Curiosità sull'africa centrale
Emanuele Tancredi
andiamo
MALI
ETIOPIA
Tanzania
Sudan
LA GRANDE MOSCHEA DI DJANNE
Nel 2014 la grande moschea di Djenné ha subito danni alle mura e ha dovuto subire un intervento di ristrutturazione dai membri della comunità. L’accaduto non ha destato alcuna preoccupazione: la cosa capita, puntualmente, ogni anno da 111 anni!
Come centinaia di altri edifici della città, la moschea è fatta di fango! Djenné infatti è chiamata “La città di fango” e, per questo motivo, nel 1988 il suo centro è stato dichiarato patrimonio dell’umanità dall’UNESCO.Fu costruita nel 1907, ma lo stile architettonico della città risale al XIV sec. Per costruire gli edifici, i muratori del luogo plasmano mattoni di adobe, li fanno asciugare al sole e li impilano per erigere le pareti. Uno strato di fango copre il tutto per ottenere una superficie liscia e una migliore stabilità.Gli edifici sono robusti e spesso enormi – la grande moschea può contenere fino a 3000 fedeli – ma vulnerabili agli agenti atmosferici. La pioggia, l’umidità, i repentini cambi di temperatura provocano crepe ed erodono pareti e tetti. I muratori di Djennè si uniscono regolarmente e riparano la moschea per impedire dei crolli. Una attività che ormai va vanti da oltre 100 anni e che fa parte della tradizione della regione di Mopti. Una tradizione che avvicina tutta la comunità e che, nel tempo, ha rafforzato il rapporto tra urbanizzazione e popolazione.
il pesce elefante
Si tratta di un pesce di grandi dimensioni, in quanto può raggiungere i 35 centimetri di lunghezza. Ha una forma appiattita e compressa lateralmente, con una pinna caudale biforcuta.
La sua colorazione è bruno grigiastra, ma di una tonalità scura, quasi nera. Le pinne hanno un bordo biancastro e nella sua tonalità generale presenta bande bianche a forma di parentesi.La sporgenza che questi animali hanno sotto la bocca, come detto sopra, è chiamata organo Schnauzer. Grazie ad esso, il pesce elefante è in grado di utilizzare l’elettrolocalizzazione, che consiste nel generare piccole scariche elettriche per comunicare. In tutto il suo corpo sono infatti presenti cellule recettoriali che raccolgono segnali da altri pesci. Questo pesce si trova solo in Mali.
il calendario etiopico
Fondata nel 980 aC, l’Etiopia è una delle nazioni più antiche del mondo.
Gli etiopi hanno una delle aspettative di vita più basse del mondo. Le cifre attuali stimano che le donne possano aspettarsi di vivere circa 50 anni e gli uomini circa 48 anni.
Alcune delle società tradizionali in Etiopia considerano i gemelli come mingi, o un segno di sfortuna. Credono che i gemelli siano maledetti e attraggano gli spiriti maligni.
Il calendario etiopico ha 13 mesi ed è di 7 o 8 anni indietro rispetto al calendario occidentale. Il 13° mese ha solo cinque giorni, sei negli anni bisestili.
LA LEGGENDA DI WAK
Wak è descritto come il Dio creatore che viveva sulle nuvole che ha retto la volta celeste sopra la terra e l’ha ricoperta di stelle.
Poiché la terra era piatta e vuota, Wak chiese all’uomo di costruirsi una bara, in cui Wak lo chiuse e lo spinse sulla terra. Per sette anni ha fatto piovere fuoco e si formarono le montagne. Poi Wak ha aperto la bara e l’uomo ne è uscito vivo.
L’uomo era stanco di vivere da solo, quindi Wak prese un po’ del suo sangue e lo ha trasformato in donna nei seguenti quattro giorni. Ebbero 30 figli, ma l’uomo si vergognava di averne così tanti e ne nascose 15.
Wak poi ha trasformato quei bambini in animali e demoni.
La bandiera
La Tanzania, o meglio la Repubblica Unita della Tanzania, nasce nel 1964 dall’unione del Tanganika, da poco indipendente, e della Repubblica di Zanzibar.
Come il nome Tanzania viene dalla fusione di Tanganika e Zanzibar, così nella nuova bandiera, adottata il 30 giugno 1964, si ritrovano la bandiera del Tanganika, una banda nera con bordi gialli su fondo verde, e il tricolore orizzontale blu, nero e verde di Zanzibar.Il simbolismo dei colori è forte: il verde sta per la vegetazione e le risorse agricole del Paese, il blu rappresenta i fiumi, i Grandi Laghi e l’Oceano Indiano, il giallo, a volte descritto come color oro, richiama le risorse minerarie della Tanzania, mentre il nero simboleggia la popolazione.
L'UGALI
Questo piatto tipico tanzaniano, il più conosciuto e apprezzato dai turisti, è una sorta di polenta di mais bianca che in generalmente viene servita con condimenti vari a base di carne, pesce o verdure. Non in tutto il paese viene preparato allo stesso modo, infatti la ricetta varia a seconda della zona: vicino alla costa o ai laghi l’ugali si mangia con il pesce, mentre nell’entroterra viene accompagnato da carne di manzo o di pollo. Anche il tipo di farina cambia: nella maggior parte dei casi si tratta di farina di mais, ma a volte si può trovare ugali di miglio, di sorgo o di manioca.
Caratteristica importante: l’ugali si mangia con le mani! Ad ogni modo, la tradizione prevede che se ne prenda una piccola quantità da un piatto comune per poi intingerla nel condimento scelto, che può anche essere uno stufato di carne, pollo, pesce o verdure.
LE misteriose piramidi
Nel deserto sudanese, a più di 2.000 km a sud della piana di Giza, si contano circa 255 piramidi dislocate in tre zone e risalenti alla civiltà nubiana. Sono costruzioni sopravvissute nel mistero per oltre tremila anni, anche perché quasi del tutto ignorate dai turisti. Ora possiamo ammirare parte di questi siti nella loro interezza e, grazie al volo del drone, capirne la disposizione.
el-kurru
Il filmato fa parte di un più ampio documentario di National Geographic che racconta gli scavi guidati da Geoff Emberling nel sito di El-Kurru, i primi nell'arco degli ultimi 100 anni. Si tratta di un cimitero reale costruito durante il regno di Kush, a partire dal 1070 a.C.
Come gli Egizi, i Nubiani seppellivano i membri della famiglia reale dentro strutture piramidali, per aiutare le loro anime a raggiungere l'aldilà. Quelle di El-Kurru sono però diverse rispetto a quelle di Giza: le pietre sono più ruvide, le dimensioni sono ridotte (la più alta misura 30 metri, contro i 139 metri della Grande Piramide) e le scalinate più ripide.
GRAZIE!!!
Curiosità sull'Africa
Michele Tancredi
Created on March 15, 2023
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Curiosità sull'africa centrale
Emanuele Tancredi
andiamo
MALI
ETIOPIA
Tanzania
Sudan
LA GRANDE MOSCHEA DI DJANNE
Nel 2014 la grande moschea di Djenné ha subito danni alle mura e ha dovuto subire un intervento di ristrutturazione dai membri della comunità. L’accaduto non ha destato alcuna preoccupazione: la cosa capita, puntualmente, ogni anno da 111 anni! Come centinaia di altri edifici della città, la moschea è fatta di fango! Djenné infatti è chiamata “La città di fango” e, per questo motivo, nel 1988 il suo centro è stato dichiarato patrimonio dell’umanità dall’UNESCO.Fu costruita nel 1907, ma lo stile architettonico della città risale al XIV sec. Per costruire gli edifici, i muratori del luogo plasmano mattoni di adobe, li fanno asciugare al sole e li impilano per erigere le pareti. Uno strato di fango copre il tutto per ottenere una superficie liscia e una migliore stabilità.Gli edifici sono robusti e spesso enormi – la grande moschea può contenere fino a 3000 fedeli – ma vulnerabili agli agenti atmosferici. La pioggia, l’umidità, i repentini cambi di temperatura provocano crepe ed erodono pareti e tetti. I muratori di Djennè si uniscono regolarmente e riparano la moschea per impedire dei crolli. Una attività che ormai va vanti da oltre 100 anni e che fa parte della tradizione della regione di Mopti. Una tradizione che avvicina tutta la comunità e che, nel tempo, ha rafforzato il rapporto tra urbanizzazione e popolazione.
il pesce elefante
Si tratta di un pesce di grandi dimensioni, in quanto può raggiungere i 35 centimetri di lunghezza. Ha una forma appiattita e compressa lateralmente, con una pinna caudale biforcuta. La sua colorazione è bruno grigiastra, ma di una tonalità scura, quasi nera. Le pinne hanno un bordo biancastro e nella sua tonalità generale presenta bande bianche a forma di parentesi.La sporgenza che questi animali hanno sotto la bocca, come detto sopra, è chiamata organo Schnauzer. Grazie ad esso, il pesce elefante è in grado di utilizzare l’elettrolocalizzazione, che consiste nel generare piccole scariche elettriche per comunicare. In tutto il suo corpo sono infatti presenti cellule recettoriali che raccolgono segnali da altri pesci. Questo pesce si trova solo in Mali.
il calendario etiopico
Fondata nel 980 aC, l’Etiopia è una delle nazioni più antiche del mondo. Gli etiopi hanno una delle aspettative di vita più basse del mondo. Le cifre attuali stimano che le donne possano aspettarsi di vivere circa 50 anni e gli uomini circa 48 anni. Alcune delle società tradizionali in Etiopia considerano i gemelli come mingi, o un segno di sfortuna. Credono che i gemelli siano maledetti e attraggano gli spiriti maligni. Il calendario etiopico ha 13 mesi ed è di 7 o 8 anni indietro rispetto al calendario occidentale. Il 13° mese ha solo cinque giorni, sei negli anni bisestili.
LA LEGGENDA DI WAK
Wak è descritto come il Dio creatore che viveva sulle nuvole che ha retto la volta celeste sopra la terra e l’ha ricoperta di stelle. Poiché la terra era piatta e vuota, Wak chiese all’uomo di costruirsi una bara, in cui Wak lo chiuse e lo spinse sulla terra. Per sette anni ha fatto piovere fuoco e si formarono le montagne. Poi Wak ha aperto la bara e l’uomo ne è uscito vivo. L’uomo era stanco di vivere da solo, quindi Wak prese un po’ del suo sangue e lo ha trasformato in donna nei seguenti quattro giorni. Ebbero 30 figli, ma l’uomo si vergognava di averne così tanti e ne nascose 15. Wak poi ha trasformato quei bambini in animali e demoni.
La bandiera
La Tanzania, o meglio la Repubblica Unita della Tanzania, nasce nel 1964 dall’unione del Tanganika, da poco indipendente, e della Repubblica di Zanzibar. Come il nome Tanzania viene dalla fusione di Tanganika e Zanzibar, così nella nuova bandiera, adottata il 30 giugno 1964, si ritrovano la bandiera del Tanganika, una banda nera con bordi gialli su fondo verde, e il tricolore orizzontale blu, nero e verde di Zanzibar.Il simbolismo dei colori è forte: il verde sta per la vegetazione e le risorse agricole del Paese, il blu rappresenta i fiumi, i Grandi Laghi e l’Oceano Indiano, il giallo, a volte descritto come color oro, richiama le risorse minerarie della Tanzania, mentre il nero simboleggia la popolazione.
L'UGALI
Questo piatto tipico tanzaniano, il più conosciuto e apprezzato dai turisti, è una sorta di polenta di mais bianca che in generalmente viene servita con condimenti vari a base di carne, pesce o verdure. Non in tutto il paese viene preparato allo stesso modo, infatti la ricetta varia a seconda della zona: vicino alla costa o ai laghi l’ugali si mangia con il pesce, mentre nell’entroterra viene accompagnato da carne di manzo o di pollo. Anche il tipo di farina cambia: nella maggior parte dei casi si tratta di farina di mais, ma a volte si può trovare ugali di miglio, di sorgo o di manioca. Caratteristica importante: l’ugali si mangia con le mani! Ad ogni modo, la tradizione prevede che se ne prenda una piccola quantità da un piatto comune per poi intingerla nel condimento scelto, che può anche essere uno stufato di carne, pollo, pesce o verdure.
LE misteriose piramidi
Nel deserto sudanese, a più di 2.000 km a sud della piana di Giza, si contano circa 255 piramidi dislocate in tre zone e risalenti alla civiltà nubiana. Sono costruzioni sopravvissute nel mistero per oltre tremila anni, anche perché quasi del tutto ignorate dai turisti. Ora possiamo ammirare parte di questi siti nella loro interezza e, grazie al volo del drone, capirne la disposizione.
el-kurru
Il filmato fa parte di un più ampio documentario di National Geographic che racconta gli scavi guidati da Geoff Emberling nel sito di El-Kurru, i primi nell'arco degli ultimi 100 anni. Si tratta di un cimitero reale costruito durante il regno di Kush, a partire dal 1070 a.C. Come gli Egizi, i Nubiani seppellivano i membri della famiglia reale dentro strutture piramidali, per aiutare le loro anime a raggiungere l'aldilà. Quelle di El-Kurru sono però diverse rispetto a quelle di Giza: le pietre sono più ruvide, le dimensioni sono ridotte (la più alta misura 30 metri, contro i 139 metri della Grande Piramide) e le scalinate più ripide.
GRAZIE!!!