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SPORT E DIRITTI UMANI

PACE SOPHIE

Created on March 17, 2023

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Transcript

LO SPORT NEL RISPETTO DEI DIRITTI UMANI

LA CARTA OLIMPICA AFFERMA...

"La pratica dello sport è un diritto umano. Ogni individuo deve avere la possibilità di praticare sport, senza descriminazioni di alcun tipo e nello spirito olimpico."

Lo sport è parte integrante e sostanziale di milioni di esseri umani, in grado di sviluppare in loro rigore, elasticità e disciplina fisica e mentale. Lo sport talvolta però, è stato tristemente causa di violazione dei diritti, molteplici sono i casi e nel corso della loro storia i Giochi Olimpici, che dovrebbero rappresentare più di ogni altro evento la fratellanza e la sportività nel mondo, sono stati teatro di violenza. Parliamo, ad esempio, dell'edizione del 1936 svolta a Berlino durante il regime nazista, in quei giorni la dittatura sfruttò l'occasione senza precedenti di propagazione dell'ideologia nazista: gli ebrei e altre minoranze etniche come i Rom, furuno esclusi categoricamente dalla competizione. Quella che passò, tramite giornali e radio, fu però l'idea di una Germania ospitale e pacifica che in realtà peccò usando lo sport come arma di descriminazione.

Le minoranze etniche

Jesse Owens è definito l'atleta che sconfisse il nazismo: il lunghista nordamericano mandò all'aria le teorie sulla supremazia della razza bianca vincendo quattro medaglie d'oro alle Olimpiadi di Berlino del 1936. Tornato negli Stati Uniti continuò però ad essere descriminato in quanto afroamericano.

ESEMPI CELEBRI

"Un opportunità è tutto ciò di cui hai bisogno" -Jesse Owens

Le donne

Parliamo invece della donna, assolutamente predisposta, capace e bisognosa di praticare sport esattamente come l'uomo, tuttavia ritenuta fin troppo fragile ed emotiva, dunque inadatta. Il mondo femminile è stato escluso dalle competizoni sportive per secoli, basti pensare che in Grecia, all'alba dei Giochi Olimpici, alle donne era vietata la partecipazione così come agli assassini e agli schiavi...un accostamento di categorie umane particolarmente insensato. Soltanto nel corso del XX secolo è stato rivendicata l'abilità, ma ancora più importante, il diritto delle donne a prendere parte all'evento. Da allora, è stato ritagliato il dovuto spazio sportivo al mondo femminile, tuttavia la lotta di genere resta una ferita non del tutto cicatrizzata.

esempi celebri

Alle Olimpiadi del 1900, le prime a cui è permesso alle donne di partecipare (1211 uomini e 22 donne), Charlotte Cooper conquista il primo oro olimpico della storia dello sport femminile nella categoria tennis. Gioca le partite con una lunga gonna bianca, un corpetto e scarpe senza tacco, rifiuta di indossare berretto e guanti. Fu la prima delle centinaia di atlete che, partecipando e vincendo alle Olimpiadi, dimostrò la capacità e la forza delle donne anche in ambito sportivo.

Che lo sport sia essenziale per quanto rigurda lo sviluppo motorio e psichico è un informazione risaputa, è necessario però soffermarsi a pensare a quanto esso rappresenti una fonte di salvezza per chi, ogni giorno, lotta contro una disabilità. Praticare una disciplina sportiva offre l'opportunità del miglioramento delle qualità fisiche, il potenziamento degli aspetti cognitivi, la maggiore interazione sociale e dunque la crescita esponenziale della propria autostima: in un individuo disabile, più che in chiunque altro, lo sport agisce come una cura medica. Il confronto con chi possiede i medesimi limiti, fisici o celebrali, arreca la consapevolezza di non esser casi medici isolati ma di esser invece parte di una diversità collettiva. Le Paralimpiadi coronano tale possibilità, presero luogo per la prima volta nel 1967 in Svezia e vi parteciparono ben 98 atleti ipovedenti e con amputazioni: da sempre esclusi, i disabili hanno finalmente la sensazione di non possedere barriere.

I disabili

Esempi celebri

Bebe Vio si ammalò di meningite a 11 anni, la malattia le causò una garve infezione e, per salvarla, i medici furono costretti ad amputarle braccia e gambe. La tragedia non bastò a demoralizzare la ragazza che non rinunciò mai a praticare sport, ad oggi è una schermatrice italiana, specializzata nel fioretto: campionessa paralimpica.

"Essere speciali significa trasformare il proprio punto debole in quello di cui vai più fiero" -Bebe Vio

OGNI ESSERE UMANO HA IL DIRITTO FONDAMENTALE ALLO SPORT