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Transcript

una donna nella scienza

01

le parole di Marie Curie

Intervista inedita a una donna, scienziata importatatisima che ha dedicato la sua vita alla chimica, e alla fisica

bbiamo incontrato Marie Curie, una fisica, chimica e matematica polacca naturalizzata francese. Marie Curie ha dedicato la sua vita alla scienza e le sue ricerche le valsero due Premi Nobel. Vinse il primo, in Fisica, nel 1903 insieme a suo marito Pierre e a Henri Becquerel, diventando la prima donna della storia ad avere ottenuto questo riconoscimento; il secondo arrivò nel 1911, questa volta in chimica.

INTERVISTATORE: Buongiorno Madame, cominciamo dalle sue origini. Lei ha un cognome francese, ma lei è francese? Madame Curie: Curie è il cognome di mio marito, il mio cognome da nubile è Sklodowska e sono nata in Polonia. INT: Ci racconta qualcosa dei suoi primi studi? M. C. Nel 1881 mi sono iscritta presso l’Università di Parigi, dove ho studiato fisica, chimica e matematica.

Io ho lavorato e nel frattempo lei si è laureata, grazie al mio sostegno economico, e poi,lei ha fatto lo stesso per me INT: Che tenacia e che intesa tra sorelle! Lei ha scritto: «Nella vita non c’è niente da temere, solo da capire». Senza dubbio queste parole definiscono un carattere ostinato e combattivo.

Nel 1893 mi sono laureata in fisica e, nel 1894, grazie a una borsa di studio in matematica.

In effetti , il suo valore di scienziata non è stato da subito riconosciuto, ma con il tempo, finalmente ha ricevuto il riconoscimento più alto, vale a dire il premio Nobel, prima donna a ricevere un tale premio. M.C: Prima di essere una scienziata, sono una persona sobria e riflessiva, Ho sempre studiato e lavorato duramente sin da quando mi trovavo in Polonia e tutto , anche studiare , era complicato.

Ho dedicato l’intera mia vita alle mie ricerche ed ho sacrificato tutto per questo.

Non provengo da una famiglia ricca, così per permetterci gli studi, io e mia sorella, abbiamo fatto un patto.

02

le parole di Marie Curie

dai soldati.Durante il conflitto si predispongono 20 camion dotati di strumentazioni per i raggi X sequestrate ai laboratori e agli studi medici abbandonati per la guerra. Nascono così le prime unità mobili di soccorso radiografico che possano raggiure le zone più difficili. Fino ad allora, le mutilazioni inferte ai soldati erano disordinate e casuali: era necessario istruire il personale di soccorso su come leggere le

INT: La pericolosità del radio per la salute passò inosservata per un paio di decenni, ma proprio voi stessi, siete stati i primi a patirne gli effetti collaterali, non conoscendone ancora i reali rischi. Se avesse saputo prima a che rischi andava incontro, avrebbe fatto lo stesso tutto ciò che a fatto per le sue scoperte? M. C. Senza ombra di dubbio. INT: E’ stato un onore per me realizzare questa intervista, incontrare e conoscere una donna, una scienziata fuori dal comune.

Pochi mesi dopo, individuiamo una nuova sostanza, sconosciuta fino ad allora e 900 volte più radioattiva dell'uranio: il radio. INT: Forse in pochi conoscono il suo impegno nella Croce Rossa durante la seconda guerra mondiale. Ci racconta qualcosa? M.C Nel 1914, scoppia purtroppo la guerra. Da sola, ho trascinato una valigia di piombo con le intere scorte nazionali di radio in treno da Parigi a Bordeaux, per metterle al sicuro dai

radiografie. INT:I Ad un certo punto avete iniziato ad intuirne le potenzialità in campo medico? M.C. A lungo i prodotti radioattivi furono ritenuti una panacea per tutti i mali e molto frequentemente impiegati in antireumatici, saponette, cosmetici, farmaci universali

l'elettrometro, ho realizzato che l'emettere radiazioni è una proprietà atomica dell'uranio. Ho chiamato il fenomeno radioattività, ma si accorsi, che i minerali contenenti uranio erano più radioattivi dell'uranio stesso.Nel luglio 1898, insieme al mio marito Pierre identifichiamo una sostanza 300 volte più attiva dell'uranio: il polonio, chiamato così in onore delle mia origini polacche.

INT: Che ruolo ha avuto suo marito nella sua vita? M.C. Ho condiviso dapprima il capannone da usare come laboratorio, poi ho condiviso tutto, le ricerche, gli studi e l’intera mia vita. INT: Ci spiega per grandi linee le scoperte per le quali ha ricevuto i premi Nobel? M.C. Analizzando sistematicamente l'uranio in diversi composti e forme con uno strumento messo a punto da mio marito Pierre,