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Induismo
Filomena Marro
Created on March 13, 2023
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Transcript
Luoghi e simboli sacri nell'induismo
Il tempio
In tutte le culture il tempio è considerato un luogo sacro, di trascendenza dal mondo materiale a quello spirituale. Non solo, il tempio è anche un luogo della vita sociale, di ritrovo della comunità, di scambi, di contatti, convivialità e di condivisione. Nei templi indiani si svolgono matrimoni, cerimonie in cui si mangia tutti insieme, feste spirituali con musica e danze che molto spesso hanno in comune un importante fine: liberare l’umanità dalla sofferenza. Durante gli incontri nei templi induisti si raccolgono offerte e donazioni utili per il sostegno delle persone più povere e bisognose di cibo. Elemento fondamentale è la Puja, rito sacro di ospitalità in cui la divinità è onorata e le vengono fatte offerte.
Regole da rispettare in un tempio
Alcune regole di rispetto per entrare in un tempio induista: -Vestirsi in modo da coprire spalle e gambe -Togliersi le scarpe prima di entrare: le scarpe sono impure e sporche -I fedeli quando entrano fanno suonare una campanella appesa al soffitto -Non si sosta a lungo di fronte ad una divinità ma ci si può sedere lateralmente ad essa per rispetto ma anche perché potremmo ricevere troppa energia.
Il Tempio di Brahma
Il Tempio di Brahma, situato nella città di Pushkar, è l'unico tempio del Rajasthan dedicato a Brahma, il dio creatore dell'Universo secondo la mitologia indù. Il magnifico tempio, senza dubbio uno dei più importanti luoghi di pellegrinaggio per gli indiani, sorge a breve distanza dal Lago di Pushkar, il più sacro di tutta l'India. Nonostante la struttura attuale del tempio di Brahma a Pushkar risalga al XIV secolo, si crede che il tempio abbia circa duemila anni. L'intero edificio è costruito in marmo dipinto ed è decorato con monete d'argento e colori sgargianti. Sono spettacolari e affascinanti, infine, le guglie e le cupole dipinte di rosso che arricchiscono il tempio.
Il fiume sacro: il Gange
Il Gange è un grande fiume indiano che scorre verso oriente attraversando le pianure del nord dell’India e il Bangladesh. Secondo gli indù questo fiume è sacro, quindi è adorato ed è personificato come una divinità, che detiene un posto importante nella religione induista. Infatti si crede che effettuando il bagno nel fiume si possa ottenere il perdono dei peccati e un aiuto per raggiungere la salvezza.
Qui le persone rendono omaggio ai loro antenati e ai loro dèi, prendendo l’acqua nelle loro mani, sollevandola e lasciandola cadere nuovamente nel fiume, a cui inoltre offrono fiori, petali di rosa e piattini d’argilla illuminati da stoppini. Gli induisti infatti credono che la vita sia incompleta senza la balneazione nel Gange almeno una volta nella propria esistenza, ecco perché una buona parte delle famiglie indù tiene un flaconcino di acqua del Gange nella propria casa, che si dice possa curare anche i malati.
L'animale sacro: la Mucca
Nella dottrina dell’Induismo c’è un insegnamento massimo che indica: “Dio è presente in tutti gli esseri“. Pertanto, non è possibile uccidere né gli umani né gli animali perché sarebbe come uccidere Dio. L’animale sacro per eccellenza è la mucca. Nella mitologia indù, l'animale è raffigurato come l'accompagnamento di diversi dei, come Shiva o Krishna. Le sue corna simboleggiano gli dei, le sue quattro zampe, le antiche scritture indù o i Veda, e le sue mammelle i quattro obiettivi della vita, tra cui la ricchezza materiale, il desiderio, la giustizia e la salvezza. La mucca è chiamata “la madre dell’umanità”, perché fornisce latte ai loro figli e anche agli umani. Le madri offrono cibo alla loro prole senza aspettarsi nulla in cambio e, quindi, la morte di una mucca viene paragonata a quella della madre stessa. Nessuno ferirebbe chi gli ha dato la vita, semplicemente perché sarebbe un vero e proprio sacrilegio
Diwali
Diwali, o Deepawali, è tra le festività indiane quella che che potremmo associare, per importanza, al Natale cristiano. La festa dura cinque giorni e cade sempre tra il mese di ottobre e quello di novembre. Il Diwali è tradizionalmente conosciuta come la festa delle luci perchè durante la festa si accendono candele o lampade tradizionali, simboleggiando il trionfo del bene sul male.
La leggenda narra che...
La festa nacque sulla leggenda della vittoria di Rama, manifestazione di Vishnu, sul demone Ravana che aveva rapito sua moglie Sita, e dopo ben 14 anni di esilio e peregrinazioni nella foresta, al suo rientro venne accolto da lunghe fila di lanterne che vennero accese in suo onore, in indiano fila e lanterne si traducono Avali e Dipa, da qui DipAvali o più semplicemente Diwali.
L'OM
L’Om viene rappresentato in devanagari dal simbolo ॐ ed è senza dubbio uno dei simboli più famosi e più sacri dell’Induismo. Ma l’OM è considerato anche il mantra più importante e sacro, oltre ad essere anche quello più conosciuto in tutto il mondo. Recitare regolarmente il mantra OM porta numerosi benefici psicofisici: Riduce lo stress Calma la mente Migliora la concentrazione, la creatività e l’intuito Riduce l’ansia e la depressione Ti aiuta ad aumentare la consapevolezza di te Migliora l’apparato cardiocircolatorio Migliora il tuo stato di salute generale
La svastica
Anche se la svastica nel mondo occidentale ha assunto un triste e cupo significato assolutamente negativo, in realtà questo è un bellissimo simbolo induista che racchiude un significato ben distante da quello a cui siamo abituati. La svastica (dal sanscrito svástika, il cui simbolo è 卐) è un simbolo che ritroviamo in numerose culture e viene rappresentata da una croce equilatera con le braccia piegate ad angolo retto. È considerato un simbolo sacro nella cultura induista, un simbolo di buon auspicio. È possibile trovare anche raffigurazioni in cui le divinità indù, come Ganesha, vengono decorate con vari simboli tra cui le svastiche. Nella cultura induista rappresenta il Sole e il dio Surya ma anche la divinità vedica Visnu e il suo nome significa “benessere”. Le due linee che si intersecano rappresentano le due forme del dio creatore Brahma: rivolto verso destra rappresenta l’evoluzione dell’universo mentre rivolto verso sinistra rappresenta l’involuzione dell’universo.
Bindi
Un altro simbolo largamente utilizzato nella cultura indù è il bindi ossia quel punto rosso che viene dipinto tra gli occhi, alla base del naso.In passato, il bindi aveva una connotazione religioso-sociale, per poi assumere un significato più religioso e filosofico. Il bindi significa 'occhio spirituale dell'individuo'. Questo occhio spirituale è anche chiamato il 'terzo occhio', usato per la vista spirituale. Attraverso il terzo occhio, gli indù credono di poter vedere tutto ciò che non può essere visto attraverso i due occhi fisici.
Sri Yantra
Questo simbolo viene rappresentato da 9 triangoli triangoli, di cui quattro con i vertici verso l’alto, che rappresentano il principio maschile, e cinque con i vertici rivolti verso il basso, che rappresentano, quindi il principio femminile. È un simbolo molto antico, risale a circa 2.500 anni fa. Uno yantra è un mantra visivo, è un simbolo o una icona collegato a una divinità, energia o entità superiore sotto forma di immagini geometriche. Uno yantra di solito viene usato per ricordare alla nostra coscienza certe tipologie energetiche che governano il nostro modo di comportarci nella vita così da aiutarci ad avvicinarci al nostro sé superiore.
Lo Yoga
Nella tradizione indù, lo Yoga è stato principalmente inteso come mezzo di realizzazione e salvezza spirituale. Il termine yoga tradotto dal sanscrito significa “unione”. Lo yoga, dunque, indica l’unione degli opposti, porta equilibrio e favorisce la riconciliazione tra corpo e mente. Il primo vero yogi è identificato nel dio Shiva. Shiva infatti è conosciuto come maestro autorevole in meditazione nella sua forma più pura. Lo yoga ha il compito di guidare la nostra interiorità spirituale verso la divinità, quindi l’esperienza del divino è raggiungibile attraverso la pratica dell’ascesi, con il rifiuto di tutto ciò che è effimero e superficiale e con la pratica costante di tecniche meditative. Con l’esercizio quotidiano è possibile educare la propria mente alla pace, liberandola dalle preoccupazioni inutili per far affiorare l’essenza della nostra scintilla interiore, collegando l’uomo a Dio.