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donne antica grecia
Matilde Carcascio
Created on March 16, 2023
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Transcript
La condizione delle donne nell'antica Grecia
01
ruoli e funzioni della donna
-Le donne avevano un ruolo assolutamente marginale: erano escluse dai diritti politici e in genere non potevano amministrare i propri beni. L'importanza della donna era legata essenzialmente alla sua funzione di moglie e madre e il suo consenso non era nemmeno necessario per la validità delle sue nozze - Le ragazze, allevate dalle schiave, non restavano a lungo nella casa paterna, ma andavano presto nella casa del marito (a cui erano state promesse in età infantile).-Non ricevevano alcun tipo di educazione salvo le nozioni fondamentali di economia domestica -Il matrimonio era un accordo di tipo patrimoniale e sociale tra famiglie. Le ragazze erano considerate in età da marito dai 14 anni e venivano date in spose a un'uomo sulla trentina (insieme ad una dote per il mantenimento). La donna era rinchiusa nella parte interna della casa, dove gli uomini non avevano l'accesso. La donna sposata non aveva alcuna possibilità di incontrare persone diverse dai familiari -Le donne non potevano partecipare ai banchetti -Le donne delle classi più povere si muovevano con maggiore libertà fra gli uomini
02
le donne ateniesi
La vita della donna greca si svolgeva in buona parte nella famiglia, dove essa viveva praticamente in un regime di clausura ed era completamente sottomessa a qualcuno: al padre, al marito o al figlio se restava vedova. Ad Atene la donna viveva ritirata in un gineceo. A qualsiasi classe sociale appartenesse, lavorava in casa o nelle sue vicinanze , occupandosi dei bambini, confezionando gli abiti, preparando il cibo. Se la donna non aveva una schiava, andava a prendere l'acqua alla fontana, mentre il marito si recava nell'agorà per fare la spesa. Le uniche occasioni per le quali la donna usciva di casa e partecipava ad eventi pubblici erano: nozze, processioni, cerimonie religiose, feste pubbliche, funerali. Nella vita religiosa, avevano un ruolo più rilevante: sacerdotesse e profetesse vivevano nei maggiori santuari per interpretare i reponsi o gli oracoli degli dei. Anche nelle grandi tragedie degli autori ateniesi e in molte altre opere del tempo il ruolo e la figura della donna sembrano avere un po' di rilevanza: nonostante fossero assenti dalla vita politica, le donne ateniesi erano presenti in quella culturale, come poetesse e musiciste.
02
le donne ateniesi
Ad Atene, la fedeltà era un dovere solo femminile. L'uomo ateniese poteva avere tre donne: la moglie (per figli legittimi), la concubina e l'etéra. Se la donna apparteneva a una classe sociale elevata, non doveva preoccuparsi dell'allevamento dei figli, a cui pensavano le schiave, ma potevano andare a vivere col marito al di fuori delle mura domestiche. Le mogli ateniesi non partecipavano in alcun modo alla vita sociale del marito, non erano partecipi della cultura e non ricevevano praticamente nessun'educazione. La concubina era spesso una straniera con la quale l'uomo viveva senza sposarla, i suoi doveri erano uguali a quelli della moglie. La concubina pur avendo una posizione simile alla moglie non godeva d'alcuna protezione. L'etéra era una donna che si concedeva l'uomo a pagamento; esse erano colte, conoscevano la musica, il canto, la danza e accompagnavano l'uomo nei luoghi dove non erano ammesse né le mogli né le concubine. Le donne oltre a non aver nessun diritto politico, non avevano neanche diritto di ereditare il patrimonio paterno, che si trasmetteva solo ai discendenti maschi. Tutto quello che spettava a una donna era una dote che al momento del matrimonio era consegnata al marito, il quale ne poteva disporre a piacimento, salvo restituirla al suocero in caso di divorzio
03
le donne di sparta
A Sparta le donne non vivevano recluse tra le pareti domestiche, in quanto l'amministrazione della casa e della tessitura era affidata agli schiavi. Secondo lo storico greco Plutarco "le sole donne a comandare gli uomini"; infatti, dato che la famiglia aveva scarso peso, sia nella gestione delle ricchezze (che venivano disprezzate) sia nell'educazione dei figli (che spettava allo Stato). Le donne spartane finivano per essere assai più libere e meno sottomesse delle altre donne greche. Potevano anche possedere ed ereditare i beni della famiglia. Poiché la loro funzione principale era quella di essere soltanto le madri dei futuri guerrieri, si pensava che dovessero essere forti esse stesse, e quindi venivano addestrate fin da piccole in vari tipi di competizioni sportive (si pensava che così potessero dare figli robusti alla patria). Anche le ragazze avevano un'educazione dura e molta parte del loro tempo era destinata ad esercizi ginnici. Erano libere anche di dedicarsi al canto e alla danza
04
saffo
Saffo è stata una poetessa greca antica annoverata tra i più celebri autori di poesie d'amore, vissuta tra il 630 a.C. e il 570 a.C sull'isola di Lesbo. Nel corso dei secoli sono stati tanti gli uomini di cultura e poeti che hanno inteso l'amore della poetessa per le donne come esasperato per fini poetici pur di non arrivare a giudicare l'operato di Saffo scandaloso. Saffo apparteneva al tìaso: un'associazione prevalentemente di carattere religioso nell'antica grecia. Saffo è stata la maestra del tìaso di Lesbo, in quanto formata in ambito artistico, sociale e musicale; insegnava a condurre la vita matrimoniale, la ritualità domestica, il canto e la danza. A quei tempi era prevista di norma l'iniziazione ai rapporti sessuali e all'amore tramite rapporto omosessuale. Proprio il ruolo di Saffo a questo proposito, decontestualizzato rispetto al periodo culturale è stato frainteso e ha dato origine a termini quali "saffico" e "lesbico", utilizzati oggi per definire l'omosessualità femminile. A lei è dedicata una poesia di Giacomo Leopardi: "ultimo canto di saffo".