello che era il credo religioso (mos maiorum )(vennero cacciati da roma ). don abbondo non sa della tempesta che si sta per imbattere a casa sua e non sa che lucia e renzo stanno arrivando a casa sua per celebrare il matrimonio contro la sua volontà. rigo 22: alla scena ironica ne segue un’altra ironica.a reggere il gioco di renzo e lucia c’era agnese che aveva il compito di distrarre perpetua e agnese . per distrarla agnese la stuzzicava facendo uscire il fatto che perpetua sia nubile. pag 179: tonio chiede una ricevuta a don abbondio che è infastidito. il lato drammatico della vicenda sono i due morosi che devono fare tutti questi sotterfugi per sposarsi. tonio apre il sipario con una piece teatrale. la scena si svolge nella stanza di don abbondio e segue una parapiglia generale con una scena divertente e confusionaria. climax: disposizione di termini crescenti di sentimenti. apposizione tra luce e oscurità . la scena avviene nell’oscurità perche quello che stanno facendo renzo e lucia non è legale . don abbondio fa cadere la candela e quindi che riporta la legittimità. pag 181: la scenetta continua ad essere comica Don Abbondio urla dalla finestra e chiama in soccorso chi suona la campana del paese. il linguaggio anche presenta il comico. es: le branche . la scena passa da chiusa all aperto . nelle piccole comunità ciò che riguarda il singolo non riguarda solo lui ma anche la comunità e vedremo che tutti interverranno. ci spostiamo a casa di Agnese dove bravi stanno organizzando il rapimento. 182 a piedi: griso e i suoi compagni bravi sono nella casa di agnese per rapire lucia . manzoni utilizza espressioni tipo bestiame per dare un linguaggio idoneo a determinate persone . arriva un fanciulletto ovvero menico che è stato inviato da fra cristofaro. menico non trova lucia ma trova i bravi e quindi questa e un’altra scena comica)
dopo l’arrivo sulla sponda del fiume Odda di Renzo, Lucia e Agnese, il Manzoni onnisciente interrompe la narrazione tornando alla fictio(non si sapeva il luogo indicato da Fra Cristoforo) il fiume odda, aveva una valenza positiva(dolore per la separazione dal luogo natale e incertezza). C’è poi una Prolessi, di quella che sarà la storia di Geltrude(monaca di Monza, costretto a diventare monaca per la legge della Maggiorasca, in cui le secondogenite devono diventare monache).come sostiene Ripamonti, La famiglia cui si fa riferimento riguardo Geltrude è la nobile famiglia dei Deleiva; infatti il vero nome della badessa di Monza sarebbe stato Virginia Deleiva. Sì e nella terza funzione( di rotarov e propp), ossia l’allontanamento dal luogo natale e separazione dei due promessi sposi. C’è quindi anche l’eterogenesi dei fini(eteros titnomai), con il sovvertimento cambiamento degli scopi di Renzo e Lucia. Il “camminate più discostate da me” rimanda la società della colpa quindi dalle evitare certi comportamenti, per non attirare le voci del popolo(donius femis) La badessa, Geltrude, non veniva chiamata “madre superiore”, bensì “ signora“, proprio per indicare le nobili origini della badessa. “ sarete sicure come sull’altare“: queste parole hanno una sfumatura di amara ironia , dato che Lucia verrà poi rapita dai bravi dell’innominato che si era accordato con Don Rodrigo, grazie all’aiuto della monaca di Monza che tradirà la povera ragazza. il dialogo tra Agnese, Lucia e Geltrude avviene con quest’ultima separata da un vetro e delle inferriate.