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F--iLOWERS AND PLANTS PRESENTATION

Eleonora Mastrorilli

Created on March 12, 2023

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Transcript

Il tardo classicismo

Prassitele

Prassitele (in greco antico: Πραξιτέλης, Praxitélēs; Atene, 400/395 a.C. – 326 a.C.) è stato uno scultore greco antico vissuto nell'età classica ed attivo dal 375 a.C. alla sua morte. Viene considerato uno dei grandi maestri della scultura greca del IV secolo a.C. insieme a Skopas e Lisippo.

"La sua Afrodite supera in bellezza , maestria e fama non solo le sue stesse statue, ma anche tutte quelle dei suoi predecessori, tanto da primeggiare sul mondo intero''

Plinio il Vecchio cit.

Afrodite cnidia

Scheda analisi

  • Nome: Afrodite Cnidia
  • Autore: Prassitele
  • Data: 360 a.C
  • Copia: I sec d.C dall'originale
  • Altezza: 205 cm
  • Materiale: Marmo
  • Dove: Roma

ma come veniva creata una scultura?

Predilesse il marmo e diedealle sue opere un ritmo aggraziato e sicuro, che supera la tradizionale importazione verticale delle figure, alla ricerca di linee sinuose, che spesso necessitano di un appoggio per non sbilanciarsi.

Venere nell'arte

Venere Lorenzo Lotto 1540

Venere di Botticelli 1484

Nascita di Venere 1863

Afrodite Cnidia 360aC

La mutilazione di Urano da parte di Crono XVI

Venere di Giorgione e Tiziano 1510

Venere

nel suo splendore

Venere di Botticelli 1484

Venere di Giorgione 1510

Venere di Lorenzo Lotto

olio su tela

olio su tela

pittura a tempera

Venere

nel suo splendore

Venere di Botticelli

Venere di Giorgio Vasari XVI

Venere di Alexandre 1863

pittura a tempera

olio su tela

Scopa

Sappiamo che nacque a Paro, circa nel 417 a.C, sull'isola del mar Egeo e che il suo lavoro si concentrò soprattutto in Attica, Asia minore e nel Peloponneso. Le informazioni sulla sua vita sono pochissime, probabilmente suo padre fu lo scultore Aristano di Paro, citato da Pausania. Fu uno scultore è un architetto, nonché precursore della scultura ellenistica. Si dedicava principalmente a statue raffiguranti divinità e venne fatto un parallelismo con Prassitele. La fama di Scopa permane per tutta l'antichita grazie alla sua capacità di esprimere i sentimenti.

Scopa

  1. Skopas infrange i contorni, Prassitele sceglie una via molto più sottile e modulare, quasi insensibilmente i contorni della statua e inserire l’opera all’interno dello spazio.
  2. In Prassitele i volti sono dolci e sognanti, in Scopa agitati e invasati.
  3. Prassitele è lo scultore dell'eleganza ed eccellenza, Scopa al contrario del pathos

Prassitele

  1. Sono scultori e utilizzano prettamente il marmo e il bronzo
  2. Sottolineano la dinamica dei personaggi
  3. Entrambi lasciano da parte la perfezione scultorea ma si soffermano sull'espressività .
  4. Introducono proporzioni reali nelle sculture

VS

Scheda analisi

  • Nome: Menade Danzante
  • Autore: Scopa
  • Data: 340 a.C
  • Copia: II sec d.C dall'originale
  • Altezza: 45 cm
  • Materiale: Marmo
  • Collezione: Skupturensammlung, Dresda, Germania

Descrizione:

Giovane donna colta nell'atto di danzare chiamata Menade.Le Menadi dette anche Baccanti, erano donne in preda alla frenesia e invasate da Dionisio. Esse celebravano il Dio principalmente danzando a suon di flauti e tamburelli. La figura vitale della donna ruota violentemente su se stessa ed è attraversata da un ritmo agitato che ne torce il corpo , facendola protendere in avanti. La testa è gettata all'indietro e i capelli sciolti e ondulati.

Significato sChema statua:

La linea curva da un senso di slanciatezza, si percepisce il corpo in muovimento, mentre si lancia in avanti.La posizione a torsione esprime l'eusforia che prende la donna, intenta nell'atto di danzare, si presume che gli arti mancanti seguissero la torsione del corpo. La proporzionalità rende la figura realistica. La statua ,impostata secondo un ornamentale stile ad arco, mostra la volontà dello scultore di spingere all'estremo il muovimento anche delle sculture, non solo dei frontoni. La sua è un arte che non cerca la perfezione ma l'espressività

Nike di fidia

Scolpita con la tecnica del panneggio bagnato, molto elaborata. Vengono sottolineate le pieghe della veste.

+ INFO

VS

La veste della menade

Scomposta dai muovimento della danza, si apre lasciando il corpo nudo. Panneggio molto semplice.

+ INFO

" Invero il marmo, pur conservando lapropria natura, sembrava sorpassare la legge dei marmi; infatti quello che appariva real- mente era una statua, ma l'arte aveva spinto l'imitazione fino alla verità."

Callistrato

Il mausoleo di alicarnasso

Definita da Plinio il vecchio una delle sette meraviglie del mondo antico doveva risultare simile a questa,che è stata possibile ricostruire grazie alle sue testimonianze.

La nascita:

Il Mausoleo di Alicarnasso è il tempio-tomba che Artemisia - sorella e consorte di Mausolo, satrapo della Caria - fece costruire per ospitare le spoglie del marito. L'imponente monumento fu costruito tra il 353 e il 350 a.C. Edificato tra il teatro e la baia, nel centro della città come era tradizione per le tombe dei fondatori delle colonie nel mondo greco, il sepolcro aveva dimensioni straordinarie: Plinio il Vecchio ce lo descrive di pianta rettangolare, con i lati di 35 e 40 metri.

Architettura

L’opera architettonica fu affidata a due gradi architetti, Pitis e Satiro. Esso sorgeva nell’angolo Nord-Est di un’ampia terrazza , cui si accedeva mediante un propileo dall’agorá quadrata. Il mausoleo era costituito da un poderoso zoccolo alto 20 metri poggiato sopra un crepìdoma di tre gradini, sui quali si elevava un basamento in marmo bianco. Sopra il podio poggiava la perìstasi, ornata dai cassettoni del soffitto, rin- venuti insieme ai plinti delle colonne ioniche che correvano su ogni lato, circondando la cella. È probabile che dietro il colonnato, sul muro della cella, si sviluppasse un secondo fregio con carri.

Apparato decorativo

Timoteo

Briasside

Leocare

Scopa

realizzò la decorazione del lato sud

Si occupò del lato occidentale

Decorò la fronte, cioè il lato est

Si occupò del lato nord

Cosa ne resta

A completare il tutto dovevano essere presenti oltre quattrocento statue. La camera sepolcrale, intagliata nella roccia, si trovava all’interno, disassata rispetto al resto del monumento. Alcuni resti sono conservati al British Museum.Venne poi distrutto presumibilmente da un terremoto del XIV secolo, ma altre fonti sostengono che al tempo delle crociate i Cavalieri Ospedalieri demolirono la temba e utilizzarono i materiali per la costruzione di Castel San Pietro.

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