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donne nel medioevo
Matteo Reggiani
Created on March 15, 2023
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Transcript
Le donne nel medioevo
discriminazioni antiche medioevo al femminile
Il medioevo era stato in complesso un'epoca, più aperta alla realizzazione della personalità femminile. nell' epoca nel trionfo del feudalismo , la Castellana è in grado di sostituire il marito lontano e di conseguenza di comandare un esercito. La donna lavoratrice dalla campagna trovava subito lavoro come apprendista. le donne non hanno mai avuto problemi di disuccupazione.
Nascere maschio o femmina non è mai stato indifferente. Fin dalle origini queste società crearono 2 sfere, una publica , riservata al maschio , e una domestica per la femmina , ciò è in parte vero ancora oggi e tanto più lo fu nelle società basate sull' agricoltura che chiamiamo pre-industriali . Per secoli l'uomo esaltò se stesso soffocando sul nascere le voci contrarie delle donne . Aristotele non teorizzo in modo definitivo le superiorità del maschio.
Titolo 1
Le donne nelle corporazioni
Le scuole femminili
Nel basso medioevo "cultura " significava sapere il latino.Nel '200 le ragazze delle città potevano frequentare le scuole . in germania le insegnanti si organizzarono in associazioni di begnine , che intendevano rompere il monopolio eclesiastico della cultura aprendolo alle ragazze.
Nel basso medioevo gruppi femminili di mercenarie erano organizzate in Gilde . Dovunque nacquero corporazioni femminili, nel settore tessile fecero fortuna , e anche nelle produzioni alimentari. Meno svilluppati erano i lavori pesanti .
donne artiste e scrittrici
Donne medico
alcune donne erano miniaturiste ,pittrici, poetesse e scrittrici.una di loro era Cristine Pizan. è considerata oggi la prima scrittrice femminista della storia in cui cercò di fondare una "memoria" delle donne .
Rilevante fu l'attività delle donne in medicina, nel campo tradizionale dell'ostetrica, ma anche in quelli della medicina generale.le donne giunsero rapidamente a far concorrenza agi uomini formati nelle università. in italia e in francia le università chiusero le porte alle studentesse e denunciarono donne che senza essere laureate, esercitavano con successo la medicina.
si riafferma la famiglia patriarcale
tornano disprezzo e paura
il lavoro dei predicatori ebbe tanto successo anche perchè gli stati nazionali e ragionali avevano deciso anch'essi di chiudere le porte alle donne . I sovrani concepirono lo stato come una grande famiglia comandata da un padre - padrone e, con le apposite leggi , imposero questo modello anche alle cellule della società tra il 400 e 500 la donna non potè più ereditare ,e la sua stessa dote divenne propietà del marito,a essere ciò che l'uomo massimamente desiderava che fosse il secolo delle lotte tra protestanti e cattolici, contribuì a peggiorare la situazzione , inoltre il fanatismo religioso, che afferrò sia cattolici sia protestanti ,che fece di eva la personificazione di satana , e allora le nozze divennero un incubo per le donne che appena uscite dall infanzia , sposavano uomini molto più vecchi di loro.
nell ebraismo e nel cristianesimo in particolare la misoginia, l'ostilità nei confronti della donna, trovava una formidabile conferma nella funzione svolta da Eva nella creazione. dunque essa era stata creata per seconda, era sensibile alle tentazioni del demonio ed era fonte di grandi disgrazie. i monaci benedettini e poi i frati degli oridini mendicanti furono addirittura ossessionati da questa interpretazione negativa. Un altro ancora, raccomandava ai mariti di far scontare alle mogli la condanna divina, constingendole a mettere al mondo figli in continuazione fino alla morte.
voci dal silenzio: regine , mistiche e streghe
La porta si chiude
" nessuna donna puo esercitare un mestiere anche se ha le stesse capacità di un uomo"si legge in un trattato sul diritto artigiano del xvi secolo. nel xv secolo si moltiplicano i conflitti tra garzoni e apprendiste e tra maestri di corporazione e artigiane. la rimozione delle donne dal lavoro organizzato era quasi interamente compiuta . la donna fu ricacciata nella sua vecchia condizione di isolamento.
regine - Furono , nel bene e nel male tutt'altro che ombre al riparo dai mariti e ministri mistiche- Gia nel madioevo il convento rapresenta per molte donne di forte personalità , il modo migliore per sfuggire alle prepotenze dei maschi, il misticismo fu qualcosa di più, fu l'esplosione di un linguaggio nuovo che , con le parole , a volte con le urla e il pianto non imitava per nulla il linguaggio degli uomini e ne creava uno sconosciuto , interamente irrazionale ed emotivo. streghe-furono grandi vittimi di paure e pregiudizi maschili. uno sguardo lanciato a un uomo fu un incantesimo o una fattura, a inventare il delitto di stregoneria furono due categorie i frati e i medici.
Artiste e Scrittrici
Nel Medioevo per le donne l’accesso alla creatività e all’arte, come momento di individuale scelta esistenziale, era inconcepibile e indecoroso: l’unica via possibile era quella dell’obbedienza alla vita monacale. Infatti, nonostante la Chiesa formalmente continuasse a considerare l’istruzione femminile come un pericoloso flagello da tenere a distanza, tra le famiglie aristocratiche più illustri vigeva l’usanza di mandare le figlie in convento per ricevere una preparazione culturale e artistica finalizzata all’armonia di una corte dignitosa. Sembra un paradosso ma questa soluzione permise la diffusione di molte attività artistiche e intellettuali anche fra le laiche. Dalle mani delle religiose sono nati tessuti ornamentali a parete, stole, paramenti, stendardi e arazzi d’uso ecclesiastico o profano. Manufatti artistici che hanno creato i presupposti per la pittura al femminile rinascimentale. Tra queste opere di artigianato tessile come non ricordare il cosiddetto “Arazzo di Bayeux“, un autentico capolavoro che tramanda lo sbarco in Inghilterra di Guglielmo il Conquistatore, realizzato, nel 1066, dalla regina Matilde d’Inghilterra. Negli scriptoria delle abbazie le suore colte e dotate di capacità grafiche e pittoriche si dedicavano all’arte della calligrafia, della decorazione, della copiatura e del disegno, per illustrare libri devozionali con raffinate miniature e iniziali figurate.
Christine de pizan
Christine de Pizan, nata Cristina da Pizzano (Venezia, 1364 – Monastero di Poissy, 1430 circa), è stata una scrittrice e poetessa italiana alla corte dei re di Francia. È riconosciuta in Europa come la prima scrittrice di professione (se non si tiene conto di Maria di Francia, vissuta nel secolo XII) e, quattro secoli prima di Madame de Staël, la prima storica laica. Nelle sue opere liriche e narrative trae spunto dalla propria esperienza di vita, e non dalla tradizione religiosa o mitologica, come era frequente al tempo. Ha redatto nel 1404 una biografia di Carlo V di Francia riportando eventi di cui era stata testimone oculare e consultando fonti bibliografiche A capo di uno Scriptorium in cui produceva libri miniati molto apprezzati, è molto famosa inoltre per aver dato inizio alla cosiddetta Querelle des femmes: dopo avere letto due opere rispettivamente di Boccaccio e di Jean de Meun, che sostenevano l'idea che la donna sia per natura un essere vizioso, consegnò alla regina Isabella un'opera intitolata Livre de la Cité des Dames ("Libro della Città delle Dame"), in cui elencava esempi di donne virtuose e importanti nella storia dell'umanità